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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 11:25 am 
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gi.bo. ha scritto:
ps:
Da buon cattolico in questi giorni mi sto rileggendo un po' di Marx e Engel e alcune recensioni a riguardo.

Forse sara' una mia fissa ma trovo alcune anologie con quello che scrivevano,allora, con quello che sta' succedendo adesso.


Si carissimo, l'analisi del lavoro e del capitale vale eccome.
Ad essere impossibili erano le previsioni della futura società, ciò che non atteneva più l'analisi scientifica del presente ma andava a "sognare" il futuro.
Le contraddizioni sono sempre lì, non sono sparite, anche se con i fondi pensione e quant'altro c'è stata una crescita della partecipazione dei lavoratori al capitale di investimento ed i suoi ritorni.
Però poi è arrivata la speculazione finanziaria più forte che mai ..........
Infatti guarda un po' che fior di ricetta dirigista è propria di un bel po' di governi di destra, con l'unica eccezione di quello inglese che però di strizzate d'occhio ne aveva fatte parecchie.


repubblica.it ha scritto:
ECONOMIA

IL RETROSCENA

[b][b]E Berlusconi chiede
il fondo miliardario
[/b]

dal nostro inviato ANDREA BONANNI[/b]


PARIGI - Silvio Berlusconi si è molto battuto per l'idea, cara a Sarkozy, di creare un fondo comune europeo per il salvataggio del sistema bancario. Si trattava per la verità di una battaglia già persa in partenza, infatti sia Angela Merkel sia Gordon Brown hanno ripetuto i loro no senza mezzi termini.

Nel frattempo Juncker, Barroso e lo stesso Sarkozy facevano i pesci in barile. Non c'è dubbio che, se fosse passata l'idea di creare un fondo comune pari al tre per cento del pil europeo, cioè tre volte il bilancio dell'Ue, probabilmente questo vertice dei quattro grandi d'Europa all'Eliseo sarebbe entrato nella storia come una svolta epocale nell'integrazione del continente.

Ma in questa fase di crisi e di paura, in cui la politica si prende la rivincita sulla finanza, i governi nazionali si sono ben guardati dal cedere a Bruxelles le redini di un'operazione di salvataggio che dovrà comunque ridisegnare i contorni del capitalismo europeo, e che altrettanto inevitabilmente è destinata a concludersi con vincitori e vinti da una parte e dall'altra dei vecchi confini. Avanti, dunque, ognuno per proprio conto, pur con l'intesa di un maggiore coordinamento e con l'accordo su alcuni punti fermi condivisi da tutti.

Eppure, anche così, i quattro grandi hanno espresso ieri la convinzione che il loro incontro dell'Eliseo abbia segnato una svolta storica. "Vogliamo che da questa crisi esca un mondo nuovo, come dopo gli accordi di Bretton Woods", ha spiegato Nicolas Sarkozy riferendosi all'intesa tra gli Alleati nel '44 che ancorava la parità delle valute all'oro, creava il Fondo Monetario Internazionale e stabiliva le regole del moderno capitalismo internazionale. "Di fronte alla crisi l'Europa esiste e dà risposte: vogliamo porre le basi di un capitalismo degli imprenditori e non degli speculatori", ha insistito il presidente francese.

L'occasione, sul medio termine, dovrà essere la convocazione di un grande vertice mondiale, un G8 allargato a G14, cioè ai quattordici Paesi che rappresentano l'ottanta per cento della ricchezza mondiale, "per rifondare il sistema finanziario", come ha spiegato Sarkozy.

