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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Strategia di comunicazione…
MessaggioInviato: sab feb 02, 2008 16:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Viviamo nella civiltà della comunicazione.
Che lo vogliamo o meno la comunicazione è diventata una delle colonne portanti su cui si fonda il successo dell’azione politica. Perché in quest’area non riusciamo a fare meglio?

Solo il fatto che ci sia questo forum denuncia l’esistenza di un problema.

La destra usa una strategia molto semplice: 2-3 messaggi(*), sempre quelli, ripetuti fino alla noia e ripetuti da tutti in ogni occasione.
Non sono un esperto di comunicazione, ma credo che, a furia di sentirsi ripetere le stesse idee da tutti, le persone comincino a pensare che le cose stiano effettivamente così e che quello che viene enunciato sia la questione più importante.

Perché non lo facciamo anche noi?

I partiti di centro sinistra dovrebbero concordare un messaggio da ripetere a tutti i livelli, da parte di tutti e in ogni occasione. Ciascuno, ovviamente, parlerà anche di tutto ciò che ritiene opportuno, ma il messaggio concordato non deve mancare mai.

Io ho in nente un messaggio del tipo:

“Berlusconi sa fare due cose: è bravo a fare promesse, è bravissimo a fare i suoi interessi.”.

Il messaggio è un messaggio semplice, è un messaggio che sostanzialmente ritrae la realtà e che moltissimi possono riscontrare, è un messaggio che fa riflettere, e’ un messaggio che ritrae la situazioni attuale: elezioni nell’interesse di Berlusconi, contro gli interessi e gli auspici della maggior parte del paese, è, infine, un messaggio che può essere utilizzato anche dopo le elezioni.

Perché non possiamo mostrare una volta che non siamo “divisi su tutto”?

(*) nel testo iniziale avevo utilizzato la parola slogan al posto di messaggi


Ultima modifica di Ospite il sab feb 02, 2008 21:49 pm, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: sab feb 02, 2008 20:04 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Stai parlando di un dogmatico indottrinamento ai pensieri di una strategica oligarchia comunicativa?
Ma non è quello che è sempre stato criticato alla destra?
Vogliamo essere dei burattini che dicono "si,si" agli slogan, o vogliamo essere grandi e saper ragionare con la nostra testa?
Se le idee rispondono ai valori universalmente accettati come tali, non c'è bisogno di nessuno slogan. (La religione insegna, no?)


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MessaggioInviato: sab feb 02, 2008 21:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Luciana, hai ragione, forse quanto ho scritto ricorda un "dogmatico indottrinamento". Probabilmente ho sbagliato ad utilizzare il termine slogan, "messaggio" sarebbe stato più appropriato.

L'idea ha, però, un'altra origine.

Deriva dalla mia percezione della strategia di comunicazione della destra.
Una strategia che mi ricorda il martellare quotidiano dei messaggi pubblicitari.

I meccanismi della comunicazione non dipendono dalle idee, ma da come sono fatti gli esseri umani e da come reagiscono ai messaggi che ricevono.

Un'azione politica di successo non può prescindere dalla comunicazione. Temo che, fino a quando penseremo che le buone idee possano affermarsi da sole, andremo incontro ad una infinita serie di delusioni.


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MessaggioInviato: sab feb 02, 2008 23:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Sarebbe interessante avere il parere di un esperto in scienze della comunicazione. :D


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MessaggioInviato: dom feb 03, 2008 19:56 pm 

