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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Per una rivoluzione dei meriti.
MessaggioInviato: ven feb 08, 2008 17:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 5
Ho preparato un contributo vagamente giacobino in fatto di società dei meriti e di innovazione. Secondo me la sua forza sta proprio nel suo giacobinismo, che è l'unica politca possibile se si vuol cambiare qualche cosa in questo momento in questo paese. Il gradualismo conduce al naufragio e al pantano, come ci ha mostrato l'esperienza di Bersani.

Mi piacerebbe ricevere qualche contributo che arricchisca o corregga questo documento.

Un saluto a tutti.

Paolo Francini

http://ilcacciavite.ilcannocchiale.it





PER UNA RIVOLUZIONE DEI MERITI


Programma in 13 punti per il PD.






1. Organi politici.

In nessun organo o carica elettiva si può essere eletti per più di due mandati consecutivi. In ciascun organismo elettivo, sia i maschi che le femmine dovranno essere presenti per almeno 1/3 dei componenti.


2. Nomine pubbliche e consulenze.

Tutte le nomine di comando in qualsiasi ente pubblico o para-pubblico sono precedute da pubblico annuncio, richiesta di candidatura ed invio di curriculum. Nei curriculum dovranno essere obbligatoriamente dichiarati tutti gli incarichi ricoperti presso pubblici o privati, in particolare l’elenco completo e dettagliato dei contratti di studio o consulenza per soggetti pubblici o para-pubblici, il loro ammontare, il contenuto delle consulenza e le risultanze. I curriculum inviati dagli aspiranti dovranno essere pubblicamente consultabili tramite internet.


3. Accesso alle professioni.

L’accesso alle libere professioni è drasticamente agevolato. Gli esami in accesso alle professioni private non possono in nessun caso essere a numero chiuso e divengono degli esami di abilitazione alla professione. Le commissioni sono designate solo in parte minoritaria dagli organismi professionali, e per il resto da organi universitari e rappresentanti istituzionali. Tutti gli albi professionali e gli ordini sono sostituiti da semplici “elenchi di abilitati”. Appositi organismi di gestione e di controllo potranno solo avere compiti di vigilanza, ad esempio ammonire, sospendere o allontanare chi commette abusi o svolge la professione indegnamente. Chiunque potrà liberamente avviare e pubblicizzare la propria attività libero-professionale, purché idoneo.


4. Farmacie.

Qualunque abilitato alla professione di farmacista potrà liberamente avviare una nuova farmacia dovunque desideri, seguendo le norme che regolano la generalità delle attività economiche.


5. Atti notarili.

Tutti gli atti notarili sono, a discrezione degli interessati, sostituibili da scritture private, eventualmente curate dai rispettivi legali, e depositate a un pubblico ufficio adibito dal comune.


6. Valorizzazione delle eccellenze nella scuola.

Ogni scuola istituisce un programma di valorizzazione dei talenti e delle vocazioni degli studenti, che preveda incentivi, premi, corsi di approfondimento, partecipazione a gare e a periodi di formazione presso altre scuole, università, istituti di ricerca per gli studenti più motivati e meritevoli.


7. Docenti di qualità per una scuola di qualità.

Il reclutamento dei docenti scolastici è ispirato a criteri rigidamente meritori, a seguito di vincita di pubblico concorso. Non vi saranno mai più sanatorie, né abilitazioni riservate a categorie speciali. I concorsi sono strettamente biennali. La contrattazione dei docenti è svincolata da quella del restante personale scolastico e le loro retribuzioni di base sono incrementate del 20% a tutti i livelli. Si introducono nel contempo: norme di verifica periodica della preparazione e della professionalità dei docenti (che permettano di riqualificare ed eventualmente allontanare i docenti non più idonei), programmi di formazione in servizio e valorizzazione professionale dei docenti, un sistema di valutazione della qualità del servizio scolastico erogato dagli istituti (basato sulla rilevazione dei livelli di apprendimento e a partecipazione volontaria) in base al quale variano i fondi corrisposti alle varie scuole. Si introduce inoltre un secondo livello di carriera per i docenti più preparati, al quale si accede tramite concorso disciplinare e corso formativo, i quali godranno di una sensibile maggiorazione retributiva, avranno il compito di organizzare e svolgere le iniziative di formazione ed aggiornamento rivolte ai colleghi, cureranno i programmi di sviluppo delle eccellenze.


8. Commissioni di laurea e dottorati di ricerca.

Le commissioni di laurea, sia triennale che specialistica, sono costituite da per metà da docenti interni all’università e per metà da esterni (oltre a un presidente esterno), questi ultimi nominati dal Ministro e dal CUN. Le commissioni per gli esami d’accesso e gli esami finali dei dottorati di ricerca sono costituite per metà da docenti interni e per metà da docenti esterni (oltre a un presidente esterno). I dottorati di ricerca sono raggruppati in Scuole di Dottorato, con un unico esame di accesso, e devono comprendere un minimo di 5 studenti. Le graduatorie di accesso sono distinte in “candidati interni” (laureati presso la stessa università) e “candidati esterni” (laureati presso altre università). I posti assegnati vengono ripartiti pariteticamente tra le due graduatorie.


9. Stop al nepotismo.

In nessuna università può essere assunto, come docente o ricercatore, chiunque abbia un rapporto di parentela con altri docenti o altri ricercatori in servizio presso la stessa università o da poco tempo pensionati o trasferiti. Criterio analogo vale per tutte le strutture pubbliche o para-pubbliche (enti locali e controllate, ospedali, centri di ricerca, amministrazioni dello Stato, istituzioni, e così via).


10. Carriera universitaria.

Gli studenti laureati o che abbiano conseguito un dottorato in una università non possono concorrere a posti da ricercatore né direttamente a posti da docente, nella medesima università, né direttamente a posti da docente. I ricercatori di una università non possono concorrere per avanzamenti di carriera nella medesima università. Vengono ripristinate commissioni nazionali per i concorsi universitari.


11. Valutazione delle università.

Viene attivato il sistema di valutazione delle università e della ricerca. Le risultanze di tali valutazioni influiscono sui fondi di ricerca assegnati alle varie strutture e sulle parti accessorie delle retribuzioni di coloro che vi afferiscono.


12. Dirigenza pubblica e pubblica amministrazione.

I dirigenti pubblici sono scelti secondo criteri di tipo rigorosamente meritorio e qualitativo e solo tramite pubbliche selezioni (con l’eccezione di limitati staff politici di vertice da definire con esattezza). Tali criteri tendono ad includere il più ampio spettro possibile di percorsi formativi, senza penalizzare i laureati in materie scientifiche, e mirando a valorizzare adeguatamente le capacità di risoluzione dei problemi e di analisi logico-strategica. Tutti i dipendenti pubblici, compresi i dirigenti, sono soggetti a verifiche periodiche e sostanziali, hanno diritto ad incentivi sulla base delle valutazioni ricevute, e devono essere effettivamente riqualificati o allontanati qualora risultino inadeguati alla funzione ricoperta.


13. Un nuovo stato sociale.

Lo stato sociale, anziché assietere, risarcire e compensare chi è già incluso nel sistema di protezioni, mira a valorizzare, soprattutto chi è escluso, specialmente i giovani. Vengono introdotti assegni di disoccupazione, erogati parallelamente alla frequenza di corsi di formazione o riqualificazione professionale. Vengono adottate iniziative massicce per il diritto allo studio e all’eccellenza dei meritevoli.


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