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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Inceneritori e polveri ultrafini
MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 03:59 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 3
gbuonanno67 ha scritto:
Cari amici,
dal momento che mi sembra sia tirato per la giacca, ritengo utile intervenire sul tema riportato in oggetto.
Nell'ambito delle misure di aerosol (atmosferico e in emissione da sorgenti puntiformi) sono responsabile di diverse linee di ricerca iniziate da qualche anno. Ho la disponibilità di strumentazione SMPS/APS + sistema di diluizione che permette la misura della concentrazione di polveri in termini di numero (ovvero si contano le particelle) fino a dimensioni di 4 nanometri.
Verità n.1: le famose nanoparticelle si misurano...


Senti, ti ringrazio per avermi elencato le tue verità, ti vorrei solo chiedere: secondo te, l'aumento di tumori e le mutazioni genetiche che si registrano nelle aree attorno agli inceneritori, sono causati dallo stress ? e i pascoli e le falde acquifere avvelenate. Per assurdo potrei anche darti ragione e sostenere con te che non si tratta di nano polveri come evidenziato negli studi di Montanari ed altri..si tratta di una nuova sindrome di autosuggestione; il vedere un inceneritore o termo valorizzatore vicino casa ci stressa a tal punto che lo sviluppo di tumori aumenta considerevolmente. Bene.. non mi interessa sapere che terapia tu proponi per combattere questo "stress" da inceneritore, semplicemente devono sparire fino a quando non si farà chiarezza assoluta sulla loro sicurezza.
Non solo.. devono sparire fino a quando l'uomo non troverà il modo di liberarsi delle ceneri (rifiuti molto pericolosi che necessitano di discariche speciali) magari spedendole verso un buco nero vicino al nostro sistema solare.


qualche verità:

verità numero uno: alla bellissima legge del 1992 che si propone di destinare il 7% delle bollette enel al sovvenzionamento delle fonti energetiche alternative, viene aggiunta la parola "e assimilate" rendendo cosi possibile finanziare cose come gli inceneritori

verità numero due: l'energia prodotta da un inceneritore con impianto di recupero energia (o termo valorizzatore se vogliamo nascondere la sua natura) viene pagata da 9 a 14 centesimi a chilowattora e il gestore per ogni
tonnellata di rifiuto termo valorizzato, grazie alla poca elettricità prodotta, riceve un incentivo che varia da 25 a 50 euro

verità numero tre: nelle citta in cui sono presenti inceneritori la raccolta differenziata stenta a superare il 30-40% questo perchè un inceneritore ha bisogno di funzionare il più a lungo possibile per essere "vantaggioso" se la raccolta differenziata si diffonde l'inceneritore ha fame.
Questa verità, è legata a doppio filo con il forte incentivo che il gestore riceve per ogni tonnellata di rifiuto bruciata.

verità numero cinque: questi Termo valorizzatori , o più correttamente, questi impianti di smaltimentocome stabilito dalla Corte di Giustizia Europea, con le sentenze C-228/00 e C-458/00 del febbraio 2003 (la quantità di energia recuperata è
inferiore di 5-6 volte quella prodotta) si attestano su un rendimento inferiore al 20%.
Le moderne centrali elettriche a cogenerazione si avvicinano al 70% e non hanno tutte le controindicazioni di un inceneritore a recupero energetico.


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 Oggetto del messaggio: Re: Inceneritori e polveri ultrafini
MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 09:28 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
yuzaman ha scritto:
.. secondo te, l'aumento di tumori e le mutazioni genetiche che si registrano nelle aree attorno agli inceneritori, sono causati dallo stress ? e i pascoli e le falde acquifere avvelenate. Per assurdo potrei anche darti ragione e sostenere con te che non si tratta di nano polveri come evidenziato negli studi di Montanari ed altri..si tratta di una nuova sindrome di autosuggestione; il vedere un inceneritore o termo valorizzatore vicino casa ci stressa a tal punto che lo sviluppo di tumori aumenta considerevolmente. Bene.. non mi interessa sapere che terapia tu proponi per combattere questo "stress" da inceneritore, semplicemente devono sparire fino a quando non si farà chiarezza assoluta sulla loro sicurezza.
Non solo.. devono sparire fino a quando l'uomo non troverà il modo di liberarsi delle ceneri (rifiuti molto pericolosi che necessitano di discariche speciali) magari spedendole verso un buco nero vicino al nostro sistema solare.

Mi pare di aver capito che gli studi delle emissioni in polveri ultrafini che il Prof Buonanno ci ha dato riguardano un impianto particolare in lazio, dove ci sarebbero filtri adeguati. Bisognerebbe vedere se anche attorno a quel preciso impianto vengono segnalate le stesse % di mutazioni e di tumori che ricordavi. In caso negativo potremmo dire che forse era un problema legato ai vecchi inceneritori (che dovremmo dismettere), non alle nuove tecnologie.

Quanto alle polveri esiste una tecnologia di trattamento dei rifiuti (ci sono due impianti in giappone) in grado di smaltirli completamente, dando come risultato finale tutti i metalli ricuperabili, pronti per la fonderia ed un residuo vetroso inerte buono ad esempio per essere usato nella pavimentazione stradale. E questo vale ovviamente per le polveri di un inceneritore come per quelle degli impianti termoelettrici. Questo impianto pero' ha il difetto che dici tu piu' sotto (n° 3) e cio' necessita per funzionare di rifiuti decisamente umidi avendo pero' come vantaggio una maggiore produzione di energia e la possibilità di distruggere anche i rifiuti speciali.

