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MessaggioInviato: sab set 27, 2008 14:00 pm 

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UncleT ha scritto:
palamara (anm): «tira aria da regolamento di conti»
Berlusconi: «Basta intercettazioni dei pm su qualsivoglia reato. La privacy è diritto»




Certo che parlare di diritto alla privacy da chi ha imbottito le città di telecamere è veramente ridicolo!
L'eccezione di incostituzionalità del lodo era attesa già nel momento in cui è stato approvato: questo scandalizzarsi è la solita messinscena.
Le loro mosse sulla giustizia sono tutte tese ad evitare che una futura tangentopoli (o roba del genere) venga a turbare la normalizzazione in atto: ma ciò che sta accadendo era tutto scritto nei piani della P2...


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MessaggioInviato: dom set 28, 2008 11:33 am 

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La scomparsa del Parlamento

Pietro Spataro


La legge salva-premier è incostituzionale? La domanda da ieri ha lasciato i litigiosi corridoi del dibattito politico ed è approdata nelle austere stanze della Corte Costituzionale. La decisione dei giudici di Milano apre nuovi interrogativi sul modo di legiferare seguito dalla maggioranza.

Vedremo ora cosa dirà la Consulta. Ma intanto questo nuovo capitolo della saga berlusconiana, che pure riguarda una delle rare leggi approvate dalle Camere, suona come una conferma della preoccupazione espressa dall’insospettabile Famiglia Cristiana: in Italia si sta imponendo una semi-democrazia. È in atto, ha spiegato il settimanale dei Paolini, un "processo degenerativo che svuota il Parlamento sulla scia della Russia di Putin o del Venezuela di Chavez".

Esempi, questi, che ovviamente non lasciano tranquille le persone per bene.

Stiamo per caso assistendo, in Italia, alla scomparsa del Parlamento? I dati che vengono forniti dalle due Camere non sono per nulla confortanti. In quattro mesi di governo Berlusconi sono stati emanati 17 decreti legge, in media più di quattro al mese, nettamente superiori ai 3,72 registrati durante il precedente governo del Cavaliere. Prodi nella scorsa legislatura si era tenuto molto più basso: 1,99.

Il problema diventa ancora più serio se si dà un’occhiata ai temi oggetto della decretazione, che spesso hanno labili presupposti di necessità e di urgenza. Con decreto infatti è stata approvata una manovra finanziaria triennale, si è esclusa la responsabilità civile e penale per le società («affaire Alitalia») e sono state introdotte norme penali di limitazione della libertà personale nel capitolo delicatissimo della sicurezza. Se a questo quadro, già di per sé allarmante, si aggiunge che il governo ha già posto la fiducia sulla Finanziaria o che addirittura la riforma del processo civile viene inserita artificiosamente nella Manovra, il fenomeno della esautorazione del Parlamento diventa consistente. Una delle poche leggi che ha seguito il normale iter parlamentare, pensate un po’, è stata proprio il Lodo Alfano. Con quali risultati si è visto ieri.

La prevalenza del governo, se non è bilanciata, è un fattore di rischio per qualsiasi sistema democratico. In Italia sta diventando troppo alto: le nostre istituzioni sembrano ormai rispondere ad una sorta di «legge di Arcore» secondo la quale si decide in villa, si comunica al Consiglio dei Ministri, si approva il decreto legge e poi si costringe il Parlamento alla semplice ratifica. Tutto questo avviene, inoltre, in un sistema politico in cui la vita interna di molti partiti non risponde a criteri di trasparenza e democrazia. E nel quale, soprattutto a destra, i partiti vengono ormai considerati come esclusiva «cosa del leader».

È un problema talmente grave che lo stesso Presidente della Repubblica Napolitano è stato costretto a intervenire più volte. L’ultima, prima dell’estate, per dire che l’«abuso della decretazione di urgenza deve essere preso in seria considerazione». Ma alla ripresa la situazione come s’è visto è ricominciata tale e quale. Al punto che ormai il Parlamento è scomparso dalle cronache politiche e deputati e senatori si aggirano, spesso spaesati, come strani personaggi in cerca d’autore. Speriamo che questo pericoloso declino non sia inarrestabile. E dunque: i presidenti delle due Camere, che vengono dalla stessa coalizione del premier, non hanno nulla da dire? E l’opposizione, non crede che anche questo sia un tema di inflessibile battaglia politica?