Ma quali sono i caratteri distintivi con cui il modello europeo si ripropone, molto ambiziosamente, di soppiantare il modello americano anche nell'operazione di salvataggio? Innanzitutto fissare un prezzo per i salvagente gettati alle banche. I governi interverranno, ma scaricando il meno possibile il prezzo di questo intervento sui contribuenti: i risparmiatori saranno tutelati, ma il management delle banche salvate dovrà dimettersi, e gli azionisti dovranno assumere la loro parte di responsabilità nelle perdite. Inoltre la Commissione proporrà tutta una serie di misure che renderanno da una parte più flessibili i bilanci delle banche per non svantaggiarle rispetto a quelle americane, ma che consentiranno anche di rivalutare gli attivi di lungo periodo rispetto alle plusvalenze a breve termine. Anche gli stipendi dei dirigenti delle banche saranno ristrutturati in modo da disincentivare da parte loro la presa di rischi eccessivi e di premiare invece i risultati sul lungo termine. Altre misure, peraltro già annunciate, riguardano il controllo sulle agenzie di rating e la revisione dei criteri prudenziali non solo per gli istituti bancari ma per tutti gli operatori del sistema finanziario.

Per quanto riguarda l'immediato, il vertice di ieri ha trovato consenso su due indicazioni importanti, che dovranno essere approvate dai ministri delle finanze dei Ventisette quando si ritroveranno domani e martedì a Lussemburgo. Da una parte i quattro grandi chiedono alla Commissione di mostrarsi flessibile nell'applicare i criteri previsti dal Trattato sugli aiuti di stato, in modo da consentire gli interventi pubblici di salvataggio necessari ad evitare il tracollo delle banche più esposte. Dall'altra i capi di governo invocano l'eccezionalità della situazione economica per allentare le redini del Patto di Stabilità.

In entrambe i casi, gli europei non rinunciano a confermare i principi di fondo della loro legislazione. Ma, vista la particolare gravità della crisi, si concedono un margine di flessibilità nella loro applicazione. Per quanto riguarda il Patto di stabilità, questa flessibilità è prevista dalle stesse norme "di fronte a situazioni eccezionali". Ciò significa, come ha precisato il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, che il Patto resta in vigore in tutte le sue parti. Ma, in caso di sfondamento dei parametri, la procedura di infrazione e le indicazioni di rientro che il Consiglio darà al Paese interessato saranno commisurate alle difficoltà che questo ha dovuto fronteggiare.

L'ultima parte dei provvedimenti decisi ieri a Parigi riguarda la necessaria iniezione di liquidità nel sistema produttivo per evitare che la crisi finanziaria si trasformi in paralisi economica starngolando le imprese. La Banca europea degli investimenti metterà trenta miliardi di euro a disposizione del credito alle piccole e medie imprese. Inoltre, come ha spiegato ieri il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, la Bce ha già iniettato 420 miliardi di euro nel sistema bancario per cercare di ovviare alla crisi di liquidità. E continuerà fino a che la bufera non sarà superata.
(5 ottobre 2008)


Insomma regole per guidare gli investimenti e l'economia, messo che qualcuno sia in grado realmente di farlo.
Poi c'è la bufala del licenziamento dei vertici ad uso propagandistico - demagogico, servirà solo a far crescere il valore del rischio da valutare negli emolumenti ....... Con qualche decina di milioni di euro in tasca non fa molta impressione il licenziamento.
Vedremo se le norme saranno sancite, come il mercato dei capitali disporrà le sue "truppe", quale inclinazione seguirà. Con una certezza, appena questo flagello sarà alle spalle tutti riparleranno di liberarsi dai lacci delle regole per contsentire alla ricchezza di alcuni di crescere.
Una volta esisteva l'I.N.A. a garantire una assicurazione a tutti, oggi gli stati dimostrano di essere un'assicurazione per tutti coloro che mandano a sfascio il mondo speculando e poi vengono ad elemosinare per proteggere la finzione di ricchezza creata con i loro castelli di sabbia.
Queste manovre di stampo quasi "social democratico" o quasi da "economia pianificata" servono solo a preservare con una manovra politica il sistema.
Se si lasciassero cuocere gli speculatori nel loro brodo oggi e si costruisse per il domani, con dei nuovi meccanismi che non sono solo regolatorii, allora forse non vivremmo più questi flagelli. Oppure è così che deve andare.

Un pessimista è un ottimista con esperienza.