Quanto al discorso dei contributi hai ragione, senza di loro molte innovazioni non sarebbro sostenibili ma dovremmo esaminarli tutti: quelli all'agricoltura, quelli all'eolico ed al solare, quelli alla produzione biologica e tanti altri. Sono tutti utili ma hanno il rovescio della medaglia di falsare decisamente il mercato. Ma appunto vale non solo per i termovalorizzatori.

Ciao e grazie comunque del tuo importante contributo.

Francesco


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MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 16:30 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 74
Infatti Francesco è per la distorsione ke creano al mercato ke sono contrario in genere ai sussidi (oltre al principale aspetto economico di distogliere fondi da settori importanti come Sanità, Sociale, Giustizia, Ricerca); l'unica tipologia di sussidio ke accetto sono quelli alla riduziine dell'impatto ambientale, eolico, solare, magari sotto forma di sgravi fiscali


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MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 16:58 pm 

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Messaggi: 10
Caro yuzaman,
cercherò di rispondere in modo costruttivo senza lasciar spazio ad una sterile polemica.

Nel tuo intervento parli di mutazioni genetiche vicino gli inceneritori. Saresti così cortese nel fornire qualche riferimento bibliografico? E a proposito: potresti includere anche qualche lavoro scientifico del dott. Montanari che correli in modo chiaro e inequivocabile le emissioni da inceneritori con quanto lui afferma?

Vedi, io non sono un tuttologo ma conosco gli argomenti su cui faccio ricerca. preferisco non esprimermi su ciò che non conosco e di cui esiste un'unica fonte sulla rete !?!

Riguardo le tue verità sono in accordo con le prime due, parzialmente con la terza e quinta. Dire che un inceneritore ha rendimento del 20-25% vuol dire che dell'energia chimica primaria in seno al combustibile, il 25% è convertita in energia elettrica (gira sulla rete anche la versione di questi impianti come energivori, ovvero rendimenti negativi!). Sono d'accordo nel constatare un valore contenuto ma vorrei ricordare che la finalità principale degli inceneritori è quella di smaltire rifiuti riducendone in modo estremamente significativo la massa (e ancor più il volume) da smaltire in discarica. E gli incentivi sono probabilmente nati per dotare anche l'Italia di questa forma di smaltimento.

Tornando alle mie verità, non posso non aggiungere che gli aspetti da analizzare sono ancora tanti: composizione chimica delle polveri, migliore misura dei valori di concentrazione in termini di area superficiale e volume, analisi della termodinamica dell'aerosol in atmosfera...

Ribadisco il concetto: gli inceneritori inquinano. Il problema è quantificare: confrontare con altre fonti.

Ti voglio dare un'altro dato: le emissioni dell'inceneritore nella mia provincia rappresntano in termini di numero di particelle emesse il 5% delle particelle emesse dai mezzi di raccolta e trasporto rifiuti della filiera intera.

Credi sia giusto avere il tuo atteggiamento fideistico contro gli inceneritori sulla base del sentito dire o converrebbe cominciare ad analizzare la logistica dei trasporti?

Sperando in un tuo intervento costruttivo porgo cordiali saluti

GB


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MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 17:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 74
A PROPOSITO DI INCENERITORI-TERMOVALORIZZATORI
L'Unione Europea boccia l'inceneritore di Brescia

Come era facilmente prevedibile negli inceneritori va a finire di tutto (!) purchè sia fonte di profitto per qualcuno:
"La Comunità Europea ha messo in mora l'inceneritore di Brescia, quello che viene proposto come esempio per il futuro inceneritore, o termovalorizzatore come pomposamente lo chiamano, di Rivalta Scrivia.
Il motivo?
Per assicurarsi maggiore snellezza burocratica la ASM (Azienda Servizi Municipali) aveva assicurato che sarebbero state bruciate solo biomasse, cioè materiale organico, costruendo a tal fine un separatore
nella vasca di raccolta dei rifiuti.
Invece all'inceneritore sono arrivati da tutta Italia soprattutto rifiuti speciali, in particolare pulper di cartiera proveniente dalla lavorazione della carta da riciclo, rifiuti industriali e agroindustriali.
Ora naturalmente la ASM giurerà che si è trattato di un disguido, e che in futuro si atterrà alle normative, almeno fino alla prossima messa in mora,
ma ribadirà che, visto che l'inceneritore ormai c'è,
bisogna pur continuare a farlo funzionare.
Le previsioni che le associazioni ecologiste avevano fatto si sono avverate:
* l'impianto di Brescia era stato costruito per soddisfare le esigenze della provincia, 500.000 t/anno, ed è stato poi ampliato per
raggiungere le 750.000 t/anno, con previsione di ulteriori aumenti se gli affari andranno bene;
* pur di farlo funzionare a tempo pieno si è finito per incenerire qualunque rifiuto, soprattutto quelli che danno un maggior guadagno;
* Brescia è diventata una città con una delle più elevate contaminazioni al mondo da PCB e diossine;
* le casse della ASM si sono arricchite, la salute dei cittadini si è impoverita...
A Tortona sono ancora in tempo!
I loro amministratori avevano preso Brescia a modello per la trattazione dei rifiuti, a partire dall'inceneritore (non è un mistero che la ASM di Brescia sia interessata all'acquisto o a qualche forma di partecipazione).
Ora, mostrando un po' di umiltà, ci ripensino e accettino di discutere delle altre modalità di trattamento dei rifiuti che, nella loro completa indifferenza, da tempo stanno loro proponendo.
A proposito, lo studio commissionato alle università sulla localizzazione dell'inceneritore è misteriosamente secretato da più di un anno; cosa si vuol nascondere ai cittadini?"


