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 Oggetto del messaggio: chi è contro la scienza?
MessaggioInviato: ven nov 16, 2007 22:45 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Spero di non offendere, ma sono consapvole che l'rgomento potrebbe essere uno dei più "ardui" da affrontare.
Io sono convinto che in Italia ci siano poche persone A FAVORE della scienza, che è nel suo insieme strumento per cercare la verità senza dogmatismi e con metodi dall'efficacia provata , molti perchè sono tutti conquistati da una cultura umanistica 2e basta" che sulle scienze fa pesante ironia 8tutta motivata?), molti perchè sono indotti a tale condizioni da influenze esterne (fra cui la religione vissuta in forma integralista)
non per fare polemica, ma nell'ambiente di centrodestra non mi pare che la scienza sia osannata da tutti, mentre nel centrosinistra quantomeno vi è più ammirazione, se non attiva comprensione


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 Oggetto del messaggio: LA SCIENZA E' IL NUOVO DIO
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 05:48 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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La matematica e il metodo di indagine scientifico su cui poggia ciò che tu chiami scienza (SOLO 1 dei molteplici modi che noi bipedi abbiamo per annusare , vedere, toccare, infine pensare la NOSTRA INTERPRETAZIONE di REALTA' - che - ovviamente - è solo specchio illusorio - Maya) è ascesa a nuova divinità.

Grazie, Pitagora.

Molti studiosi importanti , da Severino in giù, hanno affrontato l'argomento, e rimando quindi i lettori a letture più alte.

Detto questo, dalla bomba atomica in poi (e in seguito ai pentiti eccellenti, Albert Einstein e Robert Oppenheimer) si è capito che la scienza avrebbe portato (come il Ventunesimo Secolo si appresta a verificare in effetti) l'uomo vicino alla autodistruzione.

Saggio, vero?

Auguri e saluti,

Luca Silvestrini


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 Oggetto del messaggio: Re: chi è contro la scienza?
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 11:53 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
diffidente ha scritto:
Spero di non offendere, ma sono consapvole che l'rgomento potrebbe essere uno dei più "ardui" da affrontare.
Io sono convinto che in Italia ci siano poche persone A FAVORE della scienza, che è nel suo insieme strumento per cercare la verità senza dogmatismi e con metodi dall'efficacia provata , molti perchè sono tutti conquistati da una cultura umanistica 2e basta" che sulle scienze fa pesante ironia 8tutta motivata?), molti perchè sono indotti a tale condizioni da influenze esterne (fra cui la religione vissuta in forma integralista)
non per fare polemica, ma nell'ambiente di centrodestra non mi pare che la scienza sia osannata da tutti, mentre nel centrosinistra quantomeno vi è più ammirazione, se non attiva comprensione

Nel centrosinistra, con qualche eccezione, siamo piu' portati ad analizzare, a distinguere.
Per esempio non confondendo tra loro matematica, scienza e tecnologia.
Molto legate ma decisamente diverse.

Il problema è che chi ha forti vincoli ideologici, a destra come a sinistra, male apprezza matematica e scienza, ... caso mai tende ad ideologizzarle, infettarle di ideologia. Ma è difficile riuscirci.

È piu' facile dipingere di velo ideologico la cultura umanistica. E li' si ci buttano tutti, perché in fondo in quel campo è possibile sparare grosse ....... nascondendosi dietro la, giustissima ma abusata, libertà di opinione.

Difficile spararle grosse in matematica, logica, scienza, che hanno forti rigidità metodologiche che rendono subito visibile e "nudo" l'incompetente.
Non parliano poi della tecnologica, dove appare subito evidente se un prodotto funziona o no ed è difficile vendere fumo.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: SULLA SCIENZA SECONDO HORKHEIMER
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 12:50 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
Carissimi, ecco alcune riflessioni sulla scienza e sulla società capitalista (quella in cui viviamo!) tratte dal volume "la scuola di Francoforte" (Ed. Laterza). Anche se alcuni spunti possono risultare molto datati, spero che possano contribuire alle nostre idee. Quegli studiosi, tra cui Horkheimer, Fromm e Benjamin, anche se a volte in disaccordo tra loro, avevano sviluppato una propria teoria.

