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MessaggioInviato: mar apr 24, 2007 10:19 am 

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Riunione di tecnici al ministero dello Sviluppo economico<BR>già avviato il programma per il risparmio delle risorse idriche<BR>Italia, è allarme siccità, rischio blackout<BR>Pecoraro Scanio: "Stato d'emergenza"<BR>Preoccupazione per il livello del Po, mai così basso ad aprile<BR> <BR><BR>ROMA - Italia ad alto rischio siccità: è allarme per i prossimi mesi, anche per le forniture di elettricità. I tecnici che seguono la situazione si sono riuniti, oggi, al ministero per lo Sviluppo economico per fare il punto alla luce del dossier "Emergenza Estate 2006", e sarebbero orientati a chiedere al governo lo stato di crisi, prevedendo anche il contingentamento delle risorse idriche nei prossimi mesi, ma non di quelle ad uso domestico. Una richiesta che trova sponda nel ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: "Domani chiederò lo stato di emergenza nel corso del Cdm". A pesare sarebbero anche le previsioni delle temperature, sopra le medie stagionali, oltre alla carenza idrica: il lago Maggiore, ad esempio, registra un livello di invaso inferiore di 60 milioni di metri cubi rispetto al 2006. "Lo stato d'emergenza, però, non basta, servono interventi strutturali - continua Pecoraro Scanio - In particolare è necessario varare un piano antisprechi ed avviare l'ammodernamento della rete idrica italiana, che disperde una quantità inaccettabile delle risorse a causa della propria fatiscenza". <BR><BR>All'ordine del giorno della riunione di oggi, l'ottimizzazione delle poche risorse a disposizione, con l'ipotesi di "rilasci controllati" che consentano di evitare sprechi e mantenere il più alto possibile il livello del Po, mai così basso ad aprile. Ma anche la predisposizione di misure operative che consentano di ridurre il rischio blackout. Non c'è ancora la dichiarazione di stato di emergenza ma, di fatto, il programma per la razionalizzazione dei consumi idrici è stato già avviato. <BR><BR>Produttori e gestori di energia, Authority e Regioni, Autorità di bacino e Protezione civile, nella riunione di questa mattina hanno ritenuto necessario definire un programma da subito operativo. Perché le previsioni per i prossimi mesi non consentono di recuperare il deficit idrico accumulato in autunno e in inverno e, dunque, il problema della siccità è ormai una realtà più che un rischio. <BR><BR>Il programma prevede quindi che già da ora vengano effettuati dei rilasci controllati di acqua, sia dai grandi laghi sia dagli invasi alpini, in modo da consentire di ripristinare soprattutto il livello del Po. Un ripristino che, in ogni caso, non consentirà di tornare a livelli abituali, visto che ad oggi il grande fiume ha una portata inferiore anche a quella del 2003, quando vi fu la necessità di intervenire pesantemente con la dichiarazione dello stato d'emergenza e il varo di una cabina di regia nazionale per la razionalizzazione delle risorse a disposizione. <BR><BR>Quanto al rischio blackout, sempre secondo quanto si è appreso, gli esperti stanno già studiando le misure necessarie per impedire che un eccessivo utilizzo di energia faccia saltare l'intera rete. Allo studio ci sono due misure: una interna, il distacco delle utenze industriali cosiddette 'interrompibili' (quelle cioè che a fronte di riduzioni tariffarie sono pronte ai distacchi) e una esterna, l'acquisto di una maggiore quantità di energia dall'estero. <BR><BR>(23 aprile 2007)


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MessaggioInviato: mar apr 24, 2007 10:27 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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alcune considerazioni sparse.<BR><BR>si levano tante voci allarmate (che in buona parte condivido) <BR>contro la "privatizzazione dell'acqua". <BR><BR>Ma se il settore pubblico (che dovrebbe essere di tutti ma<BR>risulta piu' spesso di nessuno) spreca nel suo gestire e <BR>trasportare acqua il 40% per perdite idriche e mancate <BR>manutenzioni, ... beh, allora viva una visione privatistica<BR>di un bene limitato e che diventa giorno per giorno sempre<BR>piu' prezioso. <BR><BR>Non possiamo permetterci di sprecare nememno una goccia.<BR><BR>E deve essere l'ente pubblico che si prende questo carico. <BR>Se non sarà all'altezza (ed oggi con il 40% di spreco non<BR>lo è) allora è doveroso che soggetti privati si facciano avanti<BR>a gestire meglio questa risorsa cosi' preziosa. <BR><BR>Mai visto un privato che spreca il 40% della sua risorsa primaria. <BR>Perché chi gestisce il bene pubblico in nome di tutti (ed è pure <BR>stato eletto per farlo) invece lo fa? <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco


