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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il mondo in cui viviamo e quello che vorremmo.
MessaggioInviato: sab gen 12, 2008 11:01 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Il mondo in cui viviamo e quello che vorremmo.


La realtà sociale, in cui gli esseri umani del ventunesimo secolo portano avanti la loro esistenza,
vede
miliardi di persone sottoalimentate e vivere una vita non da persone, ma da bestie;
milioni di persone morire ogni anno per fame, tra cui cinquanta milioni di bambini;
miliardi di persone, nonostante la partecipazione al processo produttivo, lottare ogni giorno per sopravvivere;
milioni di bambini sfruttati come nel diciottesimo secolo.
Ogni giorno vi sono incidenti e morti sul lavoro;
le guerre crescono e mietono sempre nuove vittime.
La libertà, tanto propagandata dell’attuale sistema, è la libertà della casualità dentro lo sviluppo oggettivo dell’economia.
E’ la libertà dell’incertezza del presente e del futuro.
Nonostante i drammi, che ogni giorno l’umanità è costretta a vivere, vi sono individui che osano osannare l’attuale sistema sociale e predire per esso l’eternità, perché, secondo loro, oltre è impossibile andare.
Dimenticano che il capitalismo esiste da poco più di due secoli, mentre la vita umana esiste da circa un milione di anni.
Dall’iniziale comunismo primitivo, in coerenza con lo sviluppo delle forze produttive, molte forme sociali si sono succedute fino ad arrivare all’avvento della borghesia.
In quel momento storico fattore progressivo per l’umanità.
Dopo più di due secoli il fattore progressivo è divenuto regressivo e freno per un decisivo sviluppo delle forze produttive, che portino a forme sociali ove la libertà possa essere non più casuale, ma reale.
La libertà è soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali e solo una società” dove ognuno possa dare secondo le sue capacità e ricevere secondo le sue necessità” può garantirla.
Nella storia milioni di persone hanno individuato scientificamente, con l’aiuto del materialismo storico e del marxismo, nel comunismo il nuovo mondo.
Non è stata e non è una speranza fideistica, ma scientifica, basata sull’analisi del capitalismo e sulle sue contraddizioni.
Sapendo di non poter competere con la scienza marxista, gli apologeti del capitalismo, nel secolo precedente e nell’attuale hanno cercato d’infangare la speranza scientifica dell’umanità con l’ideologia del cosiddetto “comunismo reale” dell’Unione Sovietica o di altri paesi.
Hanno ingannato sapendo di ingannare!
In Russia, con la vittoria della rivoluzione del 1917 e fino alla morte di Lenin nel 1924, è stato fatto un tentativo di affermazione, nonostante il ritardo storico di quella realtà socio-economica, degl’ideali comunisti.
Questo tentativo, votato alla sconfitta, per le mancate rivoluzioni in altri paesi europei, ma che segnerà, come “La Comune” di Parigi una tappa basilare ed importantissima per la storia del movimento e della speranza di un mondo nuovo, fu sconfitto con la controrivoluzione borghese e l’avvento di sistemi dittatoriali quali il nazismo, il fascismo, lo stalinismo.
Lo stalinismo è borghese!
E tutto quello che ha fatto mostra il volto della borghesia e della sua ferocia!
Le vittime dello stalinismo furono innanzitutto i bolscevichi, i comunisti, poiché essi erano i nemici!
Che capolavoro d’ideologia spacciare lo stalinismo per comunismo e non dire che lo stalinismo, il fascismo, il nazismo sono l’altra faccia del sistema borghese!
Ancora oggi gli apologeti del capitalismo osano propagandare la superiorità del loro sistema e la sua eternità, ma tremano quando sentono parlare di nuovi mondi possibili.
Quando sentono parlare di libertà dai bisogni, uguaglianza sociale, fratellanza nella comunione di interessi e rispetto delle diversità, dicono che sono utopie e che bisogna avere i piedi per terra.
Non si accorgono che gli utopici sono loro che pensano che l’attuale sistema con le sue contraddizioni e le sue ingiustizie e le sue vessazioni possa durare in eterno.
L’essere umano non è nato per essere schiavo in un mondo dove il dio è il denaro, che determina il prezzo di una merce e rende tutto merce, anche le persone.
L’essere umano è nato per esprimere la sua grandezza nella libertà dai bisogni materiali e spirituali e librarsi verso il cielo della conoscenza.
E’ la stessa società attuale che determina e determinerà le situazioni del suo superamento per essere posta , come le altre forme sociali, nelle anticaglie della storia.
“Non fermatevi mai nella lotta per l’affermazione della dignità di ogni essere umano!
Ogni persona è degna di vivere una vita senza essere schiava e serva di nulla!
L’asservimento al bisogno materiale e morale è il peggior modo di trattare gli esseri umani!”
Da “Il caldo respiro della speranza” di Giuseppe Calocero.
Il mondo in cui viviamo e quello che vorremmo.


