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MessaggioInviato: gio lug 20, 2006 13:44 pm 

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ciao,<BR>vi lancio il tema del giorno:<BR>ci allarghiamo o no ??<BR>da più parti ormai nel nostro campo ulivista e unionista si levano voci (anche autorevoli come quella di anna finocchiaro) che pongono apertamente ilproblema della tenuta della maggioranza al senato (aula+ commissioni), la quale è risicata assai come sappiamo. cosa che può impedirci di portare avanti le cose senza intoppi.<BR>si dice anche che come la cdl in questa fase i suoi senatori li sta portando al voto sia in aula che in commissione, anche noi dobbiamo convincerci che la politica si fa nelle sue dovute sedi. e quindi poche interviste, missioni etc etc. In aula a votare. <BR>ma si dice pure che per star tranquilli bisognerebbe almeno sfruttare il talento del nostro ministro della giustiza nel convicere deputati "borderline".<BR>E anche che occorre rafforzare la coesione politica (vedi politica estera) in modo che la motivazione progettuale si asempre superiore a quella amministrativa (anche se mi pareva che la redazione del programma comune fosse servita proprio a qs.)<BR>che fare ?


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MessaggioInviato: gio set 07, 2006 13:53 pm 

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ciao,<BR>intanto più e prima di allargarci ci si restringe.<BR>il mitico de gregorio ha annunciato che lascia IDV e va nel gruppo misto. <BR>due considerazioni: la prossima volta dipietro oltre a dar lezioni scelga meglio i suoi candidati. la legge elettorale va cambiata direi prima di subito.<BR>e infine credo che i soloni che tanto c'è l'hanno con mastella cominceranno a ricredersi e si uniranno alle schiere di coloro che si auspicano che sor clemente cominci a lavorare ai fianchi un pò di senatori indecisi.


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MessaggioInviato: mer set 27, 2006 11:10 am 

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comunque la grosse koalitionen non funziona più nemmeno dove l'hanno inventata:<BR>"Corriere della Sera<BR><BR>Germania, la Grosse Koalition si è già arenata<BR><BR>26-09-2006<BR><BR>BERLINO -- I fautori italiani, da Giulio Tremonti a Marco Follini, dovrebbero rifletterci sopra. La Grosse Koalition non funziona. Salutata meno di un anno fa come il colpo di genio di una classe politica responsabile, disposta a mettere da parte polemiche e ragioni di bottega in nome dell'interesse generale, l'alleanza tra i due maggiori partiti tedeschi è già in fase di grave stallo, senza essere mai riuscita a lasciare il segno della sua volontà riformatrice. Si riaprono le antiche divisioni. La Germania rivede il baratro della paralisi politica. L'economia continua a vivacchiare. Si ridestano perfino, così Der Spiegel, «fantasie di cambiamento» su eventuali ribaltoni. Mentre una cancelliera forse sopravvalutata dopo le buone prove in politica estera, tradisce un eccesso di attendismo, scivolando nei sondaggi e facendo di nuovo levitare le ambizioni dei suoi oppositori interni. Insomma, sempre per citare il settimanale di Amburgo, «la Repubblica è annebbiata». E suona magra consolazione, anzi è forse aggravante, che il nodo centrale della crisi sia la madre di tutte le riforme, l'unica a interessare tutti gli 80 milioni di tedeschi: la riforma del sistema sanitario più generoso e dispendioso del mondo, che inghiotte ogni anno 143 miliardi di euro e registra un passivo di 7 miliardi, dove un potente complesso medico-industriale è pronto a opporsi con i denti a ogni accenno di liberalizzazione o di tagli ai fondi federali. Dentro il governo, la sanità fa da reagente alle divisioni ideologiche, fin qui in sordina. La Cdu vorrebbe un nuovo sistema di contributi uguali per tutti, i socialdemocratici non intendono rinunciare a oneri progressivi, legati al reddito. Ma in più Angela Merkel deve fare i conti con la Csu, la sorella bavarese più attenta agli aspetti sociali e fautrice di qualcosa che stia in mezzo. Tenuta sotto traccia per mesi, la querelle è divenuta pubblica quando la ministra socialdemocratica della Sanità, Ulla Schmidt, ha presentato una bozza di compromesso che ha provocato le critiche virulente dei premier regionali cristiano-democratici. Ha reagito indignata la Spd, con velate minacce di rottura della coalizione. Ma la cancelliera ha dovuto placare la ribellione interna, annunciando il ritiro del progetto per una revisione. Se ne riparlerà a ottobre. Alla sua prima, vera prova del fuoco, la Grande Coalizione giace così in brandelli. I partner si lanciano accuse reciproche, i partitini dell'opposizione rivedono un po' di luce: nel fine settimana, i liberali della Fdp hanno addirittura fatto un'avance esplicita, per una «coalizione Giamaica», tra loro (i gialli), la Spd (i rossi) e i Verdi. Offerta preventivamente respinta dal presidente della Sdp, Kurt Beck, dopo l'incontro di venerdì con la Merkel: «Non ci sono dubbi sul lavoro della Grosse Koalition e sulla sua capacità di trovare delle soluzioni», ha detto Beck. Anche la cancelliera si è dichiarata «fiduciosa che la riforma sanitaria giunga a una conclusione positiva». La nuova parola d'ordine è quindi l'ottimismo di facciata. «Alla fine ci sarà una riforma», ha assicurato ieri il portavoce del governo, Ulrich Wilhelm. E ancora la Merkel ha gettato un ponte verso gli alleati, spiegando che «non ci sarà alcun aumento dei contributi per gli assicurati». Un atteggiamento che tradisce l'interesse dei due partiti a tenere la rotta: «Nessuno pensa in questo momento di rompere la Grosse Koalition», spiega il mago dei sondaggi, Manfred Güllner. Non lo fa Angela Merkel, scivolata al quarto posto nella scala di popolarità. Non lo fa la Cdu, scesa sotto il 30% nelle preferenze degli elettori e ieri per la prima volta superata dalla Spd. E non lo fa quest'ultima, ancora alla ricerca di un leader per il futuro. Detto altrimenti: insieme, anche se fermi e d'accordo su poco o punto. Da una «Grande Coalizione» ci si aspettava qualcosa di più grande."