È evidente che è questa la grande lacuna non solo ovviamente del nostro PD in Italia, ma riguarda –ahimè- più o meno gravemente le sinistre di tutti i continenti. Spero che riusciremo a non essere come "i politici riformisti tedeschi" che "respingevano il marxismo come un errore ormai superato. Di più: pienamente soddisfatti dello status quo, essi erano divenuti i veri eredi del positivismo borghese, contrari a ogni teoria e partigiani del puro e semplice 'riconoscimento' dei fatti."


Su Horkheimer e la scienza moderna

Distaccandosi sia dai marxisti (che conoscevano i principi astratti ma erano incapaci di applicarli) che dai socialdemocratici (attaccati ai ‘fatti’ ma privi di principi), Horkheimer rilancia una concezione dialettica della storia, ovvero della realtà concepita in quanto storia: Marx, d’altra parte, fu allievo di Hegel. Liberando la dialettica dalla sua forma idealistica, e facendola propria, Marx ha dato un’impronta particolare al materialismo. Egli, infatti, non ha mai avuto una concezione della conoscenza come puro e semplice rispecchiamento di una realtà statica esistente fuori e indipendentemente dall’uomo: come per lui soggetto e oggetto non possono mai coincidere interamente (tranne che nella sensazione, che opera però senza concetti), così il soggetto non può mai essere separato totalmente dall’oggetto. L’attività teorica non è conoscenza immobile di un oggetto fisso, bensì è, appunto, attività, cioè essa stessa un aspetto della realtà in trasformazione: il mondo naturale e sociale è continuamente modificato dagli uomini, che in questa praxis modificano incessantemente anche se stessi e le proprie idee. Da questa osservazione discende che la natura non può essere considerata separatamente dall’attività umana, e che quindi non ha alcun senso parlare di una dialettica della natura ontologicamente intesa. In altre parole, Horkheimer, pur accettando e facendo propria la dialettica storica, respinge in blocco il cosiddetto materialismo dialettico, ovvero la ‘dialettica della natura’, destinata a diventare sempre più la filosofia ufficiale dei partiti comunisti, in primis di quello sovietico.
[…] Viene inoltre meno lo spirito come soggetto astratto che fa la storia e si passa dalla metafisica alla teoria scientifica della storia.
Egli rivela il fallimento sociale della scienza, incapace, seppur fornendo tecnologia sempre migliori, di far fronte alle esigenze dell’uomo. Inoltre, identifica tale fallimento sociale della scienza con i suoi metodi e le sue procedure, cioè con il suo fallimento teorico.
La scienza naturale moderna si è limitata a una registrazione, classificazione e generalizzazione dei fenomeni, e non si è preoccupata affatto di distinguere l’insignificante dall’essenziale; al tempo stesso, la scienza si è servita di metodi puramente meccanicistici. Registrazione, classificazione e meccanicismo ‘si tengono’ reciprocamente, perché costituiscono un modo di vedere adialettico e conservatore: “Al metodo orientato sull’essere e non sul divenire corrispondeva il modo di considerare la forma di società esistente come un meccanismo di processi che si ripetono sempre uguali, che comunque non richiede un comportamento scientifico diverso dalla spiegazione – ad es. – di una macchina complicata”. …

Di conseguenza, la scienza è utile (ovviamente) come metodo comune a tutti gli uomini per indagare e descrivere (ed eventualmente modificare) la realtà, ma di che realtà si tratta? Prima di tutto del livello di realtà che i nostri strumenti tecnologici ci permettono di percepire. Secondo (vedi il principio di indeterminazione di Heisenberg) di una realtà modificata dall’uomo che la osserva.

La scienza non viene vista soltanto (secondo il punto di vista marxista tradizionale) come una componente essenziale delle forze produttive, limitata e soffocata nel suo sviluppo e nella sua creatività dai rapporti capitalistici di produzione, e asservita ai fini del profitto individuale; bensì viene vista come un prodotto del capitalismo, che ne determina sia i metodi che la struttura.