«Ritengo empio e odioso il principio secondo il quale in materia di governo la maggioranza di un popolo ha il diritto di fare tutto», ha scritto quasi due secoli fa Alexis de Tocqueville in quel caposaldo del pensiero moderno che è La democrazia in America. Non vorremmo che l’Italia diventasse un’altra drammatica eccezione. La giornata di ieri non lascia ben sperare.

pspataro@unita.it

Pubblicato il: 27.09.08
Modificato il: 27.09.08 alle ore 10.18


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MessaggioInviato: mar set 30, 2008 08:00 am 

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I berluscones si affannano a dire che non è una minaccia.

Nella repubblica delle banane di suò dire questo ed altro.




Il premier fiducioso sull'esito dell'esame da parte della Corte costituzionale
"Ma in caso contrario bisogna ripensare a tutto ciò che abbiamo visto accadere a Milano"
Berlusconi: "Se lodo Alfano non passa
occorre riflessione sulla giustizia"
Dura replica alle accuse di Veltroni: "Ridicolo pensare al dialogo con gente del genere"



TERNI - Si dice convinto che il lodo Alfano passerà indenne l'esame della Corte Costituzionale, ma in caso contrario annuncia una "profonda riflessione" sulla giustizia. Allo stesso tempo chiude la porta alla collaborazione con il Pd. Silvio Berlusconi, dall'Umbria, commenta gli ultimi avvenimenti del panorama politico. "Non parliamo più di dialogo, per favore, perché con quello che dicono, hanno detto e per come si sono comportati - afferma riferendosi al Partito Democratico - è una cosa addirittura ridicola pensare che con gente del genere si possa collaborare".

"Il signor Veltroni - aggiunge poi il Cavaliere commentando l'intervista in cui è stato paragonato a Putin - si illustra da sé, basta leggerlo, le persone che hanno buon senso leggono Veltroni e non c'è da aggiungere alcun commento a quello che lui ha detto a Porta a Porta l'altro giorno e a quello che ha detto oggi sul Corriere della Sera".

Quanto ai temi della giustizia e al futuro del lodo Alfano, il presidente del Consiglio afferma: "Sono convinto, assolutamente, che passerà il vaglio della Consulta". "Se non passasse - prosegue - allora ci sarebbe da fare una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario e su tutto ciò che abbiamo visto accadere recentemente a Milano". "Ora - dice ancora il premier poco prima di lasciare il centro benessere in Umbria dove ha soggiornato in questi ultimi giorni - ci metteremo al lavoro sulle altre cose da fare che sono tante: l'ammodernamento della Pubblica amministrazione, l'applicazione del federalismo fiscale per combattere l'evasione, l'ammodernamento della scuola, la riforma della giustizia, il miglioramento dell'ordine e del decoro di tutte le città compresa la lotta all'imbrattamento dei muri che è una cosa che gli italiani sono stufi di vedere".

La permanenza in una beauty farm proprio nei giorni più difficili della crisi Alitalia aveva sollevato più di una critica, ma Berlusconi ha voluto sgomberare il campo dalle accuse. "Sono stati quattro giorni di collegamento continuativo con Palazzo Chigi e anche durante i massaggi avevo il telefono collegato", dice.

Il premier fa infine una riflessione sulle elezioni amministrative della prossima primavera. "Abbiamo una maggioranza forte e coesa - sostiene Berlusconi - e un governo che ha dimostrato di sapersi assumere in prima persona il rischio di sfide difficili" e dunque gli italiani "ci confermeranno la maggioranza anche alle prossime elezioni amministrative".

(28 settembre 2008)


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MessaggioInviato: mar set 30, 2008 09:35 am 

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La repubblica delle banane è strapiena di merli.

