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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Ipotesi sui prossimi mesi
MessaggioInviato: mar gen 29, 2008 00:58 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 127
Per come la vedo io.

Certo, parlo della situazione italiana e vorrei trattare qualche argomento in particolare e vedere se riesco a tirarne fuori un discorso coerente.

Parto dalla Sicilia solo perché dopo tutto questo tempo mi è in qualche modo entrata nel cuore. Il Presidente dalla Regione Siciliana, Totò Cuffaro è condannato a 5 anni per favoreggiamento e interdizione dai pubblici uffici. Sono convinto che sia principio costituzionale da difendere e garantire che l’imputato non sia colpevole sino a che non si sia concluso il processo, posso anche essere convinto del fatto che sia necessario attendere l’ultimo grado di giudizio per pronunciare l’ultima parola ma mi domando: che c’entra? Un amministratore, eletto dai suoi elettori certo ma incaricato di governare per tutti, non può portarsi dietro una condanna, di qualsiasi genere sia. Sarebbe come ammettere che accettiamo di essere governati da presunti delinquenti. Io non credo che questo sia quello che vogliamo (e volutamente ne faccio un caso generale, che riguarda tutti perché potrebbe capitare a tutti).

Dopo un momento di sbandamento mediatico, causa cannoli dicono, il Governatore si è ripreso rassegnando le sue irrevocabili dimissioni; subito dopo inizia a circolare la voce che si presenterà al Senato, in quel meccanismo tipico che porta alla naturale promozione di chi fa peggio. Un bell’esempio da seguire. Certo, il suo Partito, l’UDC, del quale è anche vicepresidente non prende provvedimenti e questo, almeno a miei occhi lo qualifica. Nessuna critica diretta a loro, solo la presa d’atto del fatto che il vicepresidente dell’UDC è condannato a 5 anni per favoreggiamento e interdizione dai pubblici uffici.

E’ candidabile? Questo non credo sia un problema che ci riguarda, quello che ci riguarda è se è votabile: non sto parlando solo di Cuffaro (e del Senato cui aspira), parlo di tutti quelli che sono condannati, anche se credo riguardi anche chi riceve avvisi di garanzia circostanziati e gravi. Credo che i partiti politici si debbano liberare da quanti, allo stato attuale non sono presentabili per motivi di, chiamiamola così, decenza.

Ne succedono delle belle, nel frattempo. La Magistratura sbaglia completamente i tempi di un provvedimento deciso da mesi (in numero di tre). L’aria che tira sembra suggerire che basterebbe scavare per bene e molto verrebbe fuori. Troppe inchieste fanno pensare, se sono a carico del Ministro di Grazia e Giustizia credo siano per forza gravi, vista la Sua posizione nella Struttura dello Stato. Mi sembra di aver capito che le ipotesi per le dimissioni non siano tante, arrestano la moglie e mettono sotto inchiesta lui, vuole stare vicino alla famiglia, pensare a difendere se stesso (e credo che sia corretto) e togliere l’alone (piuttosto pesante) dell’indagine dal governo.

Quello che succede qualche giorno dopo mi sfugge. L’ex Ministro di Grazia e Giustizia, nella veste di Segretario dell’UDEUR, toglie l’appoggio al governo decretandone contemporaneamente la caduta. L’annuncio dello stesso da parte del Cavaliere (e con un certo anticipo) è un brivido sul quale sarebbe opportuno riflettere (credo che così sarebbe successo ad Atene, nel periodo d’oro). In ogni caso cerco una spiegazione. Protesta contro la coalizione, e quindi contro il Governo, per l’operato della Magistratura (e io mi ostino a scriverlo con la maiuscola, visto i casi di errori non riparati sono veramente pochi rispetto al numero di indagini, alle possibilità di difendersi, alla corruzione dilangante e a quant’altro) e quindi del Governo per la propria azione nei confronti della Magistratura. In effetti il compito di portare avanti l’azione di Governo nei confronti della Magistratura è affidata proprio al Ministro di Grazia e Giustizia che si dimette e togliere l’appoggio del proprio Partito contro il proprio operato.

Singolare, tipicamente italiano.