Saluti e auguri,

Luca Silvestrini


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 Oggetto del messaggio: spiegazioni necessarie
MessaggioInviato: gio nov 29, 2007 23:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Contro Filosofi professionisti sono pressochè "disarmato", sia per la mia poca cultura, ce per una scarsa capacità di persuasione...
volevo dire semplicemente che non mi pare che la "scienza" sia vista da molti dei nostri politici con il rispetto che merita, e che, anzi, molti uomini politici la temano ed alcuni anzi la disprezzino.
Non per niente in Italia è considerato "colto" chi recita Dante ,magari cento canti a memoria, non chi sa come funziona un motore od un dato processo produttivo
ricordiamo che la Scienza è conoscenza vera, provata, che si basa su basi vere ma al contempo sa migliorarsi e trovare verità sempre più precise ed accurate,


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 Oggetto del messaggio: Re: spiegazioni necessarie
MessaggioInviato: ven nov 30, 2007 13:35 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2488
diffidente ha scritto:
ricordiamo che la Scienza è conoscenza vera, provata, che si basa su basi vere ma al contempo sa migliorarsi e trovare verità sempre più precise ed accurate,


Bé, non esageriamo ... la scienza è un modo di esplorare il mondo, uno strumento di conoscenza basata sull'esperienza empirica, ed è strettamente correlata alle nostre capacità di entrare in contatto con ciò che ci circonda.
La "verità" scientifica è qualcosa di temporaneo e parziale: ogni nuova conoscenza rende le precedenti più o meno superate ed obsolete, quindi la scienza è "buona scienza" solo se non congela alcuni dati come se fossero dogmi.
E' questa non staticità, questa capacità di evoluzione e trasformazine sempre presente, che rende la scienza così invisa a tutti coloro che preferirebbero un mondo statico, verità stabilite una volta per tutte.
La scienza è un modo evoluto e complesso per indagare e controllare la realtà che ci circonda, è la continuazione della curiosità esplorativa di un bambino, è la caratteristica più qualificante del nostro essere umani.

annalu

PS. Questo discorso si riferisce ovviamente a tutte le scienze della natura. Diverso è il caso della matematica, che è una forma di linguaggio, particolarmente evoluto ed univoco, con regole chiare e certe, paragonabili a regole sintattiche non equivoche.


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 Oggetto del messaggio: L'italia e la scienza
MessaggioInviato: dom dic 02, 2007 11:45 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
Pongo alla vostra attenzione l'esito 2006 della ciclica valutazione PISA delle conoscenze scolastiche nel mondo.
Siamo sempre stati scarsi. Il dato 2006 è desolante.
Siamo in una posizione assolutamente inadeguata al nostro essere nel G8: circa 35^esimi nel mondo e 26^esimi tra i paesi industrializzati (OECD) come dato migliore (38 e 28 come dato peggiore).
http://www.oecd.org/dataoecd/42/8/39700724.pdf

Ciao,
Francesco

Ecco chi fa meglio di noi, in ordine partendo dal migliore:

Finland
Hong Kong-China
Canada
Chinese Taipei
Estonia
Japan
New Zealand
Australia
Netherlands
Liechtenstein
Korea
Slovenia
Germany
United Kingdom
Czech Republic
Switzerland
Macao-China
Austria
Belgium
Ireland
Hungary
Sweden
Poland
Denmark
France
Croatia
Iceland
Latvia
United States
Slovak Republic
Spain
Lithuania
Norway
Luxembourg
Russian Federation


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MessaggioInviato: gio dic 27, 2007 16:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 62
Da Annalu
Cita:
La "verità" scientifica è qualcosa di temporaneo e parziale: ogni nuova conoscenza rende le precedenti più o meno superate ed obsolete, quindi la scienza è "buona scienza" solo se non congela alcuni dati come se fossero dogmi.


Detto cosi' pero' dissento....sembra che arrivi una nuova teoria che scardina dalle fondamenta la prima...non e' proprio cosi'.
La relativita' perfeziona la meccanica classica ma non la inficia per il 99% dei casi concreti.
Le geometrie non euclidee ampliano la capacita' di analisi su scale grandi ma nel nostro mondo "piccolo" la Euclidea va benone da oltre 2000 anni.
L'evoluzione gode di contrbuti nuovi (equlibri punteggiati, genetica...) ma l'impianto iniziale resta solidissimo.

