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 Oggetto del messaggio: No Dal Molin, campi di addestramento non violenti
MessaggioInviato: mar lug 24, 2007 18:47 pm 

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Martedì, 24 Luglio 2007

In agosto uno stage nazionale di teoria e pratica di resistenza passiva, promosso da Rete Lilliput, Comitati cittadini e Famiglie per la pace

No Dal Molin, campi di addestramento non violenti

I pacifisti si baseranno ad un testo di riferimento (americano): «Esistono 198 modi per opporsi ad un progetto indesiderato»


Altro che tuffi al mare o passeggiate in montagna: i rappresentanti del fronte del no al Dal Molin ricorderanno l'estate del 2007 soprattutto per la preparazione alla resistenza "anti- Camp Ederle 2". In agosto infatti Vicenza ospita un campo nazionale di "Teoria e pratica della nonviolenza", una settimana di formazione sotto la guida di alcuni dei maggiori esperti in materia, come Mao Valpiana, direttore di "Azione Nonviolenta", Gigi Ontanetti del gruppo "La fucina della nonviolenza" di Firenze ed Enrico Euli, tra i primi a diffondere in Italia il metodo del training nonviolento. Il corso, promosso da Rete Lilliput, Coordinamento dei comitati dei cittadini e Famiglie per la pace, si terrà in città dal 9 al 14 agosto.
«La resistenza passiva che si può fare davanti alle ruspe o a qualsiasi cancello non è l'unica forma di protesta nonviolenta - spiega Silvano Caveggion di Rete Lilliput - Le azioni non violente si fanno prima, dopo e durante un evento come il Dal Molin: non sono gesti che si limitano ad una o due giornate o situazioni. Il nostro testo di riferimento è "Politica dell'azione non violenta' dello statunitense Gene Sharp. Nel secondo volume lo studioso americano individua 198 tipologie di tecniche basate su altrettanti casi storicamente accertati. L'iscrizione al campo costa 25 euro e rimarrà aperta fino 4 agosto, per informazioni contattare Casa della Pace al tel. 0444/327395 o al fax 0444/327527. Finora abbiamo già avuto una decina di richieste da tutta Italia, addirittura dalla Sardegna. Per il vitto e l'alloggio sono disponibili venticinque posti nelle camere della casa Bastiano (costo mezza pensione 30 euro al giorno) ed il rimanente presso le aule di una scuola (non ancora svelata, ndr) dove ciascuno dovrà essere munito di materassino e lenzuola (in questo secondo caso si stima una quota per mezza pensione pari a 15 euro al giorno). Ribadiamo che il Dal Molin non è una struttura difensiva».

Qualche rappresentante del coordinamento ha già partecipato anche al corso di resistenza passiva (Bip) organizzato nei mesi scorsi dal Presidio permanente contro il Dal Molin, mentre il movimento di Rettorgole in questi giorni sta organizzando il "suo" campo nazionale. Cinzia Bottene e c. stanno infatti preparando l'ospitalità a quanti dall'8 al 15 settembre arriveranno a Vicenza da tutta Italia, ma anche dall'estero, per opporsi alla nuova base.

La settimana di formazione all'azione diretta nonviolenta sarà preceduta da una quattro giorni (dal 5 all'8 agosto) curata dai Beati costruttori di pace di don Albino Bizzotto. Le varie manifestazioni previste si svolgeranno in piazza Matteotti, davanti a palazzo Chiericati.

Enrico Soli


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Martedì, 24 Luglio 2007


Deiana, Sperandio (Rifondazione) e Trupia (Sd) ieri a Vicenza per un sopralluogo al Dal Molin con Presidio e comitati
«Moratoria, rilanceremo la proposta in parlamento»