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 00:08 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 31
Le fonti:

I rapporti degli ordini dei medici tra cui vale la pena di citare quello del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici francesi ed i principali sindacati medici che hanno chiesto una moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori in Francia, in quanto producono centinaia di sostanze tossiche che si liberano nell’atmosfera.
Il rapporto dell'ordine dei medici dell'Emilio Romagna smentito dalle affermazioni di Veronesi a cui ha replicato la nota oncologa Patrizia Gentilini: “Dopo aver visto questa sera la trasmissione di Fazio e l’intervento di un suo ospite, penso che il Malato più grave oggi in Italia sia questa medicina asservita ai grandi interessi economici“.
Altri studi riguardanti i danni cancerogeni derivanti da inalazione di nanoparticelle che gli inceneritori ri rilasciano:
1 – A.M. Gatti, M. Ballestri, A. Bagni, Granulomatosis associated to porcelain wear debris, American Journal of Dentistry 2002, 15(6): 369-372.2 - E. Sabbioni, A.M. Gatti, T. Hartung 2004 Pathology of new diseases induced by nanomaterials and in vitro toxicology research. Pathology International 50:S141-148 3 – A.M. Gatti Biocompatibility of micro- and nano-particles in the colon (part II) Biomaterials vol.25, 3, Feb 2004 385-392 - http://nano.cancer.gov/resource_center/ ... chines.asp 4 – A.M. Gatti, S. Montanari “ Approccio bioingegneristico alla Sindrome dei Balcani” Fisica in Medicina 2004, n.2 , 107-114.5 - M. Lucarelli, E. Monari, A.M. Gatti, D. Boraschi Modulation of defence cell function by nanoparticles in vitro. Key Engineering Materials.2004, Vol. 254-56, 907-10 (ISBN 0-87849-932-6), 6 – K. Peters, R. Unger, A.M. Gatti, E. Monari, J. Kirkpatrick Effects of nano-scaled particles on endothelial cell function in vitro Studies on viability, proliferation and inflammation, J. of Material Science: Mat. in Medicine 15 (4), 321-325, 2004. 7 – A.M. Gatti, S. Montanari, E. Monari, A. Gambarelli, F. Capitani, B. Parisini Detection of micro and nanosized biocompatible particles in blood. J. of Mat. Sci. Mat in Med. 15 (4): 469-472, April 2004 http://dx.doi.org/10.1023/B:JMSM.0000021122.49966.6d8 – A.M. Gatti, S. Montanari La cosiddetta sindrome dei Balcani: un approccio bioingegneristico Fisica in Medicina N. 2/2004 aprile-giugno.9 – A.M. Gatti, S. Montanari Risk assessment of micro and nanoparticles and the human health, Chapter of Handbook of Nanostructured biomaterials and their applications ed American Scientific Publisher USA 2005, cap. 12, 347-369.10 – A.M. Gatti Un paese contaminato in Il fantasma in Europa di S. Divertito e L. Leone. Ed. Il segno dei Gabrielli Editori, Cap. 4.1 pag. 209-215, 200411 - S. Divertito, A. Gatti Le nanoparticelle assassine Capitolo n. 4 sul libro Uranio:il nemico invisibile, Infinito Edizioni, Roma, 200512 - A.M. Gatti Uranio impoverito. Neoplasie e alte temperature. La morte a forma di sfera la Rinascita p.117-24, Marzo 2005 ISBN 88-89602-07-413 - A.M. Gatti, S. Montanari, Retrieval analysis of clinical explanted vena cava filters J. of Biomedical Materials Research: Part B. 77B, 307-314, 2006 IF 2.105 (Rank 2-di 15).14 – A.M. Gatti, S. Montanari, A. Gambarelli, F. Capitani, R. Salvatori In-vivo short- and long-term evaluation of the interaction material-blood Journal of Materials Science Materials in Medicine, 2005, 16, 1213-1915 - S. Montanari, A.M. Gatti Nanopathology and nanosafety. Proceedings of the international School on advance material science technology VII Course, “Nanotechnologies for drug delivery and medical applications. Iesi, settembre 2005 16 - G. Barbolini, A.M. Gatti, Nanopatologia. Trattato di Istopatologia. Ed. Piccin Nuova Libraria Padova ISBN 88-299-1769-9 2006, Cap.1.5 pag 75-8017 - G. Barbolini, A.M. Gatti, B. Murer, Pleura, Trattato di Istopatologia. Ed. Piccin Nuova Libraria Padova ISBN 88-299-1769-9 2006, Cap 8.4 pag 1081-1098 .18 - K. Peters, R. Unger, A.M. Gatti, E. Sabbioni, A. Gambarelli, J. Kirkpatrick, Impact of ceramic and metallic nanoscaled particles on endothelial cell functions in vitro. Nanotechnologies for the life Sciences Vol.5 Nanomaterials- Toxicity, Health and Environmental Issues Ed. By Challa S.S. R. Kumar Wiley –VCH Verlag GmbH &Co. KGaA 2006. 108-129. ISBN: 3-527-31385-0, vol. 5, 108-125.19 – A.M. Gatti, L’inquinamento bellico come causa di nanopatologie capitolo del libro “URANIO“, M.I.R. Edizioni, novembre 2005 pag. 6-35, ISBN 88-88282-70X20 - T. Hansen, G. Clermont, A. Alves, R. Eloy, C. Brochhausen, J.P. Boutrand, A.M. Gatti, J. Kirkpatrick, Biological tolerance of different materials in bulk and nanoparticulate form in a rat model: Sarcoma development by nanoparticles J. R. Soc. Interface (2006) 3, 767-775 doi:10.1098/rsif.2006.0145.21 - S. Montanari, A.M. Gatti Nanopatologie: Cause ambientali e possibilità di indagine Ambiente Risorse salute n. 110 Settembre ottobre 2006, 18-24.23 – A.M. Gatti Le due guerre (http://www.francarame.it/?q=node/356) Blog della senatrice Franca Rame24 – A.M. Gatti La guerra invisibile (http://www.francarame.it/?q=node/332) Blog della senatrice Franca Rame25 - A.M. Gatti La guerra in casa (http://www.francarame.it/?q=node/309) Blog della senatrice Franca Rame26 - A.M. Gatti La guerra di tutti (http://www.francarame.it/?q=node/419) Blog della senatrice Franca Rame27 – A.M. Gatti, M. Ballestri, G. Cappelli Nanoparticles: potential toxins for the organism and the kidney? CRITICAL CARE NEPHROLOGY, 2nd Edition, Basic Physiology, Chapter 235 :2007. 28 – S. Montanari Nanopatologie, ambiente e inceneritori – Medicina Democratica 168/172 (2007) pagg. 51-58

