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MessaggioInviato: lun mar 20, 2006 13:40 pm 
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Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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Da l'Unità del 3 marzo scorso<BR><BR>«Voto all'estero, la macchina non funziona»<BR><BR>Allarme. Elettori che non sanno nemmeno quando si vota, consolati a cui mancano i soldi persino per stampare le schede, famiglie divise fra chi può votare e chi non risulta iscritto negli elenchi degli aventi diritto. <BR><BR>È vero che gli italiani che vivono all'estero non erano mai stati chiamati a eleggere propri rappresentanti in Parlamento (12 deputati e 6 senatori), ma la situazione che descrive il presidente della Toscana Claudio Martini, in viaggio in America Latina, è allarmante. Anche per una "prima volta". <BR><BR>Tanto che Martini invierà una relazione al governo sui problemi che ha personalmente visto. <BR><BR>Martini, lei ha ha incontrato decine di associazioni di italiani all'estero. Com'è la situazione?<BR> <BR>Preoccupante. Ho notato che c'è un forte scarto fra una fascia di nostri connazionali che sono consapevoli dell'importanza dell'appuntamento elettorale e una larga massa che non ha chiari gli aspetti fondamentali del voto. <BR>Quelli più informati di solito sono quelli più attivi nelle nostre associazioni. Si informano, sono preparati. Ma tanti non sanno nemmeno perché si deve votare.<BR><BR>Questa opportunità sembra un po' calata dall'alto. Come si può limitare il pericolo astensione?<BR><BR>La mancanza di informazione. L'attenzione può crescere. Le persone con cui ho parlato, quelle meno consapevoli, dopo un iniziale smarrimento, avevano voglia di sapere. C'è tanto lavoro da fare per superare un'informazione che è ancora inadeguata. Spero che si faccia. Ma ho dei dubbi.<BR><BR>Quali?<BR><BR>Che le nostre ambasciate e i nostri consolati siano messi veramente nelle condizioni di poter fare il proprio lavoro. C'è una penuria di mezzi preoccupante. Tutti si stanno dando da fare. Nelle nostre rappresentanze all'estero si fanno salti mortali ma non basta. Il vuoto di informazione anche sugli aspetti pratici del voto è profondo e per colmarlo occorre una campagna straordinaria.<BR><BR>In che condizione operano le nostre ambasciate e i nostri consolati?<BR><BR>Ho visto uno sforzo serio in tutti i nostri uffici, ma lì stanno facendo i conti con una situazione drammatica. I tagli da Roma sono stati pesantissimi. In alcuni uffici mancano addirittura i soldi per stampare le schede. Come fanno a fare una vera campagna di informazione, a stampare manifesti, a comprare spazi pubblicitari sui quotidiani e tv.<BR><BR>Che informazioni mancano agli italiani all'estero?<BR><BR>Anche le più elementari. C'è chi pensava che la lettera con il voto andava rispedita dopo il 9 e 10 aprile. Invece gli italiani all'estero votano prima di noi. Devono farlo entro il 6 aprile. C'è incertezza sulle modalità di voto per posta. C'è incertezza su chi sono i candidati e anche su chi ha diritto di votare.<BR><BR>Non si sa chi può votare?<BR><BR>Gli elenchi non coincidono con tutti gli italiani all'estero. Ho incontrato famiglie in cui alcuni sono dentro a questi elenchi e potranno votare e altri non risultano iscritti e quindi non potranno votare. Serve chiarezza. Serve uno sforzo di tutti, al di là delle appartenenze partitiche, per garantire il pieno diritto di voto a tutti gli italiani all'estero. Per questo abbiamo preparato una relazione dettagliata per il governo. <BR><BR>A cosa dovrebbe servire?<BR><BR>Informeremo sia il ministero dell'interno che quello degli esteri di tutti i problemi che abbiamo riscontrato. Il primo obiettivo è far partecipare al voto più elettori possibile. Noi abbiamo incontrare i toscani che vivono lì, la nostra parte l'abbiamo fatta, senza sbavature propagandistiche.<BR><BR>Lei ha incontrato anche Lula...<BR><BR>Sì, con Lula c'è un rapporto consolidato. Con la sua vittoria è cambiato tutto il vento in America Latina. Dopo di lui sono arrivati Tabarè Vasquez in Uruguay, Michelle Bachelet in Cile, Evo Morales in Bolivia, lo stesso Hugo Chavez in Venezuela. C'è stato lo spostamento di un intero continente, non a sinistra perché sarebbe fin troppo semplicistico, ma verso una esperienza nuova. Un buon segnale.


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