«Rilanceremo in sede parlamentare la proposta di una moratoria dei lavori della base Usa bis fino all'indizione, che avverrà entro il 2008, della seconda conferenza nazionale sulle servitù militari». A dirlo i deputati di Rifondazione Comunista Elettra Deiana e Gino Sperandio ieri a Vicenza, insieme alla collega della Sinistra Democratica Lalla Trupia ed ai rappresentanti del presidio permanente e del coordinamento dei comitati, per un sopralluogo all'interno dell'aeroporto Dal Molin. Una visita dal significato politico quella degli onorevoli per ribadire ancora una volta il loro no al raddoppio della Ederle. Nonostante il sì del governo e l'avvio della gara d'appalto per la realizzazione dell'insediamento, la partita per loro «non è chiusa e continueremo a manifestare la nostra contrarietà verso la costruzione di questa seconda base». Per questo, annunciano i due deputati, «noi e gli altri colleghi di centrosinistra che si oppongono all'insediamento ci mettiamo a disposizione dei cittadini di Vicenza per le forme di lotta che riterranno più opportune». Nessuno, dunque, pare intenzionato a fare retromarcia e nemmeno le parole del commissario governativo Paolo Costa che punta a fare realizzare l'insediamento «massimizzando i benefici, minimizzando gli impatti negativi e facendo ottenere a Vicenza le doverose compensazioni» convincono il fronte del no. «A noi non interessa la riduzione del danno - dice Mariano Trevisan, uno dei rappresentanti dei comitati - E, in ogni caso, non è possibile spostare la base dal lato est a quello ovest, come Costa ha ventilato, perché occorrerebbe fare un nuovo bando. Il nostro è un no secco e deciso e tale rimane».
Roberta Labruna


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 Oggetto del messaggio: I No-Dal Molin "sfrattano" il consiglio comunale
MessaggioInviato: ven set 14, 2007 18:47 pm 

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Venerdì, 14 Settembre 2007


Nuova mobilitazione dei vicentini che si oppongono alla costruzione della base Usa, il presidente dell’assemblea municipale rinvia la seduta

I No-Dal Molin "sfrattano" il consiglio comunale

Oggi nella città berica arriva il vicepremier Rutelli e i militanti annunciano una rumorosa protesta con pentole e coperchi

Vicenza
NOSTRO INVIATO

Bobo detto "Bobo", un ragazzone di vent'anni che fa il muratore, porta con l'agilità di un gatto il suo metro e 90 centimetri di altezza, assieme a 85 asciuttissimi chili di peso, fino al poggiolo di Palazzo Trissino. Sale sopra un capitello, allunga le mani ad afferrare una grondaia e da lì si issa fino a raggiungere le inferriate. Quando alle 18.24 la bandiera bianca con la scritta "No Dal Molin" e il segno della pace viene collocata sulla balaustra è un'ovazione che sale da corso Palladio. Di sotto, si alzano le braccia dei suoi compagni, quasi a volerlo proteggere in caso di caduta. Per un attimo si guarda attorno, agita i lunghi capelli castani, poi torna nella bolgia dei contestatori ricevendo pacche sulle spalle e complimenti sinceri per l'impresa che ha sfregiato il Municipio difeso come un obiettivo sensibile.

È il momento di massimo giubilo per i No-Dal Molin che ieri pomeriggio sono riusciti a far annullare la seduta del consiglio comunale di Vicenza e si preparano oggi a una sonora contestazione, con pentole e coperchi, del vicepremier Francesco Rutelli, atteso in serata al teatro Olimpico. È cominciata così la tre-giorni dei movimenti che si oppongono al raddoppio della base americana, da un anno oggetto di polemiche, diventate un'autentica contestazione quando il governo di centrosinistra ha dato il via libera al progetto elaborato dal comando militare di Washington.

L'appuntamento delle 17.30 in piazza dei Signori avrebbe dovuto coincidere con la seduta consigliare. Ma un paio d'ore prima dell'inizio, il presidente del parlamentino cittadino, Sante Sarracco di An, ha diffuso uno stringatissimo comunicato, «Alcuni consiglieri comunali hanno chiesto di non tenere oggi la seduta del consiglio comunale. Di conseguenza, prevedendo una limitata partecipazione degli stessi, rinvio la seduta». Non ha citato la manifestazione No-Dal Molin, ma soprattutto non ha accennato alle polemiche interne al centrodestra che è lacerato in merito alla nomina del nuovo consiglio d'amministrazione di Aim, l'azienda municipalizzata dell'energia finita sotto inchiesta, con avvisi di garanzia e contestazioni dei bilanci.

Il Cda è stato azzerato mesi fa dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza. Poi l'amministratore unico ha certificato un bilancio "in rosso", che appare poco compatibile con le spese eccezionali che dovranno essere sostenute per la nuova base degli americani che pagano i rifornimenti di energia a prezzi di costo. Ma il sindaco non ha ancora provveduto alla nomina dei nuovi amministratori. Per questo c'è aria di maretta tra An, a cui la presidenza spetta per accordo elettorale, e una parte di Forza Italia. Il rischio di mancanza di numero legale, per protesta interna, era concreto, come hanno poi spiegato in una conferenza stampa i rappresentanti delle minoranze, proprio a causa di Aim. Ed ora sono intenzionati a denunciare Sarracco al prefetto Pietro Mattei perchè avrebbe adottato una decisione che non è prevista dalla legge 267 sugli enti locali. Il consiglio comunale già convocato doveva cominciare, salvo verifica del numero legale.