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Eccola qua l'esperta di comunicazione.
Guardate, bisogna cambiare un po' il modo di ragionare. La comunicazione ha le sue leggi. Una l'avete individuata: slogan semplici e ripetuti fino alla nausea. POi: puntare alla pancia della gente, al lato emotivo, grande uso delle immagini, offrire modelli di candidati nuovissimi, amabili dalle masse ecc ecc
E' quello che fanno le destre? Lo fanno perchè hanno studiato attentamente la comunicazione. Non c'è niente da fare.
Quando io ero giovane, negli anni settanta, è vero che c'era una certa cultura della violenza. Il pensiero sottostante era: i padroni esercitano la violenza? ebbene, allora la esercitiamo anche noi. Le BR sono nate così.
Tutta quella vicenda è finita male e la violenza è sempre sbagliata.
Però, secondo me, dovremmo recuperare quell'atteggiamento nei confronti della comunicazione.
Loro sanno comunicare? Bene. Impariamo pure noi.
Non è difficile. Guardate Hillary e Obama. Guardate Zapatero. Grandi maestri di comunicazione.
Ragazzi, oggi senza saper comunicare non si arriva da nessuna parte.
Impariamo in fretta perchè l'idea di un nuovo governo Berlusconi è per me un incubo.
Non mi dite che userei gli stessi suoi mezzi. Si, li userei perche funzionano.
Posso essere sincera? Ho una certa età e ho ormai capito che fra destra e sinistra non ci sono poi tante differenze. Fanno più o meno le stesse cose. Però mettiamola così: preferisco che le stesse cose le faccia la sinistra piuttosto che la destra.
E' cinico? Forse si. Ma sono un ex sessantottina e ho il diritto anche di essere un po' cinica.
Datemi retta: ci vuole una campagna di propaganda politica fatta da uno con le palle, senza storie, bisogna colpire giù durissimo con la comunicazione.
Non c'è altra speranza.
L'esperta di comunicazione saluta tutti. E speriamo che ce la caviamo.


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MessaggioInviato: dom feb 03, 2008 21:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Enrica,
Grazie per la tua risposta! Se ti capita di passare ancora di qui mi piacerebbe sapere cosa pensi di un altro aspetto della comunicazione della destra: i messaggi base sono sempre ripetuti da tutti.
Inderogabilmente.
Se il messaggio da lanciare è "gli italiani vogliono tornare alle urne" o "la sinistra è divisa su tutto" oppure, ancora "il governo Prodi è il peggior governo della storia della repubblica", lo dicono tutti da la Destra all'UDC.

Penso che questo sia molto importante.

Anche se si credono molto indipendenti, maturi, autonomi nelle riflessioni, gli esseri umani sono molto conformisti. Sentirsi dire la stessa cosa da persone che hanno evidentemente un background diverso fa scattare di riflesso la convinzione tutti la pensano allo stesso modo e quindi si adeguano.

Dovremmo prorio riuscire a fare la stessa cosa anche noi, indipendentemente dai contenuti caratteristici di ciascun movimento/ partito, dovremmo tutti, dal PD a Turigliatto, lanciare gli stessi messaggi di base che vogliamo restino impressi negli elettori.
(Più sopra ho proposto; Berlusconi pensa solo agli affari suoi).

Concordo con la tua visione del mondo, preferisco che le stesse cose le faccia la sinistra piuttosto che la destra (anche perché alla fine si somigliano, ma non sono proprio le stesse...) e speriamo che ce la caviamo anch'io.


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MessaggioInviato: dom feb 03, 2008 23:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Hai perfettamente ragione. E nonostante io veda Berlusconi come il fumo agli occhi (e non perchè è di destra ma perchè mi sento perduta e in balìa di un pazzo, ma ancor di più perchè mi ricorda che tanti lo votano e quei tanti sono così simili a quei loro nonni che hanno accettato il regime di Mussolini) nonostante io lo consideri non di destra, ma peggio, criminale e nazi-fascista, nonostante questo non userei quella tua frase, che dà l'idea che ilcollante che ci tiene insieme è solo la paura di Berlusconi.
No. Ci vogliono slogan in positivo. Innanzitutto ricordare tutto il positivo del governo Prodi (che ha fatto molto). E poi, non so, l'accento sulle riforme necessarie e sul legame con l'Europa.
Ma soprattutto persone nuove, diverse. Giovani, gradevoli, moderne, sorridenti, che interagiscono con l'elettorato, che chiamano l'elettorato a esprimersi.
Gente che va in strada, al mercato, parla con le massaie, con gli studenti, con i lavoratori. Insomma bisogna fare come gli americani, come stanno facendo gli americani. Discutibili quanto vuoi, ma efficaci nel comunicare. Bisogna assoldare qualcuno veramente bravo tecnicamente e organizzare una campagna con i fiocchi. Non tradizionale, innovativa. E' l'ultima speranza. Ciao