Ammesso e non concesso, anche Di Pietro è un attivista dell'estrema sinistra?

Comprendiamo che una giustificazione al suo operato debba pur essere data, ma questa è proprio da paese di allevamento dei merli doc.


Può, poi, far testo una pubblicazione di Emilio Genuflesso Vespa?

E' più credibile don Totò Rijna, che almeno ha il buon gusto di starsene zitto.


Il premier intervistato da Bruno Vespa per il libro 'Viaggio in un'Italia diversa'
Il processo Mills anomalo perché "prove a discarico ignorate" e "magistrato avversario dichiarato"
Berlusconi: "Lodo Alfano necessario
Gandus mio palese nemico politico"
"Era ed è un'attivissima militante della sinistra estrema"



ROMA - Il lodo Alfano "è necessario" in un "sistema giudiziario come il nostro, in cui operano alcuni magistrati che invece di limitarsi ad applicare la legge, attribuiscono a se stessi e al loro ruolo un preteso compito etico". A sostenerlo è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervistato da Bruno Vespa per il libro "Viaggio in un'Italia diversa" che uscirà venerdì 3 ottobre per Mondadori-Rai Eri.

Secondo Berlusconi "dobbiamo ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei che prevede il rinvio dei processi contro le quattro più alte cariche dello Stato sino alla fine del loro mandato, facendo salvi i termini della prescrizione".

Nel libro di Vespa Berlusconi accusa anche il giudice Gandus, che definisce senza mezzi termini "un'attivissima militante della sinistra estrema": "Un giudice non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparirlo. E' curioso sostenere, come ha fatto la Corte d'Appello, che Nicoletta Gandus, pur essendo un mio palese nemico politico, nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialità impostole dalla Costituzione".

Riferendosi in particolare al processo Mills, Berlusconi aggiunge: "Mi sono trovato di fronte a un processo con due anomalie evidenti: le prove a mio discarico sono state intenzionalmente ignorate e il giudice che deve emettere la sentenza è un giudice politicamente impegnato, un mio avversario dichiarato".

Ma il premier fa riferimento anche agli altri molti processi a suo carico: "In totale più di cento procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2500 udienze in quattordici anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare." .

"Comunque - conclude Berlusconi - io continuo ad avere fiducia nei giudici perché alla fine sono sempre stato assolto e soprattutto perchè la maggioranza dei giudici è composta da magistrati indipendenti e coscienti della sacralità della propria alta funzione".

(29 settembre 2008


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MessaggioInviato: mar set 30, 2008 09:56 am 

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Speriamo che la Corte Costituzionale si pronunci alla svelta.

Ma soprattutto non si faccia intimidire dalle minacce dei bucanieri della Tortuga.

Ne si faccia influenzare dal cosa potrebbe succedere in una fase di crisi internazionale ragguardevole.

I trucchetti per imbellettare il lodo Schifani in Alfano, sono serviti solo per buggerare la classe politica.

La Consulta non ci deluda.

Il lodo Alfano è palesemente anticostituzionale.

Per contro, sarebebbe un grave danno per il Paese, l'apprendere che molti giudici costituzionali, sono stati delle autentiche sverze durante il loro servizio sull'alto scanno, avendo firmato un documento che afferma l'incostituzionalità.



Processo Mills. Seconda eccezione di incostituzionalità sul Lodo Alfano. Nuova decisione il 4 ottobre
28-09-2008



