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MessaggioInviato: gio feb 14, 2008 23:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Sant’Iddio, ma perché devono essere sempre le persone competenti a raccontare le cose come stanno.

Il Prof. Rubbia ad Annozero, mette in chiaro lo stato dell’arte del nucleare.

Casini invece interviene solo dal punto di vista propagandistico senza conoscere la materia e le spara tanto per sparare.

Non illudiamoci che l’energia elettrica costi meno con l’entrata in funzioni delle centrali nucleari – ha detto Rubbia-

Semplice, ha fatto l’analisi dei costi.

Dice Bel Pietro, che l’unica soluzione per l’energia è solo il nucleare.

Poi attacca Prodi che ha puntato sul risparmio.

In una conferenza di qualche mese fa il presidente dell’Eni ha precisato che la prima fonte di energia è il risparmio che può arrivare oltre il 30%.

Come non dargli ragione se viviamo in un Paese di grilli canterini che sprecano energia a tutto andare.

A.Hopkins


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MessaggioInviato: gio feb 14, 2008 23:47 pm 

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UncleT ha scritto:
Sant’Iddio, ma perché devono essere sempre le persone competenti a raccontare le cose come stanno.


e' uno dei motivi per cui l'italia vive questo momentaccio.i migliori e più capaci come rubbia sono costretti ad andar via.

molto interessante quello che dice sul nucleare.

casini ad un certo punto aveva la faccia terrorizzata(davanti ad una persona competente non è facile dispensare cazzate)

ciao a tutti
luigi


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MessaggioInviato: gio feb 14, 2008 23:48 pm 

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giupersu ha scritto:
Dalla Wikipedia:

"Il problema maggiore legato alle scorie nucleari riguarda l'elevato numero di anni necessari affinché si raggiunga un livello di radioattività non pericoloso. In relazione ai tempo di emivita, tale arco di tempo è stato calcolato e gli anni necessari risulterebbero 20 000 nel caso di rifiuti provenienti da processi di riciclo del combustibile esausto, mentre occorrerebbe un tempo 100 volte superiore nel caso di scorie non trattate."

Sarei anche favorevole al Nucleare, purtroppo l'Italia è un paese fortemente sismico, e il pericolo di una catastrofe non è da sottovalutare, pur adottando ogni precauzione nella costruzione degli impianti. Continuerei l'opera iniziata da questo Governo, ovvero puntando sull'energia eolica o solare, e diffondendone l'uso capillarmente nelle regioni.



Ovviamente ci siamo dimenticati Cernobil ... dove un raggio di 30 Km attorno alla centrale non si potrà abitare per i prossimi 200 anni!

Ma siamo matti?

Rubbia ha detto che una centrale nucleare costa 5 miliardi di euro e che ce ne vorrebbero almeno 20 (una per regione), e 10 anni per costruirle, ed un costo per lo smaltimento dei rifiuti proibitivo.

Pensate ai casini burocratici a cui si va incontro ... dove neanche i rigassificatori vengono accettati.

Secondo me bisogna dare a Rubbia e ad un comitato scientifico la programmazione del fabbisogno energetico in italia .. ed i politici se ne stiano fuori per favore.

Un saluto

joblack


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 Oggetto del messaggio: risparmio
MessaggioInviato: gio feb 14, 2008 23:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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E' impotante, Bel Pietro credo che non abbia fatto bene i conti. d'altronde è un girnalista politico non un fisico matematico. il nucleare a fusione ha un problema: consuma più energidi quella che ricava, almeno per ora
Il vento è potentissimo, ma certe persone non vogliono le pale per motivi che non so, forse artistici e di paesaggio
L'idroelettrica non va perchè i laghi adatti sono sempre quelli


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 Oggetto del messaggio: Re: risparmio
MessaggioInviato: ven feb 15, 2008 00:48 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 23861
Ovviamente ci siamo dimenticati Cernobil ... dove un raggio di 30 Km attorno alla centrale non si potrà abitare per i prossimi 200 anni!