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MessaggioInviato: lun feb 04, 2008 21:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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In sostanza, mi sembra di capire che a più di 2000 anni di distanza le cose funzionino ancora come ai tempi dell'antica Roma o della Magna Grecia, e cioè: non vince chi porta avanti ideali di giustizia, di pace e di equità, ma vince solo chi urla più forte.
Triste.
Soprattutto se pensiamo che da più di 2000 anni, sotto questo punto di vista, non ci siamo evoluti per niente.
Ma in quest'ottica, Enrica come collocheresti il messaggio cristiano? Intendo dire che da un morto e da un tentativo di sterminio contro i suoi (allora) pochi seguaci, come è stato possibile che il messaggio si sia divulgato e cresciuto a livello mondiale?
Certo, i tempi della politica e quelli di una religione sono diversi; eppure, vedo che nei monasteri sia che nello Stato il governo sia di destra, sia che sia di sinistra la vita scorre tranquilla come al solito, senza slogan ma con tanti begli ideali dentro.
Perchè non si riesce a raggiungere la consapevolezza del messaggio anche in politica? Perchè in politica tutto deve essere lasciato solo al sentimento immediato, all'immagine o all'apparenza?


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 Oggetto del messaggio: strategie di comunicazione
MessaggioInviato: mar feb 05, 2008 01:29 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 7
Un momento! La questione è complessa. Guarda, la mia generazione escludeva messaggi religiosi, anche se l'utopia è in sè qualcosa che trascende. Comunque la nostra utopia riguardava solo la sfera collettiva. La rivoluzione era un fatto collettivo. Furono le donne a portare lo sguardo sull'individuo, su valori più interiori. Ma pensare che la trasformazione dovesse partire dall'individuo era considerata una bestialità, un'ingenuità, una posizione borghese.
A più di trent'anni da allora, oggi io penso che invece ognuno deve guardarsi dentro, fare i conti con la propria violenza e i propri conflitti, e partire da lì per creare un'armonia che possa trasferirsi al sociale.
Io penso così. Ed è un pensiero che ha una tonalità religiosa. Ma la mia "tonalità religiosa" non saprei come tradurla in programma politico. Insomma, voglio dire, la spiritualità è una cosa, la politica un'altra.
Quindi, gli ideali puoi averli, ma per affermarli adesso, subito, nelle prossime elezioni, non puoi mica metterti lì a fare Gandhi. I monaci, hai ragione, hanno questa condotta di vita basata sull'interiorità, ma infatti stanno in uno spazio separato, protetto dal mondo. Un monaco non va a fare battaglia elettorale. Benchè i monaci birmani ci hanno mostrato che la spiritualità non è passiva ma molto attiva. Ma lì è proprio questione di vita o di morte.
Insomma, il potere e i conflitti per il potere esigono certi comportamenti. Comportamenti con i quali personalmente non mi sento in sintonia, infatti non faccio più politica da allora. Oggi la politica è una carriera, cosa per me inconcepibile. Per me, cioè io non ci riesco, ammiro chi ci riesce.
Ad ogni modo, tutti questi discorsi stanno a zero. Qui abbiamo di fronte un incubo. Il ritorno della censura. Niente più satira. I comici criminalizzati. I media tutti allineati. La corruzione che, figurati!, sarà peggio di ora. La mafia che rialza la testa (se mai l'aveva abbassata). Il balletto dei condoni. Nessuno pagherà più le tasse. La magistratura imbavagliata (Berlusconi ha già detto che la prima legge sarà contro le intercettazioni) Una catastrofe nazionale. Di fronte a questo sfacelo altroche ideali, valori e paesaggi interiori! Bisogna solo sperare in Napolitano, che regga gli scossoni che arriveranno alla Costituzione, e nell'Europa, che impedisca all'Italia di scivolare in una repubblica di bananas. Incrociamo le dita.


