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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Ma la scuola interessa alla Politica ?
MessaggioInviato: lun feb 18, 2008 19:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Caduto il Governo, cosa succederà di nuovo per noi poveri Docenti? Prima la " Moratti " poi " Il cacciavite fioroniano "... Volete proprio sapere la mia opinione al merito: BASTA, siamo stanchi, sfiduciati, derisi, impotenti ( non sessualmente ), costretti sempre ad accettare tutto quello che ci viene propinato dall'alto. L'illusione dei " Nuovi curricoli " per questi due anni ponte sembrava aver ridato quel poco prestigio decisionale a noi docenti. Ma ora... Che ne sarà di noi??
In tutte le recenti indagini internazionali nell’ambito dell’istruzione (come ad esempio OCSE -PISA - i nostri risultati sono scandalosi !!!), le nazioni scandinave risultano sempre ai primi posti. In particolare spicca una nazione, sempre ai vertici delle graduatorie: la Finlandia. Il
suo successo non si limita al solo settore dell’istruzione, ma si estende anche ad altri importanti ambiti, come quello economico, ambito in cui risulta da anni la nazione più competitiva al mondo.
I finlandesi considerano realmente l’educazione come uno degli aspetti fondamentali della società ( se prendessimo esempio... ). La Finlandia era uno Stato molto povero, e dopo la Seconda Guerra mondiale l’intero Paese ha scommesso – vincendo – sull’educazione come unica vera risorsa di sviluppo. In Finlandia, infatti, sia i cittadini sia la classe politica sono pienamente consapevoli della centralità dell’educazione come motore dello sviluppo e della coesione sociale. Sono soprattutto i giovani molto dotati a scegliere di insegnare, perché è una professione attraente e prestigiosa. Solo una minima parte degli aspiranti docenti è ammessa alle scuole di formazione degli insegnanti.
Fatta questa piccola premessa, riconosciuto " l'Eden finlandese ", sono parecchi i punti da sottolineare, non credo mi ricorderò tutto, al limite riproporrò un altro alrticolo.
Ricerche e studi hanno ampiamente dimostrato che la scuola risulta realmente valida in quei paesi che hanno " praticato " poco il giochino delle riforme. Il vero cambiamento nelle istituzioni scolastiche parte direttamente dai docenti, con il loro aggiornamento, con la nascita di reti di scuole, con la verifica continua nel campo di ciò che serve alla scuola e di ciò che va modificato, migliorato. La nostra scuola e le nostre università non insegnano ad imparare ma a ripetere. Non insegnano a farci un’opinione ma ad acquisire l’opinione del professore.
Altro nodo focale: ma come è possibile avere tutti i docenti trattati allo stesso modo. Ma la progressione di carriera è solo l'anzianità? La professionalità docente non avrà mai modo di esserci con queste regole. Siamo l'unica piccola parte della Pubblica Amministrazione dove non esiste avanzamento di carriera. Tutto livellato, e naturalmente verso il basso. Basso come lo stipendio.
Deficit economico, finanziaria, politica interna, politica estera, giustizia, sanità.....
Questo è il futuro dell'Italia. Ma che giovani stiamo preparando per questo futuro???? Non sono in grado di scrivere in modo corretto ( vedi ultimo Concorso della Magistratura; qualche politico ha preso in considerazione questa seria problematica ? . La risposta sempre pronta: colpa dei Docenti, non insegnano più come prima.
Potrei continuare, ma alla base di tutto, rimane lo sconforto che la politica e la scuola sono solo lontani conoscenti.
Mi piacerebbe sentire altri pareri.