Ma siamo matti?


Joblack53
=======================

Un caro amico ne porta ancora i segni oggi.

Nei giorni successivi a Cernobil stava, in qualità di direttore dei lavori, nel cantiere del costruendo nuovo ospedale di Gemona (Udine), raso al suolo dal terremoto.

Nessuno era a conoscenza della presenza di radioattività in quanto non comunicata dalle autorità competenti.

Venne a saperlo solo qualche giorno dopo dal colonnello Ivo Nutarelli, solista delle Frecce Tricolori, che gli comunicò di aver ricevuto il divieto di levarsi in volo di addestramento per evitare il danneggiamento delle turbine in presenza di radioattività.

Quella radioattività gli ha procurato un tumore al cervello e come conseguenza degli effetti collaterali dell’operazione, non vede da un occhio e non sente da un orecchio.

Chissà quante altre persone sono state contaminate in quei giorni nell’area friulana e si sono trovate dei tumori senza saperne il perché.

A.Hopkins


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MessaggioInviato: ven feb 15, 2008 02:06 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 6306
L'arroganza dei politici e dei loro galoppini (nella fattispecie Belpietro) che pretendono di saperne più di un premio Nobel, è veramente irritante.

Rubbia comunque mi sembra che abbia detto una cosa a cui nessuno ha risposto (nè sembra ad oggi che nemmeno il PD sia ancora chiaro e convincente): cioè, che il problema non è nucleare sì, nucleare no. Ma la mancanza di un piano energetico nazionale e di un programma di ricerca serio e adeguatamente sostenuto.

In tali campi servono politiche di ampio respiro e risorse: altro che le chiacchiere di Casini e Belpietro!


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 Oggetto del messaggio: Chernobyl?
MessaggioInviato: ven feb 15, 2008 09:51 am 

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Messaggi: 95
joblack53 ha scritto:
Ovviamente ci siamo dimenticati Cernobil ... dove un raggio di 30 Km attorno alla centrale non si potrà abitare per i prossimi 200 anni!...


Beh, allora ci siamo dimenticati anche Three Miles Island, una centrale nucleare americana dove avvenne un incidente più o meno simile a quello di Chernobyl...
...però le centrali nucleari occidentali (come appunto quelle americane, inglesi e italiane) sono dotate di un involucro protettivo che, in caso di incidente, evita le fuoriuscite di materiale radioattivo.

L'esempio di Chernobyl, quindi, servì a far uscire l'Italia dal nucleare, ma in realtà è solo un esempio di quanto fossero insicure le centrali sovietiche, non di come sia necessario evitare l'uso di quell'energia :roll:

Il problema dei costi, poi, credo non sia il punto principale: una buona percentuale di energia prodotta con l'uranio toglierebbe ai paesi produttori di petrolio (e di gas) quella spada di Damocle che ci obbliga ad ingoiare dei bocconi (sia sui diritti umani che da un punto di vista economico) che... ci siamo capiti :wink:

Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Chernobyl?
MessaggioInviato: ven feb 15, 2008 11:25 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 23861
Rubbia comunque mi sembra che abbia detto una cosa a cui nessuno ha risposto (nè sembra ad oggi che nemmeno il PD sia ancora chiaro e convincente): cioè, che il problema non è nucleare sì, nucleare no. Ma la mancanza di un piano energetico nazionale e di un programma di ricerca serio e adeguatamente sostenuto.

In tali campi servono politiche di ampio respiro e risorse: altro che le chiacchiere di Casini e Belpietro!

mariok
=========================

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo questa riflessione sulla mancanza di un piano energetico nazionale e di un programma di ricerca serio ed adeguatamente sostenuto è il sunto di quanto visto sinora della campagna elettorale.

