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 Oggetto del messaggio: Appello per il Partito democratico
MessaggioInviato: lun giu 18, 2007 19:12 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 1401
Appello per il Partito Democratico

Area Sapere


La politica che vogliamo
Crediamo e vogliamo un partito capace di far passare il sapere da priorità predicata a priorità praticata, che promuova lo sviluppo delle conoscenze, non più come pura affermazione propagandistica ma attraverso misure effettive, reali, frutto di scelte anche difficili, dolorose, ma non rinviabili. A livello di “predica” le cose sono chiarissime. I differenziali nei livelli di sapere, di educazione, di ricerca, di cultura, di diffusione delle nuove tecnologie della informazione e della comunicazione, sono quelli che spiegano più di ogni altro indicatore i livelli di produttività e di competitività delle nazioni, dei territori, delle imprese.
Il sapere che c’è nella testa delle donne e degli uomini che in un Paese vivono e lavorano è la maggior risorsa che il Paese ha a disposizione per la propria crescita.
Una straordinaria occasione per la politica riformatrice.

Non c’è vera libertà senza sapere
Nella economia e nella società della conoscenza, gli investimenti e gli strumenti atti a incrementare la produttività del Paese sono gli stessi che sono essenziali per far crescere la qualità del vivere civile, per preservare il proprio patrimonio culturale e ambientale, per promuovere le capacità delle persone, per l’inclusione dei più deboli e svantaggiati, per rimettere in moto la mobilità sociale, per affrontare le sfide del mondo globale, che permea oggi il nostro vivere quotidiano. Sapere è libertà, è facoltà reale e non formale di scegliere la propria vita e le proprie vocazioni.

La conoscenza come priorità per il Paese
Proprio sul terreno della conoscenza l’Italia misura la sua più grande distanza dai Paesi più sviluppati e innovativi: una inadeguata qualificazione del capitale umano – il minor numero di diplomati, di laureati, di ricercatori, il più alto tasso di analfabetismo di ritorno – e insieme la scarsa capacità di utilizzarlo al meglio. Le persone lavorano al di sotto delle loro capacità e l’intelligenza dei giovani viene sprecata nelle sacche del precariato.
Innalzare la qualità del nostro sistema produttivo e dei servizi, incrementare in quantità ed efficacia gli investimenti in educazione e ricerca costituiscono la assoluta priorità per il nostro Paese.

Politiche nazionali, territori, Europa
Occorrerà guardare all’Europa e ai territori. All’Europa, perché solo a quel livello è possibile affrontare le grandi scelte necessarie a colmare il ritardo sulle frontiere più avanzate della ricerca e dello sviluppo tecnologico; ai territori, perché la diversità e la ricchezza culturale del nostro Paese sono la marcia in più a nostra disposizione per affrontare le sfide della economia e della società della conoscenza.
Le politiche nazionali saranno efficaci se sapranno collocarsi su questa frontiera; essere parte attiva nella costruzione dello spazio europeo della ricerca e dell’educazione; aprire nuove opportunità di sviluppo ai territori, alle mille città d’Italia, perché è lì che la sfida della qualità può essere vinta.

Scuole, università e centri di ricerca
Le scuole, le università, i centri di ricerca sono lo snodo decisivo tra il globale e il locale, tra il sapere del mondo e il sapere dei territori. Per questo è necessario valorizzarne l’autonomia e la responsabilità. Dell’autonomia è elemento essenziale la valutazione, così come il riconoscimento sociale ed economico del valore professionale di chi, nei tanti luoghi del sapere, con queste sfide si confronta.
Sono questi i luoghi dove si formano le eccellenze necessarie a interagire con le frontiere più avanzate della ricerca e dello sviluppo, e quel sapere diffuso, quell’innalzamento generale dei livelli di sapere della popolazione, che sono la condizione imprescindibile perché i risultati della ricerca diventino prodotto, servizio, vita delle persone.

