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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:34 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Radio Atlantide ha scritto:
io ieri nei servizi dei 6 TGMediaset (mi pare fosse l'uno, quello diretto da riotta) ho sentito ben di peggio.

Non so è sfuggito o se non viene ritenuto importante ma durante l'imbarazzante conferenza stampa (imbarazzante in tutti i sensi non solo perché era a napoli (ehy sylvia, scommessa persa accidenti)) il nostro amatissimo ha annunciato che farà ricorso massivo allo strumento del decreto legge in modo tale da costringere il Parlamento a convertire in legge il volere del boss entro i tempi previsti.... Insomma non è passato tanto tempo dal richiamo del Capo dello Stato sull'uso (improprio) del Decreto Legge ma in ogni caso, questo che co'è se non svuotamento della democrazia, se non il volere ridurre il Parlamento a notaio del volere di uno.
A me pare gravissima questa affermazione, da enfatizzare al massimo anche perché è la conferma della bontà dell'analisi di Veltroni ed anche di D'Alema intervenuto anch'egli sull'argomento "democrazia in pericolo".



Gli storici che si dovranno occupare di questo periodo, dovranno scrivere che siamo passati da “Lotta continua” a “Palla continua”.

Ma come, adesso si mette pure a smentire i suoi robottini parlanti?

Lo hanno fatto in queste mattine, senza soluzione di continuità ad Omnibus.

Tutti a dire genericamente che hanno presentato decreti legge in numero inferiore a quello di Prodi nello stesso periodo, quando invece, dati alla mano risulta il contrario.

Ci ha tentato anche il solito Lupetto, autentico megafono parlante, stamani.

Dimenticandosi della presenza del mastino Di Pietro, che ha precisato che il Parlamento ha approvato solo due leggi.

Italiani sveglia, non fatevi narcotizzare da questa maggioranza parolaia.


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:43 am 

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>“Una cinquecento non può battere una Ferrari a Monza”.

Mio nonno invece diceva che un albero, una volta cresciuto storto, non si puo` piu` radrizzare.


>Cossiga ed altri, che lo hanno conosciuto da vicino, sostengono che Veltroni non è quello che fa intendere.
>Sembra cattivissimo e vendicativo.

Questo mi e` confermato dai colleghi che lavorano per il comune di Roma.
Anche se i fatti di questo ultimo anno direbbe l'esatto contrario: dal dialogo, agli errori in campagna elettorale, al buonismo.


>E se anche così non fosse, il compito di Veltroni non è poi così difficile da mettere in pratica.
>Basta osservare Bruno Tabacci. In questo è un vero modello. Non alza mai la voce più di tanto, ma tutte le volte che apre bocca sa cosa sta dicendo. E tutte le volte che lo fa sputtana regolarmente la maggioranza, che tra l’altro l’ha in odio. Temono uomini di questo stampo. Uomini che non si piegano e che quando aprono bocca sanno quello che dicono. Che quando avanzano una critica, non sbavano, non vanno oltre il tema.

Dovremmo domandarci perche` li temono: che siano convinti che non tutti gli italiani siano fascisti velinari?
Che ci siano moltitudini di elettori raggiungibili da messaggi ben piu` forti e razionali dell'anticomunismo, del razzismo mascherato da sicurezza, e del disprezzo per l'avversario?

Allora forse qualche ragione ce l'ha chi dal lato nostro sostiene che si vince aggregando a sinistra una idea politica appetibile anche per gli elettori di centro...


Speriamo non mollino.
Terminata la speranza del dialogo, una pia illusione dato il livello di 'becerita`' degli interlocutori, ora occorre combattere colpo su colpo.

Alla Tabacci quando si ha a disposizione la possibilita` di articolare una critica feroce ma sostanziale.
Alla Veltroni quando si ha lo spazio di pochi secondi al TG.

Ma nel mentre occorre costruire una proposizione politica.
Condivisibile per quell''ampia base elettorale che va dal centro alla sinistra di governo... i nostri elettori di sempre, come si diceva mesi fa.
E per farla conoscere occorre compiere uno sforzo straordinario sul territorio, come se si fosse in piena campagna elettorale.

