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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: irlanda e il voto no
MessaggioInviato: ven giu 13, 2008 19:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 75
e bravi gli irlandesi che democraticamente hanno detto -no - semplicemente no. ora il problema sta nel fatto che molte trombe si sono scandalizzate difronte a questa volonta' popolare. le trombe hanno dimenticato il senso del rispetto verso il popolo sovrano, abituati come sono a fare cio' che conviene nel loro palazzo. questo e' un esempio di indipendenza che dovrebbe valere per tutti...perche'
non facciamo anche noi e anche gli altri un bel referendum sulla stessa materia? poi chi vince vince.
amen e non declamare che il no equivale a tradimento.
signori l'onesta' prima di tutto.


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MessaggioInviato: sab giu 21, 2008 08:47 am 
Amministratore

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 3862
Sarà anche sovrano ma un "popolo" non può governare il futuro.

Troppi cervelli e come si vede in Italia troppi egoismi sciocchi e miopi.

ggiannig


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MessaggioInviato: mar giu 24, 2008 14:27 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 75
ggiannig ha scritto:
Sarà anche sovrano ma un "popolo" non può governare il futuro.

Troppi cervelli e come si vede in Italia troppi egoismi sciocchi e miopi.

ggiannig



scusi il futuro dei nuovi burocrati di bruxelles? tanto vale che ci teniamo il nostro.
il futuro di che cosa? che lei puo mangiare un hamburger o spaghetti indifferentemente a lisbona o bucharest?
io credo che gli irlandesi siano piu' intelligenti di quanto noi pensiamo dall'alto della non nazione che siamo.


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MessaggioInviato: mer giu 25, 2008 02:53 am 

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Messaggi: 6306
Io credo che tutte le forme di democrazia, anche quelle dirette come i referendum, vadano rispettate.

Ma rispetto significa anche, se non soprattutto, farne un uso non improprio.

Da questo punto di vista dovremmo imparare dall'esempio degli svizzeri, veri modelli da imitare. Basterebbe guardare come sono organizzati i quesiti, quale sia la quantità e la qualità delle informazioni fornite (recapitate a casa!) al cittadino elettore, per assicurare una partecipazione consapevole ed informata.

Se invece il referendum viene buttato lì in maniera più o meno demagogica, strumentalizzandone il significato attraverso la disinformazione o caricandolo di significati che nulla hanno a che vedere con i quesiti (in questo caso per esempio il quesito non era pro o contro l'Europa, ma su un trattato che consentisse di far funzionare l'Europa che c'è), l'effetto va in senso diametralmete opposto a quello di un'espansione della democrazia.

Un cattivo esempio lo abbiamo proprio in Italia, dove, per l'uso distorto e soprattutto per la sua pessima gestione, ormai la battagia referendaria si gioca sul mancato raggiungimento del quorum, cioè in pratica sul boigottaggio dello strumento.

Quanto poi al problema di merito, dei cosiddetti "burocrati di Bruxelles", non è forse proprio la mancanza di istituzioni funzionanti, cui sia pur in parte il trattato di Lisbona tende ad ovviare, che genera un'Europa burocratizzata e distante dai cittadini?

Non sono in gioco forse questioni troppo importanti per poterle liquidare con un sì o con un no su una scheda, in risposta a quesiti poco chiari e quasi per nulla documentati?


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MessaggioInviato: mer giu 25, 2008 15:59 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 75
mariok ha scritto:
Io credo che tutte le forme di democrazia, anche quelle dirette come i referendum, vadano rispettate.

Ma rispetto significa anche, se non soprattutto, farne un uso non improprio.

Da questo punto di vista dovremmo imparare dall'esempio degli svizzeri, veri modelli da imitare. Basterebbe guardare come sono organizzati i quesiti, quale sia la quantità e la qualità delle informazioni fornite (recapitate a casa!) al cittadino elettore, per assicurare una partecipazione consapevole ed informata.

Se invece il referendum viene buttato lì in maniera più o meno demagogica, strumentalizzandone il significato attraverso la disinformazione o caricandolo di significati che nulla hanno a che vedere con i quesiti (in questo caso per esempio il quesito non era pro o contro l'Europa, ma su un trattato che consentisse di far funzionare l'Europa che c'è), l'effetto va in senso diametralmete opposto a quello di un'espansione della democrazia.

Un cattivo esempio lo abbiamo proprio in Italia, dove, per l'uso distorto e soprattutto per la sua pessima gestione, ormai la battagia referendaria si gioca sul mancato raggiungimento del quorum, cioè in pratica sul boigottaggio dello strumento.

Quanto poi al problema di merito, dei cosiddetti "burocrati di Bruxelles", non è forse proprio la mancanza di istituzioni funzionanti, cui sia pur in parte il trattato di Lisbona tende ad ovviare, che genera un'Europa burocratizzata e distante dai cittadini?

Non sono in gioco forse questioni troppo importanti per poterle liquidare con un sì o con un no su una scheda, in risposta a quesiti poco chiari e quasi per nulla documentati?



ok per quasi tutto. solo un punto mi trova in totale antitesi: e' vero che non si puo' liquidare una tesi con una semplice scheda. ma chi ha dato l'opportunita' di formulare una domanda su una scheda? e possibile che questo popolo solo perche' ha pochi strumenti diretti, ogni qualvolta che utilizza una scheda questi deve essere sempre sminuito?
io e tanti altri pensiamo che europa debba essere uno status di amicizia e condivisioni. stop. non le pare che tutte queste forzature di voler a tutti i costi amalgamare popoli che provengono da millenni di esperienze socio/culturali tanto diverse sia solo un mero momento 'politico'?
ai posteri l'ardua sentenza.


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MessaggioInviato: gio giu 26, 2008 20:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 6306
marcelcachin ha scritto:
io e tanti altri pensiamo che europa debba essere uno status di amicizia e condivisioni. stop. non le pare che tutte queste forzature di voler a tutti i costi amalgamare popoli che provengono da millenni di esperienze socio/culturali tanto diverse sia solo un mero momento 'politico'?
ai posteri l'ardua sentenza.


Diciamo che questo lo avevo capito, così come credo Lei avrà capito che io la penso diversamente.

Ovviamente, entrambe le nostre opinioni sono rispettabili.

Trattandosi però di scelte piuttosto impegnative e con conseguenze in un senso o nell'altro decisive sul nosro futuro, non crede che dovrebbero essere discusse in maniera più approfondita e seria di quanto non si faccia oggi (su entrambi i fronti) e poi ricorrere eventualmente alla consultazione popolare?

Proprio in base al suo ragionamento, la giusta domanda dovrebbe essere se e come proseguire nella costruzione dell'Europa o se avviare un progressivo scioglimento dell'Unione, valutando i pro e i contro di entrambe le alternative. Sia in un caso che nell'altro, dovrebbero essere sottoposti al voto dei veri e propri progetti di evoluzione dell'attuale soluzione che oggi non è "nè carne nè pesce".

Bocciare un trattato per lasciare le cose come stanno, cioè in una situazione di paralisi e di sopravvivenza solo burocratica dell'Europa, mi sembra la soluzione meno intelligente.


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