Prof. Mauro BRANCALEONI
Docente Vicario - ISTITUTO COMPRENSIVO DI VIGUZZOLO (AL)
mauro@brancaleoni@istruzione.it


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MessaggioInviato: lun feb 18, 2008 21:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Non sono onestamente convinto che i TEST OCSE- PISA consegnino un ritratto veritiero dello stato di preparazione dei nostri allievi. Nella regione in cui vivo e insegno, il Veneto, il livello di preparazione dei ragazzi delle medie e delle superiori non corrisponde a quello modestissimo di coloro che tentennano di fronte ad un quesito sulla ragione dell'alternanza del giorno e della notte.....La scuola italiana è una scuola nella quale, senza negare una "decadenza" per quanto riguarda l' approfondimento dei saperi impartiti, in alcune aree del paese viene mantenuta un' elevata qualità......di questo ne sono convinto....
Posso inoltre recare la mia esperienza, ho 32 anni e prima di laurearmi, a partire dagli anni del liceo, ho potuto confrontarmi con altri diplomati e laureati europei durante numerose esperienze di viaggio e volontariato....esperienze dalle quali ho tratto l' impressione netta che un diplomato di un liceo scientifico italiano possieda una preparazione ben superiore a quella di un diplomato di una scuola pubblica di pari livello in Inghilterra o in Francia......per non parlare delle lauree.....in Inghilterra a 22 anni si laureano....e quando gli racconti che ti sei laureato nella stessa materia a 25 anni ti guardano come se fossi un troglodita........peccato che in quattro esami dei "nostri" c'è tutto il loro corso di laurea o quasi......ma di esami noi ne facciamo o meglio facevamo 24, 28, 30!....scandaloso è poi il livello delle lauree negli States....chiedete agli ingegneri italiani che sono andati a passare un anno lì da studenti, chiedetegli se la Meccanica Razionale o le Scienze delle Construzioni si studiano con la stessa cura e dedizione ?

Non sarà un caso che i laureati italiani abbiano un elevato successo all' estero proprio grazie alla maggiore completezza della loro preparazione ? Preparazione che rende l' ingegnere italiano ben altra cosa dell'"engineer" americano....quest'ultimo è poco più o poco meno di un nostro perito ( e spesso poco meno).


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MessaggioInviato: lun feb 18, 2008 23:25 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Carissimo, posso dirlo con onore, corregionale, si perchè sono veneto di nascita, provincia di Verona, concordo pienamente con quello che hai esposto. Io ne ho 50 di anni, freschi freschi, appena compiuti. Sono nella scuola da più di 25 e conosco la bellissima e positiva realtà scolastica del Veneto. Forse una delle regioni sicuramente all'avanguardia in fatto di apprendimento, didattica, aggiornamento del personale scolastico. Già nel 1999 ho avuto esperienze altamente positive in progetti con scuole medie della regione. Una in particolare con la Scuola Media di Mogliano Veneto con il progetto Internos, ma non mi dilungo oltre. Dici giustamente: alcune aree del paese non si identificano con le indagini Ocse - Pisa. Ma solo alcune purtroppo. A discapito di tante altre che vivono nella sufficienza se non addirittura nella mediocrità. Gli studenti veramente bravi, neo-laureati, infatti cosa hanno come prospettiva? Entrare nella scuola ad insegnare matematica o scienze? Impegnarsi nel campo della ricerca con uno stipendio di 600 / 800 € al mese? Migrare all'estero dove si possono trovare realtà differenti nel campo della ricerca, della sperimentazione. Oppure entrare nella politica? ( pessima battuta, ma proficua carriera se si riesce ). Io metto comunque al primo posto la figura di noi docenti. Ma quando si potrà parlare di vera professionalità, di progressione carriera ( non sempre i soliti muli a tirare la carretta nella propria scuola, e se si stancano cosa succede ? ) di finanziamenti per un'aggiornamento serio, di un sistema di valutazione/autovalutazione efficace. Ma al contrario subiamo in continuazione, giornalmente una continua " molestia progettuale " da parte del MPI e degli USR! Qui i soldi ci sono, chissà perchè?
Ti ringrazio per il tempo messo a disposizione.
Sicuramente ci sentiremo ancora. Cosa ti aspetti dal nuovo governo? ( domanda da um milione di euro )
Ciao. Mauro


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MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 00:26 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
ninonannetti ha scritto:
Non sono onestamente convinto che i TEST OCSE- PISA consegnino un ritratto veritiero dello stato di preparazione dei nostri allievi. Nella regione in cui vivo e insegno, il Veneto, il livello di preparazione dei ragazzi delle medie e delle superiori non corrisponde a quello modestissimo di coloro che tentennano di fronte ad un quesito sulla ragione dell'alternanza del giorno e della notte....
...per non parlare delle lauree.....in Inghilterra a 22 anni si laureano....e quando gli racconti che ti sei laureato nella stessa materia a 25 anni ti guardano come se fossi un troglodita........peccato che in quattro esami dei "nostri" c'è tutto il loro corso di laurea o quasi......ma di esami noi ne facciamo o meglio facevamo 24, 28, 30!....scandaloso è poi il livello delle lauree negli States....