Da questo punto di vista, forse, l'idea di rimandare la mobilitazione all'autunno sta portando l'indubbio vantaggio di poter sfruttare l'intera stagione fino a maggio per sfruttarne gli effetti positivi.
Una mobilitazione a luglio, con la gente con la testa alle ferie, non avrebbe portato agli stessi risultati.

Vedremo.

Nel mentre mi aspetto, tuttavia, che se WV e` cosi` 'cattivissimo', sappia pure imbrigliare le varie correnti che iniziano a formarsi nel PD...

Come non lo so: non ho abbastanza fantasia.

Ciao.

soloo42000


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 11:10 am 

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su Repubblica la presa di posizione di Fini alle parole di Stanislao Mulinsky sull'uso del decreto legge


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 12:05 pm 

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mariok ha scritto:

Ma questa sorta di rappresentazione, avrà mai qualcosa a che vedere con i reali problemi del paese e soprattutto con la speranza di risolverli?


No, ma fin quando le toppe saranno sufficienti a tenere a galla la maggior parte (non tutti) delle persone, specialmente chi fà parte del loro blocco sociale, allora non cambierà niente come succede dal dopoguerra: prima era la DC, ora sono altri, e in parte ancora gli stessi...

Il loro blocco sociale non è maggioranza assoluta nel Paese, ma è in grado di pilotare i voti necessari per diventarlo, per esempio cavalcando argomenti come l'immigrazione ed evitando di rissolverne altri, del tipo "tu non arrivi a fine mese ma io ti levo dalle palle tutti i rom, questo è quello che ti deve interessare principalmente!"
Altra strategia molto efficace è quella di spingere l'elettorato di cs all'astensione. Il giochetto del finto dialogo, per fare un esempio, serve proprio a questo: quelli che si spostano verso Di Pietro sono resi inoffensivi spingendo l'opposizione a dividersi ulteriormente, come già fatto in parte nelle elezioni di aprile.


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 12:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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UncleT ha scritto:

I destri, devono toccare con mano la mancanza di democrazia dei bucanieri della libertà, a meno che non siano d’accordo con loro sull’inutilità della democrazia.



Vedi, caro uncle, il problema di fondo è proprio questo: ai destri la mancanza o meno della democrazia non interessa (loro vivono storicamente bene, o forse meglio, anche sotto regime), almeno fin quando tale mancanza va a toccarli in prima persona, sia economicamente che socialmente.
Alla fine del ventennio servì una guerra mondiale: non si arriverà a tanto, ma se milioni di famiglie devono trovarsi in braghe di tela prima di svegliarsi, capisci come le conseguenze non saranno molto meno drammatiche...


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 12:41 pm 

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Il vero problema dice Mariok è costituito dalla vera tenuta del Pd...

Certo, anche quello è un problema, ma questa mancata tenuta del Pd che si evidenzia anche attraverso i vari cinguettii dei Letta, Rutelli, D'Alema dipende da una scarsa chiarezza della linea da tenere o dalla mancanza di una leadership autorevole?
Un Walter più duro nel senso che, dopo aver individuato una linea d'azione il più possibile condivisa, riesca a mettere in riga anche i dirigenti più recalcitranti non potrebbe giovare alla causa di un Pd unito?
Insomma dal buonismo se veramente buonismo c'è stato non sarebbe male passare ad un " cattivismo" se mi è concesso che dia più autorevolezza all'azione del leader e più slancio a tutta l'azione dell'opposizione.
La disciplina paga in tutte le relazioni sociali siano esse scolastiche, di lavoro o anche partitiche.



g.


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 13:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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L'osservazione è pertinente, in quanto strettamente legata alla politica.

Ma conoscendo il Cai-corazziere, questa per lui, è solo l'ennesima polpetta avvelenata di Uolter che non intende più stare al guinzaglio.

Ha scoperto che la politica sadomaso faceva solo dissanguare il PD e favorire l'omino di Arcore.

Per i dipendenti e i funzionari di Palazzo Chigi altra giornata di tempesta.

Il capo oggi non riuscirà a stare comodamente seduto sulla sua ciambella, dietro la scrivania del boss dei boss.