Questo per dire cha la scienza e' si dinamica ma alcune scoperte hanno uno status "quasi" assoluto.
Vedo molto probabile un carpentiere dell'anno 3000 che ancora usera' la geometria euclidea per fare il suo lavoro, magari allora avranno super teorie spazio-tempo con stringhe e superstringhe ma per lui la geometria classica e' quasi eterna.


Per quanto riguarda la matematica e' vero che e' un insieme molto piu' rigoroso di affermazioni, tesi e conseguenze ma tutte le scienze sono piano piano "matematicizzate" . Se leggi un testo di meccanica del 600 e' tutto "parole", esempi e figure ma poca matematica.
Se leggi un testo odierno di meccanica inizia piu' o meno cosi' " Sia data una terna trirettangola in uno spazio euclideo dotato di prodotto scalare e norma...." e giu' teoremi che sembrano astrusi ma che in realta' sono concretissimi.
La stessa biologia da descrittiva e' sempre piu' quantitativa (vedi quello che va di moda ora la system biology cioe' la descrizione matematica della dinamica cellulare interna).
Con questo non voglio dire che una teoria non e' scintifica se non ha una formula perche' e' affermazione ridicola (vedasi Zichichi con l'evoluzione) ma direi che una teoria scientifica provata da lungo tempo sul campo, limitata nel suo ambito ed assiomatizzata e' quanto di piu' vicino ci sia ad una verita' oggetiva e, su scala umana, praticamente eterna.
Concordo quindi con diffidente quando dice che la scienza e' "vera".


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MessaggioInviato: gio dic 27, 2007 17:07 pm 

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Messaggi: 62
Da diffidente

Cita:
Contro Filosofi professionisti sono pressochè "disarmato", sia per la mia poca cultura, ce per una scarsa capacità di persuasione...



Volevo aggiungere a diffidente....non sentirti disarmato di fronte a "filosofi professionisti" perche' quest'utlimi rappresentano solo una visione , una delle tante analisi che la mente puo' fare della realta' circostante....
Ma la scienza e' diversa.

Ti diro' di piu' : in altri post ho ribadito il concetto che le affermazioni filosofiche del tipo " il famoso pensatore X (filosofo) ha affermato che la scienza in realta' e' una cosa...." sono affermazioni per il 99% per cento delle volte buone a ragionare, polemizzare, divertirsi insieme ma non hanno una benche' minima influenza sul prassi e sul procedere quitidiano della scienza.

Ad un biologo che sta cercando di capire come dalla materia inanimata si sviluppa la vita non interessa nulla di sapere che Horkheimer e la scuola di Francoforte criticano la visione oggettiva della scienza.

Un ricercatore nanoelettronico che sta tentando di costruire i primi computer molecolari molto probabilmente se ne frega di sapere che Horkheimer affermo' 80 anni fa che " ...nessun aspetto della realtà può essere compreso come definitivo.."
Magari e' un cultore della materia e la sera bevendo il te si legge gli scritti del filosofo ma il concetto di base non cambia.

Al contrario se il primo ricercatore (il biologo) avra' successo nella sua ricerca oltre a prendersi i vari Nobel, la sua ricerca avra' un impatto scientifico , emotivo ed anche filosofico enorme.

Se il secondo ricercatore riuscira' a produrre circuiti molecolari aprira' una seconda rivoluzione elettronica che cambiera' la nostra vita per sempre, come ha fatto la prima rivoluzione elettronica dei transistor.

Questo per dirti che e' vero : la scienza e' oggettiva e produce risultati universali.
E la rivoluzione si fa nei laboratori.

La scienza se ne frega abbastanza della filosofia, anzi, e' alcuni secoli che la filosofia "insegue".
Che poi Horkheimer sia un genio che tenta di dare un senso all'attivita' scientifica non lo metto in dubbio ma ... la ricerca ha i suoi metodi.

Holbach


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MessaggioInviato: ven dic 28, 2007 18:33 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2488
Holbach ha scritto:
Da Annalu
Cita:
La "verità" scientifica è qualcosa di temporaneo e parziale: ogni nuova conoscenza rende le precedenti più o meno superate ed obsolete, quindi la scienza è "buona scienza" solo se non congela alcuni dati come se fossero dogmi.