29 – S. Montanari Il girone delle polveri sottili Ed. Macro
30 – A.M. Gatti, S. Montanari “Nanopathology” Ed. Pan Stanford 2007, ISBN 10-981424100831 – S. Montanari “L’insidia delle poveri sottili e delle nanoparticelle”, Ed. Macro 2007, ISBN 887507894132 – S. Montanari, A.M. Gatti Inquinanti atmosferici, non solo tosse – 7° Congresso nazionale dell’Associazione Italiana per lo Studio della Tosse – Bologna, 8-9 febbraio 2008

Il fatto strano è che chi si spende in tesi a favore degli inceneritori è sempre in evidente conflitto di interessi. Veronesi non è il solo.


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 11:19 am 

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Messaggi: 10
Non mi sembra ci sia una sola pubblicazione (dell'unico gruppo di ricerca Montanari-Gatti) che almeno dal titolo dia correlazioni certe tra inceneritori ed eventuali patologie.
Io non voglio discutere sul livello scientifico di Gatti-Montanari (anche perchè non è il mio campo) ma su affermazioni che devono essere supportate da lavori scientifici anche e soprattutto di altri ricercatori.
Scusate ma sono scettico di natura ...

Buona giornata


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 11:32 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 31
Rapporto medico da oltremanica
Juliet Duff, Irish Doctors Environmental Association (IDEA)