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MessaggioInviato: mar apr 24, 2007 10:30 am 

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IL DOSSIER. Risparmiare è possibile: ecco come<BR>Dieci semplici consigli per evitare di sperperare il bene più prezioso<BR><BR>Acqua, italiani tra i più spreconi al mondo<BR>Ne consumiamo 250 litri al giorno<BR><BR>di LUIGI BIGNAMI<BR><BR>ROMA - Italiani troppo igienisti o troppo spreconi? Ogni abitante del Belpaese, infatti, consuma poco meno di 250 litri di acqua al giorno, pari a due vasche da bagno. Uno dei consumi procapite più alti del pianeta, dietro solo a Giappone, Canada, Usa e Australia. Tanti sono i motivi dello "spreco": da un eccessivo uso dell'acqua per irrigare orti e giardini, fino ad un errato utilizzo per usi domestici e personali. <BR><BR>E tutto questo, forse, anche perché a differenza di luce e gas l'acqua incide ancora relativamente poco sul portafoglio del cittadino. E così, dalle agenzie internazionali ai produttori di impianti e dispositivi per risparmiare acqua, si cerca di persuadere il pubblico a cambiare abitudini prima che le contromisure diventino troppo costose. <BR><BR>Alcuni numeri possono aiutare a far capire quanto anche singolarmente si possa fare per risparmiare acqua. Riparare un rubinetto che perde dà modo di non sprecare dai 30 ai 100 litri di acqua al giorno. Per una doccia di 5 minuti occorrono circa 60 litri di acqua, ma per un bagno anche 120 litri. Un foro di un millimetro in una tubatura provoca, in un giorno, una perdita di oltre 2.300 litri di acqua potabile. <BR><BR>Oltre il 30% dei consumi idrici domestici poi, sono imputabili allo sciacquone del water: ogni volta che si spinge il pulsante se ne vanno almeno 10 litri d'acqua, mentre utilizzando sistemi a leva se ne può risparmiare anche il 50% (mediamente significa circa 26.000 litri all'anno). <BR><BR>Ma esiste anche un'altra strada che porta ad un risparmio notevole: differenziare l'offerta di acqua in base all'uso cui è destinata. Spiega Fulco Pratesi, Presidente del Wwf Italia: "Non c'è alcuna ragione di utilizzare acqua rigorosamente potabile e batteriologicamente pura per innaffiare orti, giardini, lavare auto e strade. Si può utilizzare acqua riciclata o acqua piovana". Se così si facesse si potrebbe risparmiare anche l'80% dell'acqua normalmente usata. <BR><BR>Se queste scelte possono essere realizzate anche parzialmente da ogni singola persona, a più alto livello occorrerebbe avere precise direttive per realizzare una rete parallela di distribuzione di acqua per gli usi non potabili, almeno nelle nuove costruzioni, come già avviene in alcuni Paesi del Nord Europa. Pur avendo un indiscutibile costo iniziale, a lungo termine simili impianti porterebbero benefici ambientali ben superiori. <BR><BR>Perché gli sprechi d'acqua non si fermano agli usi personali, ma si estendono anche al mondo agricolo e industriale. Ciascun cittadino di un Paese avanzato, come l'Italia, consuma mediamente 1.200.000 litri di acqua all'anno per usi agricoli, di cui almeno la metà è sprecata per tecniche inappropriate (uso a pioggia dove non è necessario o quantità d'acqua abbondanti anche per prodotti agricoli che non ne richiederebbero). Anche l'industria potrebbe avere un peso notevole sul risparmio dell'acqua se facesse propri gli esperimenti sul riciclo delle acque industriali. <BR><BR>Infine, occorrerebbe avere una rete di distribuzione valida: quella attuale fa perdere circa il 33% dell'acqua lungo il viaggio dagli acquedotti alle nostre case. <BR><BR>(24 aprile 2007)<BR>www.repubblica.it


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MessaggioInviato: mer apr 25, 2007 20:18 pm 