Il risultato più eclatante è la soddisfazione dei No-Dal Molin che la scorsa settimana erano riusciti a far saltare la "cena dei Oto" e hanno ora incamerato il rinvio del consiglio comunale (all'ordine del giorno il bilancio consuntivo 2006). Un buon risultato strategico. Sembra che i loro avversari - il sindaco Enrico Hullweck viene additato come uno dei responsabili dell'approvazione del progetto della nuova base Usa - decidano via via di far trovare le loro trincee vuote, così da evitare gli scontri annunciati in questi giorni. La partita di calcio tra Vicenza e Mantova, che sembrava destinata a saltare, si svolgerà regolarmente. Ma i focolai sono molti, a cominciare oggi dall'assalto pacifista alla "Ederle" e all'arrivo di Rutelli.

I No-Dal Molin non si sono fatti deprimere dalla scoperta che Palazzo Trissino era vuoto. Sono arrivati in piazza vestiti da operai, con un caschetto di protezione giallo in testa, con giubbotto fosforescente e con i guanti di lavoro. Hanno tirato fuori segnali di pericolo con cumuli di letame sovrapposti alla scritta: «Attenti giunta nociva». Hanno srotolato le recinzioni in plastica usate nei cantieri per avvolgere simbolicamente Palazzo Trissino. Prima sulla facciata che dà verso Piazza dei Signori, poi in Corso Palladio. Frastuono di fischietti, coperchi e slogan contro il sindaco Hullweck, con un menestrello della Val di Susa a contrappuntare la protesta. Poi hanno tirato fuori finti cartelli stradali, del tipo «Via le basi» e «Via le armi». Quando "Bobo" è arrivato sul poggiolo di Palazzo Trissino, ne ha tirato fuori un terza, battezzando corso Palladio con un'irriverente «Via le imprese armate».

Giuseppe Pietrobelli


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 Oggetto del messaggio: «L'uomo di governo pro-Bush avrà il trattamento che merita»
MessaggioInviato: ven set 14, 2007 18:49 pm 

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Venerdì, 14 Settembre 2007

Oggi manifestazione alla Ederle, domani corteo
«L'uomo di governo pro-Bush avrà il trattamento che merita»


Vicenza
NOSTRO INVIATO

«È il primo rappresentante del governo che viene a Vicenza dopo il sì ufficiale dell'Italia alla base degli americani. Avrà il trattamento che si merita».

Non hanno peli sullla lingua i rappresentanti del No-Dal Molin, nè qualche forma di rispetto istituzionale. Oggi arriva Francesco Rutelli, vicepresidente del consiglio Prodi, e annunciano che lo contesteranno platealmente davanti al Teatro Olimpico dove da ministro dei Beni Culturali parteciperà alla consegna dei premi Eti.

«Un anno fa ci ha concesso cinque minuti, rassicurandoci che sarebbe stata rispettata la volontà delle popolazioni locali. Ma allora la decisione non era ancora stata presa. Abbiamo visto che rispetto». La denuncia del Comitato è già anticipazione di una rivolta che oggi si preannuncia accesa. «Non siamo solo contro la giunta di centrodestra che a Vicenza ha votato il via libera alla nuova base, ma anche contro il governo di centrosinistra che ha rassicurato Bush». Lo avevano dimostrato a giugno con la colorita contestazione di Romano Prodi a un convegno sull'economia a Trento. Lo ribadiranno questa sera con il suo vice Rutelli, l'ex radicale che non ha mai nascosto il suo favore nei confronti degli americani.

Non c'è da attendersi un blitz nel Teatro Olimpico, che sarà guardato a vista e reso inaccessibile dagli invitiad personam. Ma qualche politico di area potrebbe aver ceduto il proprio biglietto ai No-Dal Molin, nel qual caso c'è da attendersi una contestazione quando la Rai riprenderà la consegna dei premi agli olimpici del palcoscenico. Ma il Comitato lo esclude, assicurando che si faranno sentire - rumorosamente - in piazza. E qualcuno azzarda: «Penso che Rutelli non si farà vedere, nessuno del governo è più venuto a Vicenza dopo l'autorizzazione al raddoppio della Ederle». Previsione ardita, perchè è improbabile che Rutelli si defili in una situazione di così grande impatto, dando ai No-Dal Molin il sapore di un'altra vittoria.