L’incenerimento è un argomento di attualità in Irlanda dal momento che il nostro governo sta portando avanti dei
piani finalizzati alla realizzazione di numerosi inceneritori sul nostro territorio per affrontare il problema dei rifiuti.
La storia ha dimostrato che occorrono decine di anni per identificare gli effetti sulla salute di procedure che
portano ad un aumento dei composti chimici nell’ambiente.
Più volte i primi segnali di avvertimento sono stati ignorati e di seguito si sono rivelati ben più importanti di
quanto si potesse ipotizzare all’inizio. Oltre alle ben note premature rassicurazioni date in passato circa l’utilizzo
di pesticidi tossici come il DDT, era anche inattesa la scoperta che la maggiore fonte di contaminazione da
diossina negli alimenti fosse negli inceneritori di vecchia generazione nel Regno Unito.
Per queste ragioni, la British Society for Ecological Medicine ha recentemente pubblicato un rapporto sugli effetti
sulla salute provocati dagli inceneritori di rifiuti. Nella loro introduzione, i medici inglesi spiegano che lo scopo del
loro lavoro è quello di esaminare ogni evidenza al fine di ottenere una valutazione equilibrata di quali potranno
essere i rischi per la salute collegati agli inceneritori di nuova e futura generazione.
L’incenerimento non risolve il problema dei rifiuti, ma si limita a ridurne la quantità approssimativamente al 30 -
50 % della loro massa originale, che viene trasformata in una cenere che contiene una concentrazione di alcune
delle sostanze più tossiche, come le diossine e i metalli pesanti. Lo smaltimento in sicurezza di questi rifiuti
tossici è molto problematico per via degli inquinanti che filtrano dalle discariche, raggiungono le falde e
contaminano l’acqua in un modo che viene considerato praticamente irrimediabile. La Commissione Europea ha
dichiarato che questa potrebbe essere in futuro una delle sorgenti più importanti di diossine.
Bisogna tenere presente anche il rischio di incidenti durante il trasporto di queste ceneri tossiche verso i siti di
interramento. Gli inceneritori rilasciano centinaia di sostanze chimiche tossiche nell’atmosfera durante la
combustione dei rifiuti. Poche sono le conoscenze circa i rischi di molte di queste sostanze, particolarmente
quando sono combinate fra loro. L’esatta composizione delle emissioni di un inceneritore è difficile da valutare e
dipende da cosa viene bruciato, dall’efficienza dell’impianto di incenerimento e dalla disponibilità di sistemi di
abbattimento degli inquinanti. Siccome la natura chimica dei rifiuti è variabile, la potenzialità di effetti nocivi delle
emissioni degli inceneritori è molto difficile da valutare.
In termini di effetti sulla salute, alcuni dei più importanti costituenti delle emissioni sono i materiali particolati, i
metalli pesanti e i prodotti della combustione delle sostanze chimiche sintetiche. Il materiale particolato (PM) è
una complessa miscela di particelle organiche ed inorganiche, che possono essere sospese nell’aria in forma
solida, liquida o entrambe. C’è una vasta documentazione, in costante aumento, che evidenzia i danni alla
salute dei materiali particolati trovati nelle emissioni degli inceneritori. Ricerche fatte a Bonn nel 2004 a cura
della WHO European Centre for Environment and Health, hanno portato ai seguenti risultati.
Il materiale particolato (PM) aumenta il rischio di morte respiratoria nei bambini di età inferiore ad un anno,
danneggia lo sviluppo della funzionalità polmonare, aggrava l’asma e causa patologie respiratorie di tipo
bronchitico nei bambini. Il PM 2,5 danneggia seriamente la salute, aumentando i decessi da accidenti
cardiovascolari, da malattie respiratorie e da tumori polmonari. L’aumento della concentrazione di PM 2,5
aumenta il numero di accessi al pronto soccorso per cause cardiovascolari e respiratorie. Il PM 10 determina un
aumento delle patologie respiratorie, come indicato dal numero di ricoveri per malattie dell’apparato respiratorio
(Rapporto WHO, 2005; 2).
In tema di metalli pesanti, vari metalli trovati nelle emissioni e nelle ceneri prodotte dagli inceneritori, sono
conosciuti o sospetti come cancerogeni. Queste tossine, nel tempo, si accumulano nel nostro organismo. Nei
bambini sono state correlate con varie patologie tra cui l’autismo, la dislessia, le allergie, i comportamenti
impulsivi, i deficit di attenzione, i disturbi da iperattività, le difficoltà di apprendimento, la diminuzione
dell’intelligenza e l’aggressività. Gli adulti esposti a particolato hanno dimostrato maggiori livelli di violenza,
demenza e depressione rispetto ai non esposti. Il particolato è stato correlato anche con il morbo di Parkinson.
L’inalazione di alcuni tipi di particelle, come nichel, berillio, cromo, cadmio ed arsenico, aumenta il rischio di
cancro del polmone. Il mercurio, che è uno dei metalli più pericolosi, è neurotossico ed è implicato nelle difficoltà
di apprendimento, nell’iperattività e nella malattia di Alzheimer.
Il rapporto ha anche riscontrato che un notevole numero di tossine emesse da un inceneritore può causare
danni al sistema immunitario. Si pensa attualmente che l’effetto sinergico della combinazione di varie tossine
possa determinare un danno immunitario maggiore rispetto a quello prodotto dai singoli inquinanti [n.d.t.: in
farmacologia questo effetto viene definito sinergismo con potenziamento]. Molte di queste sostanze chimiche
sono solubili nei grassi e possono accumularsi nei nostri organi e nei nostri tessuti. Queste sostanze sono
particolarmente pericolose per i bambini non ancora nati, perché molte di queste tossine sono trasmesse
attivamente al feto attraverso la placenta materna, per un errore dell’organismo, che le scambia per minerali
essenziali. Fino alle ultime fasi della gravidanza, gli unici tessuti grassi del feto sono nel sistema nervoso ed in
particolare nel cervello, dove queste pericolose sostanze possono accumularsi.
Il National Research Council fu istituito per informare il governo degli Stati Uniti sulla quantità di popolazione che
sarebbe stata esposta ai rischi per la salute causati dagli inceneritori. La conclusione fu che gli inquinanti
persistenti nell’aria, come diossine, furani e mercurio, possono essere dispersi su vaste regioni, ben oltre le aree
locali e persino nelle nazioni confinanti. Il cibo inquinato da un inceneritore può essere consumato sia da persone del posto che da persone che abitano molto lontano, per via dei trasporti degli alimenti a mercati, che si
possono trovare anche a grande distanza dal luogo di produzione.
In ogni caso, le popolazioni distanti sono verosimilmente più esposte a causa dei trasporti a lungo raggio,
piuttosto che dalla deposizione di inquinanti su cibi coltivati in posti lontani da inceneritori
(B.S.E.M.report,2005;34). Valutando gli impianti moderni, che causano un minore inquinamento, gli studiosi
hanno rilevato che le ceneri risultano più tossiche e vengono più facilmente trasportate dal vento. Questo è un
fatto di importanza cruciale, perché non ci sono ancora metodi adeguati per trattare queste ceneri volanti ed è
noto che sono scarsi i regolamenti in materia.
Il costo dell’incenerimento è enorme, non solo per il costo della lavorazione, che è già molto alto, ma anche in
termini di danni alla salute e all’ambiente, che possono costare cifre molto alte a carico della collettività. E’ stato
esattamente per questo tipo di situazioni di rischio che il Principio di Precauzione è stato introdotto nelle leggi
nazionali ed internazionali. Un recente riesame degli effetti sulla salute causati dagli inceneritori ha riscontrato
una correlazione positiva con la comparsa di tumori e di malformazioni congenite. In base alle evidenze
presentate in questo rapporto, si direbbe che la realizzazione di inceneritori di rifiuti urbani non sia soltanto una
contravvenzione al Principio di Precauzione, ma anche una possibile violazione delle leggi Europee.
Infine, gli autori del rapporto notano che a fronte di questi risultati e delle difficoltà nella ricerca delle cause del
cancro e di altre malattie croniche, è oggetto di considerevole preoccupazione il fatto che gli inceneritori sono
stati realizzati senza un esauriente sistema di studio degli effetti sulla salute e che altri impianti sono in
programma senza un adeguato monitoraggio delle emissioni e dello stato di salute delle popolazioni locali
(B.S.E.M. report, 2005; 21).
Come fa notare il Professor C. V. Howard del Centre for Molecular Biosciences, University of Ulster, nella sua
prefazione del rapporto, l’incenerimento distrugge le responsabilità ed incoraggia le industrie a continuare a
produrre sostanze che creano problemi legati alla loro tossicità. Quando i rifiuti sono ridotti in cenere, chi può
dire chi li ha prodotti? Gli ultimi 150 anni hanno visto una progressiva "tossificazione" del flusso dei rifiuti con
metalli pesanti, radionuclidi e molecole alogenate sintetiche. E’ ora di iniziare ad invertire la tendenza e certo
non lo faremo continuando ad incenerire i rifiuti.
* medico, membro del Comitato tecnico giuridico dell'Osservatorio. L'articolo "Incinerators and their Health
Effects - June 2006-06-15" e' di Juliet Duff, Irish Doctors Environmental Association (IDEA).