Ciao,
due cose: quando ho letto dei risultati PISA ho anche visto che davano una suddivisione subnazionale (tu non l'hai letta) per cui avendola vista so che tutta l'Italia non è uguale. Ma questo è il suo dramma.
Altra cosa, non vorrai venirmi a dire che il MIT, Berkeley, i grandi politecnici che trovi in USA, Europa, ora anche Cina e India, sono peggiori dei nostri?
Putroppo nelle classifiche internazionali veniamo al centesimo posto al mondo ed è difficile trovare una nostra università anche nei primi 50 posti in Europa.
Che poi i nostri siano pur bravi e spesso vadano a lavorare all'estero, è un dramma nel dramma.
Altro dramma è che da noi i lauireatisono pochissimi mentre nei paesi con cui dovremmo essere in competizione sono il doppio.
Come altreove sono molti ma molti di piu' i diplomati.
Da noi sono pochissimi ed il 56% della forza lavoro ha alle spalle solo la terza elementare.
Ti rendi conto che decantando la bravura dei nostri pochi laureati e diplomati, tu stai facendo implicitamente un discorso elitario?

Parliamone.

Francesco


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la scuola interessa alla Politica ?
MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 02:31 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 1
Non vorrei essere pessimista ma sottolineare con forza che il Veneto e' una realta' diversa da tutto il contesto italiano e' una cosa alquanto grave. Si mostra ancora di piu' quanto sia pessima la situazione in Italia nell'ambito scolastico dove solo alcune regioni si salvano. Il problema fondamentale a mio avviso e' che nell'ambito dell'istruzione ogni governo tenta di distruggere cio' che ha costruito il governo precedente, in questo modo non si riesce a costruire un bel nulla ed anzi si e' rimasti ancora per certi versi all'impostazione di 50 anni fa. Vere e proprie riforme non le ho mai viste ne sentite. La realta' e' che ai giorni nostri il concetto di scuola deve cambiare,la scuola nn puo' essere un posto dove vengono parcheggiati alunni che imparano a memoria quelle quattro nozioni di base. La scuola deve aiutare a pensare e a pensare come risolvere problemi concreti di tutti i giorni, essere premiati per la volonta' di imbastire ragionamenti originali e non per essere semplicemente piu' bravi nell'imparare a memoria. I professori che fanno imparare a memoria al giorno d'oggi sono il male piu' grande che si puo' avere perche' distruggono la creativita' degli alunni e creano nelle persone una psicologia della sudditanza e dell'imposizione. Le risposte violente che spesso abbiamo nei nostri licei sono solamente un modo debole di rispondere alla degenerazione scolastica. Se noi sappessimo insegnare a pensare ed utilizzare il cervello come si deve nelle nostre scuole,universita' e licei penso che potremmo risolvere ogni problema possibile ed immaginabile,anche politico. Con entusiasmo e con la forza di cambiare mi propongo volontario, anche a costo di prendere due soldi in futuro, di diventare un professore con la volonta' di cambiare il modo di insegnare per mostrare a tutto il mondo come un programma scolastico efficiente, che impari non solo a conoscere ma anche e soprattutto a pensare in modo corretto, possa distruggere tutti i problemi del nostro bel paese. Il nostro e' un bel paese e nessuno lo nega,vogliamo concedergli un po del nostro sapere per migliorarlo e non danneggiarlo?? Basta con le chiacchere qui bisogna passare ai fatti,nn possiamo aspettare la politica,serve piu' fantasia e piu' volonta' di cambiare in tutti noi. Non si cambia mai se si aspettano le riforme,cambiamo noi dal basso e imponiamo a tutti il cambiamento,ecco cosa bisongerebbe fare. Questo soprattutto nell'ambito dell'istruzione,perche' non bisogna mai dimenticare che tutto si basa su di esso,se c'e' un cattivo modo di insegnare c'e' un cattivo modo di pensare e un cattivo modo di governare e fare politica. Tutto e' connesso come del resto la Finlandia ci mostra con i fatti concreti. Noi siamo il popolo delle chiacchere ed ora e' arrivato il momento di smetterla. Sono pienamente convinto di quello che dico e saro' il primo ad operare concretamente sul campo per cercare di cambiare le cose. Spero che anche voi lo facciate cosi' un giorno potremmo dire di essere un paese che produce persone geniali ma ancor di piu' un paese che sappia mantenerle. Un paese valido in tutti i settori, trainante l'economia e il sapere mondiale. Sono pienamente convinto che rispolverando i nostri cervelli possiamo diventare una grande realta'.

