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MessaggioInviato: gio giu 15, 2006 23:24 pm 
montepino, sarebbe come dire che bisogna educarli da piccoli, altrimenti finiscono male?<BR><BR>             :)<BR>                               Giorgio


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 01:41 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Grazie Bossi<BR><BR>Dalle mie parti la preoccupazione per l'esito referendario è grande.<BR><BR>Il timore di una modifica alla Costituzione fatta a settori tanto per soddisfare le singole esigenze della cdl è enorme.<BR><BR>Il silenzio generale della classe politica del cs genera paura.<BR><BR>Non ci sono sondaggi.<BR><BR>Raiot e Mediaset tacciono.<BR><BR>Il cardinal Vespone assecondando i voleri dall'alto fa il pesce in barile.<BR><BR>L'uscita di Bossi di ieri è un'inaspettato regalo che il fronte del no dovrà sfruttare fino in fondo.<BR><BR>Segno che per la seconda volta in venti giorni i sondaggi devono aver fatto tremare i polsi al campione celodurista.<BR><BR>Anche a sinistra c'è una certa corrente di pensiero che tende a classificare Bossi come un animale politico dal grande fiuto.<BR><BR>Cancellerei il politico dal grande fiuto.<BR><BR>Uscire a dieci giorni dal voto sul referendum minacciando vie non democratiche potrà anche scaldare i cuori delle vecchie camice verdi del "Padania Corps" ma il clamore che si registrerà nei prossimi giorni farà decidere gli incerti che non aderiscono alle camicie verdi, votando no.<BR><BR>Il proclama di Bossi ricorda tanto quelli dell'Hitler di Monaco.<BR><BR>Le proteste si alzano anche dall'opposizione.<BR><BR>Fini e Casini comprendono a fondo la portata dello scivolone del tutto inutile del campione dei celoduridsti e si dissociano, anche se Fini non rinuncia affatto a dare una stoccata alla sinistra invitandoli a non strumentalizzare..<BR><BR>Solo il cavaliere e la ristretta cerchia di chierici itineranti si schiera al fianco del senatur angosciato.<BR><BR>**<BR><BR>Dall'Unità ol<BR>Referendum, Bossi minaccia: «Vie non democratiche»<BR>Napolitano difende la Costituzione<BR><BR>Torna la Lega che lotta e minaccia. Torna Bossi. <BR><BR>E spezza la fragile unita del centrodestra sul referendum. <BR><BR>Per il leader del Carroccio, intervistato dal Tg1, se vince il No al referendum del 25-26 giugno sulla riforma costituzionale, vorrà dire che «il Paese non cambierà mai più democraticamente». <BR><BR>E allora «bisognerà trovare altre vie». <BR><BR>Che, evidentemente, democratiche non saranno. <BR><BR>Toni da guerra civile. <BR><BR>«Stavamo meglio quando eravamo sotto l'Austria - afferma Bossi - Se lo avessero saputo quelli che sono andati a combattere sul Piave, forse giravano i fucili dall'altra parte». <BR><BR>Le ire del senatur smuovono in primis le istituzioni. <BR><BR>Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, invita tutti a rispettare le regole della democrazia. <BR><BR>«Ci sono parole che non possono essere usate -ammonisce Bertinotti- neppure a fini propagandistici, se non provocando un'erosione nella convivenza democratica. <BR><BR>Agli esponenti della Lega e al suo leader andrebbe rivolto un appello a contribuire affinchè le regole democratiche e la sostanza della democrazia non siano messe in discussione da alcuno». <BR><BR>In difesa della Costituzione si muove il presidente Giorgio Napolitano. <BR><BR>«La Costituzione è un'autentica tavola dei valori e dei principi in cui riconoscersi, dei diritti e dei doveri da rispettare - sottolinea Le sue disposizioni, a 60 anni dalla loro approvazione, continuano, nella proiezione ideale voluta dai padri costituenti, a manifestare la loro attualità». Insorge il centrosinistra, ma insorge anche il centrodestra. <BR><BR>Almeno in parte. <BR><BR>La sparata del leader leghista non piace ai centristi, sostenitori di un Sì tiepido alle riforme e divisi al loro interno: « Le parole del leader della Lega sono inaccettabili non solo per la sinistra, ma anche per noi» afferma il segretario dell´Udc Lorenzo Cesa. <BR><BR>Di tutt´altro avviso il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, per il quale «Bossi, commentando è andato direttamente al nocciolo della questione politica che le prime settimane di governo dell'Unione stanno facendo emergere in tutta la sua drammaticità».