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 Oggetto del messaggio: Addio, terra d'Italia.
MessaggioInviato: mar set 30, 2008 11:49 am 

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[b][b]Vicenza, il Dal Molin passa ai militari Usa. Al via la «Ederle 2»[/b][/b]


[b]Oggi la cessione dell’area.
Domenica la città al voto Vicenza, il Dal Molin passa ai militari Usa. Al via la «Ederle 2».
L’8 ottobre nuovo pronunciamento del Tar
[/b]

MILANO — Tutto secondo i piani. Oggi, con una conferenza stampa in Prefettura a Vicenza, il commissario di Governo Paolo Costa annuncerà «la cessione dell’area dell’aeroporto Tommaso Dal Molin che verrà messa nelle disponibilità degli Stati Uniti». Via dunque con il progetto presentato dallo stesso Costa nonostante la spada di Damocle di un referendum cittadino e il nuovo pronunciamento del Tar. Ma indietro non si torna, i contestati lavori per l’ampliamento della base americana Ederle 2 inizieranno senza indugi per terminare nel 2012. Verranno costruiti alloggi (dai monolocali per i militari single agli appartamenti per famiglie fino alle ville indipendenti per gli ufficiali) in cui andranno a vivere i 2.000 soldati Usa oltre a aree di svago, centro fitness, campo sportivo, centro multiculturale e multireligioso, uffici e officine. Valore dell’appalto, vinto dalla cooperativa rossa Cmc di Ravenna, 300 milioni di euro. Il piano include anche la nuova pista che verrà spostata per renderla più funzionale alle attività civili del locale aeroclub e sulla quale «non atterreranno e non decolleranno apparecchi militari americani». Ma nemmeno aerei commerciali perché «un aeroporto civile a Vicenza non ha senso».

La scelta di annunciare oggi il passaggio di consegne, come ammette il Commissario Costa, cade in un momento «particolare » per Vicenza e rischia di accendere gli animi, già caldi (manifestazioni e scontri con la polizia hanno caratterizzato tutto l’iter del progetto) di chi si oppone alla base. Domenica 5 ottobre si terrà infatti il referendum deciso dal sindaco della città, Achille Variati del Pd, per chiedere ai vicentini se vogliono che il Comune acquisti l’area, di proprietà del demanio dello Stato, su cui sorgono aeroporto e base. Referendum già stigmatizzato da Silvio Berlusconi che in una lettera inviata a Variati nelle settimane scorse aveva bollato la decisione come «gravemente inopportuna ». Un quesito ormai inutile, secondo Costa, nonostante Comune e comitato No Dal Molin proprio in queste ore stiano dibattendo sul quorum (35 mila votanti) referendario. Perché a Vicenza, a questa consultazione, nonostante le dichiarazioni del Commissario, si dà molta importanza. Chi per motivi politici, chi per problematiche legate all’ambiente, arrivando a legare l’opposizione alla Ederle 2 con le discariche campane e la Tav: «C’è un filo rosso che collega Chiaiano a Vicenza alla val di Susa—dice Cinzia Bottene portavoce dei No Dal Molin —. Si tratta sempre della difesa dei beni comuni, del territorio che viene da popolazioni che non sono d’accordo con la destinazione decisa dal Governo ».

Inoltre, l’8 ottobre, sui lavori di ampliamento della Ederle 2 tornerà a pronunciarsi anche il Tar del Veneto che, accogliendo un ricorso del Codacons, in giugno aveva congelato il progetto per «irregolarità procedurali ed errate valutazioni ambientali », ordinanza poi ribaltata dal Consiglio di Stato. Ma nulla potrà fermare i lavori perché in gioco c’è «l’affidabilità dell’Italia». Gli Sati Uniti difficilmente avrebbero compreso un dietrofront dopo che gli accordi sulla base Ederle sono stati confermati da tre esecutivi (Berlusconi 1 e 2, Prodi 2) e dal presidente della Repubblica Napolitano. La cessione dell’area dell’aeroporto Dal Molin (che rientra nel piano di riposizionamento delle truppe Usa in Europa), secondo gli accordi con Washington è un aiuto di retrovia, una moneta di scambio: vi diamo la base, in cambio non ci chiedete di inviare altri soldati in zone di guerra (Iraq e Afghanistan). E i vicentini? Chi tra loro è contrario all’ampliamento della base si consoli con la circonvallazione. Il Governo, a titolo di «risarcimento », ha promesso il suo impegno per completarla.