Nuovo umanesimo
Va promosso il sapere scientifico e tecnologico, insieme alla educazione alla cittadinanza, alla libertà e alla responsabilità necessari per interpretare il proprio futuro e il futuro del mondo, aperto a nuove straordinarie opportunità e anche a nuovi temibili rischi. Nella prospettiva di un nuovo umanesimo in cui i diversi saperi convergono nella formazione integrale della persona. Sarà sempre più questa la condizione della partecipazione democratica, la strada maestra per evitare che la complessità e l’incertezza del tempo presente generino derive populiste. E’ per questo che è decisivo promuovere la partecipazione e il nuovo protagonismo degli studenti, delle famiglie, dei cittadini.

Il Partito Nuovo
Il Partito Democratico è per noi un partito che costruisce a tutti i livelli – al Governo e nei territori – un agire politico conseguente a questi obiettivi, a queste finalità, a questa idea del futuro.
Nuovo, perché sa superare una visione puramente economicista dello sviluppo, la quale fa delle variazioni del PIL l’alfa e l’omega per valutare l’efficacia delle proprie politiche.
Nuovo, perché va oltre una visione dello Stato sociale puramente redistributiva, risarcitoria, tesa a contenere e rendere accettabili le disuguaglianze indotte dell’economia di mercato, piuttosto che ampliare le opportunità, promuovere i talenti, avere cura delle persone in difficoltà.
Nuovo, perché sa mettere al primo posto l’interesse generale e un’idea condivisa del futuro rispetto ai corporativismi e ai particolarismi, di cui la frammentazione della politica è troppo spesso riflesso e amplificazione.
Nuovo, perché al proprio interno promuove e dà valore a chi costruisce, piuttosto che a chi oppone veti.
Nuovo, perché sa superare quei limiti che la prima fase della nostra azione di governo ha rivelato essere presenti, al di là delle difficoltà di bilancio, all’interno del nostro stesso schieramento.
Ma nuovo soprattutto perché sa chiamare a raccolta le persone. Quelle che non si sono rassegnate ai ritardi della politica, che nelle scuole, nelle università, nei centri di ricerca, nelle tante fabbriche del sapere, con le novità del presente si sono cimentate, consapevoli che ridare dignità e futuro al proprio lavoro era decisivo per ridare dignità e futuro al proprio Paese.
Dobbiamo a loro, alla loro capacità di pensare insieme, fare rete, di praticare la cultura della sussidarietà, se il nostro Paese ha ancora un futuro davanti a sé.
Al loro sapere e al loro impegno partecipativo il nuovo partito deve attingere. Le loro teste, prima che voti, sono sede di pensieri, idee, emozioni, necessari a ridefinire un nuovo profilo dell’agire politico.
Ne abbiamo più che mai bisogno quando governiamo. Superando una pratica vecchia della politica, che chiama alla partecipazione per battere l’avversario, e si schiaccia sul governo quando l’avversario è battuto, e prepara così la strada alla sua rivincita.
Per farcela occorre allargare i confini, non restringerli. Semplificare la politica, non complicarla. Alleggerire i vincoli identitari, perché le persone possano trovare nuovi spazi di protagonismo, a partire dalla loro esperienza di lavoro e di vita. L’unità tra i Democratici di Sinistra e Margherita, e quanti dei socialisti, degli ambientalisti, dei repubblicani, dei liberali e di quanti altri saranno con noi, è la precondizione, non l’esito del processo. E’ un atto di umiltà, non d’arroganza; è la presa di coscienza dei limiti delle culture politiche esistenti per interpretare e governare il cambiamento.

Un percorso da realizzare insieme
Questo documento è un primo contributo alla costruzione di un partito che sappia imboccare questa strada.
Sarà importante non solo che sia sottoscritto dai tanti che lo condividono – iscritti o non iscritti ai partiti – ma soprattutto se saprà suscitare critiche, miglioramenti, proposte.
Se aprirà un processo di riflessione che accompagni la fase costituente.
Se darà vita nei territori a comitati che ne discutano e ne promuovano le finalità.
Se accompagnerà passo passo la nascita del Partito Democratico, orientandone le priorità programmatiche e gli esiti.
Alla fine sarà, col vostro contributo, un documento nuovo, come Nuovo deve essere il Partito che costruiamo.


