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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Università e ricercatori
MessaggioInviato: sab gen 26, 2008 15:17 pm 

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Anch'io vorrei una parola chiara dal Partito Democratico sull'Università.
Sono una giovane ricercatrice con un percorso di eccellenza alle spalle (Scuola Normale di Pisa, molte esperienze all'estero...), e ora sto per andare a lavorare in Francia, visto che in Italia quest'anno non sembrano esserci possibilità. Quello che mi fa male è che la mia costosa formazione "di eccellenza" è stata pagata da tutti i cittadini, e chi ne gode i frutti sono invece i francesi, che vi assicuro sono molto felici di accogliere me e i miei colleghi, considerati appunto "preparatissimi".
L'università ha bisogno di una riforma radicale: cosa ha da dire il PD su questo tema?


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MessaggioInviato: mer feb 06, 2008 16:06 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Purtroppo quello che poteva essere fatto non è stato fatto. Il reclutamento straordinario ha prodotto appena 1000 posti e quel che è peggio l'accademia lo ha preso come un pretesto per sospendere il reclutamento ordinario e risparmiare unità di conto da destinare agli avanzamento di carriera dei già privilegiatissimi (aspettando la riapertura dei concorsi da associato e ordinario, unico "risultato" di questo biennio di governo). La conclusione è che il reclutamento straordinario non ha minimamente compensato la riduzione del reclutamento ordinario ed il totale dei posti banditi è diminuito rispetto all'era Berlusconi.
L'unica via di uscita erano le famose stabilizzazioni, combinate ad una seria selezione che combinasse ingressi e selezione. Ma tre nostri deputati (Tocci, Ghizzoni, Tessitore) la hanno sabotata per compiacere la casta dei rettori.
Purtroppo dal centrodestra c'e' poco da aspettarsi. Speriamo almeno che diano l'università ad un pragmatico democristiano, anziche' ad un altro ultraliberista tipo Moratti pieno di progetti di carta completamente avulsi dalla realtà :(


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MessaggioInviato: sab feb 16, 2008 20:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Ciao a tutti, sono un dottorando in ingegneria informatica all'ultimo anno di studi.

Credo, anzi, sono convinto, che in Italia non c'è nessun futuro per la ricerca.

Lo stato deve risolvere problemi molto più gravi e secondo me è difficile sperare in investimenti nella ricerca (parola che non mi piace, secondo me bisognerebbe investire in progetti di ricerca!!).

Le industrie italiane (almeno nel campo dell'informatica e della tecnologia) invece non conoscono la parola "ricerca" ma vogliono solo guadagni rapidi e senza costi.

E allora che speranze ci sono?

Ciao
Davide


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MessaggioInviato: dom feb 17, 2008 13:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Ciao a tutti, anch'io sono un ricercatore.
Anch'io voglio una parola chiara del PD su ricerca e università.
Anch'io sono pessimista, ma non credo, come meliortony, che non ci sia speranza. La speranza c'è eccome, Mussi qualcosa ha fatto. Ad esempio ha tolto Pistella e al suo posto ci ha messo un signor scienziato.

Quindi vorrei sapere:

- cosa pensa di fare il PD a proposito del problema del reclutamento? In particolare, vorrei sapere cosa pensano (pensiamo?) di fare per far sì che il criterio per assumere diventi il merito. E che il merito sia il criterio anche per la progressione di carriera.

- cosa pensa di fare per finanziare la ricerca. Non si tratta solo di dare più soldi, ma di darli a chi li merita. E poi di controllare davvero chi ha preso questi soldi, e che uso ne ha fatto.

- come pensa di distribuire i fondi per la didattica universitaria. Ho sentito parlare di "cento campus". Che vogliamo fare, aggiungere altre università? Sarebbe un errore. Bisogna invece dare i mezzi alle università buone e chiedere alle meno buone di tornare all'altezza. A costo di tagliare piuttosto che aggiungere - Mussi qualcosa del genere lo stava facendo. Non abbiamo un problema di mancata offerta formativa, ma di mancata eccellenza dell'offerta formativa. Una sola delle nostre università si piazza tra le prime cento, è assurdo laddove il nostro paese produce la settima (credo) migliore ricerca del mondo.

Vedo molta concretezza nei piani del PD. Questa concretezza per ora sul fronte ricerca e università è latitante. Spero che il PD si chiarisca le idee alla svelta.