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 11:32 am 

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Che dire, caro gi.bo, delle tue riflessioni e di quelle precedenti di darwin?

Fottuti siam, fottuti siam.

La mia generazione è stata veramente fortunata.

Fortunata, perché ha avuto il privilegio di poter osservare a fondo il comportamento dell’uomo come temporaneo viaggiatore di questo pianeta.

Potendo analizzare a fondo il comportamento individuale e quando si relaziona con gli altri.

Non possiamo dire che le generazioni che ci hanno preceduto hanno avuto la stessa fortuna e privilegio.

Per una ragione o per l’altra erano periodicamente sempre in guerra.

Nel secolo precedente, nell’11 erano in Libia al grido di “Tripoli bel sol d’amore”.

Tra il ’15 e ’18 sul Carso, a morire nelle trincee o negli assalti all’austro ungarico, oppure di fame e di malattia.

Nel ’36 erano in Etiopia a combattere il Negus Neghesti , Haile Selassie, un’avversario scelto su misura per Mussolini (con uno un po’ più forte, il regime ci avrebbe fatto una gran brutta figura).

Altri, invece, sempre nello stesso periodo accorrevano in Spagna per darsele di santa ragione.

Tra il ’40 e ’45 si sono ficcati all’interno del più grosso disastro dell’umanità.

E guarda caso, tomo tomo, cacchio cacchio, li ci stava il nostro personalissimo zampino tricolore.

Noi abbiamo generato il fascismo infettando tutta l’Europa, sollecitando le fantasie dell’imbianchino di Berlino, che in tempi brevissimi ha creato il più grande casino della storia dell’umanità.

Cosa abbiamo potuto comprendere dell’uomo che si agita all’interno del consorzio umano?

Che una buona fascia si da un gran d’affare per fottere il suo prossimo.

Lo fa sotto svariate forme legali e non legali, ma lo fa.

Un tempo, per lungo tempo, in pochi fottevano gli altri avanzando il diritto di dominare su tutti per via naturale, grazie alla nobile nascita e discendenza.

Oggi, è cambiato ben poco.

I magnanimi lombi non contano più e ad essi è subentrata l’aristocrazia del denaro.

Che si chiami capitalismo è solo un aspetto convenzionale.

Dietro, ci sta tutta la volontà di pochi di fottere i più.

E piano, piano, nel mondo, questa aristocrazia tende sempre a creare immense fortune che gli consente di indirizzare la vita del pianeta.

I destini di miliardi di persone sono concentrate nelle mani di pochi.

Che strano a dirsi, sono ferventi ed indiscussi adoratori del dio più potente di questa terra, ben più potente di quello trascendente delle religioni.

Il dio denaro.

Se dovessimo affermare che questa società non è molto differente da quella medievale dei tempi di Alboino e Bertoldo, ci darebbero dei pazzi.

Solo che in realtà lo è.

Questa società confonde gli strumenti tecnologi che la scienza gli ha messo a disposizione, con l’evoluzione.

L’evoluzione tecnologica c’è stata, è sotto gli occhi di tutti e nessuno può negarla.

Ma per quanto riguarda i rapporti umani all’interno della società nulla è cambiato.

I più furbi si adoperano sempre allo stesso modo per fottere i più fessi.

Qualcuno potrebbe osare ad affermare che oggi, giammai, alcun messere si farebbe gabbare da lo frate intenzionato a campare sulla vendita della piuma caduta per caso all’agnolo Gabriello durante l'Annunciazione (Alberto Sordi, in Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, Monicelli anno 1984).

Erore.

Oggi ti fottono paro paro allo stesso modo.

A Napoli, oggi ti fanno ancora elegantemente il “Pacco, Paccotto e Contropaccotto”.

Certo, l’oggetto non è più la piuma dell’agnolo Gabriello, decisamente fuori tempo.

Si fa con altro, ma la musica è sempre quella.

Ma non è solo quello.

Hanno fatto il “Pacco, Paccotto e Contropaccotto” in guanti bianchi all’interno del sistema bancario italiano con i “Bond Parmalat”.