La battaglia vera oggi si combatterà davanti alla "Ederle" dove i movimenti si sono dati appuntamento per le 14. Vogliono bloccare l'entrata e l'uscita degli automezzi, per dimostrare simbolicamente che se sono capaci di bloccare una struttura militare in pieno funzionamento, riusciranno anche a impedire la costruzione di una base nuova. «Ma noi puntiamo soprattutto sulla manifestazione di sabato». Domani mattina, infatti, gli studenti della rete antimilitarista arriveranno in stazione (pronti a pagare un euro per il biglietto di viaggio). Di lì partiranno in corteo per il Dal Molin, a meno che non decidano di bloccare il traffico ferroviario, il che significherebbe la paralisi dei treni di tutto il Nord Est. Davanti alla base si incontreranno con gli antimilitaristi vicentini provenienti dal campo-base di Rettorgole. E assieme cercheranno di entrare nell'aeroporto per piantare qualche decina di piccoli abeti. Uno sfregio, una provocazione. Ma in Questura assicurano che non verrà tollerato il minimo gesto d'illegalità.

G. P.


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 Oggetto del messaggio: Così gli USA ci rispettano!
MessaggioInviato: sab feb 02, 2008 22:18 pm 

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CRONACA

Dieci anni dopo il pilota chiede clemenza e rivela: ci fu un accordo sulla condanna

I due militari Usa non vogliono essere radiati con disonore

"Cermis, patto segreto dietro il processo"


di ANDREA VISCONTI


NEW YORK - A dieci anni dalla tragedia del Cermis il pilota e il co-pilota del Prowler che il 3 febbraio 1998 tranciò i cavi della funivia di Cavalese non sono ancora convinti di meritare di essere radiati dai Marines con disonore. È in corso infatti una procedura in appello per Richard Ashby e Joseph Schweitzer che quel giorno erano ai comandi di un aereo decollato da Aviano che aveva sorvolato Cavalese in maniera spericolata.

Velocità eccessiva e violazione dei limiti minimi di altitudine di volo furono i fattori esaminati dalla Corte marziale che scagionò i due Marines dall'accusa di omicidio colposo. Furono però radiati con disonore dalle forze militari per avere interferito con la giustizia. Avevano nascosto un videotape che riprendeva le manovre spericolate di quel giorno e lo avevano distrutto gettandolo il un falò. Una punizione all'acqua di rose: Ashby fu condannato a sei mesi di reclusione, di cui ne scontò solo quattro per buona condotta, e Schweitzer non passò neppure un giorno in carcere.

Andando in appello i due Marines hanno dimostrato di non accettare neppure questo verdetto così benevolo. Vorrebbero vedere rovesciata la radiazione con disonore per ottenere la pensione e altri vantaggi amministrativi. Richard Ashby ha chiesto che il giudice conceda la clemenza: bisognerà aspettare il 15 febbraio per vedere se l'autorità giudiziaria militare è intenzionata a concederla. Ashby basa la sua richiesta su quello che secondo lui fu un vizio nelle procedure giuridiche.

Sostiene infatti che ai tempi del processo che si tenne a Camp Lejeune, in North Carolina e durò quasi un anno - ci fu un patto riservato fra accusa e difesa per scagionare lui e il co-pilota delle accuse più gravi riservando però loro una bacchettata sulle mani, forse per soddisfare le pressioni che venivano dall'Italia. Ashby e Schweitzer ritengono che dieci anni fa i due team legali si erano messi d'accordo per mettere sotto il tappeto l'accusa di omicidio colposo multiplo. Ma l'accordo prevedeva di tenere duro per quanto riguarda l'accusa di avere occultato e distrutto le prove.

La loro colpevolezza significava perdere tutti i benefici di una carriera militare. Non soltanto la pensione ma anche condizioni favorevoli come il diritto a mutui a tassi agevolati, assicurazioni mediche e sulla vita basso costo e l'accesso a banche che offrono prodotti finanziari attraenti esclusivamente per militari sia attivi che in pensione. Ad Ashby, che oggi ha 42 anni, non andava giù di perdere tutti questi privilegi ed è andato in appello. A prendere in mano la situazione è stato il generale Joseph Weber, comandante del Marine Corps Forces Command, che ha messo in moto un procedimento per rivisitare il caso di Ashby e Schweitzer.