Roberto Rizzo
30 settembre 2008


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MessaggioInviato: mar set 30, 2008 12:07 pm 

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MessaggioInviato: mar set 30, 2008 12:18 pm 

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Io consiglio ai Vicentini, nel caso infausto che si aprisse la base di Vicenza, di seguire il consiglio del grande Eduardo de Fillippo

Usare l'arma di sfottò di massa napoletana
...
O' PERNACCHIO

http://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0

Mi raccomando due volte al giorno per ogni soldato che entra e esce ....e poi su youtube per sfotterli al livello planetario!!

Chissà che diranno i vertici USA nell'apprendere che li considerano la schifezza, della schifezza, della schifezza ...


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:33 am 

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[b][b]Il Consiglio di Stato blocca il referendum: «È irrealizzabile» [/b][/b]

[b]L’ORDINANZA. Decisione col botto dei giudici romani: accolto il ricorso del comitato favorevole alla Ederle 2 [/b]
di Gian Marco Mancassola

Sparisce dal calendario del Comune la data del 5 ottobre. Domenica non ci sarà alcuna consultazione ufficiale sul Dal Molin, nessun appuntamento istituzionale con le urne. [b]Il referendum è stato annullato dal Consiglio di Stato, che a tre giorni dal giorno della verità ha messo fuori gioco la delibera con cui il consiglio comunale a luglio aveva indetto la consultazione sulla base Usa. [/b]In questo modo, i giudici amministrativi di secondo grado ribaltano il giudizio emesso dal Tar del Veneto due settimane fa, accogliendo il ricorso del comitato favorevole alla Ederle 2.
LO SHOCK. La notizia è una scossa che sferza la città. Viene vanificato uno progetto politico maturato durante la campagna elettorale della scorsa primavera e coltivato dalla giunta del sindaco Achille Variati fino all’ultimo minuto. La decisione giunge quando ormai è troppo tardi per fermare una macchina organizzativa costata 120 mila euro: tutte le 87 mila schede sono già state recapitate nelle case degli elettori vicentini.
Davanti a palazzo Spada si vivono due scene opposte: da una parte il giubilo esibito dal primo firmatario del ricorso, Roberto Cattaneo, leader del comitato del Sì alla base, con gli avvocati Pierantonio Zanettin e Alessandro Moscatelli; dall’altra la delusione e l’amarezza del sindaco Variati e dell’assessore agli Affari legali Antonio Marco Dalla Pozza.
IL VERDETTO. Cosa ha deciso la quarta sezione del Consiglio di Stato, presieduta dal giudice Luigi Cossu? L’argomentazione muove dall’ordinanza di metà settembre. Il Tar aveva evidenziato l’insussistenza di «sufficienti elementi per l’accoglimento della misura cautelare» dal momento che vi è assenza di danno, trattandosi di una consultazione «a scopo esplorativo, al fine di svolgere un sondaggio tra la popolazione», e che «il quesito verte su un’eventuale iniziativa da parte del consiglio comunale, sul cui esito non vi è alcuna certezza». I giudici romani ritengono invece che «l’argomentazione del Tar non può essere condivisa». Perché? «L’assenza di danno non è sufficiente a sorreggere, da sola, la pronuncia cautelare, essendo necessaria una valutazione di legittimità dell’atto impugnato e tale valutazione non può che avere esito negativo, atteso che la consultazione ha per oggetto “un auspicio” del Comune di Vicenza al momento irrealizzabile, qual è quello di acquisire un’area sulla cui sdemanializzazione si sono pronunciate in senso sfavorevole le autorità competenti». L’obiettivo non può essere raggiunto perché il governo ha dichiarato il Dal Molin non in vendita e perché lo ha già ceduto agli americani. Non è finita qui: «La consultazione - scrivono i giudici romani - appare comunque inutile, ove si volesse assumere una sua connotazione “patrimoniale”, giacché non occorrono sondaggi per accertare la volontà positiva di ogni cittadino di accrescere il patrimonio del Comune di appartenenza, al pari di quanto potrebbe verificarsi se si proponesse un quesito su un ipotetico vantaggio patrimoniale individuale e/o collettivo». Sono questi i due architravi dell’ordinanza che sospende l’efficacia della delibera comunale. A questo si aggiunge un’ultima confutazione delle tesi sostenute dal Tar: «L’esito incerto della consultazione popolare è proprio di questa, e non può essere assunto a motivo di irrilevanza del danno che dallo svolgimento della stessa può derivare».
Il cerchio dei provvedimenti in via cautelare si è chiuso ieri. La parola, ora, torna al Tar per la sentenza di merito. Ma ci vorrà tempo: di certo nessun pronunciamento è atteso prima di domenica. Per questo, il procedimento è già stato fermato e congelato.

