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 Oggetto del messaggio: Veneto. Parcella d'avvocato: 4 milioni.
MessaggioInviato: ven ott 19, 2007 19:00 pm 

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E la presidente Dal Lago conferma «È vero, abbiamo pagato 4 milioni»

È vero, la parcella di 4 milioni di euro è stata pagata, ammette la leghista Manuela dal Lago, presidente della società autostradale Brescia-Padova.

E poiché la parcella è ormai stata saldata, «l'argomento è chiuso e non sarà certo oggetto di discussione nel prossimo consiglio di amministrazione del 26 ottobre.

La Dal Lago non manca di spiegare l'accaduto. «Quando mi comunicarono l'importo della parcella dell'avvocato rimasi un po' stupita. Ma non mi intendo di queste cose e mi sono affidata ai tecnici che mi hanno spiegato che per il tipo di prestazione e la conclusione a cui deve portare ci sono anche parcelle più alte». Anzi, quella è stata diminuita perché l'avvocato aveva presentato inizialmente un conto di 5 milioni di euro. L'importo è stato diminuito a circa 4 milioni di euro e si è raggiunto un accordo di pagamenti a rate con saldo alla conclusione della vicenda». Quindi, tutto normale e la «questione è chiusa».


Venezia

«Allucinante». Per il governatore del Veneto il fatto che una società autostradale, partecipata per oltre il 60 per cento da enti pubblici, comuni, province e camere di commercio, accetti di pagare una parcella da 4 milioni di euro a un avvocato per una consulenza, è «una cosa allucinante». Giancarlo Galan, inorridito, non ha dubbi: chi amministra quella società dovrebbe dimettersi. Testuale: «C'è una sola risposta dignitosa che il consiglio di amministrazione può dare: le dimissioni domani mattina».

La vicenda della maxi parcella, rivelata ieri dal Gazzettino, riguarda la Società delle autostrade Brescia-Padova, nota anche come "Serenissima". Una vicenda che la presidente della stessa spa, la leghista Manuela Dal Lago, ha definito «chiusa»: «Al momento in cui mi comunicarono l'importo della parcella dell'avvocato rimasi un po' stupita - ha detto ieri la presidente della "Serenissima" - ma non mi intendo di queste cose e mi sono affidata ai tecnici che mi hanno spiegato che per il tipo di prestazione e la conclusione a cui deve portare ci sono anche parcelle più alte». Quindi, per la presidente della Serenissima tutto normale. E «questione chiusa».

Peccato che Giancarlo Galan non sia dello stesso parere: per il governatore del Veneto, che già aveva tuonato contro l'eccesso di poltrone per chilometri d'asfalto e per la presenza di amministratori pubblici nei Cda delle spa autostradali («Uno scandalo insopportabile», aveva detto), la vicenda della maxi-parcella è semplicemente allucinante: «Perché di cose indecenti io ne ho viste nella mia vita - ha detto Galan - questa è qualcosa di peggio e si somma probabilmente ad altre». Ancora: «Una cosa stupefacente che un Cda decida di affidare ad un avvocato l'incarico di individuare il metodo per aggirare la legge e rimanere in carica. Che poi questo venga pagato quella cifra...».

Della cifra si è detto: 4 milioni di euro (il legale ne aveva chiesti 5), di cui 1,2 milioni già pagati in tre tranche. L'accordo è che il saldo sarà liquidato nel momento in cui dovesse andare a buon fine l'intero iter della vicenda e cioè la proroga della concessione autostradale alla Serenissima. La società Brescia-Padova ha infatti una concessione che scadrà nel 2013, ma con Anas ha firmato una convenzione per avere una proroga - una "rideterminazione" - di altri 13 anni e cioè fino al 2026. Proroga subordinata però all'approvazione - entro il 2013 - del progetto definitivo della Valdastico Nord. Firmata la convenzione, manca però il "timbro" finale: la registrazione da parte della Corte dei conti del decreto interministeriale Economia/Infrastrutture. Ma perché la "Serenissima" si è rivolta a un avvocato? Perché, per avere la proroga fino al 2026, dopo aver presentato un nuovo piano finanziario da 3.200 milioni come previsto dalla Convenzione unica voluta dal ministro Antonio Di Pietro, proprio quando tutto pareva fatto è arrivato l'intoppo: un esposto alla Commissione europea per chiedere il blocco della proroga della concessione in quanto contraria ai principi di liberalizzazione imposti dall'Europa. Firmatario di quell'esposto il deputato veronese dell'Italia dei valori, Antonio Borghesi, lo stesso autore di interrogazioni sugli intrecci societari della "Serenissima".