<BR><BR> Il problema, per Bondi, non è solo «la sorte delle riforme», e tanto meno le minacciose «vie non democratiche» del leader del Carroccio, ma la solita litania sulla «pericolosa deriva di una sinistra che ha già occupato tutte le istituzioni e ora tenta di normalizzare il Paese sfidando e umiliando la metà degli italiani che si riconosce nella Cdl». <BR><BR>Difende Bossi anche il leader di An, Gianfranco Fini, che mette sullo stesso piano la sortita del senatur alla riforma del centrosinistra.<BR><BR>«La sinistra anziché criminalizzare un'espressione fuori luogo, certamente eccessiva, di Bossi farebbe bene a interrogarsi su quanto scritto dal costituzionalista Augusto Barbera: "bisogna riconoscere che è toccato a un ministro leghista rimediare ai pericoli per l'unità nazionale del federalismo sgangherato del Titolo quinto dell'Ulivo"». <BR><BR>Replica duro il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti: «Ho aspettato, a questo punto devo dire ingenuamente, che dai leader della destra venisse una piena condanna alle sconcertanti parole di Bossi. Ma non è avvenuto». <BR><BR>Le condanne arrivano invece dal centrosinistra. <BR><BR>I Verdi denunciano che dal leader del Carroccio arrivano «minacce eversive», mentre il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Luciano Violante, afferma che «quelle di Bossi sono parole gravi, in sostanza un ricatto e i ricatti vanno respinti democraticamente con il voto.<BR><BR>Tutti quelli che sostengono il Sì lo facciano con argomenti democratici e non con i ricatti». <BR><BR>Il presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro, è dell'avviso che Bossi è fuori dalla grammatica democratica e chiede «quale sarebbe l'altra strada: l'insurrezione popolare? Sparare su quelli che stanno dall'altra parte del Piave?». <BR><BR>**<BR><BR>Italiani babbei come i Padani?<BR><BR>E' quello che crede la Lega.<BR><BR>In quei pochi passaggi televisivi dove si sono esibite le camicie verdi, hanno fatto sapere agli italiani che se passa il SI, il giorno dopo si siedono ad un tavolo con la maggioranza per migliorare quelle parti della riforma che non vanno bene.<BR><BR>Ma se non vanno bene cosa chiamano a fare i cittadini italiani al referendum?<BR><BR>Se ritengono che questa devolution sia l'ennesima calderolata ovvero una porcata costituzionale, perché la devono votare per cambiarla il giorno dopo?<BR><BR>Comprendiamo che i padani di estrazione celodurista non capiscano queste sfumature, ma pensare che il resto dell'Italia sia così indietro di comprendonio ce ne corre.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 02:06 am 
qualche giorno fa Bossi si augurava che vincesse il SI "almeno" nel nordest.<BR><BR>FI, dalla quale molti ex reggicoda del capo stanno cominciando graziosamente a defilarsi (Brunetta, stasera a Primo Piano ha sparato una serie di "sono d'accordo con te" nel dibattito con Damiano) ha perso egemonia nella CdL e si rifugia nel patto d'acciaio con la lega.<BR><BR>E non è passato molto tempo dalla minaccia di marcia su Roma del Cavaliere.<BR><BR>Forse tutto questo ha un senso.<BR>E se ce l'ha, occhio amici e compagni...<BR><BR> <BR><BR>                           Giorgio