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MessaggioInviato: dom feb 17, 2008 19:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Ammetto che quando ho letto dei "100 campus" ho provato una profonda delusione. Direi che in una situazione complessa e drammatica come quella dell'Università la risposta non può essere uno slogan che riduce il tutto al mero numero dei campus. Slogan che, inoltre, potrebbe anche essere interpretato come una cieca presa di posizione a favore delle sedi decentrate le quali andrebbero piuttosto ripensate con molta prudenza.

Io spererei piuttosto che, a differenza di quanto fatto fin'ora, il PD possa affrontare con estrema saggezza il problema Università. L'esperienza dovrebbe averci insegnato che soluzioni temporanee e straordinarie producono più danni di quanti non ne evitino. Il reclutamento così dovrebbe essere continuo e sostenibile, in modo da dare l'opportunità a tutte le generazioni di dare il loro contributo alla ricerca in Italia e non solo ad alcune fortunate fasce d'età che hanno avuto più opportunità delle altre grazie alle "illuminazioni politiche" del momento.

Così come "la fuga dei cervelli all'estero" la si può curare solo con la possibilità di carriere aperte e decenti che ci portino seriamente a livelli europei. Vorrei che si riflettesse sul fatto che, in questo contesto, le progressione di carriera è, nonostante gli abusi a cui abbiamo assistito, una aspirazione legittima che non si può gestire con politiche a singhiozzo o con grosse penalizzazioni, come successo nelle ultime legislature.

Spero così che il PD sappia proporre sistemi di reclutamento che diano possibilità uguali per tutti, costanti nel tempo e senza "scorciatoie" momentanee. Così come spero che il PD sappia dare la giusta risposta alle legittime aspirazioni di progressione di carriera, a beneficio di tutto il sistema.

Infine, spero che il PD abbia tra le priorità quella di troveare più risorse per la ricerca e le università ma non per realizzare 100 campus in più. Dobbiamo affrontare problemi ben più strategici per il paese.

Alessandro Lanzafame


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MessaggioInviato: lun feb 18, 2008 13:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Esatto Alessandro! Sono con te. Cento campus è uno slogan fuori bersaglio.

Per favore, qualcuno dica a Veltroni di correggere il tiro su Università e Ricerca.
Mi rendo conto che sia un tema intricato e molto specialistico, se Veltroni non è "insider" molte cose non le può capire.
Beh, qualcuno gli trovi un buon consigliere. Mussi doveva averne di buoni, le sue prime proposte di legge mettevano il dito esattamente nella piaga.

In bocca al lupo e speriamo bene!
Nereo Preto


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MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 09:39 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
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Che cosa può fare la politica per contrastare l'abbassamento del livello delle Università?
A fronte di poche situazioni di eccellenza, per la maggior parte si vivacchia.
Ho visto accettare tesi di laurea di corsi triennali (forse non si chiamano così, ma fa lo stesso)più povere di una buona "ricerchina" di un ragazzo di 3a media.
Ma non si può essere troppo selettivi, perché altrimenti si perdono i "clienti"!
Sono sfiduciato.
Alberto


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MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 01:33 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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gli studenti ormai sono solo mucche da mungere.
l'università ormai ha poco da dare in termini di idee e innovazione.

siamo un paese alla frutta.

perchè il pd non propone alle aziende di diventare partner dei maggiori centri di ricerca magari in cambio dello sfruttamento dei brevetti?

per quanto riguarda la ricerca forse si salva ancora la parte scientifica ma quella umanistica va bene solo per dare da mangiare ai dicenti.


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 Oggetto del messaggio: 100 campus_PS
MessaggioInviato: mer mar 05, 2008 23:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 6
Forse dovremmo unire i blog. Non mi ero accorto di questo quando ho postato il mio '100 campus' (vedi). Comunque mi pare che i toni siano quelli giusti: ragazzi, questa proposta dei 100 campus è una vera e propria doccia fredda. Non che ci fossero molte illusioni in giro, ma ora proprio non ce ne è più nemmeno una a cercarla con il lanternino. Ma è possibile che non si potesse fare di meglio? Lo chiedo a chi lavora al programma per il PD. Sulla scuola e l'università era difficilissimo fare peggio di così. Ma perchè non si trova il tempo di dire qualcosa di convincente su questo fronte? Almeno in campagna elettorale? Qualcosa che dia il segno di una svolta? Un tentativo, almeno?