Che ha fatto a quel punto la Brescia-Padova? Ha incaricato un avvocato di seguire la pratica davanti alla Commissione Ue e al ministero delle Infrastrutture. L'avvocato scelto dalla spa autostradale è Guglielmo Ascione, un ex pm che, nel 1995, da magistrato, chiese l'archiviazione delle accuse mosse da Sergio Cusani, imputato di Tangentopoli, nei confronti dell'allora magistrato Antonio Di Pietro. Dunque, l'avvocato Ascione segue la pratica per la Serenissima e presenta la parcella: in base al tariffario doveva essere l'uno per cento del valore globale del piano finanziario in ballo che è di 3.200 milioni e quindi 32 milioni di euro, ma presenta un conto di 5 milioni, poi scesi a 4. Tanti? Manuela Dal Lago ieri ha invitato a non alimentare polemiche: «L'argomento è chiuso e non sarà certo oggetto di discussione nel prossimo Cda del 26 ottobre. La parcella è stata diminuita. L'avvocato aveva presentato inizialmente un conto di 5 milioni di euro. L'importo è stato diminuito a circa 4 milioni di euro e si è raggiunto un accordo di pagamenti a rate con saldo alla conclusione della vicenda». Questione chiusa, ribadisce, sottolineando che «la cosa importante è arrivare in porto con questa vicenda per fare strade di cui c'è tanto bisogno. Stiamo parlando di oltre 3 mila miliardi di euro da mettere in movimento. Ma stiamo vivendo un momento di ricerca spasmodica a far vedere tutto in negativo, anche dove c'è il positivo».

Sarà, ma il governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan per quella parcella di 4 milioni si aspetta per oggi le dimissioni. Della presidente della "Serenissima" Manuela Dal Lago e degli altri quattordici consiglieri di amministrazione. «C'è una sola risposta dignitosa che il Cda può dare: le dimissioni domani mattina».

Alda Vanzan

da gazzettino.quinordest.it


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MessaggioInviato: ven ott 19, 2007 19:03 pm 

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Venezia

La Brescia-Padova non è stata l'unica società autostradale a chiedere una proroga della concessione, anche altre spa hanno chiesto un allungamento dei termini avendo una serie di lavori programmati. Nel caso della "Serenissima", il completamento della Valdastico Sud, la sistemazione di caselli e svincoli, lo sviluppo della Valtrompia e, soprattutto, il prolungamento della Valdastico Nord.

Una delle motivazioni che avevano convinto gli enti locali a spingere per la proroga era che, una volta scaduta la concessione, tutto sarebbe tornato in capo al "padrone", al concedente. Ossia all'Anas. Con il timore che gli utili derivanti dal traffico autostradale "locale" - i pedaggi pagati ai nostri caselli - finissero nel calderone romano e non venissero reinvestiti sul territorio.

Timore che è sorto soprattutto con la Venezia-Padova: la società presieduta da Vittorio Casarin ha una concessione che vale fino al 2009 e, in questo caso, non avendo lavori programmati, la proroga della concessione non è stata nemmeno chiesta. Ma la gestione del tratto autostradale che va da Padova Est a Villabona, senza contare la tangenziale di Mestre e la bretella che porta fino all'aeroporto Marco Polo, dovrebbe comunque restare sotto il (parziale) controllo locale grazie a una nuova società mista costituita dall'Anas e dalla Regione Veneto. Il che significa mantenere sul territorio quanto meno parte degli utili derivanti dai pedaggi e reinvestire sul territorio quegli utili.

Per la Venezia-Padova è cosa fatta, per il tratto autostradale gestito dalla Serenissima potrebbe avvenire dal 2013, ovviamente se la concessione alla Brescia-Padova non sarà prorogata. L'assessore veneto alle Infrastrutture, Renato Chisso, non nasconde l'obiettivo della nascente società mista: «Inizialmente la società mista Anas-Veneto servirà il tratto della Venezia-Padova, però noi guardiamo anche più in là». Con uno scopo: «Fare ulteriori infrastrutture nel Veneto».

