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MessaggioInviato: gio mag 25, 2006 09:59 am 

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Il ministro delle Politiche sociali a Lampedusa. <BR><BR>Lucidi, Interni: non ridaremo i clandestini a chi viola la convenzione di Ginevra<BR><BR>"Regolarizzeremo 480mila immigrati" <BR><BR>Annuncio di Ferrero. E la sottosegretaria di Rc attacca la Libia<BR><BR>Per An e Lega la proposta è "folle" perché incoraggia nuovi sbarchi<BR><BR>DAL NOSTRO INVIATO FRANCESCO VIVIANO <BR><BR>   <BR>da Repubblica - 25 maggio 2006 <BR><BR>LAMPEDUSA - Quasi cinquecentomila extracomunitari che vivono in Italia e che nei mesi scorsi hanno presentato domanda di regolarizzazione della propria posizione otterranno il permesso di soggiorno; quelli poi che si trovano nei centri di accoglienza sparsi in tutto il territorio nazionale e quelli che arriveranno nelle prossime settimane in Sicilia non saranno più rimpatriati verso la Libia. Queste le «svolte» annunciate ieri da due rappresentanti del nuovo governo: il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e Marcella Lucidi, sottosegretario agli Interni, giunti ieri mattina a Lampedusa per una visita nel centro di prima accoglienza, in perenne emergenza a causa dell´arrivo di migliaia di extracomunitari. Affermazioni che hanno subito provocato polemiche e reazioni nel centro destra, che ha definito le dichiarazioni di Ferrero e Lucidi «folli» ed «irresponsabili», suscettibili di alimentare una nuova invasione di clandestini.<BR>«I nuovi flussi di ingresso degli immigrati in Italia si adegueranno alla realtà, e cioè alle persone che hanno già presentato la domanda di regolarizzazione della propria posizione», ha affermato il ministro Ferrero: il riferimento è al quasi mezzo milione di extracomunitari - colf, badanti e altre attività - che nei mesi scorsi hanno chiesto di essere regolarizzati presso gli uffici postali di tutta Italia. Da parte sua il sottosegretario agli Interni Marcella Lucidi annuncia: «Non ci saranno più espulsioni di immigrati verso quei paesi che non sono firmatari della convenzione di Ginevra, fra questi la Libia». Poche ore dopo però, a Roma, il titolare del Viminale Giuliano Amato incontra al ministero l´ambasciatore della Libia presso la Santa Sede, Abdulhafed Gaddur. Il colloquio è dedicato proprio ai flussi migratori provenienti dalla Libia, quasi a "rassicurare" il governo di Gheddafi sulle reali intenzioni dell´Italia. In seguito a questo incontro romano cambia il tono della Lucidi, che precisa: le espulsioni verso Tripoli non saranno "indiscriminate". Sempre la Lucidi assicura che verranno riviste le procedure di espulsione dall´Italia, in particolare quelle che riguardano i clandestini detenuti, i quali, secondo il sottosegretario, «non dovranno più passare dai Cpt prima di lasciare il Paese».<BR>Ma i chiarimenti dei rappresentanti del governo ("non sarà una sanatoria", ha spiegato Ferrero riferendosi alle regolarizzazioni) non sono serviti a attenuare la veemenza delle reazioni del centrodestra. «L´annuncio di Ferrero - ha sostenuto Alfredo Mantovano (An) estensore della legge Bossi Fini - dato prima che il governo illustri il suo progetto sull´immigrazione, otterrà nell´immediato l´arrivo di migliaia e migliaia di clandestini con l´aspettativa di essere messi subito in regola. E´ certo che con la visita di Ferrero e Lucidi a Lampedusa rischia di avverarsi la "profezia" di Prodi di qualche mese fa: in Italia scoppieranno rivolte di immigrati come nelle banlieue francesi». E Calderoli (Lega), vice presidente del Senato rincara la dose: «Prodi faccia tacere il ministro Ferrero, se ne ha la forza e l´autorevolezza; gli annunci del neo ministro per la Solidarietà Sociale non portano altro che a promuovere le partenze degli irregolari». Per Roberto Maroni infine, presidente dei deputati della Lega Nord «la sinistra vuole aprire indiscriminatamente le porte agli immigrati extracomunitari. La legge Bossi-Fini invece, tanto biasimata dal nuovo governo, si fonda sul principale strumento di integrazione sociale: il lavoro. La Bossi-Fini è così valida che il governo Zapatero l´ha copiata ed applicata in Spagna, inserendo norme più severe rispetto alle nostre».