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MessaggioInviato: mer apr 12, 2006 10:35 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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... perchè più informati sulle schifezze del signor B. e ... perchè non pagano le tasse in Italia!<BR><BR>ciaoooooo<BR><BR>11.04.2006<BR><BR>Gli emigrati scelgono Prodi...E regalano la maggioranza all'Unione anche al Senato<BR><BR>di Valentina Petrini<BR><BR> Gli italiani all'estero hanno scelto e regalato la maggioranza anche in Senato all'Unione. Forse non una vittoria liberatoria, come molti desideravano, ma di certo singolare e che impone una riflessione. Le preferenze: alla Camera l'Unione prende il 43,9% contro il 20,7% di Forza Italia. Al Senato stesse percentuali. Primeggia nel collegio "America del Sud", Nicola Pallaro, candidato indipendente con la lista "Associazione Italiani Sud America" che si attesta primo partito in quell'area e terzo nel computo generale, con il 10,5% di consensi.<BR>Scampato il pericolo di un Parlamento spaccato in due (con la Camera alla coalizione di Prodi e il Senato alla Cdl), il centro-sinistra festeggia e tira un sospiro di sollievo. I conti dicono che alla coalizione guidata da Romano Prodi vanno sicuri al Senato 4 dei 6 seggi esteri da assegnare e alla Camera 6 dei 12 previsti più quello conquistato dall'Italia dei valori con il 2,8%. Un seggio va al movimento di Tremaglia "Italia nel Mondo" con il 7,5% e uno all' "Associazione italiani Sud America" con il 10,5%.<BR>Se a questo si aggiunge il fatto che Nicola Pallaro, l'imprenditore che da Tucuman esporta limoni in tutto il mondo, «alla vigilia del voto - informa Pittella - ha già dichiarato che si sarebbe schierato con la coalizione predominante» ecco che per la Camera il conto totale dovrebbe essere 8 seggi al centro-sinistra e 4 al centro-destra. <BR><BR>Sembra impossibile che le sorti di queste elezioni 2006 siano state decise da emigrati italiani di seconda e terza generazione e non dall'Italia. Da uomini e donne che non sono nati in patria e non vi hanno, nella maggior parte dei casi, neanche mai vissuto. «Non ci aspettavamo che le preferenze all'estero sarebbero state così decisive - commenta - ma eravamo comunque sereni sull'esito dello scrutinio». <BR><BR>Il voto di protesta contro la politica di Berlusconi è arrivato dai nostri emigrati. In Italia, invece, Forza Italia resta il primo partito con un "ottimo" 23%. Perchè? Le ipotesi sono tante. I motivi della vittoria ulivista nel mondo si individuano «nell'unità politica dimostrata dalla sinistra - spiega vittorioso Pittella - e nella scelta di candidati perfettamente inseriti nel tessuto sociale e culturale dei nostri emigrati all'estero, e non solamente famosi, come Rita Pavone schierata dalla destra». <BR><BR>Ma le ragioni sono anche altre, non si spiegherebbe altrimenti perchè le stesse motivazioni non sono bastate in Italia. Claudio Micheloni, il primo degli eletti per l'Unione al Senato, ringrazia il centro-destra. «Credo - dice - che questo risultato sia un regalo di Berlusconi. E ci deve far riflettere. All'estero la stampa è libera e l'informazione arriva nelle case senza essere filtrata. Le bugie non avevano speranza di vincere in Europa e nel mondo. Qui l'elettorato punisce il politico che sbaglia e non favorisce i conti dello Stato». <BR><BR>Il centro-destra martedì prova anche a delegittimare i parlamentari eletti con il voto estero. «Saranno pienamente in grado di governare e stare in Parlamento - ribatte il responsabile Ds per gli italiani nel mondo - e chi scredita questo voto lo fa solo perchè ha perso. Noi, invece, lo consideriamo un valore aggiunto».<BR><BR>Si apre una stagione importante. Il centro-sinistra non potrà non considerare che governerà grazie alla preferenza degli emigrati. E già si parla dell'opportunità di un ministero dell'Emigrazione, «ma non senza portafoglio - commenta il senatore Franco Danieli, coordinatore dell'Unione per la campagna elettorale all'estero - Tremaglia è stato solo un ministro simbolico, bravo nella retorica organizzando cerimonie all'Altare della Patria e facendo stampare francobolli per gli italiani all'estero. Ma nulla di più». Prodi nella lettera inviata nelle case dei nostri emigrati promette, invece, «di recuperare i fondi tagliati dal centro-destra per le strutture consolari e di aumentare gli stanziamenti per l'assistenza, per esempio...Cose concrete, non semplici slogan propagandistici». «E' Prodi che deve decidere - risponde, invece, Micheloni - da parte nostra c'è piena disponibilità».<BR><BR>La diversa percezione della politica all'estero la spiega anche Diodoro Cocca, pensionato operaio, candidato numero sei alla Camera per l'Unione, tra i non eletti. Va in giro con un quotidiano tedesco di destra sotto il braccio, della provincia di Francoforte, che nell'edizione di martedì si chiede come si può continuare a votare un uomo come Silvio Berlusconi, simbolo di «impar-condicio - Cocca riassume il senso dell'articolo - e al centro di diverse idagini della magistratura, nonchè leader di una coalizione che ha al suo interno uomini come il ministro Calderoli, xenofobi e razzisti per chi all'estero è abituato a vivere e lavorare costantemente a contatto con i musulmani».<BR><BR>A conti quasi ultimati, alla Camera l'Unione conquista un deputato eletto dagli emigrati italiani in Oceania e tre nel collegio europeo. Il primo degli eletti alla Camera per il centro-sinistra dovrebbe essere Franco Narducci, segretario generale della Cgie (Consiglio generale degli italiani all'estero). Prova a spiegarci perchè i nostri emigrati hanno votato Prodi e non Berlusconi. «La domanda più ricorrente che mi viene fatta per esempio in Svizzera dove vivo - spiega Narducci - è come sia possibile votare un uomo nonostante il conflitto di interessi di cui è protagonista e con i nostri conti pubblici, quelli cioè di un paese in ginocchio». <BR><BR>Alcune considerazioni sulla ricaduta politica che questo voto avrà anche sulla legge sull'immigrazione che l'Unione promette di riformare, cancellando la Bossi-Fini. «Occorre un impegno serio e concreto per l'affermazione dei diritti di cittadinanza, in primis del diritto di voto», dicono sia Narducci che Micheloni...<BR>A noi, invece, tocca da domani l'analisi di un voto che spiega molto su ciò che muove e regola la politica italiana...<BR> <BR>da unita.it


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