Credo che al riguardo dell’ex Ministro di Grazia e Giustizia e del Segretario del Partito (ex Partito) UDEUR (il buon Silvio lo da sicuro in ingresso nel suo Popolo delle Libertà e credo che quando il buon Silvio parla, lo fa con una qualche cognizione di causa … certo poi magari la spallata la da con qualche mese di ritardo ma ormai si è capito che quando dice che ci sarà, un motivo ci sarà) valga quanto è stato detto per il Governatore della Regione Siciliana. Il secondo non l’ho mai votato e non lo voterò mai, in merito al primo, qualora comparisse in una coalizione di governo questa, ai miei occhi diventerebbe automaticamente invotabile.

Nel frattempo i dati che riguardano l’Italia sembrano meno entusiasmanti, diciamo così, di qualche tempo fa. C’è stato un periodo in cui l’azienda dove lavoro ha attraversato un periodo di sostanziale ristrutturazione e il capo diceva che era necessario prendere una cura piuttosto pesante. E’ durata un paio di anni, ora le cose non sono splendide ma sono certamente migliorate, almeno con riferimento alla malattia che si voleva curare. Non credo che il Governo Prodi sia esente da colpe, credo che qualcosa di positivo sia stato fatto. In fondo che ne parliamo a fare, è caduto, tornerà a fare il nonno e non ne sentiremo più parlare, almeno come rappresentante politico. Mi dispiace? Non tanto, non è il peggiore ma nemmeno il migliore e il ricambio va fatto. In un certo senso paga lui, cocciuto sino in fondo nel mettere la sua faccia sui fallimenti di questa coalizione. Che se ne vada forse farà riflettere chi quei fallimenti pensa rimarranno attaccati a quel faccione rassicurante ma poco adatto al momento attuale. Comunque, buona pensione, non mi mancherà per niente.

E’ tempo di programmi. Forse un Governo tecnico, perché la legge elettorale bisogna farla. Io non sono sicuro. Non credo che esistano le condizioni per farlo e che sia credibile quello che dicono molti rappresentanti politici. Una sola ipotesi, Marini il Presidente del Senato (quello che … hanno dovuto annullare le votazioni perché avevano scritto il nome per intero, per intenderci) dovrebbe mettere d’accordo nel giro di 5 mesi, secondo l’opzione di qualcuno, o di 8-10 mesi secondo Weltroni (metto la W e la V insieme) Berlusconi, Bossi, Fini e Casini che tentano reciprocamente (esclusa la Lega ormai succube del Cavaliere) di farsi le scarpe da ben prima delle elezioni, Weltroni, Rutelli, Bertinotti, Giordano, Pecoraio, Borselli, Craxi e chissà quant’altro, che sono appena crollati come coalizione di Governo, se qualcuno ha visto Mastella lo tiri fuori. Contemporaneamente bisognerebbe farli dialogare tra loro, e su questo il record è davvero mondiale, visto che non si parlano senza litigare per due giorni di seguito dal lontano 2 giungo 1945. Tutto questo non mi interessa, mi chiedo piuttosto: ma noi, tutto quel tempo, ce l’abbiamo? Loro si, a 15 mila euro netti al mese possono anche perdere tempo a fare i vanitosi filosofando. Noi no. Noi sgobbiamo.

Fondamentalmente, inutile negarlo, tutti pensano a simulare gli effetti che ogni sistema proposto determina, date le condizioni attuali, sul proprio Partito. Ad un secondo livello, ogni Coalizione, presunta, passata, prossima e ventura, riflette su quale Coalizione può vincere con tutte le possibili combinazioni di sistemi elettorali proposti e di coalizioni che possono venire in mente. I Partiti Politici, insomma, stanno pensando poco al bene del Paese, anche se Dini, mi sembra che quel signore si chiami così, era contento quando il Governo è caduto. Anche questo io non l’ho capito, quando cade il Governo, signori, qualsiasi Governo, è un problema nazionale. Non c’è da ridere, tirare fuori il bene del Paese, che rallenta e non ride, che vive in incertezza e non ride, che continua a sentire questa discussione sul sistema elettorale, dopo i tanti dialoghi sulla riforma della Costituzione, che assiste alla totale assenza di regole che non valgano che per i poveracci e le persone normali.

Mastella vive bene. Cuffaro mangia i cannoli e Dini, ma perché non va in pensione Dini.

Io se fossi nel PD manterrei le promesse. Si va all’opposizione, quella un tempo la si sapeva fare.

Buon lavoro, io sono incazzato nero.


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