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Roma, 19:25<BR>SICCITA': IN BASSA PADANA POTREBBE MANCARE ACQUA POTABILE<BR><BR>E' reale il rischio che in alcuni comuni della Bassa Padana possa questa estate mancare l'acqua potabile. La conferma dei timori circolati in questi giorni viene dal presidente del Coviri, il Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche istituto presso il ministero dell'Ambiente, Roberto Passino. "Il rischio per la garanzia delle forniture di acqua ai cittadini c'e'. In particolare vi e' il pericolo che si asciughino le fonti di approvvigionamento nella Bassa Padana, perche' aumentera' la salinita' delle acque", spiega Passino all'Agi. Questo significa che vedremo al Nord scene in passato avvenute nel Mezzogiorno, con la distribuzione di acqua in contenitori, mentre nelle regioni del Sud i rubinetti non resteranno a secco, a parte qualche caso isolato dovuto all'inadeguatezza della struttura. Eppure - afferma Passino, gia' magistrato per il Po - la situazione di emergenza a cui si e' giunti si poteva evitare: "Ora tutti fanno gli eroi, ma avrebbero potuto fare i combattenti prima. Gli eroi non servono".<BR><BR>www.repubblica.it


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 07:36 am 

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Prosegue ad aprile il deficit idrico: dimezzato il Po, scarsità nei laghi padani<BR>L'ultimo rilievo idrogeologico segnala dal -20 al -50%. A giugno ondate di calura<BR><BR>Siccità, allarme di Montezemolo<BR>"Per le fabbriche rischio chiusura"<BR><BR>Le città si preparano ad un'estate rovente<BR>ROMA - Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, da Berlino, al margine del G8 delle imprese, agita lo spettro delle fabbriche chiuse per siccità. La Confederazione italiana agricoltori mette le mani avanti chiedendo un "piano d'azione che permetta un uso razionale dell'acqua senza provocare pesanti contraccolpi nelle campagne". La Protezione civile avverte di tenersi pronti: a giugno si moltiplicheranno i colpi di calore nelle città costruite senza pensare al clima.<BR><BR>La tensione attorno all'acqua cresce, alimentata da una primavera secca, che inghiotte i temporali e li metabolizza in poche ore, tornando ad assestarsi sul caldo spinto. Anche perché le piogge continuano a scarseggiare. L'aggiornamento della situazione idrogeologica non ha riservato buone sorprese: il trend di riduzione delle precipitazioni iniziato a settembre (tra il 20 e il 50 per cento) è proseguito fino alla prima metà di aprile: il dimezzamento della portata del Po e il basso livello dei grandi laghi padani offrono un indicatore visivo di questa tendenza.<BR><BR>In un quadro del genere il contenzioso tra i settori economici che hanno bisogno di acqua tende a diventare più netto. Al tavolo tecnico coordinato dal ministero dello Sviluppo economico, i rappresentanti di Terna, il gestore della distribuzione elettrica, hanno snocciolato i numeri che hanno allarmato il presidente di Confindustria. In particolare è stato valutato che per non fermare le centrali termoelettriche sul corso del Po, necessarie a sostenere il picco dei consumi estivi, bisogna mantenere i livelli del fiume, nel periodo giugno-luglio 2007, a un'altezza dieci centimetri maggiore rispetto a quella a cui si era arrivati lo scorso anno. Dunque un fiume più abbondante in una stagione più secca: una bella sfida.<BR><BR>Una sfida che potrebbe essere persa secondo Roberto Passino, presidente del Coviri, il Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche istituto presso il ministero dell'Ambiente: "Direi che oltre al problema delle centrali elettriche si intravede un rischio per la garanzia delle forniture di acqua ai cittadini. In particolare c'è il pericolo che si asciughino le fonti di approvvigionamento nella Bassa Padana, perché aumenterà la salinità delle acque".<BR><BR>Secondo Passino gli interventi sono scattati in ritardo perché l'effetto dei cambiamenti climatici è noto da tempo, così come il progressivo aumento dei consumi idrici. E ora, per uscire da questa situazione di difficoltà, occorre "cambiare le regole del governo delle acque: molte concessioni sono eccessive, in alcuni casi le quantità sbagliate. Inoltre non vi sono controlli sufficienti, l'acqua è utilizzata e restituita male. Si deve poi rivedere la programmazione della produzione di energia, raccordando il piano di produzione con la disponibilità delle acque. In agricoltura si tratta di scegliere colture che esigono minori quantità di acqua.<BR>E infine bisogna educare la popolazione al risparmio".<BR><BR>Intanto le città cominciano a prepararsi all'estate rovente. Il sindaco di Firenze ha firmato una circolare diretta al personale del Comune in cui si invita a installare i riduttori di flusso per i rubinetti, a controllare le perdite dagli impianti di erogazione, a irrigare i giardini pubblici di notte, a tarare diversamente i galleggianti dei cassoni del water.<BR>Ma l'emergenza non è solo italiana. Dei cambiamenti climatici si parlerà infatti - come ha annunciato il presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso - anche al vertice Usa-Ue in programma la settimana prossima.<BR>(a. cian.)<BR><BR>(26 aprile 2007)<BR>www.repubblica.it