Detto cosi' pero' dissento....sembra che arrivi una nuova teoria che scardina dalle fondamenta la prima...non e' proprio cosi'.
La relativita' perfeziona la meccanica classica ma non la inficia per il 99% dei casi concreti.
Le geometrie non euclidee ampliano la capacita' di analisi su scale grandi ma nel nostro mondo "piccolo" la Euclidea va benone da oltre 2000 anni.
L'evoluzione gode di contrbuti nuovi (equlibri punteggiati, genetica...) ma l'impianto iniziale resta solidissimo.

Questo per dire cha la scienza e' si dinamica ma alcune scoperte hanno uno status "quasi" assoluto.
Vedo molto probabile un carpentiere dell'anno 3000 che ancora usera' la geometria euclidea per fare il suo lavoro, magari allora avranno super teorie spazio-tempo con stringhe e superstringhe ma per lui la geometria classica e' quasi eterna. "


Certo, ci sono "verità" scientifiche che continuano ad essere "vere" (e utili nella pratica) per tempi lunghissimi.
Però ... come ho detto le "verità scientifiche" non sono mai dogmi, ad ogni nuova scoperta devono venir verificate, sia per quel che riguarda la loro validità, sia per l'ambito di applicazione.

Ai tempi di Euclide, la sua geometria pareva avere una validità universale. Adesso ci aspettiamo che continui ad essere a lungo valida per ... i carpentieri ... un bel salto per una descrizione del mondo!
E già ora la geometria euclidea ha smesso di essere valida se si trattano strutture molto ampie, come i pianeti e i viaggi interstellari.
Possiamo quindi supporre che FORSE alcune teorie scientifiche attuali resteranno valide a lungo, ma ad ogni scoperta dovremo verificarne l'ambito di attendibilità, quindi non ci aspettiamo chge siano "aprioristicamente" valide, solo ci aspettiamo che possano reggere a lungo alle verifiche delle nuove scoperte.
Questo fa sì che ogni nuova verità possa smettere di essere vera dopo ogni scoperta, oppure continuare ad esserla in un ambito più ristretto.
E' questo a rendere le verità scientifiche molto diverse dai dogmi.


Holbach ha scritto:
Per quanto riguarda la matematica e' vero che e' un insieme molto piu' rigoroso di affermazioni, tesi e conseguenze ma tutte le scienze sono piano piano "matematicizzate" . Se leggi un testo di meccanica del 600 e' tutto "parole", esempi e figure ma poca matematica.


La matrematica, e tu me lo confermi, è semplicemente un linguaggio molto più preciso e rigoroso di quanto non siano le "parole", e le scienze vengono sempre più espresse in linguaggio matematico, man mano che se ne sa di più e le nostre conoscenze diventano più definite.

Detto questo, anche la matematica non è UNA, direi che al presente dovremmo parlare di "matematiche" al plurale, intendendo i diversi linguaggi con postulati e regole di calcolo specifiche.

Per esempio, alcune teorie fisiche più avanzate hanno richiesto l'elaborazione di linguaggi matematici idonei, altrimenti restavano come osservazioni afasiche: si erano osservati dei fenomeni, ma non si era in grado di elaborare una teoria ... e non chiedetemi di spiegarle, le nuove matematiche: io per mia fortuna sono solo una biologa, e la matematica che usiamo è per ora solamente quella classica.

annalu


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MessaggioInviato: ven dic 28, 2007 18:55 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 62
Cita:
Ai tempi di Euclide, la sua geometria pareva avere una validità universale. Adesso ci aspettiamo che continui ad essere a lungo valida per ... i carpentieri ... un bel salto per una descrizione del mondo!


Ovviamente varra' e vale per il carpentiere ma anche per l'ingegnere meccanico che progettera' la nuova auto, per l'ingegnere civile che progettera' la nuova citta' e per il biologo sistemista che ingegnerizzera' la nuova cellulsa....
Non solo per il carpentiere.
E ti assicuro che i calcoli che fanno gli ingegneri con la "vecchia" geometria euclidea sono molto complessi.

La descrizione del mondo che tiri in ballo mi stimola un osservazione.
Non sempre la "novita'" e' l'aumento verticale delle conoscenze. Spesso la novita', il progresso scientifico, si realizza quando apparati matematici e fisici, gia' rodati in altri campi, si applicano a nuove aree.