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 Oggetto del messaggio: Enrica ha tutte le ragioni del mondo.
MessaggioInviato: mar feb 05, 2008 13:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 9
> Qui abbiamo di fronte un incubo.
Vero.
Per cui occorre tentare di vincere. Nel contesto in cui ci troviamo (se ne può discutere un'altra volta) ci vuole una campagna molto, ma molto smart. E senza pudori di cedimenti alle bieche leggi del marketing. Se le elezioni si vincono o si perdono con il marketing, o si fa del marketing migliore degli altri o si lascia la piazza alla concorrenza. Palle non ce n'è, le belle idee servono a nulla.
Si può fare, Enrica? Chiedo.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar feb 05, 2008 15:50 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 67
Non sono d'accordo sul fatto che le belle idee non servono a niente. Mostrare la foto di un candidato settantenne con la nipotina in braccio e la magliettina con su scritto "Nonno for President", e mostrare la foto di un candidato settantenne con le conigliette sulle ginocchia non penso proprio che sia la stessa cosa.
E questa non è solo strategia di marketing. E' anche trasmissione degli ideali che il partito che si decide di votare intende portare avanti.
Per cui, credo che sia giusto usare tutte le strategie di marketing possibili, anche utilizzando attori e cantanti famosi (Stefano Accorsi, Raoul Bova -che non so cosa votino- hanno un certo fascino, no? soprattutto su alcune elettrici!!!) - ma portando avanti idee serie:
- onestà
- pulizia
- lealtà
- correttezza
Queste sono le cose di cui ha bisogno, a mio modesto parere il Paese dai candidati che andranno a rappresentarci nei Palazzi che contano.


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 Oggetto del messaggio: Re: strategie di comunicazione
MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 14:40 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 371
enricat1950 ha scritto:
Un momento! La questione è complessa. Guarda, la mia generazione escludeva messaggi religiosi, anche se l'utopia è in sè qualcosa che trascende. Comunque la nostra utopia riguardava solo la sfera collettiva. La rivoluzione era un fatto collettivo. Furono le donne a portare lo sguardo sull'individuo, su valori più interiori. Ma pensare che la trasformazione dovesse partire dall'individuo era considerata una bestialità, un'ingenuità, una posizione borghese.
A più di trent'anni da allora, oggi io penso che invece ognuno deve guardarsi dentro, fare i conti con la propria violenza e i propri conflitti, e partire da lì per creare un'armonia che possa trasferirsi al sociale.
Io penso così. Ed è un pensiero che ha una tonalità religiosa. Ma la mia "tonalità religiosa" non saprei come tradurla in programma politico. Insomma, voglio dire, la spiritualità è una cosa, la politica un'altra.
Quindi, gli ideali puoi averli, ma per affermarli adesso, subito, nelle prossime elezioni, non puoi mica metterti lì a fare Gandhi. I monaci, hai ragione, hanno questa condotta di vita basata sull'interiorità, ma infatti stanno in uno spazio separato, protetto dal mondo. Un monaco non va a fare battaglia elettorale. Benchè i monaci birmani ci hanno mostrato che la spiritualità non è passiva ma molto attiva. Ma lì è proprio questione di vita o di morte.
Insomma, il potere e i conflitti per il potere esigono certi comportamenti. Comportamenti con i quali personalmente non mi sento in sintonia, infatti non faccio più politica da allora. Oggi la politica è una carriera, cosa per me inconcepibile. Per me, cioè io non ci riesco, ammiro chi ci riesce.
Ad ogni modo, tutti questi discorsi stanno a zero. Qui abbiamo di fronte un incubo. Il ritorno della censura. Niente più satira. I comici criminalizzati. I media tutti allineati. La corruzione che, figurati!, sarà peggio di ora. La mafia che rialza la testa (se mai l'aveva abbassata). Il balletto dei condoni. Nessuno pagherà più le tasse. La magistratura imbavagliata (Berlusconi ha già detto che la prima legge sarà contro le intercettazioni) Una catastrofe nazionale. Di fronte a questo sfacelo altroche ideali, valori e paesaggi interiori! Bisogna solo sperare in Napolitano, che regga gli scossoni che arriveranno alla Costituzione, e nell'Europa, che impedisca all'Italia di scivolare in una repubblica di bananas. Incrociamo le dita.