«il leader del partito democratico sono io, scelto da 3,5 milioni di persone»
Veltroni: «Berlusconi presidente
della Repubblica? Non va bene»
Il segretario del Pd: «Quella carica deve essere ricoperta da persone che hanno fatto il bene del Paese»




ROMA - «Oggi al Quirinale c'è Giorgio Napolitano, in precedenza ci sono stati Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, persone che hanno fatto il bene del Paese. È un luogo dove devono esserci figure che garantiscano la Costituzione, conoscano le regole del gioco, rispettino le opinioni di tutti, accettino il dissenso. Tutto ciò che Berlusconi non è». Il segretario del Pd, Walter Veltroni, in un'intervista sull'Espresso, si dice contrario all'eventuale elezione del premier come presidente della Repubblica. «Ho visto che oggi - afferma il leader Pd - Bossi ha detto che per lui Berlusconi al Quirinale andrebbe bene. Per me no: non va bene. Per fortuna il problema non si pone: fino al 2013 al Quirinale ci sarà Napolitano, una garanzia per tutti».

PRESIDENZIALISMO - Quanto ad una riforma in senso presidenzialista, Veltroni sostiene che «in astratto il presidenzialismo non mi inquieta», ma «se la domanda è se in questo momento in Italia è giusto passare a un sistema presidenziale, rispondo ancora no. Le istituzioni sono figlie della cultura del tempo e in Italia, in questo momento, è necessario rafforzare le istituzioni di controllo».

LEADERSHIP - Veltroni parla anche del Pd e della sua leadership. «Tre milioni e mezzo di persone mi hanno scelto perché sono un dirigente che pensa che la vita sia più ricca della politica, un antidoto al male che vedo in tanta parte della politica italiana: un morboso attaccamento alla dimensione del potere. Non me ne importa assolutamente nulla di quelli che fanno i conti sulle percentuali, sui risultati di questa o di quella elezione». Veltroni confessa che c’è un’unica condizione che gli renderebbe insopportabile continuare ad essere segretario: «Se non potessi continuare a fare il Pd per cui sono stato eletto da tre milioni e mezzo di persone. Ma il problema non si pone».


02 ottobre 2008


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 14:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Ecco, esattamente così si fa non come D'Alema che teorizza che se si arrivasse ad un sistema presidenziale anche Berlusconi potrebbe diventare presidente, ma de chè di qualche Istituto di ........rieducazione?
Ma siamo seri: sono proprio queste cose che si dicono e non si dicono, queste frasi che vogliono lanciare messaggi e non vogliono lanciarli, questa specie di pizzini in salsa politica che, francamente, indeboliscono anche Veltroni. Incominciamo anche noi ad essere più chiari.


g.


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 15:40 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
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>Incominciamo anche noi ad essere più chiari.

Nel contesto in cui l'ha detta si parlava del fatto che in un sistema con i corretti meccanismi di controllo e bilanciamento 'anche SB potrebbe essere presidente'.

Nel senso che PERSINO con un caimano presidente un sistema correttamente bilanciato impedirebbe derive ed abusi.

Quell'anche dunque era in realta` un 'persino', a mio avviso.
E se e` cosi` la battuta non era contro WV, ma contro SB.

Per taluni invece era un messaggio... se e` cosi` e` l'ennesima prova di inettitudine inciuciona, di d'alema, stavolta.

D'Alema o Veltroni, pero`, io non dimenticherei cosi` facilmente il passato.
In particolare non e` che il danno fatto in 5 mesi di dialogo, da dicembre ad aprile, lo saniamo con un po' di battutacce sul SB amorale, apolitico e ademocratico.

Non si puo` liquidare tutto dicendo che il dialogo l'hanno interrotto loro e che lui ha avuto 3.5 milioni di voti alle primarie.

Per intenderci, per come siamo noi e per come sono state orchestrate e contestualizzate le primarie, i 3.5Mvoti li avrebbe presi anche Bersani.
Eravamo alla semplice ricerca di un buon capo per il PD. Un organizzatore dinamico, forte ed intelligente.
Io avrei votato volentieri anche Bindi; non l'ho fatto perche` non era il momento di dividersi in fazioni e perche`, pur se cattolico, avevo deciso di non votare politici cattolici che non garantiscano la totale indipendenza dalle gerarchie ecclesiali.
Il PD nasceva con DS+DL al 22%, con Prodi piegato sotto le polemiche interne alla maggioranza, sbeffeggiato dall'opposizione ed attaccato da tutti: dalla cei, ai sindacati, a confindustria.

Erano tempi bui, nemmeno un anno fa, ma eravamo al governo.

