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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: La Cultura e l'Etica fattori strategic di sviluppo competiti
MessaggioInviato: mar dic 04, 2007 16:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Cultura - Etica - Politica : fattori critici sottostimati per uno sviluppo "competitivo".

di Francesco TOTINO*
http://economia,politica,sviluppo.blog.tiscali.it//


La Situazione

Nelle misure di politica economica, si da sempre giustamente molta enfasi ad alcuni impedimenti che ostacolano sia le politiche di sviluppo che quelle per l'occupazione". Tra gli impedimenti citati compare la mancanza di "sicurezza, di infrastrutture, di qualità della amministrazione pubblica, di flessibilità del lavoro, di politica fiscale equa "; A fronte di ciò, cercando di emulare i successi raggiunti in altri paesi occidentali, le misure messe a punto dai governi, sono state centrate essenzialmente su interventi di ordine quantitativo, sottovalutando la diversità di capacità di reazione a queste misure che differenzia il nostro tessuto sociale da quello di altri paesi occidentali. Cioè in sostanza si è detto: "in Usa , in Olanda , in Inghilterra o in alcune aree di questi paesi, la sollecitazione di alcune variabili economiche, in un ipotetico modello di sviluppo convenzionale, ha portato risultati in termini di crescita e ha consentito di migliorare la competitività del sistema ... Quindi ... facciamolo anche noi..!!"

I governi precedenti hanno tentato di scopiazzare queste politiche economiche ... ma i risultati non si sono visti … e la situazione ereditata oggi, purtroppo , non è cambiata.

Infatti...a fronte di un positivo aumento del numero di piccole aziende e quindi dell'occupazione nelle piccole aziende, il nostro paese registra un decremento dell'occupazione nelle grandi aziende e un sensibile calo di competitività nelle graduatorie internazionali. Un peggioramento, quest'ultimo, molto grave della nostra economia in quanto incorpora un deterioramento strutturale e non congiunturale che andrà ad incidere sulle prospettive future del nostro paese .

Pensare che la competitività delle aziende e lo sviluppo sociale di un paese o di particolari Aree Deboli, si possa attuare soltanto attraverso l'emulazione di politiche economiche di successo attuate in altri paesi, non soltanto non è detto che sia vero, ma nasconde un ragionamento troppo semplificato e ormai superato .

I fenomeni di successo della politica di sviluppo di particolari Aree Europee o Americane, che costituiscono certamente una realtà inequivocabile a cui guardare, documentarsi ed ispirarsi, non dobbiamo dimenticare che sono stati possibili in questi luoghi grazie ad un contesto sociale, ad una "infrastruttura culturale " di IDEE e MENTALITA', ad una intensa politica di valorizzazione delle Risorse Umane, ad una forte attenzione all' Etica nel business e nella politica, frutto di una coscienza e responsabilità civile che, costruita in questi luoghi fuori da contraddittorie ed estenuanti manovre di mediazione politica, fuori da una sistemica disattenzione e tolleranza dei fenomeni di illegalità e malagiustizia, al pari di qualsiasi altro fattore di produzione, ha rappresentato un patrimonio di inestimabile importanza per lo sviluppo territoriale locale e la competitività aziendale, soprattutto nel lungo periodo.


Infrastruttura Culturale, Etica e Informazione fattori strategici di sviluppo

Si impone quindi oggi, se non si vuole perseverare nel fallimento della politica economica, mettere a punto un nuovo modello di sviluppo economico che tenga conto nelle sue simulazioni anche di nuove variabili quali "l'infrastruttura culturale ed Etica". Come molti studi americani hanno recentemente dimostrato, il peso di questi fattori sociali può assumere un valore non indifferente se rapportato a quello relativo a variabili economiche più gettonate quale " imposizione fiscale " , "flessibilità salariale" e via dicendo.

Far passare in secondo piano tali variabili (cioè considerare il "fattore infrastruttura culturale" e l'Etica, soltanto come parole da rispolverare in opportunistici discorsi di circostanza o come valori per cercare di dare spessore ad un partito politico o a un politicante) e quindi non integrare la loro enorme funzione di meccanismo generatore di sviluppo, in un disegno o modello economico moderno, non solo porterà ad invalidare i tentativi di politica economica che si stanno facendo (e quindi a sprecare risorse), ma porterà a deteriorare ulteriormente un'altra fondamentale componente determinante lo sviluppo: l'aspettativa degli operatori economici e la credibilità del nostro paese.

Per potere veramente rendere concrete le ricette espresse dalla politica economica "convenzionale", occorre quindi integrare tali misure, con degli interventi tesi a sollecitare e soprattutto tutelare fortemente l'emersione e la valorizzazione di risorse sia umane che territoriali, quali componenti originarie delle "infrastrutture culturali" che caratterizzano l'Area o il paese su cui si vuole intervenire e che sono alla base del processo evolutivo dello sviluppo "competitivo".

Le responsabilità della Politica

Un ruolo di fondamentale importanza in questo senso deve essere giocato dalla politica e quindi dal governo, dai partiti di governo e dai partiti tutti in generale, i quali devono dare un esempio. I partiti non possono non accorgersi del vuoto di credibilità che hanno creato intorno a loro sia a livello nazionale che internazionale, soprattutto per ragioni legate al problema della giustizia, a tangentopoli e via dicendo. Le aspettative negative, i dubbi e questa perdita di credibilità e fiducia verso gli apparati politico istituzionali sono oramai un fattore deterrente di fortissimo peso per lo sviluppo in quanto non solo minano alla base la possibilità di emersione di tutte le componenti di carattere qualitativo della "infrastruttura culturale", tagliano le relazioni con le componenti più efficienti del sistema, con partners internazionali, ma di fatto favoriscono l'emersione e l'arroccamento nel sistema sociale di tutte le altre componenti qualitativamente negative del sistema (malaffare, malagiustizia, non professionalità, improvvisazione, sottocultura etc..etc..).

Queste considerazioni, che hanno interessato l'opinione pubblica e giornali e televisioni a fasi alterne e in campagna elettorale , assumono oggi un valore tanto maggiore quanto maggiore è il livello di capacità mediatica del sistema paese cui si riferiscono, quindi quanto maggiore è il livello di influenza che esso esercita ( sia direttamente che indirettamente da parte degli investitori esteri) anche e soprattutto sul nostro sistema produttivo di imprese.

Per tali ragioni il binomio Etica e Cultura non può più essere considerato soltanto come oggetto di discussione mediatica, ma deve essere seriamente considerata come un fattore "fondamentale" e strategico da includere in un modello economico di sviluppo.

La politica oggi in sostanza deve essere fatta più seriamente che in passato in quanto non è soltanto la decisione politica, (cioè quella che determina l'indirizzo delle scelte strategiche fatte da un governo nei vari settori ) ma è soprattutto l'Etica e la Cultura impersonata da una classe politica a costituire un fattore di fondamentale importanza affinchè alla sollecitazione di alcune variabili possa rispondere un effetto positivo per lo sviluppo economico competitivo di lungo periodo.

L'operazione mediatica, la diffusione di informazioni ad ogni livello di strato sociale e di età, sempre di più daranno un vantaggio competitivo economico e sociale a quelle strutture e a quei paesi che possono vantare il minore tasso di inquinamento da problemi di giustizia e malaffare e che sappiano adoperarsi per creare un codice deontologico di accesso all'attività politica e quindi rivalutarne il ruolo come scienza e arte di governare bene lo stato, una scienza che pone la massima attenzione alla attenta ricostruzione e diffusione dei valori sull'intero tessuto sociale.


Francesco Totino*


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