L’AEM, quando interviene nel tessuto urbano per lavori di ampliamento o di manutenzione, pone sulle transenne questo cartello:

Scusate per il disturbo arrecatovi, stiamo lavorando per voi.

Invece, per lo spettacolino mandato in onda dalla classe politica in campagna elettorale, dovrebbe essere posto il seguente cartello:

Scusate per il disturbo arrecatovi, stiamo lavorando per noi.

E’ una classe politica completamente slegata dai problemi reali del Paese, è completamente out, fuori da ogni logica, fuori da ogni realtà, impegnata solo ad accaparrarsi voti per conquistare e gestire il potere.

Per loro un piano energetico nazionale è una cosa marziana, che non li riguarda.

Quanto può produrci in termini di consensi il piano energetico nazionale?

Poco o niente, perché rimane un’interesse legato solo a chi opera nel settore e quindi il paradiso può attendere.

Il fattore E (dove E sta per Energia) è uno dei pilastri portanti di questa società.

Senza energia si ferma tutto.

Ma anche il costo dell’energia è un fattore determinante in un Paese di trasformazione come il nostro.

Ma questo non sembra interessare per niente la classe politica e a dir il vero, neppure all’opinione pubblica.

Forse perché non siamo per niente una nazione, come abbiamo visto stamani a Omnibus, dove confliggono ancora il Nord e il Sud, sempre per responsabilità della classe politica.

In questo momento abbiamo di fronte un problema emergenziale che ci riguarda tutti.

Sono i mercati internazionali con un occhio di riguardo a quello cinese, che mette sul mercato prodotti a basso e bassissimo costo.

Ora, tra delle voci che concorrono nella formazione del prezzo di un prodotto, ci sta quello dell’energia.

Il costo dell’energia per realizzare quel prodotto.

L’ultimo dato statistico ci dice che il costo dell’energia in Italia è superiore del 67% alla media europea.

Ovvio, che non sia la sola voce penalizzante nella formazione del prezzo, ma anche questo ci porta ad essere meno competitivi sui mercati internazionali.

Ripeto, alla classe politica tutto questo non interessa e quando gli esplode tra le mani fa finta di prestarci attenzione.

Questo problema immediato condiziona maledettamente il presente.

Per il momento la soluzione sul contingente non può essere la scelta del nucleare.

Perché i tempi di convincimento generale sappiamo tutti essere molto lunghi.

Se poi si sommano i tempi di progettazione e i tempi di realizzazione fino all’entrata in servizio di una centrale elettrica ad energia nucleare, queste non potranno essere disponibili che tra i 15 e i 18 anni.

Nel frattempo, questa società si sarà così impoverita, che sarà necessario ricorrere alle vecchie candele di cera.

Rubbia ieri sera ha espresso doglianze nei confronti del governo Prodi.

Giuste dal suo punto di vista in quanto in campagna elettorale erano stati promessi interventi sostanziali a favore della ricerca e poi non sono stati mantenuti.

Questo però mette ancora più in evidenza lo stato di follia di cui è preda questa nazione.

La sinistra al governo ha sempre dovuto inizialmente tamponare i buchi prodotti dalla destra, anche se loro, al solo scopo propagandistico affermano l’esatto contrario.

Sono però stranieri accreditati a riconoscere l’opera di risanamento prodotta da Prodi, come il Fondo Monetario Internazionale e l’Economist che tra l’altro ha elencato i disastri prodotti dal cavaliere.

In questo gioco folle di alternanze, dove uno spreca e l’altro è costretto a rimediare, risulta più che evidente che non ci sia la possibilità per tutti di ricevere i fondi necessari promessi.

Adesso abbiamo perso il treno un’altra volta.

La situazione economica internazionale peggiora, i mercati rallentano, e di conseguenza la ricerca continuerà ad essere la solita Cenerentola, perché questa classe politica è completamente sorda e cieca.