E adesso dopo un anno, ad elezioni perse disastrosamente, ci accorgiamo che SB non era degno di fiducia ne' dialogo?

Se e` cosi` non posso che domandarmi se senza la pantomima del dialogo non poteva finire 45-47, invece che 39-49.

A quando il prossimo cambio di rotta?

Ciao.


soloo42000

P.S.: scusate lo sfogo, ma oggi e` una giornataccia


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 15:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
Messaggi: 2856
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Uno scorpione doveva raggiungere l'atra sponda di uno stagno e vede una rana:

Scorpione: "Rana, fammi salire sulla tua schiena e portami al di la' dello stagno."

Rana: "Perche dovrei farlo, quando salirai mi ucciderai con il tuo pungiglione!"

Scorpione: "Ma se lo faccio moriro' affogato anche io!"

La Rana allora fece salire lo scorpione sulla sua schiena e mentre nuotava verso l'altra riva , lo scorpione la punse.
Mentre moriva e lentamente iniziava ad affondare la Rana disse:

Rana: "PERCHE'?!"
Scorpione: "E' la mia natura!"

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La differenza con la realta` e` che SB, purtroppo, nuota e galleggia benissimo.
Mentre di rane nel CSX ne abbiamo in abbondanza.

Ciao.

soloo42000


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 16:50 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Per quanto mi riguarda sulle osservazioni sopra riportate.

Niente di personale nei confronti dell’intero schieramento di Cs o della sinistra arcobaleno.

Non ho casacche, né lobby da difendere e tantomeno, l’esperienza mi spinge a fare il tifo inverecondo per un singolo politico.

Le delusioni in questo mezzo secolo sono state tante, troppe, ragion per cui non intendo fare il Muzio Scevola per i politici.

Non ne vale assolutamente la pena.

Le critiche vengono avanzate di volta in volta su quanto ogni politico dice o fa.

Le scelte messe in campo da Veltroni un anno fa, a mio parere, non erano all’altezza del nuovo partito che era stato annunciato.

In modo particolare, ho sempre ritenuto mortale il dialogo a tutti i costi con SB.

Non mi sembra di averlo mai nascosto su questo forum.

Prendo atto, tramite le dichiarazioni di Bianco ad Omnibus, stamani, che il PD si è reso conto che ogni forma di dialogo con questa maggioranza non è possibile.

Il giudizio per quanto visto nell’ultimo anno non muta.

Rimane comunque la perplessità per il colossale errore commesso.

Su materie difficili e complesse l’errore umano ci sta.

Questa non lo era, perché di una semplicità spaventosa.

Mi è estremamente difficile comprendere come un’intero partito abbia potuto commettere un’errore di questa portata e soltanto un anno dopo ricredersi.

Non sono novellini o politici di primo pelo.

Sono tutti politici navigati con esperienza pluri trentennale.

Chi abbia elaborato questa strategia messa in atto da Veltroni non è dato da sapere.

Si conoscono solo le conseguenze disastrose.

Nel momento drammatico in cui ci troviamo in cui non esistono i naturali e doverosi ricambi, non avendo nulla di personale nei confronti del segretario, prendo atto del suo cambiamento di rotta e lo ritengo un fatto positivo.
Ma questo non basta e non sospende il giudizio complessivo.

Questo rimane ancora un partito originato dalla fusione fredda di due dirigenze che avevano terminato la spinta propulsiva.

E’ frutto di un accordo politico e di conseguenza mancano i fondamentali per dare veramente vita a qualcosa di nuovo che possa reggere la sfida attuale e quella futura.

Manca l’identità del partito e il progetto culturale e politico.

Siamo nell’anno di grazia 2008, che avrebbe dovuto corrispondere nei tempi all’Odissea nello spazio, ed invece ci ritroviamo con i problemi di sempre del vecchio novecento.

Il classico pasticcio all’italiana.

Manca ancora la comprensione che siamo a fine ciclo per quanto riguarda la seconda repubblica e la nuova deve essere messa in campo senza la presenza di SB, altrimenti non si va da nessuna parte.

Come manca la comprensione che sta finendo il ciclo iniziato con la fine della seconda guerra mondiale e che ha visto gli albori di questa repubblica.

Noi siamo sempre qui in attesa.

Sempre pronti a dialogare con la classe politica per dare corso alla trasformazione della società italiana.