Riferimenti:
British Society for Ecological Medicine Report (2005) The Health Effects of Waste Incinerators can be
downloaded from the website: www.ecomed.org.uk/pub_waste.php
WHO, EUROPE, fact sheet euro (04/2005) Berlin, Copenhagen, Rome, Particulate matter air pollution: how it
harms health, can be downloaded on: www.euro.who.int/document/mediacentre/fs0405e.pdf


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 Oggetto del messaggio: Per il bene comune
MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 14:43 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Scusate, ma trovo sciocco discutere SE incenerire inquini o sia meravigliosamente pulito. Tutti quelli che sostengono l'incenerimento sono evidentemente dei geni (e immagino abbiamo informazioni all'avanguardia, sconvolgenti e riservate... tipo che la legge di Lavoisier non in Italia non esiste), perchè praticamente TUTTO il resto del mondo va nella direzione opposta.

Il sig. Buonanno o non sa nulla (so di gente in buona fede che ha comprato l'ufficio sotto all'inceneritore), oppure è in malafede (purtroppo ne conosco tanti che campano in questo modo, uno in più non mi stupirebbe). Ora può eseguire il numero dell'accusato ingiustamente se vuole, ma la realtà delle cose non cambia.

Sinceramente, credo che chi non sa dovrebbe onestamente e semplicemente informarsi (nessuno nasce "imparato"), e i soliti furbetti - che snocciolano dati parziali come se fossero verità assolute - dovrebbero vergognarsi, e che verranno giudicati dai loro figli per queste figure sciatte e desolanti.

Il mondo va in una direzione, l'Italia e il PD no, per questioni meramente speculative (soldi... tanti, effettivamente... e chi se ne frega della salute degli italiani!).
O l'Italia e il PD sono davanti a tutti, oppure insistono in una direzione che all'estero (misteriosamente? senza motivo?) hanno abbandonato, o stanno abbandonando da tempo.

Inutile prenderci in giro: i media (e gli ambientalisti ignoranti o prezzolati) spacciano gli inceneritori per macchinari fantastici (e tra qualche anno gli stessi media ci verranno a dire che in realtà inquinavano, e che "ora" ci sono nuove strade, in realtà conosciute e praticate altrove da decenni).
Altrimenti che ragione ci sarebbe di tagliare così drasticamente la verità? (http://www.stefanomontanari.net/index.p ... 6&Itemid=1)

Questa non è una disputa scientifica o medica, è SOLO un bussiness economico: capisco che sia dura abbandonare un giro d'affari di miliardi di euro, ma ho sempre pensato (e penso ancora) che la salute venisse prima di tutto. Diciamo pure che gli inceneritori producono energia (non è vero, ma facciamo finta che lo sia): ha senso avere energia, se poi ci si ammala di cancro (e di molto altro)?

Se giustamente siete CONTRO gli inceneritori, scegliete PER IL BENE COMUNE, la lista del dott. Stefano Montanari (www.stefanomontanari.net e www.ilbenecomune.blogspot.com).
Se proprio volete dare un voto potenzialmente di maggioranza, piuttosto datelo a Di Pietro, che ha capito la nefandezza degli inceneritori (li ha tolti dal proprio programma), ma non può dirlo perchè sarebbe un suicidio politico (il PD che li ha nel primo punto del proprio programma...).

Il mio consigli è solo quello di votare con coscienza, pensando ai nostri figli.
SI INCENERITORI? NO VOTO!

Massimo Renaldini
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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 14:45 pm 

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maik1985 ha scritto:
... Poche sono le conoscenze circa i rischi di molte di queste sostanze, particolarmente
quando sono combinate fra loro. L’esatta composizione delle emissioni di un inceneritore è difficile da valutare e
dipende da cosa viene bruciato, dall’efficienza dell’impianto di incenerimento e dalla disponibilità di sistemi di
abbattimento degli inquinanti. Siccome la natura chimica dei rifiuti è variabile, la potenzialità di effetti nocivi delle
emissioni degli inceneritori è molto difficile da valutare....

