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MessaggioInviato: mar mag 16, 2006 16:39 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Chi ha parlato della Fallaci? Non c'è dubbio, è una buona scrittrice, ma le sue idee mi deludono, ha definito la mia una città vuota, critica tutto e tutti eccetto Bush, dovrebbe mettere da parte il suo orgoglio. Potrei persino definirla "traditrice dell'Italia".<BR><BR>Saluti,<BR><BR>Ilaria


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MessaggioInviato: mar mag 16, 2006 16:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 23861
Sì a Enzo Biagi perchè ci ha insegnato che si può essere sempre se stessi senza piegare la schiena davanti ai dictat del potere.<BR><BR>Sì a Tina Anselmi per la straordinaria coerenza e tenacia in difesa dei valori democratici che l'ha accompagnata per tutta la vita.<BR><BR>Sì ha Leopoldo Elia per la sua alta competenza in materia costituzionale e per la ferma volontà a tessere per l'affermazione dei valori democratici.<BR><BR>Attenzione però, che a fronte di simili proposte dovremmo essere attrezzati a respingere la forte aggressione della destra.<BR><BR>A destra in questo momento c'è il deserto dei Tartari.<BR><BR>Ci sarebbe stato uno di Alleanza nazionale meritevole dell'alto riconoscimento.<BR><BR>Solo che prima delle elezioni ha deciso di passare con l'Unione.<BR><BR>Mi riferisco al costituzionalista Domenico Fisichella in forza alla Margherita..<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: dom mag 28, 2006 20:51 pm 
Premettendo che non mi sembra il caso, al momento, di parlare di nomine di senatori a vita (mannaggia,ma sono appena cominciati settennato e legislatura!), mi piacerebbe, che lo diventassero due grandi vecchi del teatro: Dario Fo e Giorgio Albertazzi. <BR>                           Giorgio


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MessaggioInviato: dom mag 28, 2006 21:50 pm 
Oriana Fallaci...<BR>era una grande giornalista.<BR>Scrisse due cose bellissime: "Niente e così sia" e "Un uomo". E li scrisse "da giornalista".<BR>Poi decise di essere una grande scrttrice.<BR>E non fece mai più cose così belle e  forti.<BR>La sua deriva ideologica integral-filo-periana, violentemente lanciata e gestita, puzza un pò di bassa operazione commerciale. Dopo  lo "scandalo", sono riprese le vendite di TUTTI i suoi libri.<BR>E gli editori godono come ricci<BR><BR>                           Giorgio 


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MessaggioInviato: dom mag 28, 2006 22:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 148
L'eco tormentata, suscitata dal libro di Oriana Fallaci "La Forza della Ragione", si è affievolita dopo pochi mesi. Uscito nell'aprile del 2004, ha visto moltiplicarsi le riedizioni a ritmo settimanale, fino a raggiungere una tiratura di oltre 800.000 copie.<BR>Lo scopo è quello di giustificare l'aggressività contro il popolo e la nazione musulmana, in quanto pericolosissimi per il mantenimento della libertà e della pace nel mondo. <BR><BR>Per dimostrare tale tesi la Storia, la cronaca, i fatti quotidiani vengono letti e interpretati "a soggetto", diventando  temi da svolgere per arrivare alla conclusione prefissata. Tutto il resto degli eventi viene trattato con la nuovissima grammatica della menzogna o del silenzio, perché si può mentire anche tacendo la verità.<BR> Il contenuto non  classifica l'opera tra i libri di storia, non è nemmeno un testo di antropologia, per esserlo dovrebbe basarsi su un'analisi avalutativa, priva, cioè, di valori preconcetti, non è saggistica, perché la saggistica prevede un'attenta analisi dei fatti riferiti al rapporto causa/effetto, è solo lo svolgimento di un tema che le è stato richiesto: un libro su ordinazione, per plagiare i lettori e condurli verso un'analisi dei fatti che stavano accadendo, distorti dalla realtà e compiacenti  verso la logica del più forte, che è alla fine quello che paga i servizi resi.<BR>E', chiaramente, un instant book, un libro scritto per l'occasione e per sostenere una tesi utile a quella occasione.