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 09:09 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
Messaggi: 232
>qualche giorno fa Bossi si augurava che vincesse il SI "almeno" nel nordest.<BR><BR>Io penso che, fino a qualche giorno fa, Bossi sperasse ancora in una vittoria del SI, quindi aveva assunto un atteggiamento rassicurante e disponibile alla trattativa comunque fosse andato il referendum.<BR>Negli ultimi giorni deve essersi convinto che una vittoria del SI è molto difficile, allora ha assunto un atteggiamento eversivo, volto a scaldare gli animi degli elettori del nord, puntando ad ottenere il minimo risultato utile: la vittoria del SI almeno nel "lombardoveneto".<BR><BR>ciao, tarkus


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 09:22 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Stamani a Omnibus il kamaraden Borghezio chiarisce e ribadisce che se non passa il referendum il Nord che è una pentola a pressione pronta ad esplodere, scenderà a milioni in piazza come in Ucraina.<BR><BR>Il referendum il Nord lo già vinto con le elezioni nazionali essendosi espresso già chiaramente contro questo governo.<BR><BR>Abito al Nord, ma lo spirito eversivo del kamaraden delle camicie verdi sempre pronto a menar le mani, non lo avverto. <BR><BR>Ci sono i mondiali per un mese e in alternativa parlano di vacanze o di difficoltà a sopravvivere.<BR><BR>Sempre pronti a truffare gli italiani le camicie verdi propagandano la riduzione dei parlamentari come uno dei nodi importanti di facile recepimento dall'elettorato, ma omettono di dire che il tutto avverrà eventualmente tra dieci anni.<BR><BR>I forchettoni, magna magna, delle camicie verdi, categoria furbissimi, altro che quelli del quartierino che sono al loro confronto dei signor nessuno, vogliono assicurarsi i privilegi attuali che offre il maledetto Stato italiano, gli altri che verranno se la gratteranno.<BR><BR>Infine, citando Bossi che ha sostenuto ieri che si stava meglio sotto l'Austria e che gli italiani nelle trincee del Piave dovevano girarsi e voltare i fucili contro gli italiani e contro Roma, rammento solo, vista la sua grande ignoranza, che sotto l'Austria i fannulloni e i fanfaroni come lui non avevano assolutamente spazio.<BR><BR>Solo in questa Italia sgangherata che lui disprezza possono avere la parola i "pazzarielli" come lui, Calderoli, e Borghezio.<BR><BR>Prima delle elezioni nazionali, Bossi se ne è uscito dopo il prode Maroni sostenendo che se avesse vinto la sinistra sarebbe stato costretto a rifugiarsi in Svizzera.<BR><BR>La sinistra ha vinto le elezioni ma Bossi e Maroni sono ancora qui a rompere i coglioni.<BR><BR>Siano coerenti almeno una sola volta nella loro vita, se ne vadano al più presto in Austria portandosi appresso tutta la tribù dei lanzichenecchi adoratori del dio Po.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 09:57 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 803
Perché invece di parlare di NO e di SI', non riportiamo qui il testo della proposta e ragioniamo sui singoli punti? Vorrei capire cosa c'è di buono e cosa di sbagliato in questa riforma della Costituzione, primo perché troverei improbabile che fosse tutta buona o tutta cattiva, e quindi la parte valida dovrebbe essere preservata per un eventuale futura rivisitazione dell'attuale Costituzione, la seconda perché ODIO trasformare ogni scelta politica in una questione di schieramenti. Non mi interessa CHI abbia fatto la proposta, ma COSA dice. Parliamo di QUESTO, riportando alla lettera i vari passaggi che riteniamo validi e non. <BR><BR>Qualcuno potrebbe pubblicarla sul forum, magari in una nuova thread?


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 16:07 pm 
Riportare qui i testi a confronto è operazione improba e lo spazio necessario parecchio.<BR><BR>Consultate queste pagine:<BR><BR>http://www.salviamolacostituzione.net/confronto_due_testi.asp<BR><BR>http://www.governo.it/Riforme_Istituzionali/doc/costituzione_vigente_modifiche4862b.pdf