<BR><BR>------------------------------<WBR>------------------------------<WBR>--------------------<BR><BR>IL RETROSCENA<BR><BR>Il ministro incontra l´ambasciatore libico presso il Vaticano e rassicura: si continua come prima<BR>Su Gheddafi Viminale in rivolta <BR>e Amato "smentisce" la sua vice<BR>Per i flussi si pensa ad un nuovo decreto per chi ha le carte in regola ma non sarà nelle attuali quote<BR><BR>CLAUDIA FUSANI<BR><BR>ROMA - Alla fine, in serata, il ministro dell´Interno Giuliano Amato è costretto a fare un comunicato per dire che i rapporti di collaborazione con la Libia sono «ottimi» soprattutto per quello che riguarda «il controllo dell´immigrazione clandestina». Una dichiarazione che segue l´incontro con l´ambasciatore libico presso la Santa Sede ma soprattutto cerca di correggere un altro messaggio, quello di Marcella Lucidi sottosegretario all´Interno con delega all´immigrazione, che tre ore prima, proprio dalla frontiera di Lampedusa, aveva detto: «Mai più espulsioni in Libia». Un guaio di messaggio per gli equilibri difficilissimi su cui si regge il controllo dell´immigrazione che potrebbe diffondersi con la velocità del vento tra le decine di migliaia di disperati fermi nel deserto libico in attesa di imbarcarsi per l´Italia. Un messaggio che suona come un via libera incondizionato verso le coste italiane. «Frasi estrapolate da un contesto diverso» avrebbe spiegato il sottosegretario al ministro. Di sicuro un "piccolo" incidente che sembra non tenere conto dei richiami di Prodi che ai suoi dice di tacere e lavorare.<BR>I malumori, in realtà, ruzzolano dalla mattina per le stanze del Viminale. Stupisce che questa missione al Centro di accoglienza di Lampedusa, la prima del nuovo governo, avvenga con doppia delegazione: il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Rifondazione) che si occupa delle quote flussi e la diessina Marcella Lucidi sottosegretario del Viminale con delega all´immigrazione. «Non era mai successo prima» fanno notare i tecnici dell´immigrazione «perché la gestione dei Centri è del Viminale». La promessa di Ferrero di «regolarizzare 480 mila clandestini» e quella della Lucidi - «mai più espulsioni di immigrati verso quei paesi che non sono firmatari della convenzione di Ginevra e fra questi la Libia» - fanno precipitare la situazione. Non solo: la messa in mora della Jamahiria di Gheddafi arriva pochi minuti prima dell´incontro di Amato con l´ambasciatore libico.<BR>A Lampedusa sono presenti anche il prefetto per l´Immigrazione Anna Maria D´Ascenzo e Pasquale Piscitelli, direttore centrale dell´Immigrazione. Ci vuole poco per capire che le due promesse possono diventare un generalizzato via libera per i trafficanti di clandestini e per i disperati che aspettano il momento buono per arrivare in Italia. Preoccupano le ultime informative che parlano di «decine e decine di migliaia di persone che premono al confine del deserto libico rimasto, per l´oggettiva difficoltà di controlli, il ventre molle per sperare di arrivare in Europa». Qui si accalcano sudanesi, ghanesi, somali, iracheni, egiziani, palestinesi, gente senza documenti, senza identità che l´Italia finora ha respinto in Libia perché, in base agli accordi bilaterali, «ultimo luogo di provenienza al di là delle singole nazionalità».