<BR><BR>Oriana Fallaci vive in un comodo attico nella 38° Strada di New York, si è già cimentata in libri di invettive contro il mondo arabo-musulmano con il libro "La rabbia e l'orgoglio", anch'esso finito nel dimenticatoio delle cose superflue. Non mi meraviglia più di tanto la tempestività con la quale pubblica questo genere di libri, che dovrebbero essere destinati a informare i lettori, mentre in realtà servono solo a condizionare gli stessi lettori verso una teoria buonista del popolo americano e dei suoi generosi governanti, contro l'evidenza negativa dei popoli arabo-musulmani. <BR><BR>La tempestività coincide sempre con una guerra unilaterale voluta e ordita da quel generoso popolo americano contro un paese arabo, colpevole di possedere il petrolio. <BR>La tempestività tradisce la stessa Fallaci e tradisce anche i mandanti che hanno ordinato quegli scritti; in fondo rientra nella tecnica di comunicazione di massa, che i detentori del potere mediatico conoscono assai bene. <BR>I capi ordinano e la Fallaci scrive, mentre la gente dovrebbe credere a quegli scritti. <BR>Non è più così: le troppe menzogne degli angloamericani, propinate attraverso i mass media, hanno aperto gli occhi anche ai più ingenui lettori: <BR>*  le armi di distruzione di massa che l'Iraq avrebbe dovuto possedere e delle quali non si è trovata traccia; <BR>*  la disgraziata tecnica di torturare i prigionieri di guerra fino alla più crudele delle morti;<BR>*  l'appello tardivo all'ONU per essere salvati dal pantano nel quale gli angloamericani si erano cacciati e dove avevano anche cacciato i più ingenui degli alleati, secondo la tecnica del "fatto compiuto, tanto l'ONU finirà con l'adeguarsi".<BR>*  la formazione di pseudo governi autonomi, strettamente sorvegliati dai padrini americani, specie per quanto riguarda il Ministero del petrolio, nei vari Paesi che ne sono dotati, e tante altre di queste sordide manovre espansionistiche hanno fatto comprendere come non è possibile separare con il filo della spada il Vero dal Falso.<BR>Quest'ultimo volume di Oriana Fallaci, "La Forza della Ragione",  è l'esempio più emblematico di una penna al servizio del  potente, per istigare odio e giustificare violenze travestite da esercizio di giustizia, anche se continuamente intervallate da auspici di Pace.  <BR>L'idea di Pace della Fallaci non mi attira, perché non mi convince. Viene trasmessa una ipotesi di  Pace dopo che è stata vinta una guerra che non poteva non essere vinta, stante la disparità delle forze in contrapposizione; quando una guerra non può che essere vinta, stante la disparità delle forze, vengono meno anche i canoni dell'onore. <BR>I soldati, vincitori designati, diventano esecutori di condanne a morte, pronunciate senza processo e comminate nel mucchio, senza distinzione di sesso, età e grado di colpa. Una guerra vinta senza combattere è una missione punitiva; la reazione dell'aggredito viene chiamata "terrorismo", si fa la conta dei propri morti senza neanche accennare a quanti morti ha provocato la fase non combattuta, quella preventiva e tecnologica.<BR>Quello che viene indicato come il perdente, il vinto, il popolo dei vinti si difende con i mezzi di cui dispone, con i soli metodi che è in grado di usare, e allora viene indicato al mondo come terrorista, e come tale braccato, perseguitato, torturato, reso bersaglio di uccisioni mirate, di esecuzioni senza processo. La nuova civiltà del potere, quella del più forte, quella che si vuole imporre con la globalizzazione del terrore,  balla la sua danza di morte, irrorando le vittime con il sangue, lavato con altro sangue. <BR>I crimini contro l'Umanità non vengono riconosciuti se commessi dal popolo dei vincitori; è stato trovato un piccolo  caporale di turno, colpevole delle nefande torture che  il potente ha inflitto ai prigionieri di guerra, e ha pagato  per tutti i crimini dei suoi capi, perché il metro della Giustizia è stato stravolto dall'uso del potere, che rende invulnerabili i potenti e li eleva al di sopra anche delle leggi naturali. L'aberrante sistema delle torture è stato assolto; i capi ispiratori sono risultati vergini illibate. <BR> La confessione di ignoranza peggiora e aggrava le responsabilità, perché documenta un'inettitudine che non si concilia con la pretesa di essere la nazione-guida del pianeta, e non con la "Forza della Ragione", bensì con la "ragione della forza".