Hanno fatto il “Pacco, Paccotto e Contropaccotto”, consigliando i mutui a tasso variabile anziché a quello fisso.

Sapendo bene cosa stavano consigliando.

Hanno fatto il “Pacco, Paccotto e Contropaccotto”, con la new economy.

Hanno fatto il “Pacco, Paccotto e Contropaccotto”, con i “salsicciotti” inventati dai giovani rampanti della finanza statunitense.

Hanno fatto il “Pacco, Paccotto e Contropaccotto”, con il liberismo, libertario.

Hanno fatto il “Pacco, Paccotto e Contropaccotto”, fottendo il Paese all’insegna di piccolo è bello.

Adesso non siamo più in grado di partecipare ad aste internazionali perché siamo diventati dei “nani”.

Vi prego, non fate dell’ironia governativa.

Abbiamo perso tutta l’ossatura industriale che a fatica ci eravamo costruiti nel dopoguerra.

Sembra che non sia colpa di nessuno.

Però la realtà è che è sparito tutto.

Da ciechi “nanetti”, tutti assieme appassionatamente, soprattutto la casta politica che ne porta in toto la responsabilità, abbiamo fatto finta che il problema Alitalia in tutti questi anni non esistesse.

Sapevamo tutti che da quando er “sor – bettino”, ha cominciato ad elargire tassi d’interessi da mille e una notte, con i famosi Bot, il mondo dell’economia ha cominciato a guardare con altri occhi il mondo della finanza.

Tutti i santi giorni il mondo borsistico fa “Pacchi, Paccotti e Contropaccotti”, a barbieri, pensionati, tornitori, macellari, benzinai, prestinai e compagnia cantante che si sono sentiti all’improvviso, maghi della finanza.

Se non campassero sulla moltitudine dei merli in ascesa, sarebbero costretti a scannarsi e fottersi tra di loro.

Sostiene “darwin”:

Appunto ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Dove era la Confindustria durante la crescita del mercato finanziario in una bolla spaventosa? Ha mai fiatato?
Oppure lor signori erano lì ad investire gli utili nel mercato finanziario e non nelle loro care imprese?


Già, dove stevano, madonna Marcegaglia e la magnifica imprenditoria tricolore?

Adesso il presidente di Confindustria tuona contro il governo perché vuole i soldi dai “pompieri”.


Cara , madonna Marcegaglia.

Un nuovo, fresco, fresco, “Pacco, Paccotto, e Contropaccotto” in perfetto stile Confindustriale.

Un regalino anticipato di Natale per tutto il merlifero allevamento tricolore.

Non è per caso il caso che il capitalismo italiano, per sopravvivere, iniziasse almeno una volta, a rompere il “porcellino” creato nelle isole Cayman, o in tutti gli altri paradisi fiscali del globo terracqueo?

E’ proprio il caso di chiedere l’obolo all’italian people, già di suo alla canna del gas, checché ne dica Massimo D’Alema da Gallipoli?


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 18:39 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Le solite sciocchezze da prime donne.

Ci aspettiamo di meglio



l'ex ministro: «sia pure in bocca di Tremonti, Karl Marx resta sempre Karl Marx».
Tremonti-D'Alema, lite su Marx
L'esponente del Pd: «Mi fa piacere che il ministro lo citi». La replica: «Voi lo avete letto senza capirlo e poi tradito»




MILANO - «Non credo alle discussioni da salotto sulla fine del capitalismo. La causa di quello che stiamo vivendo è nella globalizzazione». Parola di Giulio Tremonti. Alla festa del Pdl a Milano il ministro dell'Economia ha ripercorso le tappe della crisi finanziaria mondiale («Tutte le crisi finiscono, anche questa crisi finirà»), ha affrontatao la questione Alitalia (compiancendosi del fatto che la crisi è stata risolata «senza un'ora di sciopero») ed è anche tornato sullle dichiarazioni di Massimo D'Alema secondo cui Tremonti ha ripreso da Marx la frase «Il denaro non produce magicamente il denaro». «Ho letto sui giornali - ha detto il ministro - che io avrei tratto questa frase da Marx. Intanto niente di male. Il problema - ha aggiunto il ministro dell'Economia - non è chi ha letto Marx, ma chi non lo ha capito e chi lo ha tradito senza neanche capire di averlo tradito».