Andrea Ranieri, Antonio Rusconi, Giuseppe Fioroni, Luigi Nicolais, Luigi Berlinguer, Giancarlo Lombardi, Mariangela Bastico, Giampaolo D’Andrea, Luciano Modica, Nando Dalla Chiesa, Mauro Ceruti, Italo Fiorin, Susanna Mantovani, Marco Rossi Doria, Walter Tocci, Domenico Volpini, Fausto Raciti, Pina Picierno, Paolino Madotto , Paolo Zocchi


Per maggiori informazioni sull’attività del Forum puoi visitare il sito www.saperidemocratici.it


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab giu 23, 2007 16:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 3
Sono contento che si sia costituita quest'area, per prima e con tale entusiasmo. Ho già aderito.

Ora dovrà essere possibile riempirla di giovani studenti e ricercatori, delle loro idee, di gente che vive le università e che dovranno essere il cuore del nuovo PD.

CarloP


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 Oggetto del messaggio: Re: Appello per il Partito democratico
MessaggioInviato: ven giu 29, 2007 14:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 1
Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. Ne abbiamo una, la cui fama non credo sia paragonabile a quella francese, per esempio. Le sedi sono a Roma, Acireale, Caserta e Reggio Calabria. Si parla tanto, e ce n’è un gran bisogno, di efficienza della Pubblica Amministrazione. Non sarebbe opportuno un progetto di riforma e rilancio di una simile istituzione, anche a medio-lungo termine, che la porti a livelli di riconosciuta eccellenza, e ad avere una visibilità adeguata anche e soprattutto tra i giovani? Perché città come Genova, Torino, Milano o Venezia non dovrebbero esserne sedi? Non si può pensare a joint-ventures con Università come la Bocconi o i Politecnici di Torino o di Milano? La ricaduta di un progetto di questo tipo sarebbe evidentemente di rilevanza nazionale, ma potrebbe anche inserirsi nel quadro di una nostra ripresa di iniziativa politica al nord, dove non solo le infrastrutture logistiche sono ormai inadeguate…


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 Oggetto del messaggio: Giovani si, ma anche anziani
MessaggioInviato: mer lug 11, 2007 15:12 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2
Dovete trovare il modo di coinvolgere gli anziani che con il pensionamento si sono dati alle serate in tv che cuociono quel tanto che è rimasto del cervello, nell'immobilità, da quando hanno lasciato il lavoro. Molti di quelli attivi si dedicano alla passeggiata con il cane, vivono da cadaveri e cercano dal governo attuale soltanto aumenti di pensione, forse scarsa, perché, da commercianti, hanno preferito spendere in immobilizzazioni senza pensare alla previdenza.
Questi cervelli oggi sono stati conquistati da Berlusconi, votano e sono soltanto il peso della società. Ho 73 anni e scrivo questo perchè conosco coetanei che, ovviamente, non frequento.
Se non si cambia questo schifo di tv il PD non vincerà mai e i vecchi rimbambiti non verranno mai da noi. Petruccioli per tanti anni ha retto il gioco di Berlusconi. Ora non c'è niente di nuovo. Come pensate di recuperare il consenso?


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun lug 23, 2007 11:59 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 1
Condivido Gambazza34. Da quando sono in pensione ho potuto riprendere gli studi che il lavoro mi impediva di coltivare; ho scritto un secondo libro di poesie(mi faccio un po' di pubblicità, tanto, proprio perchè di poesie, non lo compra nessuno); frequento con piacere e profitto siti culturali e politici in internet. Quindi se la popolazione di anziani in Italia è in costante incremento, diventa sempre più impellente (e d'importaza strategica) la necessità di proveddere anche alle sue esigenze culturali, non solo fisiche ed economiche. I giovani sono il futuro, è ovvio; gli anziani sono, non il passato, ma il presente, il fondamento ideologico sedimentato da cui partire e a cui guardare per meglio costruire il futuro. A mio avviso, porterebbe non pochi vantaggi al Partito democratico la preoccupazione di colmare la faglia conflittuale, ma anche troppo spesso di reciproca indifferenza, che esiste oggi tra giovani e vecchi.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio gen 10, 2008 18:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 52
quante chiacchere,ma che cambia!,sarei favorevole anche io se non avessi aperto gl'occhi capendo che
non e' un partito che migliora la situazione,ma tutto il mondo politico,vecchio, bacchettone,e troppo interessato alla poltrona e ai suoi 20.000 al mese,non sono assurdo,sono realista!!!
spero,ma allo stesso tempo dico svegliamoci perche' siamo come "l'est d'europa con la differenza che non abbiamo avuto il muro e che loro ci stanno superando in tutto....."