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MessaggioInviato: dom ott 01, 2006 18:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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ciao,<BR>se qualcuno arriva ben venga, ma solo casi isolati di parlamentari, non gruppi interi!<BR><BR>Cmq, io cambierei la legge elettorale subito perchè mi sa che non arriviamo al 2011. Ci arriveremmo se tutta l'Unione fosse seria e allora avere 1 o 100 senatori di vantaggio non cambierebbe molto... Ma finchè siamo costretti a tenerci Rizzo, Diliberto, Capezzone ecc..


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MessaggioInviato: mar ott 03, 2006 22:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
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ciao,<BR>nel frattempo le cose si mettono maluccio al senato.<BR>di pietro ha votato contro un provvedimento proposto da mastella nel corso del dibattito sulla giustizia e las ospensione della riforma castelli. percui la CDL è passata per un voto.<BR>mastella è quasi passato alle vie di fatto dichiarando che in senato i provvedimenti di dipietro non passeranno più fintanto che non ci si chiarirà con prodi.<BR>secondo me non ha torto ma urge davvero un chiarimento politico perchè ogni giorno rischi a di aver la sua pena e al 2011 non arriviamo neanche con le stampelle


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MessaggioInviato: mer ott 04, 2006 10:47 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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ciao,<BR>per essere precisi Di Pietro ha fatto astenere i suoi, ma queste sono solo sottigliezze perchè il risultato è lo stesso. Certo non sarebbe stato così se qualcuno di FI non avesse fatto il pianista e qualcun altro non si fosse sbagliato a votare.<BR><BR>Ma qui il problema è politico: non ci si dovrebbe chiedere se allargare la maggioranza se la stessa fosse unita e forte. Questa è una alleanza troppo eterogenea e di certo nessuno sentiva la mancanza dei capricci di Di Pietro perchè non ha avuto il ruolo di guardasigilli!<BR>La sfiducia a Di Pietro per ora non la farei ma bisogna trovare un collante a tutta l'Unione perchè purtroppo è vera la storia che stiamo insieme per l'antiberlusconismo. Più lui sta zitto più litighiamo (e poi si chiedono dove sia sparito)... E se finalmente si chiamassero IdV, RnP, Dl e Ds a fare un grande partito in alleanza con la Sinistra europea, dopo aver riformato la legge elettorale?


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