<BR>L'idea di Pace, priva di una base di pacificazione, ha tutte le caratteristiche della precarietà e della occasionalità. <BR>Il solo punto dove la Fallaci mi trova perfettamente d'accordo è nel riconoscere che neanche Gesù fu un pacifista; ma io aggiungo che neanche il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II fu mai  un pacifista quando predicava la Pace, perché non parlò mai di una Pace disgiunta dalla Giustizia, dalla ridistribuzione delle risorse planetarie, dal riconoscimento dei diritti e dei doveri, senza privilegi e stati di passiva sottomissione, quindi fa chiaramente riferimento alla Pacificazione, non al pacifismo occasionale. <BR><BR>*  E' paradossale  l'attacco della Fallaci alla democrazia occidentale, perché vieterebbe il dissenso; l'affermazione  non può essere di appannaggio della Fallaci, dal momento che pretende zittire i suoi oppositori, non tollerando di non essere accettata come portatrice del Verbo Universale. La Democrazia, quella vera, quella che non discrimina Nord e Sud del mondo, quella che non divide i popoli e le culture non ha il suo fondamento nel diritto alla parola, cosa della quale la Fallaci fa uso e abuso, bensì nel dovere di sapere ascoltare anche i più flebili lamenti, anzi, privilegiando l'ascolto di quei flebili lamenti, perché provengono dalla fasce più deboli della popolazione mondiale, panorama che certamente non si può osservare dall'attico della 38° Strada di New York, dove la Fallaci scrive le sue ben retribuite invettive.<BR> <BR>*  E' paradossale indicare nell'Europa una provincia dell'Islam e nell'Italia un caposaldo e un avamposto di tale colonia;  proprio questa Italia, che per diventare scendiletto di Bush, portaerei nel Mediterraneo delle armate americane in una guerra non combattuta di stermino programmato, si è disfatta di un Ministro degli Esteri come l'ambasciatore Ruggeri, uomo dotato di grande senso dello Stato, per offrire alla politica estera italiana un nocchiero-automa, con pilota automatico inserito e  rotta preventivamente stabilita.<BR>    <BR>*  E' paradossale negare Dio e pretendere che tutti lo neghino: Dio creato dall'uomo per solitudine,  disperazione, impotenza, per rispondere alle domande di sempre: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo ?  Senza Dio non veniamo da nessuna parte, non siamo nulla, non abbiamo una meta dove andare. La libertà di non credere non può tramutarsi in una anti-predica dell'agnosticismo. <BR>*  E' paradossale l'identificazione, che propone la Fallaci, di Dio che si fa Uomo con l'Uomo che si fa Dio,  e come Uomo predica il Bene, come frutto della Ragione e, quindi, della Libertà. <BR><BR>E' il contorto uso della Ragione di chi sente di avere dentro un enorme vuoto che cerca di colmare con grandi  quantità di niente.<BR>L'essenza divina viene stravolta, dalla Fallaci, dalla dialettica della Ragione: <BR><BR>la predicazione del Bene  è frutto della Ragione e, quindi, della Libertà, e l'esercizio dell'Amore, che prima di essere un sentimento viene ridotto a un ragionamento, diventa un modo di pensare. <BR><BR>Non sono all'altezza di contrastare simili affermazioni, così evidentemente falsate dal  vuoto colmato dal niente: nulla è più difficile da dimostrare che l'evidenza. <BR>Uso le parole del Islam, quell'Islam tanto odiato dalla Fallaci da farle perdere la dimensione spazio-temporale dell'uomo, al punto da scrivere:<BR> <BR>La passione per la Vita che è cattiva, sì, mangia se stessa, ma è Vita, e il contrario della Vita è il nulla. <BR><BR>La risposta che l'Islam da dato con 14 secoli di anticipo alle affermazioni prevedibili della Fallaci e, prima di lei, ai negozianti della parola, sta nell'attributo per eccellenza che l'Islam riconosce a Dio: "Ar RaHman", unica alternativa alla vita, in quanto componente stessa della vita. Il contrario della vita è l'altra vita, che si confonde nell'immagine stessa di Dio e si assimila nel concetto di eternità, che a noi sfugge, perché limitati dalle categorie spazio-temporali, così come ci sfugge il concetto di infinito, non solo a livello spaziale, ma anche a livello etico, perché infinito è l'amore di Dio verso gli uomini.  