MILANO. Bisognerà attendere il 4 ottobre per sapere se anche un secondo Tribunale milanese deciderà se investire la Corte costituzionale della questione di legittimità del Lodo Alfano, quello che tutela con l'immunità durante l'intero loro mandato le quattro più alte cariche dello Stato. Sabato prossimo, infatti, i giudici della Decima sezione del Tribunale di Milano - davanti ai quali è in corso il processo che vede imputati per corruzione in atti giudiziari Silvio Berlusconi e David Mills - scioglieranno la riserva sull'eccezione di costituzionalità presentata dal pm Fabio De Pasquale che, venerdì, ha incassato una prima vittoria con la decisione dei giudici della Prima sezione di trasmettere gli atti alla Consulta perché decida se il Lodo Alfano risponde ai dettami di svariati articoli della Costituzione.
De Pasquale - una volta ottenuto dal Tribunale, presieduto da Nicoletta Gandus (giudice del quale Berlusconi aveva chiesto la ricusazione), la possibilità di discutere l'eccezione mentre la difesa aveva chiesto la sospensione in attesa della Consulta, sulla base della decisione di venerdì - è tornato all'assalto anche in questo processo perché, a suo avviso, i giudici della Prima sezione, nel processo per le presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset, non avrebbero risolto esaustivamente alcuni problemi, in particolare quelli in relazione all'articolo 3 della Carta costituzionale, che riguarda la parità di ogni cittadino di fronte alla Legge.
Per De Pasquale, il Lodo Alfano è "irragionevole" perché conferirebbe una "sostanziale ipotesi di inviolabilità durante il mandato" delle quattro più alte cariche dello Stato e questo contrasta proprio con l'art.3 della Costituzione. La norma consentirebbe, infatti, una sospensione dei processi "generale, che si applica a tutti i reati, senza specificazioni". "Abbiamo quattro cariche dello Stato che non sono soggette alla legge - ha spiegato - mi chiedo se è possibile che questo, senza riferimento alcuno alle persone fisiche, possa avere un effetto criminogeno, in quanto chi è lì potrebbe avere la consapevolezza di potere non essere perseguito".
Da qui la richiesta di trasmettere gli atti alla Corte costituzionale e sospendere il processo per Berlusconi, ma non per l'avvocato Mills. Che il processo sia trattato unitariamente è stato invece chiesto dal legale di Mills, Federico Cecconi, secondo il quale il Lodo dovrebbe essere "naturalmente esteso" anche al suo assistito perché "concorrente necessario nel reato" e, se il processo dovesse proseguire solo per lui, si andrebbe incontro a una serie di nullita".
Trancianti i legali del premier nel chiedere che l'eccezione di costituzionalità non sia accolta: per Niccolò Ghedini, il pm confonde "immunità, non punibilità e improcedibilità" con la ratio del Lodo, che assicura alle alte cariche dello Stato un "legittimo impedimento ex lege". "Il signor pubblico ministero ha una visione inquisitoria della vita processuale - ha spiegato Ghedini - difendersi vuol dire non solo poter partecipare alle udienze, ma anche prepararsi alle udienze".
E sulla separazione della posizione del premier da quella di Mills, come chiesto dal pm: "Probabilmente vuole un pronunciamento mediatico per Mills per colpire Berlusconi per il quale il processo sarebbe comunque sospeso


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:40 am 

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Dal blog Di Pietro.
http://it.youtube.com/watch?v=ke5FAJeE4Z0
Ciao
Paolo11


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 10:53 am 

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paolo11 ha scritto:
Dal blog Di Pietro.
http://it.youtube.com/watch?v=ke5FAJeE4Z0
Ciao
Paolo11


Caro paolo, adesso vado a farmi quattro passi per smaltire il torcibudello.


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 14:27 pm 

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Io ho visto anche questo:

http://it.youtube.com/watch?v=Lw09-SNQ5tU&feature=user

Le budella ormai credo di non averle più.


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MessaggioInviato: gio ott 02, 2008 17:38 pm 

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UncleT ha scritto:
paolo11 ha scritto:
Dal blog Di Pietro.
http://it.youtube.com/watch?v=ke5FAJeE4Z0
Ciao
Paolo11


Caro paolo, adesso vado a farmi quattro passi per smaltire il torcibudello.

Caro UncleT.Ho ridotto gli interventi nel forum per quel motivo.
Ciao
Paolo11


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MessaggioInviato: ven ott 03, 2008 01:29 am 

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Nella prima repubblica la magistratura si è guardata bene dall'esercitare fino i fondo il suo mandato nei confonti della politica.