La realtà sociale, in cui gli esseri umani del ventunesimo secolo portano avanti la loro esistenza,
vede
miliardi di persone sottoalimentate e vivere una vita non da persone, ma da bestie;
milioni di persone morire ogni anno per fame, tra cui cinquanta milioni di bambini;
miliardi di persone, nonostante la partecipazione al processo produttivo, lottare ogni giorno per sopravvivere;
milioni di bambini sfruttati come nel diciottesimo secolo.
Ogni giorno vi sono incidenti e morti sul lavoro;
le guerre crescono e mietono sempre nuove vittime.
La libertà, tanto propagandata dell’attuale sistema, è la libertà della casualità dentro lo sviluppo oggettivo dell’economia.
E’ la libertà dell’incertezza del presente e del futuro.
Nonostante i drammi, che ogni giorno l’umanità è costretta a vivere, vi sono individui che osano osannare l’attuale sistema sociale e predire per esso l’eternità, perché, secondo loro, oltre è impossibile andare.
Dimenticano che il capitalismo esiste da poco più di due secoli, mentre la vita umana esiste da circa un milione di anni.
Dall’iniziale comunismo primitivo, in coerenza con lo sviluppo delle forze produttive, molte forme sociali si sono succedute fino ad arrivare all’avvento della borghesia.
In quel momento storico fattore progressivo per l’umanità.
Dopo più di due secoli il fattore progressivo è divenuto regressivo e freno per un decisivo sviluppo delle forze produttive, che portino a forme sociali ove la libertà possa essere non più casuale, ma reale.
La libertà è soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali e solo una società” dove ognuno possa dare secondo le sue capacità e ricevere secondo le sue necessità” può garantirla.
Nella storia milioni di persone hanno individuato scientificamente, con l’aiuto del materialismo storico e del marxismo, nel comunismo il nuovo mondo.
Non è stata e non è una speranza fideistica, ma scientifica, basata sull’analisi del capitalismo e sulle sue contraddizioni.
Sapendo di non poter competere con la scienza marxista, gli apologeti del capitalismo, nel secolo precedente e nell’attuale hanno cercato d’infangare la speranza scientifica dell’umanità con l’ideologia del cosiddetto “comunismo reale” dell’Unione Sovietica o di altri paesi.
Hanno ingannato sapendo di ingannare!
In Russia, con la vittoria della rivoluzione del 1917 e fino alla morte di Lenin nel 1924, è stato fatto un tentativo di affermazione, nonostante il ritardo storico di quella realtà socio-economica, degl’ideali comunisti.
Questo tentativo, votato alla sconfitta, per le mancate rivoluzioni in altri paesi europei, ma che segnerà, come “La Comune” di Parigi una tappa basilare ed importantissima per la storia del movimento e della speranza di un mondo nuovo, fu sconfitto con la controrivoluzione borghese e l’avvento di sistemi dittatoriali quali il nazismo, il fascismo, lo stalinismo.
Lo stalinismo è borghese!
E tutto quello che ha fatto mostra il volto della borghesia e della sua ferocia!
Le vittime dello stalinismo furono innanzitutto i bolscevichi, i comunisti, poiché essi erano i nemici!
Che capolavoro d’ideologia spacciare lo stalinismo per comunismo e non dire che lo stalinismo, il fascismo, il nazismo sono l’altra faccia del sistema borghese!
Ancora oggi gli apologeti del capitalismo osano propagandare la superiorità del loro sistema e la sua eternità, ma tremano quando sentono parlare di nuovi mondi possibili.
Quando sentono parlare di libertà dai bisogni, uguaglianza sociale, fratellanza nella comunione di interessi e rispetto delle diversità, dicono che sono utopie e che bisogna avere i piedi per terra.
Non si accorgono che gli utopici sono loro che pensano che l’attuale sistema con le sue contraddizioni e le sue ingiustizie e le sue vessazioni possa durare in eterno.
L’essere umano non è nato per essere schiavo in un mondo dove il dio è il denaro, che determina il prezzo di una merce e rende tutto merce, anche le persone.
L’essere umano è nato per esprimere la sua grandezza nella libertà dai bisogni materiali e spirituali e librarsi verso il cielo della conoscenza.
E’ la stessa società attuale che determina e determinerà le situazioni del suo superamento per essere posta , come le altre forme sociali, nelle anticaglie della storia.
“Non fermatevi mai nella lotta per l’affermazione della dignità di ogni essere umano!
Ogni persona è degna di vivere una vita senza essere schiava e serva di nulla!
L’asservimento al bisogno materiale e morale è il peggior modo di trattare gli esseri umani!”
Da “Il caldo respiro della speranza” di Giuseppe Calocero.