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MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 19:47 pm 

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Ciao a tutti

sono certamente solidale coi giovani ricercatori che sopravvivono con contratti precari e stipendi da fame..

Ma non consideratemi egoista se dico che bisognerebbe anche pensare a quelli che oggi sono ricercatori e che non hanno prospettive di carriera perche' i concorsi sono bloccati.

Ci vuole molto entusiasmo per continuare a lavorare e fare ricerca con impegno quando sai che comunque resti ricercatore indipendentemente dal numero di lavori che pubblichi, dal numero di citazioni che ricevi, dai riconoscimenti che ottieni.


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MessaggioInviato: lun mar 10, 2008 13:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Gebo60 ha scritto:
Ma non consideratemi egoista se dico che bisognerebbe anche pensare a quelli che oggi sono ricercatori e che non hanno prospettive di carriera perche' i concorsi sono bloccati.

Ci vuole molto entusiasmo per continuare a lavorare e fare ricerca con impegno quando sai che comunque resti ricercatore indipendentemente dal numero di lavori che pubblichi, dal numero di citazioni che ricevi, dai riconoscimenti che ottieni.


Il discorso vale nei due sensi. Bisogna che sia il merito a dettare la carriera universitaria, quindi chi non pubblica abbastanza è bene che non faccia carriera.

Il consiglio che do al futuro governo di sinistra (ci conto, datevi da fare!) è che la ricerca non è un mestiere come gli altri. Chiedete pure ai ricercatori di essere precari, ma dategli degli ambienti di ricerca efficienti e meritocratici. Chiedete loro di muoversi in giro per l'Italia o verso l'estero, ma date posti di eccellenza dove andare. Chiedete ai ricercatori di correre il rischio di non fare carriera, ma non fate passare loro davanti ricercatori magari più vecchi e ammanicati, ma meno bravi nella ricerca.

Alla università serve solo una cosa, meritocrazia estrema. E al momento non ce n'è nemmeno un pochina. Leggete le proposte di legge uscite all'inizio del mandato Mussi sotto questa luce. Erano buone proposte.


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MessaggioInviato: lun mar 10, 2008 15:54 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 330
D'accordissimo a non far passare chi non ha pubblicazioni, ma ti potrei fare piu' di un esempio di "vecchi" ricercatori quasi cinquantenni con centinaia di pubblicazioni e qualche migliaio di citazioni ISI, che hanno continuato (stupidamente?) a lavorare pur vedendosi passare avanti altri meglio "introdotti"

Se di merito si deve parlare, dovrebbe valere per tutti, non solo per quelli che hanno meno di 40 anni


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MessaggioInviato: lun mar 17, 2008 17:59 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Ciao a tutti. Sono una "quasi dottorata" dell'Università di Padova, nel senso che otterrò il mio PhD il mese prossimo. Lavoro nell'ambito della ricerca dal 2003 e, guardandomi intorno, mi rendo conto ogni giorno di più che la ricerca non trova ascolto. E' ormai noto che per essere competitivi nell'economia globale della conoscenza, l'Italia deve essere più produttiva in termini di ricerca ed innovazione. Questo passa necessariamente attraverso il miglioramento dell'attività di ricerca e dell'università in sè, eppure la maggior parte delle persone che non hanno mai fatto ricerca non colgono questo aspetto. In molti non concepiscono come un investimento pari all'1% del PIL in ricerca sia una cifra irrisoria e assolutamente limitante. D'altro canto, questo non stupisce poi molto se pensiamo che la nostra stessa classe dirigente fatica a trovare la voglia e le risorse per aumentare questo 1%! Come si può pensare che la ricerca abbia un audience(come scritto in un articolo del Sole 24 Ore del 14/03/2008), quando le persone che dovrebbero favorirne gli investimenti, ignorano la sua stessa importanza? Quando la scarsità di investimenti, la fuga dei cervelli al di fuori dell'Italia (qualunque altro paese sia), l'assenza di ricercatori stranieri nel nostro paese, la precarietà ed il baronismo vengono ignorati? Il senso di mancato ascolto che percepisco intorno a me mi fa pensare che vi sia una fiacchezza di fondo nella volontà di far rinascere questo settore nel nostro paese, come se chi dovrebbe educare noi giovani al futuro, anche attraverso delle politiche a favore dell'innovazione e della ricerca, abbia perso il coraggio e la voglia di guardare avanti.


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