Grazie a tutti per l'attenzione.

Paolo Lo Iudice


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MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 10:05 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 9
Ciao francescopf, hai centrato il vero problema. Ho letto ti assicuro i risultati di tutti i tre anni dell'indagine Ocse-Pisa. Il dramma reale è proprio quello che hai rilevato. Un'Italia che non è tutta uguale ed i migliori ( pochi ) scappano.
Un altro dato mi sembra rilevante ed allo steso modo preoccupante: sappiamo che il periodo di apprendimento migliore nella vita di un essere umano corrisponde dai 0 ai 6 anni. Bene. In America abbiamo il 30% di iscrizioni degli alunni alla scuola dell’infanzia. In Italia quasi l’80% dei nostri bimbi è iscritto alla stessa scuola. Ma i risultati sono ben differenti. Perché????. Meditiamo gente. Meditiamo.
Ribadisco il mio pensiero: non sono le riforme centraliste che possono far migliorare la situazione, tanto più se ad ogni cambio di regia si annulla tutto e si riparte da zero! Il vero cambiamento deve partire dalla base, da noi insegnanti. La scuola, compresa l'Università, non è fatta per persone intelligenti e creative. É costruita sulla mediocrità, alimentata con banalità. Le persone immaginifiche, creative, sorprendenti, in una parola intelligenti sono destinate a essere isolate e punite. Seconda considerazione: non ci insegnano a IMPARARE, ma a RIPETERE. Non ci stimolano a cercare le risposte, ma al contrario a rispondere alle domande. Non ci insegnano a farci un'opinione, ma ad acquisire l'opinione del professore. Questo crea società omologate, piatte, ottuse. Ma il futuro chi é? Questi giovani sono i dirigenti, avvocati, dottori, politici, insegnanti del futuro ?
Suoniamo una campana a festa, che si senta in tutta Italia e saremo in molti a risvegliarci. Professori, genitori, presidi, rettori, alunni. La traduzione letterale di Buddha non è " Illuminato ", ma RISVEGLIATO, Illuminato è uno senza luce, RISVEGLIATO, significa che stiamo dormendo un sonno ipnotico e che per qualche motivo, spesso interno e raramente esterno a noi, ci risveglia alla nostra coscienza e al nostro potere personale. Risvegliamoci....
Ciao. A presto.