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 Oggetto del messaggio: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: ven apr 11, 2008 07:01 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Il caldo respiro della speranza

“Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo!
Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti.
La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario.
Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore.
Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione.
Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale.
La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative.
Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico.
Tutti devono partecipare al processo produttivo…
Tutti devono avere una casa…
Tutte le azienda saranno di proprietà sociale…
Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa.
Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private.
Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole…
Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo.
Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.”

Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero

Questo è l’unico e concreto programma per cambiare la condizione umana!
Qualsiasi altro, mettendo al centro il profitto, non potrà mai realizzare una società libera, fraterna, uguale.
Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, un mondo nuovo è possibile e necessario.
Sta a noi, che “ci alziamo con la bava alla bocca” per le ingiustizie, che siamo costretti a subire, voler conquistare la nuova frontiera dell’umanità.
Se lo vogliamo, possiamo sognare!


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 Oggetto del messaggio: La nuova stagione: un mondo nuovo.
MessaggioInviato: ven apr 11, 2008 07:09 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
La nuova stagione: un mondo nuovo.

“I rapporti sociali sono intimamente connessi alle forze produttive, gli uomini cambiano il loro modo di produzione e, cambiando il modo di produzione, la maniera di guadagnarsi la vita, cambiano tutti i loro rapporti sociali…Quegli stessi uomini che stabiliscono i rapporti sociali conformemente alla loro produttività materiale, producono anche i principi, le idee, le categorie, conformemente ai loro rapporti sociali.”
“Marx paragonava gli economisti borghesi che parlano delle eterne e naturali istituzioni della società borghese, ai teologi ortodossi, per i quali la propria religione è una rivelazione di Dio, mentre ogni altra religione è un’invenzione umana”
Vita di Marx
F. Mehring

“Ancora oggi la cultura borghese pone la questione tutta qui: capitalismo vuol dire economia privata, socialismo vuol dire statizzazione…Non sarà il caso di ricordare che, semmai, l’economia socialista si definisce economia senza Stato.”
Struttura economica e sociale della Russia d’oggi.
A, Bordiga.

In una nuova società, in un mondo nuovo lo Stato è destinato ad uscire dalla storia per il fatto che non vi saranno più conflitti da regolare, ma benessere da amministrare.
In un mondo in cui gl’interessi siano comuni non vi potrà essere, in modo naturale, un potere in rappresentanza del più forte a spese del più debole.
La nuova stagione è un mondo in cui gli esseri umani siano liberi dai bisogni e messi in condizione di mostrare le grandiose bellezze individuali in un’insieme che metta al centro la vita umana e la sua difesa.
Non difesa della vita fino alla nascita, come fanno alcune associazioni, ma difesa della vita dal concepimento all’estinzione, garantendo ad ognuno soddisfazione di ogni necessità materiale e spirituale.
Le nuove stagioni che parlano, al di là dei giri di parole, di peggiorare la condizione umana con precarietà del lavoro, bassi salari, più sfruttamento sono il prosieguo delle vecchie.
Sono stagioni fredde che vanno contro l’essere umano e la vita, che non intaccano le tre caratteristiche fondamentali della produzione capitalistica:
la concentrazione in poche mani dei mezzi di produzione,
l’organizzazione sociale del lavoro mediante la cooperazione, la divisione del lavoro e l’unione del lavoro con le scienze naturali,
la creazione del mercato mondiale.
Concentrazione, divisione del lavoro, soppressione della proprietà privata, creazione del mercato mondiale: ecco gli aspetti interdipendenti del dialettico processo di sviluppo capitalistico, ecco il movimento dell’evoluzione storica che parte dalla proprietà privata e del lavoro individuale ed approda al capitale sociale, negazione dell’una e dell’altro.
Il capitale sociale ad un certo stadio diviene imperialismo
Ebbene l’economia capitalista è storicamente l’economia che abolisce, nel suo sviluppo, la proprietà privata. Il socialismo, appunto, è storicamente possibile e necessario perché sorge nella fase capitalista, dalle basi materiali nelle quali le forze produttive sono divenute sociali ed economicamente appartengono all’intera società.
Il capitalismo è l’impedimento allo sviluppo delle forze produttive che ormai sono socialiste, ed è impedimento non perché è “proprietario” delle forze produttive, ma perché è “detentore”.