[b]LE REAZIONI. «Sono preoccupato», dichiarava a caldo ieri il sindaco Variati, che parla di «un’ordinanza incomprensibile, miserevole dal punto di vista del diritto, e che sembra avvolgere l’alta corte del Consiglio di Stato in una nube di sospetto francamente inquietante.[/b]
Oggi ci sentiamo traditi. E come sindaco vivo questa decisione come la violenta sopraffazione di uno stato sordo e lontano» L’assessore Dalla Pozza si dice «allibito», conferma che domenica l’appuntamento istituzionale salta, ma che la battaglia non è finita: «Se serve andremo fino alla Corte di giustizia europea».
Dopo l’ordinanza, Cattaneo è stato ricevuto a palazzo Chigi dal sottosegretario Gianni Letta, che ha confermato gli impegni del governo su tangenziale e prolungamento di via Aldo Moro: «È stato confermato che la consultazione è inutile e dannosa per la città e pertanto non può essere svolta. A questo punto il presidente della Repubblica, il governo, il commissario Costa, la magistratura, la Regione, la Provincia, hanno tutti manifestato la loro contrarietà alla posizione assunta dal sindaco sul Dal Molin. Invitiamo ancora Variati a operare finalmente per salvaguardare i benefici collegati al Dal Molin, difendendo realmente gli interessi di Vicenza e di tutti i suoi Concittadini».


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:41 am 

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02/10/2008 fonte: Il Giornale di Vicenza

[b]Piazza dei Signori con pochi vessilli ma tante famiglie [/b]
[b][b]IL RADUNO SPONTANEO[/b][/b].
[b]A piazza Castello il corteo si è via via allungato per tutto il centro storico[/b]
di Gian Maria Maselli

[b]Migliaia di persone si sono radunate in piazza dei Signori ieri sera dopo un tam-tam spontaneo avvenuto a poche ore dalla sentenza del Consiglio di Stato, che ha sospeso la consultazione popolare sul Dal Molin.[/b] La folla trabocca in piazza Biade e in piazzetta Palladio. «Sono 10 mila persone», dicono gli organizzatori. «Nel momento di massimo afflusso erano 4 mila», calcola invece il questore Giovanni Sarlo.
Una cosa è certa: si registra una partecipazione inedita per consistenza. Si contano poche bandiere, ma tantissime famiglie. Anziani e studenti pigiati uno di fianco all’altro. La manifestazione è unitaria, e si vede. I megafoni arringano la folla, anche se è già delusa e arrabbiata di suo: «Qui c’è la città che accetta il confronto democratico. Chi vuole impedire la consultazione invece lo teme. Ma non ce la farà: domenica si va a votare lo stesso».
Applausi: il proposito è proprio quello; e a confermarlo ufficialmente ci sono alcuni esponenti del movimento, che spiegano: «Sarà una consultazione autogestita, ma seria. Selezioneremo scrutatori e presidenti di seggio dalle liste del Comune, e ne comunicheremo i nomi in Prefettura e in Questura. Voterà solo chi risiede a Vicenza; e, a giudicare da stasera, saranno in tanti».
Piazza dei Signori si riempie con una fiaccolata partita da piazza Castello alle 21. Lungo la strada, quelle duemila persone si sono moltiplicate. La voglia di farsi sentire è palpabile. Volano analisi moderate nei toni ma pesanti nella sostanza; e questo ben prima che sul palco salisse l’assessore alla Pace, Giovanni Giuliari.
«Questa amministrazione resterà al fianco di chi inorridisce per il sangue versato dalle guerre - promette - Stasera sono riuniti in un’enorme assemblea popolare i più preziosi valori della nostra comunità. Noi non ci fermeremo, né ci rassegneremo davanti alla politica di chi cerca di ridurre al silenzio i cittadini, fatta di cattiveria e arroganza. Spero che gli americani saranno più saggi, e non vorranno proseguire su una scelta che trova contrari troppi vicentini».
Tra la folla molti volti noti. Il capogruppo della Lista Variati, Giovanni Rolando, afferma: «Questa sentenza del Consiglio di Stato è un episodio da deriva antidemocratica. È grave che un organo istituzionale subisca le pressioni di un Governo. Voler bloccare un pronunciamento dei cittadini sulle questioni patrimoniali del Comune è una pessima mossa, perché toglie ai cittadini un canale pacifico, democratico e istituzionale per esprimersi».
Il Consiglio di Stato è nel mirino di tutti. L’ex parlamentare vicentina Lalla Trupia: «La destra di questa città ha paura di perdere, e ha sollecitato a Roma il soffocamento dell’autonomia del Comune, cioè di un’istituzione locale. Alla faccia del federalismo».