In un Paese di trasformazione come il nostro che si è aperto alla sfida della globalizzazione la ricerca dovrebbe essere nei primi pensieri della nazione perché è da li che dipende anche la sua sopravvivenza.

Però di fronte a questa follia generale cosa si può dire?

Avanti Savoia, forza Vittorio Emanuele, vedrai che questa volta ti faranno re.

Re della Corte dei miracoli.

A.Hopkins


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab feb 16, 2008 13:43 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Cita:
mariok ha scritto
L'arroganza dei politici e dei loro galoppini (nella fattispecie Belpietro) che pretendono di saperne più di un premio Nobel, è veramente irritante.

Rubbia comunque mi sembra che abbia detto una cosa a cui nessuno ha risposto (nè sembra ad oggi che nemmeno il PD sia ancora chiaro e convincente): cioè, che il problema non è nucleare sì, nucleare no. Ma la mancanza di un piano energetico nazionale e di un programma di ricerca serio e adeguatamente sostenuto.

In tali campi servono politiche di ampio respiro e risorse: altro che le chiacchiere di Casini e Belpietro!


CONDIVIDO PIENAMENTE
e aggiungo: mi dispiace che non abbiano lasciato parlare Rubbia a sufficienza. Comunque è chiaro :
- è necessario un Piano energetico nazionale condiviso
da entrambi gli schieramenti ;
- è necessario avere dei fondi sufficienti per la
RICERCA (SENZA NON SI VA LONTANO );
- un Piano energetico deve prevedere un MIX di fonti
energetiche diverse;
- è necessario un bilancio serio dei costi completi e dei benefici.


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 Oggetto del messaggio: Nucleare
MessaggioInviato: sab feb 16, 2008 15:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 1
Resto ancora molto scettico sull'adozione del nucleare nonostante il miglioramento tecnologico indubbiamente intercorso dal referendum.
inoltre pochi sembra si rendano conto che il vero problema non è il malfunzionamento o gli incidenti (possibili ma molto poco probabili)degli impianti stessi ma lo smaltimento ed il trasporto (del quale nessuno sembra parlare)delle scorie.
La gestione, cioè il trasferimento (fase delicatissima nella quale le scorie sono soggete a rischi ben maggiori che in centrale) e lo stoccaggio delle scorie stesse rimane il problema principale.
Ancora non c'è infatti una soluzione alternativa valida all'interramento delle scorie e l'inquinamento radioattivo per qualità e durata e molto più pericoloso delle forme di inquinamento più "tradizionali".
Qualche "tecnico" magari può darci più delucidazioni in merito.


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 Oggetto del messaggio: Re: Nucleare
MessaggioInviato: sab feb 16, 2008 16:53 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
erik69 ha scritto:
Resto ancora molto scettico sull'adozione del nucleare nonostante il miglioramento tecnologico indubbiamente intercorso dal referendum.
inoltre pochi sembra si rendano conto che il vero problema non è il malfunzionamento o gli incidenti (possibili ma molto poco probabili)degli impianti stessi ma lo smaltimento ed il trasporto (del quale nessuno sembra parlare)delle scorie.
La gestione, cioè il trasferimento (fase delicatissima nella quale le scorie sono soggete a rischi ben maggiori che in centrale) e lo stoccaggio delle scorie stesse rimane il problema principale.
Ancora non c'è infatti una soluzione alternativa valida all'interramento delle scorie e l'inquinamento radioattivo per qualità e durata e molto più pericoloso delle forme di inquinamento più "tradizionali".
Qualche "tecnico" magari può darci più delucidazioni in merito.