Un nuovo mondo è possibile! Vivere da esseri umani può essere realtà!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!


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 Oggetto del messaggio: Il capitalismo ci "trtta come gl'Iloti".
MessaggioInviato: gio giu 19, 2008 07:35 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Il capitalismo ci “tratta come gl’Iloti”.
Le ultime elezioni hanno visto ancora una volta andare in onda la fiera delle illusioni. Tutti hanno cercato di convincere le persone che con i propri programmi ogni problema di vita sarebbe stato risolto.
Ha vinto il “re degl’illusionisti”.
Sono trascorsi due mesi dalla tornata elettorale e, nonostante gli spot pubblicitari su sicurezza, immondizia, lavoro, stipendi, energia, si prefigura un presente ed un prossimo futuro dove i problemi della sicurezza del lavoro, di uno stipendio decente per vivere, di una casa, di una buona assistenza sanitaria, di una buona scuola, di una legislazione uguale per tutti, di una buona rete di trasporti saranno sempre presenti e, forse, più gravi.
Si prefigura un domani dove i ricchi saranno ancora più ricchi ed i poveri ancora più poveri.
A questo scenario stanno partecipando tutti. Governo, opposizione, dirigenze sindacali delle imprese e dei lavoratori con un unico obiettivo: aumentare il profitto.
Ancora una volta parlare di destra e di sinistra, che non sono altro che le posizioni occupate in parlamento, non ha senso.
Bisogna vedere chi si schiera per il profitto e chi per il salario!
Chi si pone per aumentare il lusso e la lussuria dei ricchi e chi per cercare di migliorare la condizione delle classi subalterne!
L’analisi della sconfitta elettorale, che ha fatto un nome di primo piano della cosiddetta “ sinistra radicale” su una rivista, è stata ancora una volta “ pro domo sua” e per niente realista.
Per il semplice fatto che la sconfitta elettorale è stata dovuta in primo luogo alla non realizzazione di quanto scritto nel voluminoso programma dell’Unione ed in modo essenziale alla non abolizione della legge 30 o Maroni e delle nuove norme sulle pensioni, approvata dal precedente governo e che il nuovo esecutivo, in alcuni casi, ha addirittura peggiorato.
Sembrerebbe strano, ma non lo è, in una società di interessi diversi e contrapposti, le esigenze del profitto sono sempre in primo piano, quelle del salario e dei lavoratori sempre subordinate all’interesse del paese, ovvero del profitto.
A questa legge non si sottrae alcuno.
Ne consegue quindi che chi vuole una realtà socio-economica diversa deve guardare altrove per cercare di non essere come gl’Iloti, guardando in primo luogo la sua condizione e le sue esigenze ed alzando gli occhi dalla povere delle idee dominanti delle classi dominanti, sparse a piene mani per inserire nelle menti e nei cuori paura, abbattimento, sottomissione, ignoranza.
Se alziamo gli occhi dalla polvere dell’illusionismo e cerchiamo di conoscere ed analizzare la realtà con la mente libera nella conoscenza, ogni velo cade e tutto davanti a noi si presenta in modo crudo e reale.
Questa società non è per l’essere umano, ma per il “dio denaro”, impersonato dal “dio profitto”.
Ed il profitto non è sinonimo di libertà, uguaglianza, fratellanza, amore, pace, giustizia, ma è contrario.
“L’essere umano deve soddisfare i bisogni materiali, ma anche morali, deve dare da mangiare alla pancia e alla mente, solo così ritrova la sua essenza.”
Giuseppe Calocero
Il caldo respiro della speranza
Le persone non ritroveranno la propria essenza di esseri umani nell’amore e nella conoscenza se non quando i loro bisogni materiali e spirituali potranno essere completamente soddisfatti.
La strada per giungere a questa meta passa per una società, basata sulla produzione per il consumo e non sulla produzione per la produzione.
Ovvero una società che metta al centro l’essere umano e non il profitto.
Le contraddizioni del capitalismo ed il crepuscolo ideale, economico e sociale che sta segnando il suo cammino è simile ad altre epoche storiche sul procinto di partorire nuove frontiere economiche, sociali e politiche.
Un “Mondo Nuovo” è possibile! Se lo vogliamo, possiamo sognare!


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