<BR>Si scatena l´opposizione. In prima fila Alfredo Mantovano (an), l´ex sottosegretario all´Interno che ben conosce i meccanismi delle rotte dei clandestini: «Così si rischia l´invasione sulle coste nel giro di poche settimane». Necessario, a questo punto, l´intervento del ministro Amato. Prima la telefonata al suo sottosegretario e poi il comunicato che cerca di rimettere le cose a posto con la Libia. L´intervento politico del Viminale si fa sentire anche sul Welfare. «Ci muoveremo nel solco della Bossi Fini - si ripete tra i collaboratori del ministro dell´Interno - laddove nell´ambito delle quote-flussi prevede che nell´arco dell´anno ci sia la possibilità di un secondo decreto che va ad integrare quello già emesso ma insufficiente». Insomma sarà regolarizzato chi ha fatto la domanda di permesso di soggiorno e ha le carte in regola, quindi un datore di lavoro disposto ad assumerlo, ma non dovesse rientrare nelle quote flussi del 2006. Una regolarizzazione per 300 mila circa. Non una sanatoria.<BR><BR>  <BR> Ds Milano - Rassegna stampa<BR>   <BR>


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MessaggioInviato: gio mag 25, 2006 10:01 am 

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IL MINISTRO DELL'INTERNO<BR><BR>«Continueremo ad applicare la Bossi-Fini» <BR><BR>Dino Martirano<BR>    <BR>dal Corriere - 25 maggio 2006 <BR><BR>ROMA -- Quando era ministro del Tesoro, con il II governo D'Alema, Giuliano Amato firmò un assegno che consentì al Viminale di rendere più umani i Centri di permanenza clandestina (Cpt) di Milano, di Torino e di Lecce. Poi, da presidente del Consiglio, ascoltò il ministro dell'Interno Enzo Bianco e fece localizzare a Gradisca d'Isonzo il Cpt che, 5 anni dopo, sarebbe stato inaugurato da Beppe Pisanu.<BR>Non deve stupire, dunque, che Giuliano Amato sposi una linea di continuità sul contrasto dell'immigrazione clandestina. Un'impostazione che parte dalla gestione di Giorgio Napolitano (i Cpt furono istituiti dalla Turco-Napolitano), poi proseguita da Rosa Russo Jervolino e da Bianco: umanizzare i Cpt lasciando alla polizia solo il controllo esterno, incentivare la politica dell'accoglienza con quote annuali più ampie, riconoscere chi ha un lavoro, usare severità con chi delinque.<BR>Così si comprende perché Amato tema quella politica degli annunci che può innescare un'escalation pericolosa: «Da ex primo ministro - ha detto ai suoi collaboratori - capisco più di altri le preoccupazioni di Prodi per la tenuta della collegialità del governo». Per questo, Amato fa sapere che manterrà il massimo del riserbo «almeno in questa prima fase».<BR>Però, con l'estate alle porte va da sé che annunciare «regolarizzazioni» e «sanatorie» (come fa il ministro Ferrero che poi si corregge) e di interruzione delle espulsioni verso la Libia (come sostiene Marcella Lucidi) possa mettere sul preavviso i mercanti di carne umana e gli scafisti. L'effetto annuncio può provocare un'ondata di arrivi a Lampedusa.<BR>Non deve stupire, dunque, che ieri Amato (accompagnato dal vice ministro Marco Minniti e dal capo della Polizia Gianni <BR>De Gennaro) abbia incontrato al Viminale l'ambasciatore della Libia presso la Santa Sede, Abdulhafed Gaddur, per confermare al governo di Tripoli «la piena collaborazione per il controllo dell'immigrazione clandestina, anche in considerazione dell'inizio della stagione estiva». Così che «da parte libica è stato ribadito l'impegno e una forte volontà di cooperazione con il governo italiano che, anche in un recente passato, ha prodotto effettivi e visibili risultati».<BR>Tra le richieste libiche c'è la convocazione di una conferenza Ue-Unione africana che affronti quello che Amato definisce «un dramma di proporzioni storiche perché c'è chi calcola che su 100 migranti pochissimi arrivino a destinazione». E c'è chi ha sentito il ministro pronunciare una frase di questo genere: «Non possiamo trasformare il deserto in un ossario». Davanti alle preoccupazioni di Amnesty International («Nel 2005 sono stati espulsi 1.425 immigrati verso la Libia a dispetto del diritto internazionale sui rifugiati»), Amato si pone in posizione di ascolto: «Capisco le preoccupazioni, le espulsioni saranno effettuate verso i Paesi di provenienza».