Ma questa società mista decolla o non decolla? Se la Finanziaria 2008 del governo Prodi sarà approvata senza modifiche, la nuova spa potrà nascere. L'articolo 37 del testo della manovra economica licenziato dal Consiglio dei ministri prevede infatti la costituzione di questa società mista e paritetica tra Anas e Regione Veneto per gestire il Passante autostradale di Mestre e, a partire dal 2009 quando scadrà la concessione della Venezia-Padova, anche il tratto Padova Est-Villabona, la tangenziale, la bretella aeroportuale. Una volta, dunque, approvata la Finanziaria, la nuova società potrà essere costituita. E va da sé che l'Anas porterebbe in carico a questa nuova spa anche il tratto della Brescia-Padova, nel caso in cui la Serenissima scada nel 2013 e non ottenga proroga alcuna. Il punto è: riuscirà, la Brescia-Padova, ad avere la proroga?

Ammesso che la consulenza legale da 4 milioni di euro - di cui un milione e 200mila già versati all'avvocato - serva a superare l'esposto presentato all'Unione europea, c'è il rischio di un altro intoppo: serve l'accordo tra veneti e trentini per realizzare il prolungamento della Valdastico Nord.

Senza accordo, non si fa niente. E la convenzione già firmata con l'Anas per prorogare al 2026 la concessione ha una condizione: che entro l'attuale termine della concessione, e cioè entro il 2013, venga approvato il progetto definitivo del prolungamento della Valdastico Nord. Senza progetto, la convenzione salta. Indipendentemente dalla Commissione europea. E dal parere che la Serenissima ha chiesto (e finora parzialmente pagato) all'avvocato.

Al.Va.


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 Oggetto del messaggio: Maxi-parcella, scontro frontale Galan-Dal Lago
MessaggioInviato: sab ott 20, 2007 17:34 pm 

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Dopo le rivelazioni del Gazzettino, la richiesta di dimissioni del cda della società autostradale avanzata dal leader della Regione accende una dura polemica

Maxi-parcella, scontro frontale Galan-Dal Lago

La presidente della Brescia-Padova minaccia di querelare il Governatore. Che replica: «Non mi faccio intimidire»


Sulla la parcella da 4 milioni pagata dalla Serenissima a un avvocato è scontro tra Manuela Dal Lago e Giancarlo Galan. La presidente leghista della Brescia-Padova attacca il governatore veneto e fa capire che dopo il suo «assurdo e scomposto attacco» potrebbero esserci delle conseguenze. Carte bollate? Galan di fronte a questa «intimidazione» rilancia: «Nessuno cerchi di farmi tacere».

Una bufera interna al centrodestra e un nuovo capitolo della Serenissima story, sulla quale sta "indagando" il ministero delle Infrastrutture. Galan, dopo la mega parcella per un parere legale sulla proroga della concessione, aveva chiesto le dimissioni dei vertici dell'autostrada. Richiesta «irricevibile» per la Dal Lago, che parla di «ingiusticate aggressioni di Galan», mentre altri membri del cda preferiscono non commentare e il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, ricorda di «essersi battuto» per ridimensionare la cifra.

Venezia
NOSTRA REDAZIONE

I toni si sono fatti accesi. La presidente della Brescia-Padova Manuela Dal Lago attacca il governatore del Veneto Giancarlo Galan e fa capire che dopo il suo «assurdo e scomposto attacco» potrebbero esserci delle conseguenze. Carte bollate? Galan di fronte a questa «intimidazione» si dice sereno. E ammonisce: «Nessuno cerchi di farmi tacere».