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 Oggetto del messaggio: Partito democratico
MessaggioInviato: gio gen 31, 2008 11:41 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 1
Oltre ad un partito tecnico e professionale,

Abbiamo bisogno di un partito umano, termine forse dimenticato!!!

Abbiamo biosgno di un partito innovativo, poiche in Italia abbiamo una politica antica di 30 anni, dove la sinistra con i paraocchi pronuncia parole d'amore per gli operai e la destra magari si avvicina più al mondo delle imprese e delle grandi aziende..

Ma basta queste cose appartengono al passato....
Una democrazia moderna deve avere una politica moderna, altrimenti arretriamo...

Il messaggio che deve infondere il partito democratico agli elettori:
un partito che deve fare il bene dell'Italia, un bene per tutti......

Continuamo cosi, da soli!!!e se si perde magari queste elezioni anticipate, continuamo nel nostro lavoro per presentarci alle prossime elezioni ancora più forti e organizzati...

Io ci credo......

Jacopo


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar feb 05, 2008 12:28 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 5
Concordo pienamente con jaska85...
Correre da soli è il gesto più coraggioso e più innovativo che si potesse fare, per creare una nuova realtà politica che sia indipendente dalle ideologie esageratamente estreme e dai partiti che non condividono il suo programma...
Infatti secondo me il parito democratico, anche se è schierato a centro-sinistra, credo che sia un partito libero da ogni pensiero ideologico e che sia invece molto diretto e legato alle problematiche della gente... Credo in un partito che saprà mettere da parte ideali per risolvere i problemi della gente nel modo più giusto ed efficace...
Inoltre spero che i massimi dirigenti mettano da parte i propri privilegi, si interessino della politica vera e non pensino solamente alla poltrona...
Sono un giovane (17 anni) e mi aspetto che questo partito diventi una grande realtà che lavorera affinchè il futuro per i giovani sia sia sicuro... Per questo ho votato alle primarie, perchè credo in questa nuova realtà!


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 Oggetto del messaggio: il perchè della mia adesione
MessaggioInviato: gio feb 07, 2008 14:43 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 4
Per la prima volta ho deciso di partecipare perchè non voglio smettere di credere. Ciò che più di ogni altra parola, immagine, evocazione mi ha spinto ad entrare nel sito del Partito Democratico e ad iscrivermi ai forum è stata la decisione annunciata da Veltroni e condivisa dagli altri di correre da soli alle prossime elezioni: mossa coraggiosa e intelligente che dimostra comprensione dell'aria che tra i cittadini si respira. Questa è l'unica speranza di vittoria, dimostrare il coraggio delle proprie scelte fino in fondo a tutti noi che ci siamo stancati, emotivamente e intellettualmente, di vecchie e incancrenite strategie di palazzo volte all'acquisizione dei nostri voti a prescindere da qualunque profonda condivisione di valori e priorità concrete. Purtroppo la dimostrazione dell'inevitabile fallimento di questo modo di pensare la politica, è sotto gli occhi di tutti perciò "chapeau" a chi ha scelto di camminare con le proprie gambe per non ingannare più nessuno...se dimostreranno di tener fede a tale principio, credo che in molti saremo con loro pronti, io per prima, a lavorare con gioia ed entusiasmo ad un vero e necessario rinnovamento del nostro Paese che abbia come primario obiettivo la soluzione dei problemi concreti della vita quotidiana di tutti noi (lavoro,salari,innovazione,ricerca, trasparenza,istruzione,sanità,servizi per l'infanzia...) perchè è da questo che si valuta il livello di sviluppo di un paese: la tecnologia alienata dall'uomo porta soltanto enormi guai! Evidentemente è arrivato il momento di recuperare l'Uomo come punto di riferimento fondamentale di ogni iniziativa.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio feb 07, 2008 16:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 15
BRAVA ALESSANDRA11!!!! Condivido tutto. Forza, forza crediamoci, forse perderemo, ma possiamo vincere alla prossime. ENTUSIASMO!


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio feb 07, 2008 16:50 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
molino,

tutto questo entusiasmo per non vincere??