L'amore diventa, così, nell'Islam, un attributo che racchiude in sé la misericordia, la benevolenza, il perdono e l'amore, ma un amore che solo Dio è in grado di elargire, un amore che non attende di essere ricambiato, offerto a tutti gli uomini, credenti e non credenti, mistici e profani, santi e peccatori. <BR>Quando l'uomo raggiunge  quel livello di amore, diventa rappresentante di Dio in terra: Khalifat Allah.<BR>La mia è una voce fuori dal coro, di quelle che molto difficilmente trovano lo spazio per descrivere l'altra Verità, quella dei vinti, quella della grande moltitudine che non ha voce per farsi sentire.  La Verità dei vincitori trova facilmente volontari che si dimostrano disponibili a fare da cassa di risonanza, e, per fare ciò, hanno anche inventato una nuova formula di comunicazione, con nuove regole: è la grammatica della menzogna o del silenzio, perché si può mentire anche tacendo la verità, nascondendola dentro le pagine dell'odio viscerale;  nasce, così, la verità di comodo, quella che si vuole divulgare e della quale si vuole convincere il distratto ascoltatore, operando per suo conto una scelta di parte convincendolo che sia quella giusta; tuona minacciosa e sinistra la vittoria della capacità mediatica sulla sacralità del Vero. <BR>Una voce obbediente, ossequiosa, ben inserita come voce solista nel coro è certamente quella di Oriana Fallaci, che, dall'alto del suo attico nella 38° Strada di New York, sparge veleni contro il mondo islamico, come se stesse rispondendo a un questionario, o svolgendo un tema su ordinazione.  <BR>La semina dell'odio nel fertilissimo terreno dove si scontrano due culture, la prima che vuole annientare la seconda, la seconda che  vuole non-perdere quella guerra che sta subendo e con essa il diritto all'esistenza, produce un raccolto devastante. Produce, innanzitutto, un vincitore, che illusoriamente si ritiene tale, perché dotato di una tecnologia bellica quale non si è mai vista prima nella storia del pianeta,  e un vinto che non accetta di esserlo in eterno; in mezzo ai due contendenti si confondono le vittime dell'una e dell'altra parte, come si confonde il grano con la gramigna in un campo  investito da una tremenda e devastante forza della Natura.<BR>L'invito a recuperare "La Forza della Ragione", in questo  scritto della Fallaci  rappresenta la contraddizione che caratterizza  gli ultimi suoi  scritti, indistintamente a tema fisso: seminare l'odio verso gli altri  per esaltare i direttori d'orchestra,  che pretendono, tra l'altro, anche il silenzio-stampa, negando il diritto di critica e di dibattito. Sono lontani i tempi quando la Fallaci scriveva "Un uomo", una pagina appassionata di storia, cronaca, partecipazione personale e, infine, sacrificio per un ideale per il quale vale bene la pena di morire. Oppure "Intervista con la Storia", discutibile in alcuni punti controversi, ma certamente rispondente ai crismi che esige un trattato storico: l'analisi del rapporto causa/effetto negli eventi storici.<BR>Si apprende fin da bambini che il modo migliore di non sbattere la faccia a terra quando si cade è quello di mettere le mani avanti. E' esattamente quello che fa la Fallaci, fin dalle primissime pagine, in questo suo ultimo otre pieno di vento;  mette le mani avanti aggredendo coloro i quali si sono permessi di criticare un suo precedente volume, "La rabbia e l'orgoglio", perché in quelle critiche era contenuto il dissenso sul motivo conduttore che il direttore d'orchestra aveva intonato: la condanna senza appello al popolo dei vinti, colpevoli anche di esistere, e l'esaltazione dei vincitori.<BR>La forza della Ragione !   La Ragione è la Ragione, non ha bisogno di esibire nessuna forza; è quella particolare facoltà che consente all'uomo di svolgere le attività dell'intelletto, nell'itinerario della conoscenza. La Ragione ha come suo scopo prioritario quello di liberare l'uomo dai miti, dalle superstizioni, dalle menzogne contenute nella storia scritta dai vincitori; la Ragione deve rendere intelligibile la realtà.  E' la motivazione idonea a dimostrare la Verità, non a identificare solamente la propria Verità; non per nulla tutti i Codici di procedura penale  dei popoli civili esigono l'ascolto delle due Ragioni per poter giudicare correttamente e sancire "chi ha Ragione".