Codivido lo scetticismo ma per altri motivi.
Il nucleare non è una soluzione immediata, perché ci vogliono anni (se decidessimo di farlo) per costruire le centrali.
Non 10~12 come dice qualcuno (le centrali di ultima generazione sono piu' semplici, con meno componenti, quindi piu' sicure e rapide a costruirsi) ma almeno 6. Vero che prima si puo' decidere e prima verranno costruite ma intanto per 6~8 anni servono ben altre soluzioni, nel MIX di cui si parla.
Va detto che in ogni caso non esistono soluzioni prive di rischi.
I rischi ci sono per ogni fonte energetica anzi le petroliere che inquinano le coste, la combustione del petrolio che crea danni al nostro sistema respiratorio ed al pianeta ... non sono rischi: sono certezze.
Le nuove centrali (reattori veloci) sono autofertilizzanti ed in grado di consumare le loro stesse scorie, riproducendo nuovo combustibile. Non è che tutti i problemi spariscono ma vengono "minimizzati", ridotti.
Il che è uno dei compiti della politica.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: Nucleare?
MessaggioInviato: sab feb 16, 2008 21:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 2
Il problema non è nucleare si o no. Il nucleare è una fonte energetica costosa e le centrali sono care da costruire e si impiegano anni per farle. Per affrontare le nostre necessità energetiche occorre una sinergia tra lo sfuttamento e la ricerca di varie fonti energetiche (solare, eolico, geotermico, energia dalla correnti marine, idrogeno, biomasse, tutte fonti disponibili sul nostro territorio) e il nucleare con gli impianti di smaltimento delle scorie adatti e non solo insistere su una sola fonte che ci renderebbe di nuovo dipendenti dai paesi produttori della materia prima, come avviene per il petrolio con le conseguenze militari del caso. "L'uranio è distribuito sul pianeta in maniera poco uniforme; anche se giacimenti di dimensioni minori possono essere trovati praticamente ovunque, tre soli paesi (l'Australia, il Canada e il Kazakhstan) contengono circa il 58% delle riserve note. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di uranio (dati 2006)... Il Canada possiede ricchi giacimenti in Saskatchewan (formati soprattutto da pechblenda costituiscono il 12% delle riserve mondiali), dove dalle tre miniere del McArthur River, del Rabbit Lake e del McClean Lake si estrae circa il 28% della produzione mondiale...Gli altri principali paesi estrattori (dati 2005) sono la Russia (4% delle riserve mondiali e 3431 tonn. estratte nel 2005), la Namibia (6% riserve e 3147 tonn. estratte con la miniera a cielo aperto di Rossing, la quarta del mondo), il Niger (2% riserve e 3093 tonn.), l'Uzbekistan (4% riserve e 2300 tonn.) e gli Stati Uniti (3% riserve e 1039 tonn., concentrati negli stati del Wyoming e del Nebraska)" (fonte Wikipedia voce "Uranio").
Per la ricerca sulle fonti alternative si può vedere il sito sulle energie rinnovabili del governo USA: http://www.eere.energy.gov/


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 Oggetto del messaggio: Re: Nucleare?
MessaggioInviato: sab feb 16, 2008 22:19 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
eliopizzo ha scritto:
Il problema non è nucleare si o no. Il nucleare è una fonte energetica costosa e le centrali sono care da costruire e si impiegano anni per farle. Per affrontare le nostre necessità energetiche occorre una sinergia tra lo sfuttamento e la ricerca di varie fonti energetiche (solare, eolico, geotermico, energia dalla correnti marine, idrogeno, biomasse, tutte fonti disponibili sul nostro territorio) e il nucleare con gli impianti di smaltimento delle scorie adatti e non solo insistere su una sola fonte che ci renderebbe di nuovo dipendenti dai paesi produttori della materia prima, come avviene per il petrolio con le conseguenze militari del caso. "L'uranio è distribuito sul pianeta in maniera poco uniforme; anche se giacimenti di dimensioni minori possono essere trovati praticamente ovunque, tre soli paesi (l'Australia, il Canada e il Kazakhstan) contengono circa il 58% delle riserve note. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di uranio (dati 2006)... Il Canada possiede ricchi giacimenti in Saskatchewan (formati soprattutto da pechblenda costituiscono il 12% delle riserve mondiali), dove dalle tre miniere del McArthur River, del Rabbit Lake e del McClean Lake si estrae circa il 28% della produzione mondiale...Gli altri principali paesi estrattori (dati 2005) sono la Russia (4% delle riserve mondiali e 3431 tonn. estratte nel 2005), la Namibia (6% riserve e 3147 tonn. estratte con la miniera a cielo aperto di Rossing, la quarta del mondo), il Niger (2% riserve e 3093 tonn.), l'Uzbekistan (4% riserve e 2300 tonn.) e gli Stati Uniti (3% riserve e 1039 tonn., concentrati negli stati del Wyoming e del Nebraska)" (fonte Wikipedia voce "Uranio").
Per la ricerca sulle fonti alternative si può vedere il sito sulle energie rinnovabili del governo USA: http://www.eere.energy.gov/