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MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 10:05 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Ciao francescopf, hai centrato il vero problema. Ho letto ti assicuro i risultati di tutti i tre anni dell'indagine Ocse-Pisa. Il dramma reale è proprio quello che hai rilevato. Un'Italia che non è tutta uguale ed i migliori ( pochi ) scappano.
Un altro dato mi sembra rilevante ed allo steso modo preoccupante: sappiamo che il periodo di apprendimento migliore nella vita di un essere umano corrisponde dai 0 ai 6 anni. Bene. In America abbiamo il 30% di iscrizioni degli alunni alla scuola dell’infanzia. In Italia quasi l’80% dei nostri bimbi è iscritto alla stessa scuola. Ma i risultati sono ben differenti. Perché????. Meditiamo gente. Meditiamo.
Ribadisco il mio pensiero: non sono le riforme centraliste che possono far migliorare la situazione, tanto più se ad ogni cambio di regia si annulla tutto e si riparte da zero! Il vero cambiamento deve partire dalla base, da noi insegnanti. La scuola, compresa l'Università, non è fatta per persone intelligenti e creative. É costruita sulla mediocrità, alimentata con banalità. Le persone immaginifiche, creative, sorprendenti, in una parola intelligenti sono destinate a essere isolate e punite. Seconda considerazione: non ci insegnano a IMPARARE, ma a RIPETERE. Non ci stimolano a cercare le risposte, ma al contrario a rispondere alle domande. Non ci insegnano a farci un'opinione, ma ad acquisire l'opinione del professore. Questo crea società omologate, piatte, ottuse. Ma il futuro chi é? Questi giovani sono i dirigenti, avvocati, dottori, politici, insegnanti del futuro ?
Suoniamo una campana a festa, che si senta in tutta Italia e saremo in molti a risvegliarci. Professori, genitori, presidi, rettori, alunni. La traduzione letterale di Buddha non è " Illuminato ", ma RISVEGLIATO, Illuminato è uno senza luce, RISVEGLIATO, significa che stiamo dormendo un sonno ipnotico e che per qualche motivo, spesso interno e raramente esterno a noi, ci risveglia alla nostra coscienza e al nostro potere personale. Risvegliamoci....
Ciao. A presto.


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MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 20:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 67
Avete parlato molto di università, io invece sono un'insegnante di scuola media.
Se la scuola interessa alla politica non lo so, ma sinceramente non mi sembra che l'Italia abbia puntato sul costruire una nazione istruita e all'avanguardia nel campo della ricerca e del sapere.
Un problema, non piccolo, che rilevo nel mio livello d'istruzione è l'immissione di studenti stranieri che non spiccicano una parola d'italiano. Arrivano spesso ad anno scolastico già iniziato con la collocazione degli insegnanti già predisposta in tutte le altre mille cose che abbiamo da fare. Siamo costretti ad arrampicarci con le unghie sugli specchi per occuparci della loro alfabetizzazione (indiani, cinesi e islamici hanno pure segni grafici diversi dai nostri). Tutta l'attenzione è concentrata sull'insegnar loro un pò d'italiano e matematica (almeno i numeri sono quelli in tutto il mondo!) - le altre materie zero, ovviamente.
Io so che in Spagna i ragazzi stranieri prima di essere ammessi nelle scuole statali, devono frequentare una scuola apposita di alfabetizzazione per un anno intero e solo dopo hanno accesso alle scuole statali. Da noi vengono buttati dentro come pacchi postali.

Altra questione. Perchè l'orario scolastico dalla prima elementare alla quinta superiore deve essere sempre uguale? Perchè l'orario di ingresso e di uscita non viene diversificato in base alle età dello scolaro?

Altra questione: in che cosa consiste la nostra dignità? Questa è una domanda che rivolgo a voi perchè io, onestamente, non credo più che l'insegnante abbia un ruolo sociale.

Altra questione: perchè non creare una rete seria e continua di collaborazione con l'USL per tutti i bambini certificati presenti nella scuola? Negli scorsi tre anni, noi abbiamo avuto due bambini autistici, uno fortemente violento e un altro con comportamenti autolesionistici, regolarmente certificati si... che erano sul groppone degli insegnanti di sostegno (che tornavano a casa con morsi e lividi) e di tutta la scuola che doveva sentire del urla del primo e placcare il secondo nelle sue fughe per le aule. Io sono un insegnante, non sono un'assistente sociale, nè una psicoterapeuta.

Altra questione: io lavoro su classi che vanno da 25 a 27 studenti con uno o due alunni certificati, uno o due ragazzi caratteriali (che al giorno d'oggi non vengono più certificati perchè si chiamano "bulli"), la presenza di almeno una bambina anoressica a classe e qualche ragazzo che può avere normali problemi di apprendimento. In Danimarca, per legge, le classi non devono superare i 15 studenti, si arriva a 12 in presenza di un alunno certificato.

Vogliamo parlare degli stipendi d'oro degli insegnanti italiani che vengono pagati fior di euro per fare piripiripiri ai ragazzi? No, non mi va.


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