Con tangentopoli, si scoprì che nei cassetti della Procura di Milano denunce ne erano state avanzate anche prima del 14 febbraio del 1992, ma erano state messe sotto tutte le altre, a covare le uova.

Possiamo dire che l'obbligatorietà dell'azione penale è stata discrezionale assai, assai.

Niente da rilevare da parte del Csm.

In quesi ultimi anni, invece, il Csm è molto attivo, con i magistrati che si occupano dei politici.

Soprattutto con quei magistrati che hanno procedimenti in corso.

Adesso tocca a De Pasquale e Sanza.

Qual'è il delitto di De Pasquale.

L'aver costretto il Tribunale di Milano a sottoporre al giudizio della Consulta il lodo Alfano.

Fino adesso era filato tutto liscio.

Il mondo politico si era piegato al disegno della maggioranza.

Un normale pm si è messo di traverso rischiando di far saltare tutto l'impianto.

Come minimo, quel pm deve essere punito.



Verifica se presupposti per eventuale trasferimento d’ufficio
Lodo Alfano, il Csm apre pratica
sui magistrati De Pasquale e Sanza
Il pm di Milano aveva definito il lodo del ministro della giustizia «una legge criminogena»



ROMA - Il Csm interverrà sulle dichiarazioni del pm di Milano Fabio De Pasquale, che ha definito il lodo Alfano «una legge criminogena», e su quelle del presidente del Tribunale dei minori di Genova Adriano Sansa contro il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia.

I CONSIGLIERI LAICI - Su sollecitazione dei due consiglieri laici della Cdl Gianfranco Anedda e Michele Saponara, il comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli - riunitosi «d’urgenza» - ha disposto infatti l’apertura di due pratiche a carico dei magistrati in questione, assegnandole alla Prima Commissione. E’ una nota del Csm a riferire il via libera alla richiesta dato dall’organismo presieduto dal vicepresidente Nicola Mancino, del quale fanno parte anche il pg e il primo presidente della Cassazione, Mario Delli Priscoli e Vincenzo Carbone.

SANZA - «Su richiesta dei consiglieri Gianfranco Anedda e Michele Saponara - riferisce la nota del Csm - il comitato di presidenza, riunitosi giovedì in via d’urgenza, ha autorizzato l’apertura di una pratica nei confronti del presidente del Tribunale dei minori di Genova, Adriano Sansa, per le dichiarazioni da questi rese in un’assemblea dell’Anm a Genova sul presidente del Consiglio, sul Guardasigilli e sul Governo.

DE PASQUALE - Altra pratica è stata aperta, sempre su richiesta dei due componenti del Csm, nei confronti del pm di Milano Fabio De Pasquale per le dichiarazioni da questi rese sul «lodo Alfano» nell’udienza dello scorso 27 settembre del processo Mediaset in corso a Milano. Il comitato di presidenza, precisa ancora Palazzo dei Marescialli, ha deliberato di «rimettere le due pratiche alla Prima Commissione competente a valutare i comportamenti e le dichiarazioni di magistrati». In particolare, se esistono i presupposti per un eventuale trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e/o funzionale di De Pasquale e Sansa.


02 ottobre 2008


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 13:58 pm 

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La lunga notte del Cai-......


Berlusconi, atti alla Consulta ma il processo Mills continua

David MillsSaranno trasmessi alla Corte Costituzionale gli atti relativi alla posizione di Silvio Berlusconi all’interno del processo Berlusconi-Mills. Lo hanno deciso i giudici della decima sezione penale del tribunale di Milano, che hanno contestualmente stabilito che il processo per David Mills andrà avanti. È stato disposto lo stralcio della posizione del premier da quella dell'avvocato inglese David Mills per il quale, pertanto, il processo non sarà sospeso. Mills è stato rinviato a giudizio con l'accusa di corruzione in atti giudiziari a favore del premier Berlusconi.