Cara Enrica,
sono pienamente d'accordo con quanto dici e mi sento particolarmente vicino anche perchè le tue idee sono legatissime alle mie (io sono del 51, quindi della tua generazione)e cerchiamo di uscire dall'incubo di quest'uomo che imbavaglia qualunque cosa perchè (ahimè!!!) QUALUNQUE cosa è sua!!!
Spero in una strategia di comunicazione efficace anche per la famosa casalinga di Voghera alla Arbasino!


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 Oggetto del messaggio: strategie di comunicazione
MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 15:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 7
Caro Max, comunque mi pare che Walter se la cavi niente male quanto a comunicazione. Prima dell'inizio della campagna elettorale ero piuttosto pessimista quanto alle capacità di comunicazione del PD. Invece, guarda, mi sono ricreduta. Messaggi piuttosto chiari, semplici, rassicuranti, che scrollano via la patina del vecchio. Non lo so se ce lafacciamo a vincere, però senza dubbio c'è una svolta significativa.
E poi un senso di liberazione dagli autoinganni e dalle illusioni del passato. Almeno per me è così.
Voglio dire questo. Ieri sul Manifesto Gabriele Polo scriveva una cosa chiarissima nella quale mi sono pienamente ritrovata. Lui ha perfettamente spiegato perchè le persone come me voteranno PD e non Sinistra Arcobaleno.
Il mio sentire e la mia formazione mi avvicinano di più a quella sinistra, al Manifesto ecc Però è già un bel pezzo che non voto più per loro. Perchè? Quando parlano, quando scrivono, io intendo perfettamente ogni singola, minima sfumatura dei significati che vogliono comunicare e anche , addirittura, dei sentimenti che accompagnano quelle frasi, e di più, indovino le storie e le biografie, da quei volti. Ogni ruga mi racconta qualcosa che conosco perfettamente e che è anche la mia storia. Li conosco come persone di famiglia, come la casa dei genitori nella quale si torna per le feste, ed è a un tempo piacevole e spiacevole, perchè ritrovi le radici ma anche i vincoli, le gabbie in cui ti eri avviluppato prima di renderti indipendente.
Ecco, la sinistra mi fa questo effetto. Come una vecchia zia amatissima, che conosce le pietanze che preferisci, che ti tratta amorevolmente, ma dalla quale scappi via il più lontano possibile, una volta finite le feste. Ma dicevo Gabirele POlo. Ha scritto sul manifesto che voterà la sinistra arcobaleno anche se non gli piace per niente. Ma è costretto, ob torto collo. Perchè è costretto? Perchè è l'unica posizione che prefigura un mutamento del sistema. Ecco, è questo. E' proprio questo il punto. Gabriele Polo mi ha chiarito perchè non voterò mai più la sinistra, la mia sinistra, quella che io ho contribuito a costruire, quella che oggi è così perchè dentro ci sono stata pure io. Il punto è questo: io non ho più nessunissima intenzione di prefigurare mutamenti del sistema! Dio mi scampi e liberi. Io sono della casta degli accademici, frequento la scienza. Per uno scienziato un modello, un sistema può solo essere sostituito da un altro modello, da un altro sistema (i paradigmi di Kuhn).
Il sistema di ora è il meno peggio che la storia ci ha dato, e potevamo capitare anche molto molto peggio. Dico: guardatevi un attimo intorno, fuori dai confini dell'Europa. Credevo ai mutamenti di sistema quando credevo anche a Lenin e a Mao. Oggi stendo su di loro un velo pietoso. Meno male che abbiamo perso, penso ogni volta che la televisione mi mostra la garrula faccia assassina di Putin.Se vincevo, se vincevamo noi nel '68, magari oggi mi ritrovavo col polonio nel tè. Meno male che abbioamo perso, se vincevamo, adesso manco potevi andare più su internet, come in Cina, che uno è ridotto a chiedere "Google libero"!
Ecco, io al cambiamento di sistema non ci penso proprio. Google libero già ce l'ho e guai a chi me lo tocca.
Per questo voterò PD.
Baci a tutti e speriamo che ce la caviamo


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MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 17:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 371
Cara Enrica,
la tua risposta mi conferma una volta di più la tua saggezza.
Stai dicendo cose sacrosante. E il fatto che un'esperta come te approvi le scelte di Veltroni mi conforta non poco. Grazie!