Vero che le centrali ci vuole un po' di tempo a costruirle ma non è vero che siano + costose.
Anzi tra le possibilità odierne è la piu' economica quanto a costruzione e gestione (costo per unità di energia prodotta). Basti vedere il costo a KW dell'energia elettrica francese o svizzera, che compriamo allegramente.

Quanto all'uranio, le riserve terrestri sono valutate in 6.6 TeraTonnellate ed anche se tutta l'energia fosse prodotta con il nucleare per 10 miliardi di abitanti a consumo procapite di un paese ricco ... l'uranio basterebbe per 16 miliardi di anni. Considera che invece il sole (e quindi la terra) durerà ancora 4 o 5 miliardi di anni. Questo senza calcolare quanto è possibile estrarre dagli oceani e quanto è producibile con i reattori autofertilizzanti.

Sui costi è chiaro che il costo del nucleare puo' essere gonfiato addebitandogli (non a torto) i costi del rischi ma se facessimo la stessa operazione con il petrolio (costi degli incidenti delle petroliere, malattie polmonari da inquinamento, effettoserra) e se togliessimo alle energie alternative le sovvenzioni pubbliche alla fine dei conti vedresti bene chi è la fonte di energia piu' economica e quella piu' cara.

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: dom feb 17, 2008 18:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2167
Non dimentichiamo il KITEGEN
- Una centrale nucleare da 1 GW ha un costo di circa
€ 2,5miliardi
- una centrale Kitegen da 1GW ha un costo di circa
€ 85milioni ( 30 volte meno !!! );

Il costo di 1GWH con Kitegen è di € 1.500
" " " " "combustibili fossili è € 30.000
" " " " " il nucleare è di € 39.000

Dobbiamo toglierci il peso della dipendenza energetica, e l'uranio è una fonte energetica che ci fa dipendere dall'estero, possiamo puntare sulla ricerca in attesa della realizzazione della fusione nucleare ,vedi la Z-macchine

Caro Francescopf
come diceva qualcuno a Casini la centrale nucleare te la fai a villa Caltagirone


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MessaggioInviato: lun feb 18, 2008 23:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 9
Vedo che,come successo sul sito dell'IDV, molti si sono scagliati contro il nucleare senza informarsi minimamente su come funzioni questa tecnologia.

"Incollo" il mio commento che ho postato sul sito dell'IDV:


Mi duole ammetterlo ma purtroppo questo fatto è molto comune in Italia, una diretta conseguenza della tanta
Disinformazione che è stata
fatta ( ormai se parli di energia nucleare tutti pensano a Chernobyl
e alla bomba atomica.. cose molto diverse tra loro!! Centrali come Chernobyl le costruiva solo la ex URSS).
Un altra cosa che dimostra il grado di disinformazione sono le proposte che suggeriscono di risolvere il problema energia
del nostro paese con le fonti rinnovabili, una cosa che purtroppo è impossibile. (basti pensare che se mettessimo in Italia tutte
le centrali solari del mondo ottimisticamente arriveremmo al 5% del fabbisogno energetico!! ora siamo allo 0.019% con il solare!)
Con l'eolico la situazione non migliora di molto, e le ZONE ADATTE PER CENTRALI EOLICHE SONO POCHE! attualmente se non ricordo male
siamo sempre intorno al 3% del fabbisogno energetico.