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:43 am 

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02/10/2008 fonte: Il Giornale di Vicenza

[b][b]Ma il sindaco si ribella: «Voteremo lo stesso» [/b][/b]
[b]L’ANNUNCIO IN PIAZZA. Davanti a 8 mila vicentini, la chiamata al referendum autogestito: si farà fuori dalle scuole[/b]
di Antonio Trentin

Venti minuti esatti di «non applaudite, lasciatemi ragionare», ma anche di parole ben piazzate e di silenzi messi al posto giusto per strappare abilmente proprio il battimani o per chiamare i fischi. Poi, quando la torre Bissara segna meno dieci alle undici, ecco il colpo di scena “in notturna”, dopo ore di tensione: Achille Variati - dal palchetto alzato alla bell’e meglio in piazza dei Signori per una manifestazione cresciuta sul tam-tam dei telefonini e delle e-mail - annuncia quello che il “popolo anti-base” aspettava. Domenica si voterà lo stesso, voglia o non voglia Roma.
«Un sindaco di tutti - dice nel microfono con l’ultima voce di una giornata iniziata nella capitale con i “sindaci dell’Irpef” e dell’autonomia - non può vedere la sua città imbavagliata. Se non ci permettono di votare domenica dentro le nostre scuole, bene, allora voteremo davanti alle nostre scuole». E poi spiega: gazebi autogestiti al posto dei seggi, dalle 8 alle 21 come previsto, in 53 postazioni come 53 dovevano essere i punti di raccolta delle schede-voto, con tre scrutatori volontari in ogni banchetto per garantire la serietà e la correttezza anche nei confronti di chi tenterà sabotaggi. In pratica si ritorna al referendum autogestito ipotizzato un anno e mezzo fa, quando l’Amministrazione Hüllweck negava la possibilità di una consultazione ufficiale.
È finito così il “mercoledì nero” di Variati e del No Dal Molin: con la sconfitta istituzionale davanti ai magistrati del Consiglio di Stato e con la vittoria sentimentale sotto la Basilica. Il sindaco si è guadagnato selve di applausi da un pubblico numeroso come non si vedeva da decenni in Piazza. Le dirigenze dei comitati, associazioni, partiti e gruppi vari sono rimaste ancora a lungo davanti alla loggia del Capitaniato per concertare l’attività dei tre giorni che restano prima del referendum svolto in proprio.
«Quando una piazza si riempie - aveva detto all’inizio Variati - o è per una festa o è perché qualcosa non va. A Vicenza c’è qualcosa che non va». E poi giù con il riepilogo della vicenda-consultazione, con l’accusa che «a Roma qualcuno, qualcosa, ha tolto a tutti il diritto di parlare», con la lettura delle frasi-clou scritte dal Consiglio per cancellare il “via libera” dato dal Tar Veneto. Fino a quella clou, quella che dice che l’“auspicio” vicentino è irrealizzabile perché il venditore-governo non vuole cedere il Dal Molin al Comune. «Ma io non ho nessun atto ufficiale del Demanio militare o di altri organi dello Stato che metta nero su bianco questa situazione» aveva replicato il sindaco: un rilievo formale - di fronte alla sostanzialità dei “niet” annunciati dal premier Berlusconi e dal ministro La Russa - che però gli ha consentito di lanciare il sospetto sulla natura politica e non tecnica della decisione del Consiglio. «Per carità, la magistratura amministrativa è un organo indipendente... ma queste argomentazioni sono misere sul piano del diritto e miserabili sul piano della giustizia»: tanto da fargli intravvedere «un sospetto inquietante intorno al Consiglio di Stato».
[b]Il resto del discorso è stato a base di critiche «alla scena raccapricciante di chi in piazza Montecitorio ha gioito alla notizia della bocciatura», di punzecchiature a Galan presidente della Regione (altro che [\FIRMA]Il Veneto sono io, come titola il suo libro: «Non rappresenta né il cuore né gli interessi dei veneti») e alla Lega («ha professato per tanto tempo l’autonomia, speravo fosse qui con noi, invece ha giurato a Pontida e tradito a Vicenza»). Poi la definizione finale su ciò che sarà la domenica referendaria: «Questa non è una sfida allo Stato, questa è democrazia». [/b]