Dobbiamo vincere adesso e... anche alla prossima.

Perchè non sembra evidente a causa della nostra incapacità ad esporli ma noi abbiamo valori VINCENTI che la destra non ha!

ciaoooooooo


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio feb 07, 2008 17:34 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 15
Arlecchino, bisogna essere realisti: 1 obiettivo vincere, ma sarà durissima; ma non dobbiamo perdere l'entusiasmo, anzi...; e cmq sarà una legislatura breve di poco più di un anno: se vinciamo non dobbiamo fare cazzate, se perdiamo abbiamo il tempo per fare un partitone e stravincere dopo.
Lo so che abbiamo valori che gli altri non hanno, ma purtroppo non tutti la pensano così. Ed allora occorre convincerli: ho scritto nel topic LA CAMPAGNA ELETTORALE 2008 alcuni esempi di quanto si dovrebbe dire in campagna elettorale( e fare una volta al governo). Anzi se mi date un parere....ciaoooo Arle!


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 Oggetto del messaggio: VINCERE
MessaggioInviato: gio feb 07, 2008 20:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 1
Arlecchino ha ragione, anch'io condivido in pieno quello che ha scritto Alessandra, ma resta il fatto che dobbiamo vincere e subito. Molino, io non sarei così ottimista sulla breve durata di eventuale governo Berlusconi e il solo pensiero di rivederlo a capo del Governo e a rappresentare il mio Paese in giro per il mondo (con relative figure di m...a internazionali) mi fa venire il voltastomaco.

La strategia di Walter è ottima (nonchè l'unica) per continuare a sperare in un futuro migliore, per dare un segnale di nuovo, di cambiamento. Sappiamo tutti che la strada è in salita e piena di ostacoli, ma non possiamo certo essere noi che scriviamo su questo forum i primi a non crederci...

Io ho (quasi) 25 anni e solo negli ultimissimi anni ho iniziato ad interessarmi di politica, ma credo di capire che quella che abbiamo davanti è una grande occasione, un'occasione per riportare in carreggiata un Paese che sta andando a rotoli, e che probabilmente ci andrà se Berlusconi rivince le elezioni, spegnendo definitivamente le aspirazioni di chi, come me, vede nel Partito Democratico e in Veltroni l'ultimo barlume di speranza.

INIZIAMO A CREDERCI


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio feb 07, 2008 21:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 15
Scusate ma io che dico? C R E D I A M O C I!
ANDIAMO E VINCIAMO! Non mi sembra di aver detto il contrario, solo che sarà dura. Se si farà il referendum e si rifarà la legge elettorale le eelezioni si dovranno rifare. tutto qui.
ciao


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 Oggetto del messaggio: Che dire...stracrediamoci!
MessaggioInviato: ven feb 08, 2008 08:33 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 4
Questa è l'unica chance per non lasciare il Paese in pasto ai leoni! Vorrei che mia figlia potesse essere adulta un giorno in un Paese con la P maiuscola appunto! è mio diritto e dovere lavorare per costruirglielo. Concordo con tutti voi che il solo pensiero di vedere di nuovo l'Italia governata da quella poco raccomandabile combriccola che scarseggia decisamente di serietà e senso civico, fa andare fuori di testa ancor più se si pensa a chi, come sempre, ne sarà il conduttore...L'Italia non è un'industria e i numeri non sono sufficienti a spiegarne la complessità...Proprio perchè tale pensiero mi toglie il sonno e mi rende ansiosa la veglia, non possiamo che metterci tutto ciò che di migliore abbiamo a questo giro! Se Berlusconi e i suoi dovessero vincere io non credo ch ce ne libereremo facilmente e in tempi brevi...Perciò facciamo qualcosa di concreto davvero! Vediamoci, organiziamoci per la campagna elettorale, uniamo in qualche modo le nostre forze, concentriamole affinchè la nostra voce si possa sentire forte e chiara, svegliamo i nostri più alti sensi sopiti e riconquistiamo il NOSTRO PAESE. Non è un'istigazione alla rivolta armata ma un invito alla "rivoluzione culturale" e intellettuale di un intero Paese e perfavore non fatevi venire strani pensieri dall'espressione,poco felice lo ammetto, che ho messo tra virgolette...A presto


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