Io vedo nelle frasi riportate il cuore del problema.
Non credo che si metta in dubbio la pericolosità di polveri e nanopolveri ma il problema è tecnologico.
Filtri adeguati, sempre perfezionati, controlli sistematici, monitoraggio costante.
Questo dovrebbe valere per tutte le fonti di inquinamento da combustione, non solo per gli impianti che bruciano rifiuti. Abbiamo gà accennato, mi pare, all'uranio presente nel carbone (ceneri e fumi).
Mi pare che il sito monitorato dal Prof Buonanno dimostri che sia possibile un abbattimento tale del problema da renderlo trascurabile in confronto a fonti ben piu' gravi (traffico, riscaldamento domestico etc). Su cui invece andrebbe una maggiore attenzione.

Ovvio che se si fa un'ottima differenziata e nessun criminale butta batterie (di veicoli o domestiche) nei rifiuti la possibilità che metalli pesanti come quelli elencati siano bruciati è quali nulla. I danni indicati infatti non dimostrano tanto la pericolosità degli inceneritori ma quella di quegli incivili che buttano di tutto nei rifiuti e la assenza di una efficace raccolta diffeneziata. E non mi si dica che batterie buttare indiscriminatamente in discarica siano meno pericolose che in un inceneritore.

Alla base di ogni catena di trattamento dei rifiuti ci deve essere sempre la differenziata. Batterie ed elettronica non devono finire in discarica o in un inceneritore, cosi' come tutto quanto sia riciclabile o riutilizzabile.

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 15:34 pm 

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Francé, qui sembra che nn si voglia capire! Gli studi di cui il Prof Buonanno fa finta di ignorare l'esistenza ce ne sono in quantità e non sono solo quelli di Montanari.
I filtri non trattengono tutto....poi siceramente mi fa ridere parlare delle friggitrici quando negli inceneritori cio' che si brucia, oltre al cartone altri materiali, è la plastica.
A Forlì sulle buste di plastica , comune che ospita un inceneritore, c'è scritto di metterle negli appositi cassoneti perché poi verranno incenerite risparmarmiando enormemente sulla bolletta.
Se dici che è necessario riciclare e mandare in inceneritore cio' che rimane allora sostengo che sia meglio mandare ciò che rimane della differenziata negli impianti di TMB visto che sono vantaggiosi economicamente e ambientalmente.
Poi basta con i conflitti d'interesse!!!
Facciamo la stessa cosa che si è fatta con i rifiuti tossici sversati nelle zone in cui vivo.


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 21:48 pm 

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maik1985 ha scritto:
Francé, qui sembra che nn si voglia capire! Gli studi di cui il Prof Buonanno fa finta di ignorare l'esistenza ce ne sono in quantità e non sono solo quelli di Montanari.
I filtri non trattengono tutto....poi siceramente mi fa ridere parlare delle friggitrici quando negli inceneritori cio' che si brucia, oltre al cartone altri materiali, è la plastica.
A Forlì sulle buste di plastica , comune che ospita un inceneritore, c'è scritto di metterle negli appositi cassoneti perché poi verranno incenerite risparmarmiando enormemente sulla bolletta.
Se dici che è necessario riciclare e mandare in inceneritore cio' che rimane allora sostengo che sia meglio mandare ciò che rimane della differenziata negli impianti di TMB visto che sono vantaggiosi economicamente e ambientalmente.
Poi basta con i conflitti d'interesse!!!
Facciamo la stessa cosa che si è fatta con i rifiuti tossici sversati nelle zone in cui vivo.

Da quello che ho letto in rete sul TMB a me pare che sia corrispondente ad una raccolta differenziata ben fatta, solo che invece di avere milioni di cittadini coscienziosi hai tutta una serie di meccanismi, qui ben descritti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattament ... -biologico
Ma se i cittadini fanno una buona differenziata, il TMB mi pare inutile perché non troverà mai le coese che cerca (vetro, plastiche, lattine e compagnia bella).
Alla fine di un buon sistema di differenziate e compostaggio o di un buonTMB, rimane un 30% che nessuno vorrebbe a casa sua, sia sotto forma di discarica sia sotto forma di inceneritore. Anche ammesso che si arrivi a fatica ad un 25% (piu' cose minuscole ricuperi e meno guadagni in massa e peso hai) rimane sempre 1/4 da gestire.
Chi non vuole, legittimamente, un termovalorizzatore sottocasa, accetterebbe una discarica?

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 22:08 pm 

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Francesco, hai letto solo una parte. Il TMB è integrativo della differenziata.....testuali parole prese dal link di wikipedia da te segnalato:

"Si approfondisce il funzionamento di un impianto tipo con un ingresso di 100.000 t/a di rifiuti urbani residui di una raccolta differenziata efficiente, sulla base dei dati del documento citato Gestione dei rifiuti a freddo, elaborato sulla base dell'esperienza tedesca."

Rispetto a ciò che rimane dal processo TMB ci sno varie possibili utilizzazioni:

1) per sottofondi stradali, per barriere stradali misto torba o utilizzato come materiale per altri fini...
2) Può essere usato come combustibile SOSTITUTIVO da usare in cementifici o industrie eliminando una fonte di emissione (si tratta di biomasse).
3) come materiale di copertura delle vecchie discariche dato che è inerte.


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MessaggioInviato: sab mar 01, 2008 10:25 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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maik1985 ha scritto:
Francesco, hai letto solo una parte. Il TMB è integrativo della differenziata.....testuali parole prese dal link di wikipedia da te segnalato:

"Si approfondisce il funzionamento di un impianto tipo con un ingresso di 100.000 t/a di rifiuti urbani residui di una raccolta differenziata efficiente, sulla base dei dati del documento citato Gestione dei rifiuti a freddo, elaborato sulla base dell'esperienza tedesca."