<BR>Il ministro fa sapere che il governo «non farà sanatorie». Piuttosto «verrà rispettata l'impostazione della Bossi-Fini», con la possibilità di ampliare le quote: considerando che molte delle domande presentate per il 2006 (previsti 200 mila permessi in più rispetto ai 200 mila previsti dalla Bossi-Fini) avrebbero i requisiti di legge. Però, ha insisttio il ministro anche dopo aver appreso con soddisfazione la rettifica di Ferrero, «attenti alla demagogia e alla confusione». Infine, i contatti con il commissario Ue Franco Frattini: «Sono contento di aver proposto a suo tempo che la competenza sull'immigrazione clandestina diventasse prerogativa della Ue».<BR><BR>------------------------------<WBR>------------------------------<WBR>--------------------<BR><BR>«Sanatoria», lite su Rifondazione Amato: resta chi ha già un lavoro <BR><BR>Ferrero: regolarizzare tutti quelli che hanno presentato la richiesta<BR>Il Polo protesta: così si alimenta il disordine, ci sarà un'invasione <BR><BR>D.Mart. <BR><BR>ROMA -- Il primo annuncio arriva dopo la visita al Cpta (Centro di permanenza e di prima accoglienza) di Lampedusa quando il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero (Prc), parla delle intenzioni del governo. Un nuovo decreto che potrà regolarizzare 480 mila persone in Italia che hanno già presentato la domanda alle Poste: «Non ci piace definirla sanatoria ma si tratta di rendere visibili queste persone che già nei mesi scorsi avevano chiesto di essere regolamentate attarverso le domande inoltrate. Si tratta di migranti che in possono avere o hanno già un datore di lavoro e andrebbero regolarizzati».<BR>Il secondo annuncio arriva sempre da Lampedusa dove c'è anche Marcella Lucidi, sottosegretario agli Interni con delega sull'Immigrazione: «Non ci saranno più espulsioni di immigrati verso quei Paesi che non sono firmatari della Convenzione di Ginevra e fra questi la Libia. Poi, mentre i due esponenti di governo sono ancora a Lampedusa, il capogruppo del Pdci al Senato, Manuela Palermi, fa sapere che il partito di Diliberto ha presentato una mozione in cui si chiede di «chiudere i Cpt» voluti dalle «norme disumane dalla legge Bossi-Fini» attraverso i quali sono passate «le deportazioni forzate verso la Libia».<BR>Tutto questo fermento innesca qualche agitazione al Viminale tanto che già nel primo pomeriggio un comunicato informa l'avvenuto incontro tra il ministro Giuliano Amato e l'ambasciatore libico presso la Santa Sede per rinnovare un cammino di cooperazione tra Roma e Tripoli che ha già portato, con la gestione Pisanu, uomini, mezzi e tecnologie sull'altra sponda del Mediterraneo. Invece sulle quote da ampliare, il ministro segue l'impostazione della Bossi-Fini che prevede i permessi solo per chi ha un lavoro.<BR>Ma la mossa del Viminale non è sufficiente per arginare le polemiche sollevate dall'opposizione. Attacca Bobo Maroni (Lega): «La sinistra vuole aprire indiscriminatamente le porte agli immigrati extracomunitari». Paolo Romani di Forza Italia parla di «irresponsabili dichiarazioni del ministro Ferrero». Mentre Alfredo Mantovano (An), che il problema lo ha affrontato per 5 anni, ricorda a Prodi di essere un «profeta di sventura»: «Qualche mese fa disse che in Italia sarebbero scoppiate rivolte di immigrati come nelle banlieu francesi». L'ex sottosegretario all'Interno ha poi ricordato la situazione di Lampedusa dove non si è riusciti a costruire un nuovo Cpta per smantellare il vecchio centro dell'aeroporto: «Quel centro nuovo avremmo potuto farlo noi se non fosse stato avversato dal centrosinistra».<BR>In serata Ferrero ribadisce che «non c'è alcuna sanatoria in vista» e insieme a Marcella Lucidi si aggrappa alla formula volutamente vaga contenuta nel programma dell'Unione: «I Cpt vanno superati...».<BR> <BR> <BR> Ds Milano - Rassegna stampa<BR>   <BR>


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