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 16:18 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 23861
>Perché invece di parlare di NO e di SI', non riportiamo qui il testo della proposta e ragioniamo sui singoli punti? <BR>>Vorrei capire cosa c'è di buono e cosa di sbagliato in questa riforma della Costituzione, <BR>>primo perché troverei improbabile che fosse tutta buona o tutta cattiva, e quindi la parte <BR>>valida dovrebbe essere preservata per un eventuale futura rivisitazione dell'attuale Costituzione, <BR>>la seconda perché ODIO trasformare ogni scelta politica in una questione di schieramenti. <BR>>Non mi interessa CHI abbia fatto la proposta, ma COSA dice.<BR><BR>dejudicibus 16/06/2006 09:57<BR>================<BR><BR>Caro Dario, <BR><BR>dalla tua proposta desumo che hai trascurato tutto l'iter legislativo.<BR><BR>Questa è una proposta che va bocciata alla radice senza mezzi termini.<BR><BR>La vignetta di Ellekappa su Repubblica di stamani è un'editoriale esaustivo.<BR><BR>Primo uomo - Gli unici a difendere Bossi sono Berlusconi e Cicchitto -<BR><BR>Secondo uomo - I Gelli boys.<BR><BR>Basta solo questo per mettere una pietra tombale sull'intero impianto a meno che tu non sia un fervente sostenitore del piano di rinascita di mastro Gelli, ma visto che ti dichiari liberale credo sia contrario ai tuoi principi.<BR><BR>Con il caimano ancora in circolazione e tutto il resto della banda ancora in azione votare SI, significa consegnare l'Italia in mano ad un pugno di golpisti camuffati.<BR><BR>La democrazia è stata conquistata con lacrime e sangue da chi ci ha preceduto e noi abbiamo il preciso dovere ogni giorno di non consegnarla alle forze reazionarie che da anni tramano alle spalle della Repubblica.<BR><BR>E poi c'è l'aspetto folkloristico del padano doc, il professore in porcate Calderoli.<BR><BR>Mentre ci stiamo orientando tutti verso una seconda lingua comune su tutto il pianeta, ancora ieri sera, il talebano padano pretende di farci tornare indietro nel tempo come vogliono fare gli ayatollah a Teheran, i tribunali coranici a Mogadisco che hanno vietato le partite di calcio in tv o i fondamentalisti islamici di Al Qaeda.<BR><BR>Il gran talebano nostrano pretende con questa modifica di tornare ad insegnare il dialetto nelle scuole "coraniche padane".<BR><BR>Pota di qui, pota di là, Bergum de &#908;ta e Bergum de Úra.<BR><BR>Se si vuole non perdere le radici ci sono mille mezzi per poterlo fare.<BR><BR>Che senso ha quando nelle scuole italiane le classi sono formate almeno per il 40% da bambini di origine diversa proveniente da ogni parte del pianeta, obbligare un cinese, un filippino, un albanese, un marocchino, un indiano ad imparare: Pota di qui, pota di là, Bergum de &#908;ta e Bergum de Úra solo per il piacere di Bossi e Calderoli e di tutta l'altra tribù troglodita che li sostiene?<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 18:12 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 3864
>Basta solo questo per mettere una pietra tombale sull'intero impianto a meno che tu non sia un fervente sostenitore del piano di rinascita di mastro Gelli, ma visto che ti dichiari liberale credo sia contrario ai tuoi principi.<<BR>------------------------------<WBR>--------------<BR><BR>Già, caro UT, un liberale autentico dovrebbe credere più al "bocciamo, poi apriamo un tavolo", che non al "confermiamo, poi apriamo un tavolo". In questo secondo caso che vanno a fare gli elettori alle urne? <BR>Solo nel primo caso il discorso di Dario starebbe in piedi... ma tant'è: lungi da lui la consapevolezza che non c'è un "vuoto costituzionale" da colmare, ma bensì una riforma da concordare sul nascere.<BR><BR>Te l'immagini la volontà "concordataria" dei vincitori del SI (con tutto il rispetto degli elettori inutili) sotto il ricatto o la spada di Damocle leghista?<BR>Lo so, l'alternativa, del NO, è una medicina amara per chi ha governato al prezzo imposto dal Nord più leghista, ma non lo è per il liberale fermo nei suoi princìpi.<BR><BR>Saluti,<BR><BR>montepino