Rispetto a ciò che rimane dal processo TMB ci sno varie possibili utilizzazioni:

1) per sottofondi stradali, per barriere stradali misto torba o utilizzato come materiale per altri fini...
2) Può essere usato come combustibile SOSTITUTIVO da usare in cementifici o industrie eliminando una fonte di emissione (si tratta di biomasse).
3) come materiale di copertura delle vecchie discariche dato che è inerte.

Grazie delle precisazioni ma scusa se sono scettico sul fatto che a fronte di 100'000 tonnellate di rifiuti, residui di una differenziata efficente, si possano ancora trovare i tonnellaggi di carta e cartone, ferro, vetro ed addirittura plastiche e PET indicati nella documetazione. Io non considero affatto "efficente" una simile differenziata ma sono d'accordo sul fatto che il TMB è ottimo per la gestione biologica dell'umido di cucina, che ben difficilmente finisce nel compostaggio verde. Il residuo pero' mi pare che tu stesso ammetta che essendo una biomassa inerte, possa anche essere bruciato (accenni al cementificio).

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: sab mar 01, 2008 12:49 pm 

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Caro Maik1985,
ho letto i due riferimenti bibliografici da te segnalati. Devo dire, mi spiace, che trasuda molto ideologismo. Nel primo si mette in guarda dagli effetti del particolato (argomento noto nella letteratura scientifica) nel secondo (di cui allego le conclusioni) non c'è alcuna affermazione suffragata da campagne sperimentali al fine di individuare correlazioni dirette (tieni presente che potrei allegare lavori scientifici di ricercatori dell'EPA - anche loro collusi con i poteri forti ?!? - che MONITORANDO le emissioni di inceneritori di taglia molto maggiore di quella attuale, con valori di emissione molto più alti di quelli attuali non hanno riscontrato impatti significativi nel raggio di 8 km per quanto riguarda inquinanti persistenti). Anche nel secondo riferimento si mette in guardia genericamente dalle emissioni di particolato prendendo ancora come valori di emissione i 10 mg/m3. I moderni impianti emettono concentrazioni di 0.1 mg/m3, ovvero con presenza di polveri in massa confrontabile con quanto respiriamo in città (esiste un limite di 0.05 mg/m3 da superare non più di 35 volte l'anno, mentre nelle nostre città nel 2007 è stato superato anche per 200 giorni!!!).
Confermo ancora una volta l'inesistenza in letteratura di lavori scientifici di Gatti-Montanari sugli inceneritori. Mi spiace dirtelo, ma dal punto di vista scientifico quanto da te riportato non ha molto significato nella stima certa e diretta dell'impatto di inceneritori. Fammi aggiungere un'ultima considerazione: le discariche sono più impattanti degli inceneritori che ripeto hanno il pregio (oltre ai tanti difetti che nessuno vuole nascondere) di ridurre 1 tonn. di rifiuti a poco più di 50 kg di ceneri da smaltire come rifiuti pericolosi, con tutte le accortezze del caso. Inoltre, la quantità di diossine emesse dai TMB è ormai confrontabile a quella emessa dagli inceneritori ...

Buon fine settimana


1) Large epidemiological studies have shown higher rates of adult and childhood cancers and of birth defects around incinerators. Smaller studies and a large body of related research support these findings, point to a causal relationship, and suggest that a much wider range of illnesses may be involved.
2) Recent research has confirmed that particulate pollution, especially the fine particulate (PM2.5) pollution which is typical of incinerator emissions, is an important contributor to heart disease, lung cancer, and an assortment of other diseases, and causes a linear increase in mortality. Incinerators are in reality particulate generators, and their use cannot be justified now that it is clear how toxic and carcinogenic fine particulates are.
3) Other pollutants emitted by incinerators include heavy metals and a large variety of organic chemicals. These substances include known carcinogens, endocrine disruptors, and substances that can attach to genes, alter behaviour, damage the immune system and decrease intelligence. The dangers of these are self-evident. Some of these compounds have been detected hundreds to thousands of miles away from their source.
4) Additional dangers arise from radioactive particulates emitted from incinerators licensed to deal with hazardous waste.
5) Incineration only reduces the volume of waste by 30-50%. Modern incinerators produce far more toxic fly ash (air pollution control residues) than older incinerators; these pose important long term health risks. No adequate methods exist for the disposal of this ash.
6) The greatest concern is the long-term effects of incinerator emissions on the developing embryo and infant, and the real possibility that genetic changes will occur and be passed on to succeeding generations. Far greater vulnerability to toxins is documented for the very young, particularly foetuses, causing cancer, spontaneous abortion, birth defects or permanent cognitive damage. A worryingly high body burden of pollutants has recently been reported in two studies of cord blood from new-born babies.
7) Waste incineration is prohibitively expensive when health costs are taken into consideration. The EC Commission figures indicate that a single incinerator could cost the tax payer up to £50 million a year. Recent American data showed that strict air pollution control has saved tens of billions of dollars a year in health costs.
8) Waste incineration is unjust because its maximum toxic impact is on the most vulnerable members of our society, the unborn child, children, the poor and the chemically sensitive. It contravenes the United Nations Commission on Human Rights, the European Human Rights Convention (the Right to Life), and the Stockholm Convention, and violates the Environmental Protection Act of 1990 which states that the UK must prevent emissions from harming human health.


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