I giudici hanno così accolto l'eccezione di costituzionalità sollevata dal pm Fabio De Pasquale. I giudici hanno deciso dunque di mandare gli atti alla Corte perché decida sul contrasto del Lodo Alfano con gli articoli 3, 68, 96, 112 e 138 della Costituzione. La Corte, presieduta da Nicoletta Gandus, ha ritenuto che il lodo Alfano contrasti con i sei articoli della Costituzione, in particolare, con l’art. 138: quello che prevede un particolare iter per l'approvazione di norme costituzionali. Per i giudici milanesi gli argomenti trattati dal lodo sulle quattro alte cariche dello Stato sono «evidentemente materia costituzionale». Il lodo Alfano viola anche l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e il principio della ragionevole durata del processo.

La decisione non è andata giù agli avvocati del Cavaliere che non hanno perso tempo per replicare. «È evidente che i giudici di Milano non vogliono applicare le norme varate dal Parlamento», ha detto a denti stretti Niccolò Ghedini. L’avvocato del premier si dice sicurissimo: «Mills sarà assolto, perché è estraneo ai fatti come lo è Berlusconi». E conclude con la minaccia: «Questi giudici diventeranno incompatibili, e Berlusconi processato da un altro collegio sarà sicuramente assolto, perché è innocente».

Pubblicato il: 04.10.08
Modificato il: 05.10.08 alle ore 13.43


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 16:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Nicola Mancino, vice presidente del Csm, eternamente democristiano.

Appena sentito a “1/2 h” dall’Annunziata.

Quello che diventa lecito chiedersi è: Ma questo Paese, pur essendo stato a suo tempo tra i padri fondatori dell’Unione europea, riuscirà mai un giorno ad assorbire quella cultura minima sufficiente per cui ci si possa considerare a tutti gli effetti europei, abbattendo quella barriera culturale che da sempre ci divide, malgrado ne facciamo parte da decenni?

Più che comprensibile, data la sua posizione prettamente istituzionale, nel non voler dare giudizi personali sul lodo Alfano.

Però, allora, in questo caso, il silenzio doveva essere totale, a 360 gradi, ermetico e non ingenerare sospetti con interpretazioni personali parziali.

Nicola Mancino si dice concorde sulla scelta del presidente della Repubblica nel firmare il lodo Alfano.

Quello che però non tiene conto è quanto possa incidere sulla credibilità futura del Capo dello Stato e di conseguenza nei confronti delle istituzioni repubblicane.

Se il giudizio di merito nei confronti del lodo Alfano fosse stato esclusivamente politico, allora, in questo caso, la scelta del presidente della Repubblica sarebbe stata ineccepibile perché obiezioni sollevate da una sola parte politica potrebbero essere viziate in origine da pregiudizi esclusivamente di natura politica.

Ma preso atto che non si tratta di obiezione solo politica e che ben tre ex presidenti della Consulta, Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky ed Leopoldo Elia, hanno sottoscritto un documento, con la partecipazione di novantasette costituzionalisti, in cui si afferma che la legge Alfano è anticostituzionale, è più che lecito chiedersi cosa abbia firmato il presidente della Repubblica.


Se domani la Consulta dovesse dichiarare anticostituzionale il lodo Alfano, diventerà facile chiedersi: Ma il presidente della Repubblica ha firmato su quali basi?

Rimane poi sempre aperto il problema per cui, sempre il presidente della Repubblica, abbia accettato di firmare una legge costituzionale come se fosse ordinaria.

I tempi e le modalità imposte dalla maggioranza erano chiari e fortemente strategici.

SB non poteva, subito dopo il suo insediamento, mettere all’ordine del giorno la sua rete di protezione giudiziaria

Sarebbe risultato perlomeno scandaloso, un rapidissimo ritorno al passato.

Tutti avrebbero compreso la sua fretta di voler far cadere il governo Prodi a tutti i costi ed andare immediatamente ad elezioni anticipate

Ha scelto, invece, la via di temporeggiare giocando sul filo del rasoio, sperando di non trovare intoppi parlamentari o istituzionali sulla via dell’approvazione, prima che gli sviluppi del processo di Milano prendessero una via senza ritorno.

Diciamo, in altre aprole, che è riuscito a fermare la locomotiva mezzo metro prima del precipizio del ponte crollato.