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 18:32 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Per Dejudicibus<BR><BR>Questo articolo pubblicato stamani su Repubblica non è strettamente legato al tema del referendum, ma lo è indirettamente perché anche politicamente oltre che Costituzionalmente è assolutamente necessario chiudere con il passato.<BR><BR>Quello di Andrea Bonanni, inviato di Repubblica è la spiegazione della differenza tra un Faraone e un presidente del Consiglio della Repubblica italiana.<BR><BR>Il Professore e il Cavaliere, parti invertite<BR>Berlusconi: "Distrugge il mio lavoro"<BR><BR>BRUXELLES - Manca il logista», manca il contabile, mancano i due «esperti di telecomunicazioni». <BR><BR>Naturalmente mancano anche «l'assistente personale» e l'addetto all'immagine». <BR><BR>Della «visagista» non se ne parla neppure. <BR><BR>E sono restate a casa anche le sei segretarie al seguito del seguito. <BR><BR>Ma come farà Romano Prodi ad affrontare le asprezze del vertice europeo senza quel minimo di comfort fornito da una delegazione di una trentina di persone che, a spese dei contribuenti, era solita accompagnare a Bruxelles il primo ministro Silvio Berlusconi? <BR><BR>E come potrà accontentarsi, Prodi, di alloggiare con gli otto uomini della sua squadra all'Hotel Jolly, un quattro stelle per di più a tariffe convenzionate con il ministero degli Esteri? <BR><BR>Non gli mancheranno i fasti dell'Hotel Comad, il più lussuoso cin.que stelle di Bruxelles, dove BerIusconi, sempre a spese dei contribuenti, alloggiava con il suo seguito faraonico?<BR><BR>E' vero che, come diceva Napoleone, non è l'intendenza che fa la Storia. <BR><BR>Ma a volte la differenza di stile che si intravede dietro le quinte può mandare un messaggio più chiaro di mille parole. <BR><BR>La delegazione tipo che accompagnava solitamente Berlusconi ai vertici europei era composta da: il capo della segreteria, il portavoce con due segretarie, il consigliere diplomatico con due segretarie, un aiuto del consigliere diplomatico con una segretaria, un funzionario dell'ufficio stampa con una segretaria, un responsabile dell'immagine (senza segretaria), un logista che si occupava di auto e bagagli, l'assistente personale, un contabile, due esperti di telecomunicazioni, cinque addetti al çerimoniale (peraltro spesso violato) e almeno cinque uomini della sicurezza.<BR><BR>In alcune occasioni, al gruppone si aggiungevano la segretaria privata, dotata di una seconda segretaria, e una visagista.<BR><BR>La delegazione con cui Prodi è venuto a Bruxelles è composta dal capo della segreteria personale, dal consigliere diplomatico, dal portavoce e dal responsabile dell'ufficio<BR>stampa (che, contrariamente ai predecessori berlusconiani, hanno fatto il loro lavoro rimanendo in sala stampa a disposizione dei giornalisti), da due o tre persone del cerimoniale e da due addetti alla sicurezza. <BR><BR>Le segretarie, se servono, vengono fornite dalla rappresentanza italiana presso l'Unione europea. Forse è proprio a questa delegazione striminzita che Berlusconi si riferiva ieri quando ha accusato Prodi di «distruggere il lavoro fatto» dal suo governo in politica estera e di «fare una pessima impressione» in Europa. <BR><BR>Non c'è dubbio infatti che ai suoi tempi la pletorica delegazione italiana di impressione ne faceva tanta, al punto di essere diventata lo zimbello dei diplomatici stranieri.<BR><BR>Insomma, le due Italie che sono uscite dalle urne di aprile, si sono ritrovate ieri a Bruxelles. <BR><BR>E si confermano due mondi difficilmente conciliabili non solo nella grande politica ma anche nelle piccole cose. <BR><BR>Prodi, contrariamente a BerIusconi, è arrivato puntuale al vertice. <BR><BR>Ha evitato sorridendo l'orda dei cronisti che lo aspettavano all'ingresso e ai quali Berlusconi amava concedersi sicuro di poter snocciolare battute ad effetto evitando di rispondere alle domande più scomode. <BR><BR>Invece il nuovo capo del governo ha indetto una conferenza stampa già alla fine della prima giornata di lavori, cosa che BerIusconi non si è mai sognato di fare.<BR><BR>E per il resto della giornata ha svolto il proprio compito coni colleghi europei, che conosce tutti dai tempi della Commissione, senza distribuire pacche sulle spalle e senza raccontare barzellette. <BR><BR>A vederlo, sembra quasi di essere tornati un paese normale.<BR><BR>Ma Berlusconi, si sa, non è uomo da accettare facilmente di entrare nel cono d'ombra. <BR><BR>E infatti ieri c'era anche lui a Bruxelles, al prevertice dei leader del Partito popolare europeo nel castello di Meise. <BR><BR>In attesa che gli consegnino il grande Boeing presidenziale da trenta milioni di euro che ha ordinato, è arrivato con il suo Gulfstream privato. <BR><BR>E si è lanciato in una serie di anatemi contro il governo: «un'orchestra stonata», «un disastro in politica estera». <BR><BR>Ma non bastava. <BR><BR>E infatti il Cavaliere ha fatto di più: nel corso della riunione, di fronte agli esterrefatti capi di governo democristiani che dopo poche ore avrebbero dovuto incontrare Romano Prodi al vertice europeo, Berlusconi si è dato da fare per contestare la legittimità del nuovo presidente del Consiglio: «E' mia intima convinzione che possiamo ribaltare il risultato del voto di aprile» ha detto spiegando che la giunta per le elezioni dimostrerà che queste «non hanno avuto il risultato che per ora è ufficiale». <BR><BR>In cinquant'anni di democrazia europea non si era mai sentito un leader dell'opposizione contestare la legittimità democratica del capo della maggioranza di fronte ad un pubblico di statisti stranieri. <BR><BR>Questioni di stile, appunto.