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 Oggetto del messaggio: Re: Strategia di comunicazione…
MessaggioInviato: lun mar 10, 2008 01:39 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 14
carlo956 ha scritto:
Viviamo nella civiltà della comunicazione.
Che lo vogliamo o meno la comunicazione è diventata una delle colonne portanti su cui si fonda il successo dell’azione politica. Perché in quest’area non riusciamo a fare meglio?

Solo il fatto che ci sia questo forum denuncia l’esistenza di un problema.

La destra usa una strategia molto semplice: 2-3 messaggi(*), sempre quelli, ripetuti fino alla noia e ripetuti da tutti in ogni occasione.
Non sono un esperto di comunicazione, ma credo che, a furia di sentirsi ripetere le stesse idee da tutti, le persone comincino a pensare che le cose stiano effettivamente così e che quello che viene enunciato sia la questione più importante.

Perché non lo facciamo anche noi?

I partiti di centro sinistra dovrebbero concordare un messaggio da ripetere a tutti i livelli, da parte di tutti e in ogni occasione. Ciascuno, ovviamente, parlerà anche di tutto ciò che ritiene opportuno, ma il messaggio concordato non deve mancare mai.

Io ho in nente un messaggio del tipo:

“Berlusconi sa fare due cose: è bravo a fare promesse, è bravissimo a fare i suoi interessi.”.

Il messaggio è un messaggio semplice, è un messaggio che sostanzialmente ritrae la realtà e che moltissimi possono riscontrare, è un messaggio che fa riflettere, e’ un messaggio che ritrae la situazioni attuale: elezioni nell’interesse di Berlusconi, contro gli interessi e gli auspici della maggior parte del paese, è, infine, un messaggio che può essere utilizzato anche dopo le elezioni.

Perché non possiamo mostrare una volta che non siamo “divisi su tutto”?

(*) nel testo iniziale avevo utilizzato la parola slogan al posto di messaggi



Salve a tutti:

2 0 3 punti / spunti, per tornare un poco sull’operativo:

la destra usa la comunicazione tipica delle “forze vendita” anche in contesti di media tecnicamente diversi, anche in relazione ai possibili target

1) come hai detto tu: Claim semplice, d’impatto ripetuto da + persone, in più occasioni, “per raggiungere un livello prefissato di massa critica” il target non ci deve ragionare sopra deve farlo proprio ( è quella che chiamo la sindrome da Ballarò, alla fine dicono sempre le stesse cose) >>> obbiettivo primario in questa occasione serrare i propri ranghi

3) il meccanismo funziona benissimo in TV, o comunque media del tipo da uno a tanti

2) se si articola un concetto / argomento lo si fa per cercare di screditare le posizioni degli avversari ( non a caso un programma stringato al massimo, e uscito con un chiaro ritardo per chi da un anno aspettava di tornare a votare) >>> obbiettivo confondere l’elettorato degli avversari

Il problema è che su quel tipo di gioco è difficile batterli, hanno più risorse ed una posizione competitiva favorevole.

In generale una campagna efficace dovrebbe essere + articolata nelle metodologie di azioni e nelle modalità di scelte comunicative sui vari target, cosa che ad esempio internet permette di fare, ma anche altri tipi di strumenti.

La campagna per le presidenziali usa, a parte le ingenti risorse vede molto l’uso delle nuove tecnologie / media unito al contatto umano ed alla forza dei volontari ( Obama sta vincendo su questo, oltre che sugli slogan efficaci)

Scusatemi ma qui mi fermo perché è tardi e domani s’ha da lavorare.

Alla prossima
Michele


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