Un esempio : la teorie delle stringhe in fisica e' relativamente nuova e rappresenta l'evoluzione di alcune teorie fisiche del XX secolo.
E' un esempio di accumulo verticale che getta nuova luce sul mondo ma la sua vera portata ...per ora... e' difficile da comprendersi per i non-specialisti.

Invece le leggi della dinamica newtoniana sono ben note.
Oggi, un enorme progresso che si sta realizzando, e' la posibilita' di descrivere le reazioni metaboliche intracellulari con l'apparato classico delle equazioni differenziali della dinamica. Dunque oggi si sta realizzando un vecchio sogno riduzionista : quello di vedere la cellula come una macchina da controllare.
Se ci pensi bene questo apre incredibili prospettive ma la "matematica" che sta sotto questa rivoluzione e' quella classica (con qualche contributo "stocastico") e la geometria e' quella euclidea.


Holbach


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MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 01:05 am 

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Annalu ha scritto:
Possiamo quindi supporre che FORSE alcune teorie scientifiche attuali resteranno valide a lungo, ma ad ogni scoperta dovremo verificarne l'ambito di attendibilità, quindi non ci aspettiamo chge siano "aprioristicamente" valide, solo ci aspettiamo che possano reggere a lungo alle verifiche delle nuove scoperte.


A rigore, le teorie scientifiche, poniamo, della meccanica "classica" di Newton possono continuare ad essere "valide" a tempo indefinito se applicate a tutti quei problemi (e sono tantissimi e diversissimi) in cui gli effetti della relatività o della fisica quantistica possono essere trascurati.

Sicchè la "validità" di una teoria, se si rimane dentro certi ambiti applicativi, può durare indefinitamente anche quando la "verità" (parola troppo grossa per una teoria) della teoria stessa è stata "superata" da una nuova teoria più raffinata, la quale nuova teoria però includerà necessariamente la teoria precedente, da considerarsi come approssimazione di ordine inferiore.

E così via all'infinito, non è che possa esistere una teoria finale che sia "perfetta", perchè si passa via via a teorie sempre più "valide", sempre più precise rispetto a quelle precedenti (che però si possono benissimo continuare ad usare per i casi più semplici).

Difatti, l'unico elaboratore dotato di sufficiente potenza di calcolo e di algoritmi in grado di descrivere esattamente le "leggi di natura", al punto di poter elaborare compiutamente una visione precisa di tutto l'universo... può essere solo l'universo stesso.


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MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 11:23 am 

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centine ha scritto:
A rigore, le teorie scientifiche, poniamo, della meccanica "classica" di Newton possono continuare ad essere "valide" a tempo indefinito se applicate a tutti quei problemi (e sono tantissimi e diversissimi) in cui gli effetti della relatività o della fisica quantistica possono essere trascurati.

Sicchè la "validità" di una teoria, se si rimane dentro certi ambiti applicativi, può durare indefinitamente anche quando la "verità" (parola troppo grossa per una teoria) della teoria stessa è stata "superata" da una nuova teoria più raffinata, la quale nuova teoria però includerà necessariamente la teoria precedente, da considerarsi come approssimazione di ordine inferiore.

E così via all'infinito, non è che possa esistere una teoria finale che sia "perfetta", perchè si passa via via a teorie sempre più "valide", sempre più precise rispetto a quelle precedenti (che però si possono benissimo continuare ad usare per i casi più semplici).

Difatti, l'unico elaboratore dotato di sufficiente potenza di calcolo e di algoritmi in grado di descrivere esattamente le "leggi di natura", al punto di poter elaborare compiutamente una visione precisa di tutto l'universo... può essere solo l'universo stesso.

Visto sotto un altro punto di vista, ogni teoria ha un suo ambito di applicabilità reale ma ha anche un certo numero di problemi, per risolvere i quali vengono proposte nuove teorie. Queste nuove teorie normalmente si appoggiano sempre (*) sulla teoria precedente, non la smentiscono e non la falsificano, ... solo la completano risolvendo alcuni problemi che sono o marginali o legati a scale macro o micro. Se una nuova teoria supera il vaglio scientifico a sua volta presenterà essa stessa alcuni problemi per risolvere i quali si cercheranno nuove teorizzazioni.
Come dici "cosi' all'infinito" perché potrebbe non esistere una teoria esente da problemi.
Una interessante questione è quella di chiederci se potrebbe esserci un avvicinamento asintotico con miglioramenti teorici sempre piu' impercettibili (ed ormai non dovremmo vedere piu' grandi rivoluzioni teoriche) oppure nel futuro possiamo aspettarci grandi stravolgimenti improvvisi e rivoluzionari (universi paralleli, per esempio, ... vedere lo speciale di scientifica american).