Non esagero se dico che le scorie sono un problema risolto.
Basti pensare che è l'unica fonte di energia che permette un controllo completo dei suoi scarti, cosa che non succede per esempio
nel caso delle fonti energetiche derivate dai combustibili fossili dove TONNELLATE di sostanze vengono rilasciate nell'aria...(informatevi sulla centrale termoelettrica di Porto Tolle!! è su wikipedia)Anche i costi sono molto vantaggiosi, è il modo più economico per produrre energia!

Se volete informarvi davvero sull'argomento "COSTI" e "SCORIE"
Vi consiglio di leggere attentamente questi due documenti DELL'UNIVERSITA' DI PISA :

SCORIE:
http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La ... cleari.pdf

COSTI:

http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf


Vi renderete conto che le scorie che durano migliaia di anni sono meno del 10% del totale, e che ,cosa molto importante,possono essere ritrattate accorciando il loro periodo di radioattività, sono inoltre presenti processi chimici che schermano la radioattività..! cercate "vetrificazione" all'interno dell'articolo..!)

Riguardo la trasmissione Anno Zero... Carlo Rubbia è un grande sostenitore del solare, precisamente il solare termico, e riceve molti finanziamenti dallo stato per le sue ricerche..non mi sembra un parere imparziale anche se è sicuramente un grande scienziato..ha vinto il nobel per Fisica delle particelle.(cosa non proprio correlata all'energia nucleare) Per quanto riguarda il nucleare è stato spesso smentito da ingengeri nucleari ed energetici, le consigio di sentire anche loro e poi farsi una idea sul parere degli "esperti". Il nucleare non è antieconomico anzi senza esagerare affermo che è la fonte più ecologica e più conveniente (consiglio di leggersi articolo dell'università di Pisa che ho postato prima di rispondere su questo argomento) Inoltre consiglio di non fidarsi di chi dice che l'uranio sta finendo come il petrolio.. è una cosa molto diversa anzi...tecnologie come il riprocessamento, i reattori autofertilizzanti e quelli ad uranio naturale (o anche torio) consentono riserve energetiche per oltre 4000 anni con le scorte esistenti sulla terra.
Attualmente non si usano o si usano pochissimo perchè è più conveniente usare (e sprecare) uranio arricchito in reattori tecnologici ma "normali" (i PWR)
Con questi sistemi la massa delle scorie si riduce del 95% circa .

Cmq In Giappone e Corea le centrali le costruiscono in 3 anni lo potremmo fare in Italia se lo volessimo veramente.



PREGO GLI UTENTI DI LEGGERSI I DOCUMENTI CHE HO LINKATO PRIMA DI RISPONDERE! GRAZIE!

Spero di avere in parte sciolto i vostri dubbi.

Per maggiori informazione c'è il sito: www.archivionucleare.com

frequentato da veri esperti in materia sicuramente più preparati di me!


Concludo con questa piccola provocazione:
Cita:
Ovviamente ci siamo dimenticati Cernobil ... dove un raggio di 30 Km attorno alla centrale non si potrà abitare per i prossimi 200 anni!

Ma siamo matti?


Intorno a Chernobyl c'è una radioattività di circa 500 millirem, a San Pietro (ROMA) c'è una radioattività di 700 millirem per via del TORIO contenuto nel porfido dei "Sanpietrini" (o come si scrive!) Chiudiamo San Pietro per 200 anni? :wink:


Saluti

Renato

p.s.

L'incidente di Chernobyl è stato un gravissimo incidente che però è stato ingigantito Enormemente dai Media! Leggetevi gli studi a riguardo!


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