«MARX È SEMPRE MARX» - Nel corso del suo intervento al Convegno dei Giovani imprenditori, D'Alema, «duettando» a distanza con Tremonti, lo ha citato più volte. «Ho letto sui giornali che ha detto "il denaro non produce magicamente denaro"... è una citazione di Karl Marx», ha ricordato l'esponente del Pd con un sorriso. «Mi fa piacere - aggiunge - perché, sia pure in bocca di Tremonti, Karl Marx resta sempre Karl Marx».




05 ottobre 2008


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 Oggetto del messaggio: Destra e sinistra unite contro la globalizzazione
MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 19:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Sembra emergere dalle ultime prese di posizione politiche una inedita saldatura " no global" tra Governo e opposizione. Se infatti D'Alema sembra auspicare contro la grave crisi dei mercati una specie di <<new>> europeo che metta mano ad interventi strutturali in modo da " superare l'asimmetria esistente tra autorità nazionale e mercato globale" e lo stesso Berlusconi con il suo programma da paladino dei risparmiatori si fa co-promotore di un piano di salvataggio europeo, sono a tutti note le teorie di Tremonti contro il liberismo selvaggio, causa prima della globalizzazione ( ultima quella su Marx e la creazione di moneta).
Sia a destra sia a sinistra, insomma, si sostiene che ci vuole più Stato.
Ma siamo sicuri che in Italia si senta questo bisogno? Siamo sicuri che l'economia italiana sia così liberista da auspicare questo ritorno al passato?
Se certamente la globalizzazione ha colpe enormi nei riguardi dei paesi in via di sviluppo, siamo sicuri che per noi sia così colpevole?
Cosa c'entra la globalizzazione, ad esempio, con il modo con cui si è salvata Alitalia? Se le telecomunicazioni, i trasporti, i media hanno rivoluzionato i mercati, la riscrittura del patto sociale è compito dei governi, delle imprese e dei sindacati o delle multinazionali?




g.


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 Oggetto del messaggio: CRISI LA GERMANIA GARANTISCE I RISPARMI. DA NOI CHIACCHIERE
MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 19:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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ECONOMIA

Il governo tedesco mette la garanzia sui depositi privati

Tremonti: "Siamo alla fine del principio". Attesa per l'Fmi

Crisi, la mossa della Germania "Lo Stato garantirà i risparmi"


ROMA - Dopo il vertice di Parigi, l'Europa si muove. Oggi il governo tedesco ha deciso di mettere la garanzia dello Stato su tutti i depositi al risparmio privati. Mentre in Italia il ministro dell'Economia Giulio Tremonti chiede "una riforma del diritto che ponga il confine tra i valori che sono etici e quelli che non sono etici".

Germania. La copertura finora accordata sui conti presso le banche in Germania aveva un tetto a 20 mila euro, mentre ormai il limite viene di fatto tolto per cercare di tranquillizzare i risparmiatori in un paese dove evocare la tragedia del '29 fa ancora paura perché ricorda la successiva ascesa di Hitler.

Nel frattempo Berlino si prepara alla tutela del risparmio privato e contemporaneamente è alle prese con il tentativo di salvataggio della Hypo Re, istituto di credito coinvolto pesantemente nella crisi dei mutui. "Stiamo cercando di salvarla per non permettere che
la situazione critica di un istituto trascini nella crisi tutto il sistema finanziario - dice la Merkel - L'istituto dovrebbe essere stabilizzato, altrimenti il danno sarebbe significativo anche per molti dei servizi finanziari con i quali abbiamo collegamenti in Europa".