Ciao,
Francesco

(*) forse una eccezione in questo senso è la teoria quantistica, in quanto è innovativa e di rottura con il sistema precedente.


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MessaggioInviato: dom dic 30, 2007 14:46 pm 

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francescopf ha scritto:
Una interessante questione è quella di chiederci se potrebbe esserci un avvicinamento asintotico con miglioramenti teorici sempre piu' impercettibili (ed ormai non dovremmo vedere piu' grandi rivoluzioni teoriche) oppure nel futuro possiamo aspettarci grandi stravolgimenti improvvisi e rivoluzionari (universi paralleli, per esempio, ... vedere lo speciale di scientifica american).


Senza annoiare troppo i lettori e scrittori del forum non particolarmente interessati alla scienza, direi che l'attuale questione della "massa mancante" (materia oscura? dinamica newtoniana modificata per le basse accelerazioni? gravità modificata con effetti quantistici non dipendenti dal quadrato della distanza?) è un ennesimo appassionante capitolo che sarebbe difficile chiamare "aggiustamento asintotico".

Ma torniamo per un secondo alla politica.

La democrazia ha vissuto le sue stagioni con "aggiustamenti" e poi con "rivoluzioni" (purtroppo più spesso con "controrivoluzioni").

Abbiamo avuto tanto tempo fa la democrazia diretta assembleare, riservata a chi non era schiavo e frenata da consessi oligarchici a vita, scelti a cooptazione o con nomina dai vertici dello stato, combinata colla democrazia rappresentativa che eleggeva poteri esecutivi e giudiziari per cariche di brevi durate....

...poi la democrazia diretta assembleare riservata agli iscritti alle corporazioni produttive e frenata da cariche elettive di breve durata...

...e oggi abbiamo la democrazia indiretta, esercitata da cariche elettive di lunga durata e raramente stimolata dall'occasionale ricorso all'ultimo strumento di democrazia diretta, il referendum...

A furia di "aggiustamenti asinstotici" la democrazia italiana s'è "grippata", in un potere di nomina di tutto il parlamento da parte di pochi segretari di partito, con il popolo che può appena "aggiustare" un po' la composizione del parlamento, votando un po' più o un po' meno uno dei due schieramenti, preconfezionati dai segretari di partito...

Buon 2008, c'è un'era storica di lavoro da fare tutti insieme! E certo non solo nella scienza...


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MessaggioInviato: dom dic 30, 2007 15:01 pm 

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centine ha scritto:
Ma torniamo per un secondo alla politica.

La democrazia ha vissuto le sue stagioni con "aggiustamenti" e poi con "rivoluzioni" (purtroppo più spesso con "controrivoluzioni").

Gli aggiustamenti asintotici in politica sono possibili solo se il sistema è ben regolato e procede in modo fluido.
Quando non è cosi' allora il sistema si ingrippa e le tensioni si scaricano di colpo ed improvvisamente (rivoluzioni). Queste pero' producono modificazioni eccessive ed il sistema cerca di ricuparare stabilità, con vistosi e dolorosi passi indietro (controrivoluzioni) che creeranno poi nuove tensioni e scoppi improvvisi.

Io non credo che l'esempio italiano sia quello di un "miglioramento asintotico" (ma dove lo vedi il miglioramento?) e credo piuttostoche ogni ingrippamento segnali un eccesso di conservazione (per tante causa, dalla conservazione dei propri interessi alla paura del cambiamento) e conseguente rischio di future rivoluzioni.

Sta a noi vedere se sia meglio una guida fluida oppure quella specie di guida a canguro che alcuni neopatentati fanno quando non sanno dosare frizione ed accelleratore.

Quale dei due metodi è piu' indicato quando c'è un'era storica di lavoro da fare tutti insieme?

Ciao,
Francesco


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