E’ la classe politica che non intende dialogare con noi per avviare la fase della trasformazione.

Giudizio quindi positivo per quanto riguarda il ritorno alle reali funzioni di opposizione in un sistema bipolare ed alternativo.

Per tutto il resto vedremo nel tempo.


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 17:36 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 8940
[quote="mariok"]
Il vero problema secondo me, è costituito dalla tenuta del PD, o meglio del suo attuale gruppo dirigente. Non può sfuggire che quando Veltroni fa una sortita di un certo tipo, a ruota esce un Enrico Letta che corregge iltiro, quando non ci pensa Rutelli o D'Alema.
[
/quote]
Caro mariok.Hai colto nel segno.Si dovrebbe imparare dagli avversari che fanno corpo unico attorno a Silvio.
Quando Veltroni esce con un suo discorso sbagliato o giusto che sia.
I panni si devono lavare all'interno del PD a quattrocchi.Non espletare le opinioni negative in TV.
Mi viene in mente negli anni 70 dove lavoravo, mi elessero delegato sindacale,in quel periodo si lottava per non fare straordinari ogni giorno ed anche il sabato mattina.I ragazzi volevano che assumessero personale .Quindi vado dal direttore dell'azienda e riferisco
che non vogliamo piu fare tutte quelle ore di straordinari.Sai com' è finita:Il direttore ha chiamato in ufficio uno ad uno chiedendo come mai non volevano fare gli straordinari.Non hanno avuto il coraggio di dirgli di No.
Quindi mi sono incazzato, e rivolto ai ragazzi gli ho detto mi avete mandato dal direttore per quel motivo.Da ora mi dimetto arrangiatevi.
Per dirti che anche in politica succede questo.
Ciao
Paolo11


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 Oggetto del messaggio: Radical Walter
MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 18:18 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
Radical Walter

di Marco Damilano


Prepara la manifestazione contro il governo. Dice che Berlusconi non è adatto al Quirinale. E avverte i compagni di partito: 'il leader resto io'.

Così Veltroni sale sulle barricate.


Colloquio con Walter Veltroni

Stiamo assistendo al fallimento storico della destra... Nella stanza da segretario del Partito democratico Walter Veltroni tiene accesa la tv sulla Cnn: trasmette un discorso di Barack Obama sulla crisi di Wall Street. "La destra ha creato una condizione sociale difficile per i ceti medio bassi e un mercato finanziario senza controlli. Se gli americani sceglieranno Obama sarà un cambiamento radicale". Sul tavolo la copia de 'L'espresso' di due settimane fa con il titolo 'Processo al Pd'. Al leader non è piaciuto, si capisce. "Lasciamoci alle spalle la depressione, siamo in una fase nuova", assicura.

Anche in piena crisi Berlusconi mantiene livelli record di popolarità. È un paradosso?
"È fisiologico. In nessun paese al mondo chi vince le elezioni va in crisi quattro mesi dopo. Solo la nostra infantile fretta ci fa pensare il contrario. La crisi c'è, non è solo italiana. E può portare alla recessione: perdita dei posti di lavoro, chiusura delle aziende. Il governo ha fatto i fuochi d'artificio, sembrava Piedigrotta. Però ora si può guardare la situazione per quello che è davvero. Aumento delle tasse, altro che riduzione. Niente finanziamenti per le infrastrutture. Nessun intervento su salari e pensioni. Sulla scuola operazioni di puro taglio. Tasso di disoccupazione in aumento, consumi in discesa. Cresce un forte disagio sociale. Tra poco la gente si chiederà cosa ha fatto Berlusconi in Italia per andare contro il ciclo".

E voi siete pronti a intercettare il disagio? A giudicare dai sondaggi si direbbe di no.
"I sondaggi ci danno di nuovo in crescita, ma il punto è che serve tempo. Bisogna avere il fiato giusto, non pensare che sia la corsa dei cento metri. In Austria i socialdemocratici hanno perso il 6 per cento, è questo il momento storico che stiamo vivendo in Europa. In Italia, però, per la prima volta c'è un partito riformista più grande della somma dei partiti che lo costituivano. Si può ripartire da qui. Costruire un'alternativa di governo che per essere credibile dovrà essere di innovazione e riprendere il filo di quello che abbiamo fatto in questi mesi. Il 13 aprile i voti li abbiamo presi per i contenuti e i linguaggi nuovi che ci hanno ispirato dal discorso del Lingotto. Sia chiaro, nessuno ce li ha regalati".