Nel caso di quest'ultimo la decisione è arrivata il 28 novembre scorso. Il generale Weber ha deciso che la procedura giuridica fu corretta e non c'era motivo di cambiare il verdetto. Era stato questo giovane di Long Island a distruggere le prove qualche giorno dopo la tragedia. Schweitzer il 1 novembre scorso aveva testimoniato davanti al tribunale di Camp Lejeune facendosi perfino venire le lacrime agli occhi. Aveva dichiarato di non aver mai visionato le immagini del videotape girate quel lontano 3 febbraio. "Accetto la responsabilità per le mie azioni e rispetto la decisione che fu presa dalla giuria", aveva detto Schweitzer.

Per Ashby invece la questione è ancora aperta e non è detto che Weber debba pronunciarsi in modo analogo. Una cosa il generale non ha il potere di fare: non può aumentare la sentenza che fu imposta allora. Potrebbe eventualmente ridurla eliminando le conseguenze amministrative negative. Si saprà solo dopo il 15 di febbraio se la clemenza è una strada percorribile.

Quel giorno di dieci anni fa c'erano altri due piloti dei Marines a bordo del Prowler. Anche loro furono sottoposti a Corte marziale ma sia William Rainey che Chandler Seagraves furono giudicati non colpevoli in quanto non solo non erano ai comandi ma, seduti dietro, avevano anche scarsa visibilità delle manovre. Nonostante questo sorprende perfino coloro che seguono da vicino il sistema di giustizia militare Usa il fatto che Seagraves abbia continuato a volare.

Anzi nel settembre 2002 gli fu data addirittura l'opportunità di distinguersi diventando pilota d'élite con i cosiddetti "Angeli Azzurri". Da allora ha accumulato oltre 1900 ore di volo ottenendo tre medaglie e vari riconoscimenti. Una volta ha perfino partecipato al noto David Letterman Show in tarda serata facendo battute sui privilegi riservati a questi piloti.


(2 febbraio 2008)

da repubblica.it


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 Oggetto del messaggio: No Dal Molin
MessaggioInviato: mer ago 27, 2008 23:37 pm 

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2008-08-27 14:19

BASE USA DI VICENZA: CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO


ROMA - La IV sezione del Consiglio di stato ha respinto il ricorso presentato dal Codacons per la revoca dell'ordinanza con la quale il 29 luglio scorso era stato dato il via libera alla realizzazione dei lavori di ampliamento della base Usa di Vicenza, annullando lo stop stabilito in precedenza dal Tar di Venezia. Il collegio, presieduto da Giovanni Vacirca, ha rilevato che: "la domanda di revoca formula censure che non integrano i presupposti dell'art.395 c.p.c, ma costituiscono la reiterazione di contestazioni già esaminate dall'ordinanza resa sull'appello cautelare, non risultando pertanto ammissibili".

I giudici di Palazzo Spada, nel respingere il ricorso, hanno sottolineato come già nell'ordinanza con cui si dava l'ok alla base Dal Molin, era stata esaminata la questione ambientale ed era stata negata la "misura cautelare concessa in prime cure (dal Tar del Veneto) rilevando che non appaiono ragioni di danno ambientale". Anche per il referendum popolare chiesto dal Codacons, nella sentenza si precisa che questo non è previsto per legge ma è una possibilità eventuale vagliata dalle direttive comunitarie. La questione dei problemi ambientali derivanti dai lavori, era uno dei punti forti del motivo di ricorso del Codacons che aveva parlato di 'errori di valutazione' della precedente ordinanza del Consiglio di Stato del 29 luglio scorso.

A tal proposito i giudici hanno anche ribadito che la "doglianza è inammissibile in quanto l'ordinanza non ha effetti decisori e le considerazioni ivi svolte sui profili di fondatezza ed ammissibilità del ricorso non sono vincolanti per il giudizio di merito, ma costituiscono allo stato soltanto una delle premesse per valutare la sussistenza dei presupposti della domanda cautelare". Sul secondo punto di protesta del Codacons, ovvero l'esigenza di un referendum popolare essendo la zona di interesse comunitario, i giudici hanno scritto che: in base alla direttiva CEE N.92/43 del 21 maggio 1992, per quanto riguarda gli habitat naturali e seminaturali "si limita a prevedere 'se del caso' l'acquisizione del parere dell'opinione pubblica". Non un obbligo , quindi, come sosteneva il Codacons, ma un'eventualità se le condizioni lo richiedono. Ora la questione dell'allargamento della base Usa passa al Tar del Veneto che l'8 ottobre prossimo deciderà nel merito. Intanto la zona di demanio militare è stata consegnata agli Usa e da questi alle cooperative appaltatrici che inizieranno i lavori.