Tremonti: "Siamo alla fine del principio".
Per la crisi dei mutui "forse siamo ancora alla fine del principio". Giulio Tremonti gioca con le parole per affrontare il delicato tema della crisi economica. Che, secondo il ministro dell'Economia quando finirà renderà il mondo "diverso perchè sarà più basato sul lavoro che sulla finanza". Secondo Tremonti "non è la fine del mondo ma la fine di un mondo, non è il fallimento di una banca ma di un sistema".

Rispolverando la propria tesi Tremonti punta il dito contro la globalizzazione "che non si può fermare". Per questo, conclude il ministro, la ricetta sta nei principi della "economia sociale di mercato. I problema adesso non è difendere il mercato dallo Stato ma salvare il mercato con lo Stato".

Le prossime scadenze. Martedì il Fondo monetario internazionale alzerà il velo sul Global Stability Report, atteso esame sullo stato dei mercati internazionali. Ma ancora più atteso è il check up del Financial Stability Forum (Fsf), presieduto dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, in occasione del G7 che si terrà a Washington, nel corso dei quali la crisi in atto sarà ancora una volta la protagonista.


(5 ottobre 2008)


da repubblica.it


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 19:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Nella frase prima attribuita a D'alema manca la parola " deal" new deal.

g.


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 19:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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/10/2008 (17:54)
Crisi dei mutui, svolta in Germania:
"Lo Stato garantirà i risparmiatori"

Angela Merkel insieme al minstro dell'Economia Peer Steinbrueck


Tremonti: Forse è la fine del principio

E invece se fosse il principio della fine?




[b]Il cancelliere tedesco Angela Merkel: «I conti correnti sono sicuri». Proseguono poi le trattative per salvare la Hypo Real Estate [/b
]


BERLINO
Il governo della Germania si è offerto di garantire tutti i depositi bancari privati. Lo fa sapere il portavoce del ministero delle Finanze.

«Lo stato garantirà i depositi privati in Germania» ha detto il portavoce del ministro, Torsten Albig, merntre un altro portavoce ha aggiunto che le garanzie del governo sui depositi bancari sono illimitata. In precedenza il cancelliare tedesco Angela Merkel, in un comunicato, aveva avvertito tutti i titolari di conti correnti che «i vostri depositi sono sicuri. Il governo federale li garantisce». La Merkel aveva poi assicurato che il governo farà di tutto per salvara la banca Hypo Real Estate per evitare che «la crisi di un’istituzioni diventi la crisi di un’itero sistema».


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 19:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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<E se invece fosse il principio della fine?

Esilarante.......

Ma come mai questa preoccupazione per i depositi bancari?
Chi, in Italia possiede milioni di euro in depositi? Gli operai in mobilità?



g.


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 21:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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giannetto ha scritto:
<E se invece fosse il principio della fine?

Esilarante.......

Ma come mai questa preoccupazione per i depositi bancari?
Chi, in Italia possiede milioni di euro in depositi? Gli operai in mobilità?
g.

Non ne avranno miglioni ma probabilmente qualche migliaio potrebbero averne .
Che sarebbe un delitto?

Per costoro, sarebbe una tragedia da aggiungere a quelle gia' in atto.

Chi ha milioni sicuramente gli avra' investiti in modo diversificato e ,ancora sicuramante, li avra' spostati in tempo prima che succedesse il patatrac. Se non lo sanno loro.....

Cmq non ci sono solamente i cass'integrati

C'e' una gran parte di lavoratori e pensionati che vivono dignitosamente, non lussiosamente, che ha qualche risparmio.

Cita:
Chi, in Italia possiede milioni di euro in depositi? Gli operai in mobilità?


[b]Quindi, quanto citato , lo trovo fuorviente per questa discussione.
Scusa eh.....


un salutone


Ultima modifica di Ospite il lun ott 06, 2008 00:18 am, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 21:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 4697
giannetto ha scritto:
E se invece fosse il principio della fine?

Esilarante.......

Ma come mai questa preoccupazione per i depositi bancari?
Chi, in Italia possiede milioni di euro in depositi? Gli operai in mobilità?
g.