È il nuovo capitolo della "Serenissima", la spa autostradale che collega Brescia con Padova, 182 chilometri di asfalto gestiti da un consiglio di amministrazione di 15 persone, una poltrona ogni 12 chilometri. Una spa su cui sta "indagando", con un'apposita commissione, il ministero delle Infrastrutture, deciso a far luce su compensi, incarichi, intrecci societari. Una società che, per avere la proroga della concessione dal 2013 al 2026 e superare l'intoppo di un esposto alla Commissione europea, ha chiesto un parere a un legale, l'avvocato Guglielmo Ascione. Parcella (contrattata) da 4 milioni di euro. Una «cosa allucinante» per Galan, che aveva chiesto le dimissioni del Cda. «Stupefacente - aveva aggiunto - che un Cda decida di affidare ad un avvocato l'incarico di individuare il metodo per aggirare la legge e rimanere in carica». Ieri mattina nessuno dei 15 consiglieri si è dimesso. Anzi. Contattati, i più si sono negati, alcuni hanno fatto sapere di non voler commentare (il vicentino Enrico Hullweck), altri hanno detto che la richiesta di Galan in questo caso non è fondata (il presidente della Camera di commercio di Venezia, Massimo Albonetti: «Quando si parla bisognerebbe prima documentarsi»), altri ancora, come il sindaco di Padova Flavio Zanonato, hanno spiegato per filo e per segno e senza intenti polemici com'è andata la vicenda: «È una somma immensa, io mi sono battuto per ridimensionarla e per legarla al buon esito della vicenda». Ma i toni più duri li ha usati la presidente della "Serenissima" Manuela Dal Lago che ha giudicato «irricevibile l'assurdo e scomposto attacco del presidente della Regione Veneto Galan che, per superficiale informazione, confonde le ragioni dell'incarico affidato all'avvocato Guglielmo Ascione». La presidente ha specificato: «Nulla da riferirsi a norme riguardanti la durata e la composizione del Consiglio di Amministrazione. L'incarico all'avvocato aveva il solo e trasparente scopo di prorogare la concessione autostradale alla Brescia-Padova in modo da garantire al territorio la piena realizzazione di opere viarie da tanto tempo attese e indispensabili per il Veneto e la Lombardia». Ma la conclusione di Dal Lago suona tanto come un annuncio di querela: «Le ripetute ed ingiustificate aggressioni di Galan nei confronti della Brescia-Padova non aiutano certo a focalizzare quali siano le reali finalità e l'azione socio-infrastrutturale della Brescia-Padova sul territorio, allontanando dalla verità l'opinione pubblica. Tali ingiustificabili prese di posizione dovranno essere attentamente valutate dall'attuale Consiglio d'amministrazione in tutte le loro implicazioni».

Galan non è rimasto zitto. E neanche «intimidito». «Pensi piuttosto la Dal Lago - ha detto il governatore - a rispondere mediante fatti, documenti, carte e non con minacce, le quali non fanno che aumentare le perplessità più severe nei riguardi della società da lei presieduta». Perché il governatore del Veneto da tempo tuona contro la presenza di amministratori pubblici nelle spa autostradali, per non parlare dell'eccesso di poltrone, visto che la media nel Veneto è di una poltrona ogni 4,4 chilometri. Galan si è letto l'intera nota della presidente della "Serenissima" e ha colto una "lacuna: «La presidente Dal Lago ha evitato di ricordare che l'incarico all'avvocato patrocinatore della nuova concessione è costato 4 milioni di euro. E ha evitato anche di accennare al fatto che una parcella tanto enorme è stata pagata con pubblico denaro». E ha contestato l'uso, da parte della Dal Lago, del termine "trasparente": «Usare l'aggettivo trasparente da parte di una società che non rende pubblici neppure i compensi dei suoi amministratori, mi sembra a dir poco fuori luogo. Tanto più se ci si ricorda che i suddetti amministratori siedono in quei Cda a seguito di "meriti" puramente di tipo politico». E al timore che si possano mettere a repentaglio la realizzazione di prossime infrastrutture viarie nel Veneto, Galan ricorda alla Dal Lago di essersi sempre battuto, «per conto e in nome della Regione», per dotare di infrastrutture il Veneto.

Con Galan non ha invece polemizzato il sindaco di Padova: «Ho già proposto, in merito al decreto Lanzillotta sul ridimensionamento delle poltrone, che il Comune, la Provincia, la Camera di commercio di una stessa provincia siano rappresentate da una sola persona - ha detto Zanonato - ma l'importante è che su queste società autostradali rimanga il controllo pubblico perché è sul territorio che vanno reinvestiti gli utili per le infrastrutture».

Alda Vanzan


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