CODACONS, RIAPRE STRADA A TAR - Nonostante sia stato respinto, il Codacons si dice "moderatamente soddisfatto" sull'esito del proprio ricorso al Consiglio di Stato sulla base Usa di Vicenza perché la decisione "riapre la strada correttamente all'unico giudice competente sulla materia, il Tar del Veneto, che si pronuncerà l'8 ottobre". Secondo il Codacons, infatti, l'ordinanza della IV sezione del Consiglio di Stato ha rettificato la prima decisione "con due importanti affermazioni": "Innanzitutto - sottolinea il Codacons - la nuova sezione ha precisato che quanto affermato nell'ordinanza del 29 luglio 'non e' vincolanté per il Tar del Veneto che, quindi, il prossimo 8 ottobre ben potrà, ritornando sull'argomento con la decisione finale di merito, annullare le autorizzazioni concesse e disporre il blocco per la costruzione della base". Inoltre - sottolinea ancora il Codacons - "in merito alla consultazione popolare, mentre la precedente ordinanza aveva lasciato intendere che fosse vietata, scatenando a Vicenza denunce a livello politico, il Consiglio di Stato ha precisato che non è vietata ma prevista, oltretutto da una direttiva europea che prescrive di acquisire l'opinione della popolazione".


da ansa.it


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 Oggetto del messaggio: Dal Molin, respinto il ricorso. Il sindaco: a ottobre la cit
MessaggioInviato: sab ago 30, 2008 08:57 am 

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Dal Molin, respinto il ricorso. Il sindaco: a ottobre la città parlerà


La IV sezione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso del Codacons per la revoca dell'ordinanza che dava il via libera ai lavori di ampliamento della base Usa. Secondo il Presidio permanente «No Dal Molin», il Consiglio di Stato, nel respingere il ricorso, ha comunque «riconosciuto il valore della consultazione popolare del prossimo 5 ottobre e la legittimità del Tar ad esprimersi, il prossimo 8 ottobre, dopo la sospensiva decretata lo scorso giugno». «Fino a queste date - affermano i no base - al Dal Molin non deve essere toccato nemmeno un filo d'erba; se, come hanno annunciato gli statunitensi, le demolizioni degli edifici storici presenti all'interno dell'area inizieranno, questo sarà un atto di arroganza e di prevaricazione sulla città e sul Tar». Secondo i «No Dal Molin», infatti, «una forzatura rappresenterebbe una dichiarazione di guerra a Vicenza, a cui - avvertono - noi risponderemo con la nostra creatività e la nostra determinazione».

«Non permetteremo - proseguono - che la consultazione popolare venga delegittimata da chi vuole imporre la nuova base militare; la difenderemo, assieme all'area verde del Dal Molin e ai suoi edifici che rappresentano un patrimonio della città». «Il sindaco Variati - concludono - ha promosso la consultazione popolare dichiarando che avrebbe preteso rispetto dagli statunitensi; ora è il momento che difenda la dignità di Vicenza, che ha il diritto ad esprimersi a lavori fermi. Se i lavori inizieranno prima della consultazione, sarà anche un fallimento dell'amministrazione comunale».

L'ennesimo ricorso al Consiglio di Stato «non era la nostra battaglia», ha detto il sindaco. «Al punto da non esserci costituiti in giudizio in questo secondo round – ha precisato Variati - così come non si è costituito in giudizio il comune di Padova». Per noi - ricorda - le date centrali sono due, «l'8 ottobre, quando il Tar darà finalmente il suo giudizio di merito, e noi ci saremo per combattere fino in fondo sui temi che ci appartengono, come la tutela ambientale di un'area strategica dal punto di vista idrico». «E soprattutto tre giorni prima, il 5 ottobre - conclude il sindaco - quando a prendere la parola saranno, finalmente, i cittadini di Vicenza».

Pubblicato il: 28.08.08
Modificato il: 28.08.08 alle ore 12.13
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