Non ne avranno milioni ma probabilmente qualche migliaio potrebbero averne .
Che sarebbe un delitto?

Per costoro, sarebbe una tragedia da aggiungere a quelle gia' in atto.

Chi ha milioni sicuramente gli avra' investiti in modo diversificato e ,ancora sicuramante, li avra' spostati in tempo prima che succedesse il patatrac. Se non lo sanno loro.....

Cmq non ci sono solamente i cass'integrati

C'e' una gran parte di lavoratori e pensionati che vivono dignitosamente, non lussiosamente, che ha qualche risparmio.



Cita:
Chi, in Italia possiede milioni di euro in depositi? Gli operai in mobilità?


Quindi, quanto citato , lo trovo fuorviante per questa discussione.
Ci sono si' gli ultimi. ma anche i penultimi e i terzultimi e via discorrendo....
.
Scusa eh.....


un salutone


Ultima modifica di Ospite il lun ott 06, 2008 00:24 am, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: CRISI LA GERMANIA GARANTISCE I RISPARMI. DA NOI di più..
MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 23:45 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
Arlecchino ha scritto:
ECONOMIA

Il governo tedesco mette la garanzia sui depositi privati

Tremonti: "Siamo alla fine del principio". Attesa per l'Fmi

Crisi, la mossa della Germania "Lo Stato garantirà i risparmi"


ROMA - Dopo il vertice di Parigi, l'Europa si muove. Oggi il governo tedesco ha deciso di mettere la garanzia dello Stato su tutti i depositi al risparmio privati. Mentre in Italia il ministro dell'Economia Giulio Tremonti chiede "una riforma del diritto che ponga il confine tra i valori che sono etici e quelli che non sono etici".

Germania. La copertura finora accordata sui conti presso le banche in Germania aveva un tetto a 20 mila euro, mentre ormai il limite viene di fatto tolto per cercare di tranquillizzare i risparmiatori in un paese dove evocare la tragedia del '29 fa ancora paura perché ricorda la successiva ascesa di Hitler.

Nel frattempo Berlino si prepara alla tutela del risparmio privato e contemporaneamente è alle prese con il tentativo di salvataggio della Hypo Re, istituto di credito coinvolto pesantemente nella crisi dei mutui. "Stiamo cercando di salvarla per non permettere che
la situazione critica di un istituto trascini nella crisi tutto il sistema finanziario - dice la Merkel - L'istituto dovrebbe essere stabilizzato, altrimenti il danno sarebbe significativo anche per molti dei servizi finanziari con i quali abbiamo collegamenti in Europa".

Tremonti: "Siamo alla fine del principio".
Per la crisi dei mutui "forse siamo ancora alla fine del principio". Giulio Tremonti gioca con le parole per affrontare il delicato tema della crisi economica. Che, secondo il ministro dell'Economia quando finirà renderà il mondo "diverso perchè sarà più basato sul lavoro che sulla finanza". Secondo Tremonti "non è la fine del mondo ma la fine di un mondo, non è il fallimento di una banca ma di un sistema".

Rispolverando la propria tesi Tremonti punta il dito contro la globalizzazione "che non si può fermare". Per questo, conclude il ministro, la ricetta sta nei principi della "economia sociale di mercato. I problema adesso non è difendere il mercato dallo Stato ma salvare il mercato con lo Stato".

Le prossime scadenze. Martedì il Fondo monetario internazionale alzerà il velo sul Global Stability Report, atteso esame sullo stato dei mercati internazionali. Ma ancora più atteso è il check up del Financial Stability Forum (Fsf), presieduto dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, in occasione del G7 che si terrà a Washington, nel corso dei quali la crisi in atto sarà ancora una volta la protagonista.


(5 ottobre 2008)


da repubblica.it


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Aggiornamento:

scusate, leggo ora che la Germania garantisce solo sino a 20.000 euro.

Da noi la cifra è molto più alta.

ciaoooooooooo


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