Se Napolitano avesse respinto alle Camere la legge per una nuova riformulazione, tutto l’ambaradan sarebbe saltato e la locomotiva sarebbe precipitata a fondo valle.

In questo modo, invece è filato tutto liscio come il burro.

Questo è poi il senso della domanda rivolta a suo tempo dall’ex direttore dell’Unità, Antonio Padellaro.

“Presidente, perché tanta fretta?”

Il problema però è che se sarà dato dalla Consulta un giudizio negativo, automaticamente questo ricadrà sul Capo dello Stato.

Ed è proprio per questo che avremmo preferito che la presidenza della Repubblica, evitasse di essere coinvolta nel classico pasticcio berlusconiano.

Anche nel merito del provvedimento, Nicola Mancino si esprime affermando che occorre una via d’uscita al problema in atto.

Sostiene Mancino:

<<Berlusconi è stato legittimamente eletto e quindi deve essere messo al riparo dai problemi giudiziari sopraggiunti>>

E qui riemerge potentemente e prepotentemente tutta quella cultura democristiana, molto arabeggiante e lontanissima dai modelli anglosassoni.

Spesso, la DC e il centro in genere hanno preso, a parole, l’esempio del modello anglosassone, soprattutto quello Nord Americano.

Non però in questo caso.

Ha perfettamente ragione il vice presidente Mancino ad affermare la piena legittimità dell’elezione di SB.

Nulla osta per affermare il contrario.

Ne il PD, ha mai sollevato la minima obiezione o dubbio i merito.

Ma non è questo il punto.

Il punto è che o si tace fino in fondo, oppure non si può essere omissivi come ha democristianamente fatto Nicola Mancino.

In nessun Paese anglossassone o di derivazione anglossassone, sarebbe mai stata accolta ed accettata la canditatura di SB.

Ghedini, e tutta l’orchestra nera, giustificano questo fatto sostenendo che gli elettori di SB sapevano e lo hanno votato lo stesso.

Questa è solo una giustificazione populista di chi non ha altri argomenti da portare.

In Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, nessun candidato di sua volontà si sarebbe presentato alle elezioni come ha fatto SB.

Giocare su questo equivoco arabeggiante, è una prerogativa di questa maggioranza da repubblica delle banane.

Che lo facciano loro è un conto, non condivisibile, non giustificabile, ma comprensibile nella difesa ad oltranza del boss.

Che lo faccia il vice presidente del Csm, no.


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MessaggioInviato: dom ott 05, 2008 19:48 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 499
Quel simpaticone di Ghedini che cura gli interessi del premier sia nelle aule giudiziarie sia in quelle parlamentari (...conflitto di interessi???...noooo, figuriamoci!) si è ben guardato dal dire chiaramente cosa non gli va della decisione ultima del tribunale di Milano: altro che la questione di legittimità costituzionale!

A lui non è andato proprio giù che la posizione di Berlusconi sia stata stralciata da quella di Mills, e del resto il tribunale non poteva fare diversamente, visto che il lodo Alfano è solo "salva-premier" e non "salva-premier e Mills". In conseguenza di ciò, nelle more della decisione della Consulta, il processo, sospeso solo per Berlusconi, andrà avanti nei confronti di Mills e potrà concludersi con una sentenza di condanna per corruzione;

ora, se Mills viene giudicato colpevole di corruzione in quanto si trova in posizione di "corrotto", cosa se ne deve dedurre per Berlusconi, che nello stesso processo è indagato per corruzione in posizione di unico "corruttore" di Mills?

Se ciò succedesse, anche nell'eventualità che il lodo Alfano fosse dichiarato conforme alla Costituzione, neanche Vespa potrebbe più negare che Silvio Berlusconi sia un "condannato a piede libero" e che non sconta la pena soltanto in virtù di una legge che si è auto-confezionato.

Ecco cosa voleva l'amichetto Ghedini: che non si arrivasse comunque a una sentenza dalla quale possa dedursi, neanche troppo implicitamente, che Berlusconi è COLPEVOLE.


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