I notabili del partito le chiesero di candidarsi per evitare il disastro.
"Mi avevano chiamato perché sapevano che non era facile vincere, altrimenti non si sarebbero rivolti a me, la metta pure così. Io ho trovato due partiti la cui somma faceva 22 per cento e siamo arrivati al 34. Non c'è dubbio, dopo le elezioni la spinta si è rallentata. Ora ci sono state le feste, la summer school, ci saranno le primarie dei giovani, la manifestazione, la conferenza programmatica. Da qui si può ripartire, se si ha la voglia di farlo. La nostra gente ha voglia di questo. Non di vecchi riti e vecchie dinamiche".

Intanto è lei il primo a tornare all'antico. Ha predicato la fine dell'anti-berlusconismo. E ora, invece, paragona Berlusconi a Putin.
"Nessuna discontinuità. Ho sempre detto che l'Italia attraversa una grave crisi democratica e che va cercata una convergenza con l'avversario per fare le riforme. Grazie alla nostra scelta di correre da soli alle elezioni si è raggiunto l'obiettivo storico di avere un Parlamento di tipo europeo. A fronte di questa apertura Berlusconi ha cominciato con una sarabanda di leggi fatte nel suo unico interesse e con un'offensiva di attacchi all'opposizione, ai sindacati, al Parlamento. È lui che è tornato al passato".

Lei andrà in piazza al Circo Massimo, dove la Cgil portò tre milioni di persone. Vuole giocare a fare il Cofferati, l'uomo del no?
"Siamo impazziti? Ci si indigna per una manifestazione? L'ha fatta anche Berlusconi, contro il primo governo Prodi che portò l'Italia nell'euro. Dietro il palco c'era scritto: 'Contro il regime, per la libertà'. Confermo: sono interessato a riscrivere le regole del gioco. Se arriverà un provvedimento che riduce il numero dei parlamentari, voteremo sì, non siamo sull'Aventino. Ma il Pd è insieme radicalità e riformismo. Non è la versione moderata, inciucista della tradizione democratica. È un partito che quando vengono violate le regole del gioco si alza in piedi. Non con lo spirito di Flores d'Arcais o della Guzzanti, che portano voti alla destra, ma con quello di un grande partito di alternativa di governo".

Pensa di rispolverare il fronte delle opposizioni, da Casini a Vendola? Sembra l'Unione...
"Non penso di tornare alla vecchia formula. Il Pd vive se coltiva l'innovazione, non la conservazione, il ritorno all'indietro. Prodi era un uomo dell'innovazione, ha fatto miracoli, ma aveva in maggioranza perfino quelli che trattavano con le Farc".

Arriva la riforma della giustizia. Il Pd appoggerà il referendum di Di Pietro sul lodo Alfano?
"Berlusconi vuole fare una riforma contro la giustizia, per riportarla sotto il controllo della politica. Noi convocheremo gli stati generali della giustizia: magistrati, avvocati, forze dell'ordine. E non appoggeremo il referendum: non è uno strumento utile".

La prossima partita sarà il presidenzialismo. Per Massimo D'Alema se ne può discutere. E per lei?
"Se in astratto mi chiede se il presidenzialismo mi inquieta, la mia risposta è no. Ma se la domanda è se in questo momento in Italia è giusto passare a un sistema presidenziale, rispondo ancora no. Le istituzioni sono figlie della cultura del tempo e in Italia, in questo momento, è necessario rafforzare le istituzioni di controllo".

La presidenza della Repubblica è tra queste?
"Oggi al Quirinale c'è Giorgio Napolitano, in precedenza ci sono stati Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, persone che hanno fatto il bene del Paese. È un luogo dove devono esserci figure che garantiscano la Costituzione, conoscano le regole del gioco, rispettino le opinioni di tutti, accettino il dissenso. Tutto ciò che Berlusconi non è. Ho visto che oggi Bossi ha detto che per lui Berlusconi al Quirinale andrebbe bene. Per me no: non va bene. Per fortuna il problema non si pone: fino al 2013 al Quirinale ci sarà Napolitano, una garanzia per tutti".