<BR>La Ragione è frutto dell'attività cogitante dello Spirito e conduce al Vero, senza appellarsi alla "forza della Ragione".  Quando è necessario appellarsi alla sua forza, significa che si è giunti alla deriva del pensiero umano e della sua attività cogitante. La "Forza della Ragione" si trasforma, così, nella   "ragione della forza", dove le categorie della Verità e della Giustizia vengono soppiantate dall'unica categoria del proprio utile e della propria verità.<BR>La carica di odio ingiustificato che ogni pagina trasuda non consente di apprezzare le giuste condanne a un certo Islam, che non è tutto l'Islam. Il rituale della infibulazione, pur se pre-islamico, è ancor oggi praticato in alcune regioni islamiche dell'Africa Centrale; lo stato di sottomissione della donna, ancora imposto, risale a  una legge tanto antica quanto superata e anacronistica. <BR>Sono argomenti seri, che il mondo civile, tutto il mondo civile, quindi anche le nazioni islamiche che hanno superato gli aspetti deteriori ancora esaltati da una esigua minoranza, deve affrontare, eliminando innanzitutto le sacche di sottocultura ancora esistenti, stimolando la crescita del senso Umano della Storia. Bisogna fare aprire le finestre di fronte alla qualità della vita, alla libertà dal bisogno, e non limitarsi a elencare torti esistenti, senza proporre altra soluzione che un nuovo olocausto.  <BR>(Tratto da: Rosario Amico Roxas, La cronaca dei vinti, Ed. Lussografica, Caltanissetta, 2005)


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MessaggioInviato: lun mag 29, 2006 13:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
Messaggi: 232
L'art. 59 della Costituzione Italiana recita:<BR>E' senatore a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.<BR>Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5 cittadini che hanno ILLUSTRATO la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.<BR>Illustrare la Patria, cioè render lustra l'immagine dell'Italia nel mondo. Non so se i giornalisti citati, con la loro opera, hanno accresciuto il prestigio internazionale dell'Italia.<BR>Gli attuali senatori a vita sono: 3 ex P. d. R., 2 politici distintisi in politica estera, un premio Nobel, un campione del made in Italy.<BR>Mi pare che tra i personaggi citati nel thread, solo Dario Fo (premio Nobel) e Umberto Veronesi (meriti scientifici) abbiano i requisiti per il riconoscimento.<BR>Aggiungerei anche: Carlo Rubbia (premio Nobel), Gino Strada (meriti sociali), Margherita Hack (meriti scientifici). Forse anche "Carlin" Petrini (intervistato ieri a "Che tempo che fa") potrebbe avere i requisiti, anche se non saprei a quale categoria iscriverlo.<BR><BR>ciao, tarkus 


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MessaggioInviato: lun mag 29, 2006 14:01 pm 
e Dulbecco?<BR>Avevo proposto Albertazzi insieme a Fo per dimostrami non di parte... :)<BR><BR>E' così difficile scovare personaggi eminenti che siano di destra...<BR><BR>                          G.


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MessaggioInviato: lun mag 29, 2006 14:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 3864
>Ci sarebbe stato uno di Alleanza nazionale meritevole dell'alto riconoscimento.<BR>Solo che prima delle elezioni ha deciso di passare con l'Unione.<<BR>------------------------------<WBR>---<BR><BR>I tre riepilogati da UT mi sembrano i più incontestabili 'trasversalmente', e rispetto a tutto l'arco della Storia repubblicana. <BR>Di là, scavando nel deserto dei Tartari, si può solo rovistare nelle celebrità artistiche o scientifiche che hanno dato lustro al paese nel mondo.<BR><BR>Giorgio ne cita due - tanto per il totosenatori in corso - ma purtroppo non godono del rispetto trasversale dovuto al carisma.  Fo, nonostante il Nobel, viene visto come un dissacratore di culti, <BR>naturalmente all'occhio bigotto del paese.Albertazzi, come un ex volontario di spicco della X° MAS, che potrebbe fare a "pugni" con la ex partigiana cattolica Anselmi.<BR><BR>I nomi seguiti alla puntualizzazione di Tarkus sarebbero costituzionalmente i più indiscutibili. <BR>Tutto dipenderebbe dall'impronta sui 'tempi' che il nuovo Capo dello Stato vuol lasciare di sé<BR><BR>Saluti,<BR><BR>montepino


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