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 19:03 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 3336
....è 'na parola! caro giorgio175<BR><BR>Il sistema va cambiato perchè non si riesce a governare. Chiunque va al governo deve sempre fare i conti con qualche partitino che fa le bizze.<BR>I parlamentari sono tanti, troppi...ma chi li riduce...quelli che rischiano di non essere piu' eletti.<BR>Etc


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 21:41 pm 
de judicibus, <BR>se in questa specie di riforma fosse un'opera dell'italico genio salvo un solo punto inaccettabile, visto che la si vota in blocco, sarebbe comunque da bloccare.<BR>O no?<BR>           Ciao<BR>                          Giorgio


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 21:47 pm 
bella descrizione del faraone.<BR><BR>mi ricorda il titolo del New York Time alla visita del presidente Leone e megaseguito:<BR>"é arrivato Leon Pascià"<BR><BR>Ergo, sono anni  che faciiamo figure del pisello in giro per il mondo..<BR>                       Giorgio


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 21:59 pm 
UNCLE!<BR>"FORCHETTONI....<BR>non lo sentivo da quando andavo alle elementari...<BR>La storia è ciclica...<BR>        Ciao<BR>                             Giorgio


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MessaggioInviato: ven giu 16, 2006 22:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 803
> sarebbe comunque da bloccare. O no?<BR><BR>Probabilmente sì, anche se si potrebbe valutare se quella singola cosa possa o meno essere un prezzo accettabile per avere il resto. D'altra parte, sull'inaccettabilità, sarei molto prudente. Finora ho letto circa la metà delle proposte e su una buona parte mi trovo d'accordo, altre mi lasciano più perplesso, mentre quelle relative alla devolution più spinta mi trovano contrario.<BR><BR>Personalmente, se voterò NO, lo farò non tanto sui contenuti, discutibili ma non catastrofici, quanto sul fatto che non credo si possa cambiare una cosa così delicata come la Costituzione con un referendum stile "o tutto o niente". <BR><BR>D'altra parte a me, l'attuale Costituzione, non è mai piaciuta molto. E' il risultato di un momento storico preciso, allora ragionevole, oggi obsoleta per molti aspetti. Prima o poi dovremo lavorarci sopra...<BR><BR>IMHO


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