Nel 2009 si vota per le elezioni europee e amministrative. È in gioco la leadership?
"Tre milioni e mezzo di persone mi hanno scelto perché sono un dirigente che pensa che la vita sia più ricca della politica, un antidoto al male che vedo in tanta parte della politica italiana: un morboso attaccamento alla dimensione del potere. Non me ne importa assolutamente nulla di quelli che fanno i conti sulle percentuali, sui risultati di questa o di quella elezione".

Però il Pd continua a essere una Babele. In Emilia i delegati disertano l'assemblea regionale che deve eleggere la direzione, in Campania, ad Acerra si parla di soldi in cambio di tessere. Dov'è Veltroni? Perché non interviene?
"Il segretario è intervenuto in tante circostanze, senza clamore. Fa notizia Acerra, ma non che per la prima volta in Campania un partito sta facendo un tesseramento come andrebbe fatto, con garanzie e controlli. Perché non fa la stessa domanda a Berlusconi? Per la destra si dà per scontato che non esista vita democratica. Sì, è vero, ad Acerra c'è stato un problema, come può esserci da altre parti, e dove ci sono interveniamo. E vedremo alla manifestazione se il Pd esiste o non esiste".

Che il Pd non esiste ancora lo dicono tanti sindaci, da Cacciari a Chiamparino. E infuria lo scontro tra le fazioni.
"In alcune situazioni locali il Pd non assomiglia ancora al Pd che vorrei. Ci sono zone in cui il Pd funziona, cresce. In altre, per esempio nel Mezzogiorno, bisogna imprimere un cambiamento più forte di gruppi dirigenti, immettere nuove energie. Come il sindaco di Gela Rosario Crocetta che ha annunciato la sua adesione".

Ha promesso che ci sarebbero state le primarie per scegliere dirigenti e candidati. Invece a Firenze per fare il sindaco corrono in quattro, a Bologna non si faranno. Primarie intermittenti?
"Abbiamo un regolamento che stabilisce le primarie per i nuovi eletti e per i sindaci in carica se viene richiesto da una quota definita degli organismi. Regole e intelligenza politica debbono sposarsi".

Si sarebbe evitata questa guerra sotterranea con un congresso?
"Ci ho riflettuto, ma pensi a cosa sarebbe successo se ora invece di fare l'opposizione avessimo fatto il congresso. Saremmo in mezzo alle discussioni interne. Per il vecchio approccio politico il partito è il luogo dove si discute, si litiga e ci si divide. Per me è uno strumento utile ai cittadini. Oppure diventa un pezzo della casta".

C'è una condizione per cui le diverrebbe insopportabile restare segretario?
"Se non potessi continuare a fare il Pd per cui sono stato eletto da tre milioni e mezzo di persone. Ma il problema non si pone".

Insomma, non vuole scappare al Polo Nord.
"È un viaggio che spero di fare. L'atteggiamento snob nei confronti del dramma dell'ambiente è qualcosa che i nostri figli non ci perdoneranno. Si fa ironia, come sull'Africa, Obama, il Pd. L'ironia è sempre rispetto alle cose nuove. Ma quando si farà la storia di questi anni si vedrà chi ha fatto le cose nuove. E chi ha tenuto il freno a mano alzato".

(02 ottobre 2008)


da espresoo.repubblica.it


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 Oggetto del messaggio: «Il leader del partito democratico sono io»
MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 18:19 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
«Il leader del partito democratico sono io»

Veltroni: «Berlusconi presidente della Repubblica? Non va bene»

Il segretario del Pd: «Quella carica deve essere ricoperta da persone che hanno fatto il bene del Paese»



ROMA - «Oggi al Quirinale c'è Giorgio Napolitano, in precedenza ci sono stati Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, persone che hanno fatto il bene del Paese. È un luogo dove devono esserci figure che garantiscano la Costituzione, conoscano le regole del gioco, rispettino le opinioni di tutti, accettino il dissenso. Tutto ciò che Berlusconi non è». Il segretario del Pd, Walter Veltroni, in un'intervista sull'Espresso, si dice contrario all'eventuale elezione del premier come presidente della Repubblica. «Ho visto che oggi - afferma il leader Pd - Bossi ha detto che per lui Berlusconi al Quirinale andrebbe bene. Per me no: non va bene. Per fortuna il problema non si pone: fino al 2013 al Quirinale ci sarà Napolitano, una garanzia per tutti».