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:47 am 

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29/09/2008 fonte: Presidio Permanente

[b][b]Per dire no alla base militare si VOTA SÌ [/b][/b]

Ecco perché alla consultazione elettorale i contrari alla nuova base Usa devono fare la croce sul SI Siamo NO Dal Molin e non abbiamo assolutamente cambiato idea. Ma alla consultazione popolare voteremo SÌ per ribadire la nostra contrarietà al progetto statunitense. Perché? Perché il questito della Giunta comunale chiede ai cittadini se essi vogliono che l'amministrazione avvii le procedure per l'acquisizione dell'area e per la sua trasformazione a scopi civili. Noi non vogliamo che quell'area finisca nelle mani dell'esercito nordamericano, ma che essa sia a disposizione della città di Vicenza. Per questo, per dire no alla base, diremo si a Vicenza e all'acquisizione dell'area da parte del comune.

[b]Il questito della consultazione :
"E' lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale Dal Molin ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?"
[/b]


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:55 am 

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[b][b]Vicenza, il consiglio di Stato boccia il referendum sulla base Usa[/b][/b]

VICENZA - Il consiglio di Stato ha bocciato il referendum consultivo sull'allargamento della base Usa previsto per domenica, che fu deliberato dal consiglio comunale di Vicenza. Ferrero, segretario Prc, parla di "pagina nera" per la democrazia. Reazioni negative dai verdi e dal comitato "No Dal Molin". Esulta invece il governatore della Regione, Galan. ''Il Veneto del No e' un Veneto minoritario, perdente e sfortunato. A questo Veneto piccolo piccolo appartiene la debolissima Giunta del sindaco Variati, che oggi si e' beccato un bel rifiuto da parte del Consiglio di Stato''.

In serata una manifestazione senza precdenti: almeno diecimila persone in piazza, per protestare contro la decisione.

LEGGI L'ARTICOLO DI ILVO DIAMANTI

Scrive il Consiglio. "Si tratta di una delibera illegittima nella misura in cui ha per oggetto un auspicio irrealizzabile - quale quello dell'acquisizione della zona areoportuale - sul quale si sono pronunciate sfavorevolmente le autorità competenti".

"La sdemanializzazione dell'area non è possibile. La consultazione stessa appare comunque inutile laddove si volesse darle una connotazione di tipo patrimoniale. Non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale".

Il 7 settembre il premier Berlusconi aveva scritto al sindaco (che è del Pd), definendo "inopportuno" il referendum. "Il sito sul quale la base Usa si estenderà è demaniale e non è in vendita. L'area è stata consegnata agli Usa. La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni della magistratura".


Il testo del quesito.
L'Amministrazione Comunale propone di avviare un procedimento per acquisire dal Demanio l'area del Dal Molin e destinarla ad usi collettivi.

Chi vota SI è favorevole alla proposta dell'Amministrazione.
Chi vota NO è contrario

È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?

(1 ottobre 2008)
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Il progetto di allargamento della base Usa.


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MessaggioInviato: ven ott 03, 2008 17:58 pm 

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Volete mettere il vostro parere.
http://www.nodalmolin.it/index.html

http://www.nodalmolin.it/consultazione/ ... azione.php
Ciao
Paolo11


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MessaggioInviato: ven ott 03, 2008 18:57 pm 

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Incomprensibile la decisione del Consiglio di Stato la cui motivazione non trova nessun "appoggio" giuridico. Il referendum è illegittimo perché irrealizzabile (?!?!?!?!?!).
Se lo guardiamo da questo punto di vista, diventa doppiamente incomprensibile dopo avere "permesso" invece, la consultazione sulla seccessione di Cortina dal Veneto.