PRESIDENZIALISMO - Quanto ad una riforma in senso presidenzialista, Veltroni sostiene che «in astratto il presidenzialismo non mi inquieta», ma «se la domanda è se in questo momento in Italia è giusto passare a un sistema presidenziale, rispondo ancora no. Le istituzioni sono figlie della cultura del tempo e in Italia, in questo momento, è necessario rafforzare le istituzioni di controllo».

LEADERSHIP - Veltroni parla anche del Pd e della sua leadership. «Tre milioni e mezzo di persone mi hanno scelto perché sono un dirigente che pensa che la vita sia più ricca della politica, un antidoto al male che vedo in tanta parte della politica italiana: un morboso attaccamento alla dimensione del potere. Non me ne importa assolutamente nulla di quelli che fanno i conti sulle percentuali, sui risultati di questa o di quella elezione». Veltroni confessa che c’è un’unica condizione che gli renderebbe insopportabile continuare ad essere segretario: «Se non potessi continuare a fare il Pd per cui sono stato eletto da tre milioni e mezzo di persone. Ma il problema non si pone».


02 ottobre 2008

da corriere.it


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 Oggetto del messaggio: Di Pietro, Napolitano, che importava che WV dicesse la sua?
MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 18:25 pm 

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1/10/2008 (18:20) - LO SCONTRO INTERNO ALL'OPPOSIZIONE

Veltroni alza il tiro e gela Di Pietro

Berlusconi: non temo la piazza del Pd


Il leader del Pd striglia l'ex pm: «Inaccettabili attacchi al Colle»

E lui ribatte: «Prima si informi»

Il premier duro: «Avanti da soli»


ROMA

Il leader del Pd Walter Veltroni giudica «inaccettabili» gli attacchi di Antonio Di Pietro al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Considero le critiche rivolte da Di Pietro al presidente Giorgio Napolitano quanto di più inaccettabile - scrive Veltroni in una nota -. Napolitano sta garantendo il rispetto della Costituzione e delle regole, mai animato da spirito di parte e con una scrupolosa coscienza del ruolo di custode e di garante che gli è assegnato dalle norme costituzionali». «Ogni attacco a lui, perciò - conclude Veltroni -, appare cieco e strumentale».

Il governo affida la risposta alle parole di Gasparri: «Di Pietro attacca in maniera indegna il Presidente della Repubblica Napolitano e Veltroni deve a sua volta attaccare Di Pietro. Abbiamo la conferma del caos che c’è nelle opposizioni. E di fronte a questo caos noi dovremmo scegliere come elemento di garanzia un esponente del partito di Di Pietro che anche ad avviso di Veltroni non rispetta le istituzioni? Ma di che cosa stiamo parlando? La gestione delle istituzioni democratiche è cosa troppo seria perchè abbia a che fare con Di Pietro e le sue propaggini».

«Veltroni deve intervenire per invitare tutte le parti a risolvere il problema, non a prendersela con chi segnala il problema». Dice l'ex pm: «Walter Veltroni dovrebbe sapere che bisogna prima informarsi e poi pesare le parole. Ho detto e ribadisco che la Corte Costituzionale non può lavorare nel pieno delle sue funzioni perchè manca un giudice da un anno e mezzo e il Parlamento non lo elegge perchè i partiti non si mettono d’accordo in modo lottizzatorio sul suo nome.

Da Napoli, intanto, Berlusconi fa sapere che le manifestazioni di Idv e Pd «non avranno alcun effetto, l’opposizione ha iniziato la campagna elettorale della primavera. Noi ci sentiamo di andare avanti da soli con la maggioranza degli italiani che ci hanno confermato un altissimo gradimento». «I cittadini- spiega il presidente del Consiglio- sono buoni giudici e sapranno valutare. Io ho sempre ricevuto aggressioni e insulti che però non mi fanno nè caldo nè freddo». Berlusconi conferma che «la collaborazione con il Pd è inesistente» e rispedisce al mittente «le offese rivolte nei miei confronti. Insulti come quelli rivolti da Veltroni - osserva il Cavaliere - fanno male non a me ma alle istituzioni. Insultare il presidente del Consiglio dandogli dell’imbroglione e del buffone fa male alla democrazia».


da lastampa.it


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