La mia scheda, comunque l'ho ricevuta e domenica andrò a dire il mio SI di fronte al mio seggio elettorale.


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MessaggioInviato: sab ott 04, 2008 00:09 am 

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Sarebbe interessante che molti si recassero a Vicenza domenica.

E' ancora una città piacevole da conoscere...

ciaooooooooo


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MessaggioInviato: sab ott 04, 2008 10:29 am 

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MessaggioInviato: sab ott 04, 2008 11:05 am 

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Ordigni nucleari a Ghedi Torre e a Aviano

La democrazia in Italia è “un auspicio irrealizzabile”.
Il referendum sulla nuova base americana a Vicenza nell’area Dal Molin, indetto dal sindaco Variati per il 5 Ottobre e approvato dal Tar del Veneto è stato bocciato dal Consiglio di Stato. La motivazione addotta contro il referendum sostiene che non occorrono sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del Comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale. "E’ un auspicio irrealizzabile”.
Meglio usare l’area Dal Molin per realizzare la più grande base militare americana in Europa. Se ci sarà una guerra contro gli Stati Uniti il primo fronte sarà quello vicentino.
La risposta del Consiglio di Stato è insieme ingenua e illuminante. Ingenua quando nega ai cittadini il diritto di aumentare il patrimonio del Comune. Ingenua quando separa il patrimonio comunale da quello personale dei cittadini. Illuminante nel negare la libertà di espressione perché sa che la maggioranza dei vicentini NON vuole basi militari di una potenza straniera. Illuminante nel perseguire la politica della dittatura che ci strangola, un po’ alla volta, come un pitone.
Non possiamo scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento, tra i quali ci sono, è bene ripeterlo, 18 condannati in via definitiva. Non potremo in futuro neppure sceglierli in Europa. Le 350.000 firme per la legge popolare per un Parlamento Pulito sono state ignorate dalla politica insieme a quelle per un referendum per una libera informazione. Le firme per una nuova legge elettorale sono servite solo a pulirsi il culo. Morfeo Napolitano ha indetto le elezioni politiche con la legge porcata invece di dare la parola agli italiani.
Ora, con Vicenza, andiamo oltre. Si toglie al cittadino il diritto di parola dopo il diritto alla rappresentanza. Non può neppure dire un si o un no. Il tutto nel silenzio del Parlamento. Topo Gigio Veltroni, D’Alema e Fassino hanno lasciato solo Variati, del loro stesso partito, che ha deciso di tenere comunque il referendum domenica prossima davanti alle scuole. Il commissario di Governo Paolo Costa, nominato da Prodi ha detto, ineffabile: “Il referendum è una consultazione inutile. Gli americani verranno solo a riposarsi”. La Lega di “Padroni a casa nostra” ama i 90 ordigni nucleari americani di Ghedi Torre e di Aviano e vuole 1,100,1000 bombardieri a stelle e strisce in Padania. La vice presidente dei deputati della Lega, Manuela Dal Lago, ha dichiarato: “La consultazione è inutile avendo per oggetto un “auspicio irrealizzabile”. Galan, presidente della Regione occupata dagli americani, ha sottolineato: “Il Veneto del no è un Veneto minoritario, perdente e sfortunato”.
E’ da vedere caro Galan, è da vedere chi è minoritario e sfortunato.
Bush è in uscita e lo psiconano non dura per sempre.
Il 5 ottobre io sarò a Vicenza e con il blog lancio un referendum on line per Dal Molin.

Votate e diffondete il referendum per Dal Molin sui vostri blog per un “auspicio realizzabile”.
...................
Referendum del blog www.beppegrillo.it
sulla nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza


È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?
Ciao
Paolo11


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MessaggioInviato: sab ott 04, 2008 11:16 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Ora Prodi non c'è piu.Secondo il mio parere il PD fà molto male a starsene zitto.Se vuole recuperare voti nel nord est questo è il momento di schierarsi per il SI.Stando zitti si è complici, invece se il PD vuole veramente cambiare pagina questo è il momento..
Ciao
Paolo11


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MessaggioInviato: sab ott 04, 2008 15:41 pm 

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