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 08:08 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Alcuni consigli a chi volesse seguire personalmente <BR>l'evolversi della crisi idrica con uno strumento informatico. <BR><BR>Probabilmente molti di voi conoscono google earth, il<BR>programma che vi permette di vedere tutti i luoghi del<BR>pianeta attraverso le immagini satellite (alcune ad <BR>elevata risoluzione). <BR><BR>C'è un programmma, simile nell'aspetto ma piu'<BR>tecnico nella gestione e dotato di moltissime possibilità<BR>di abbinare alle foto satellite anche immagini satellite<BR>in diretta (meteo) o elaborazioni particolari, come per <BR>esempio la piovosità accumulata in un certo periodo<BR>(giorni, settimane). <BR><BR>Il programma, sviluppato dalla NASA, si chiama <BR>World Wind 1.4 e lo potete scaricare gratuitamente <BR>alla pagina<BR>http://worldwind.arc.nasa.gov/download.html<BR><BR>Una volta preso confidenza con la navigazione e la<BR>visualizzazione 3D, potete provare la strumentazione <BR>aggiuntiva. Uno interessante è il "NRL Monterey Real<BR>Time Weather" al cui interno trovate le elaborazioni<BR>sulla piaggia accumulata per un certo periodo (con <BR>lo storico fino al mese precedente). Dovete prima aver<BR>scelto il settore da osservare, che nel nostro caso è <BR>il mediterraneo. Se si chiede di vedere tutti i dati archiviati<BR>il sistema prepara una animazione. I dati vengono <BR>automaticamente sovrapposti alla vostra visualizzazione<BR>(ovunque siate e vi muoviate) anche se è di tipo 3D. <BR>Potete gestire il livello di opacità della mappa della <BR>piovosità con le foto satellite, in modo da osservare una<BR>combinazione che vi permetta di apprezzare entrambe<BR>le informazioni. Lo stesso potete farlo con altre immagini<BR>ma la lista è lunga ed in una settimana non ho ancora <BR>esaurito la lista. Ci sono anche le foto landsat7 a pseudo<BR>colori, (anche per il 2000 e 1990 per apprezzare i cambiamenti <BR>in agricoltura e nella estensione urbana) anche loro osservabili<BR>dall'alto ed in proiezione 3D in abbinamento ai dati di altitudine<BR>di ogni punto. <BR><BR>Per quanto riguarda la pioggia accumulata nelle ultime due<BR>settimana il quadro mediterraneo è desolante. È piovuto sui pirenei,<BR>sull'arco alpino, sull'atlante ed a piccoli sprazzi sui balcani. <BR>Italia, Germania, Francia, Inghilterra, tutto l'est europeo e <BR>la Russia sono al secco. Male anche per la Turchia, solitamente<BR>molto piovosa, salvo per le zone piu' ad est. <BR><BR>In questo momento sta piovendo solo nella zona di confine tra<BR>liguria e Francia. <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 10:15 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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E deve essere l'ente pubblico che si prende questo carico. <BR>Se non sarà all'altezza (ed oggi con il 40% di spreco non<BR>lo è) allora è doveroso che soggetti privati si facciano avanti<BR>a gestire meglio questa risorsa cosi' preziosa. <BR>..............................<WBR>..............<BR>Carofrancescopf.NO non sono daccordo:l'ente pubblico deve funzionare.Come detto molte volte<BR>anche nel settore bubblico.Chi sbaglia deve pagare!è ora che cominci a funzionare tutto l'apparato pubblico,o calci nel sedere.Via<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 11:42 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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"Per le fabbriche rischio chiusura"<BR><BR>Montezemolo,<BR><BR>di quali fabbriche parliamo?<BR><BR>Siamo sicuri che se chiudono gli inquinatori, quelli che insistono nel non adeguarsi alle leggi sull'ambiente, che non applicano le disposizioni a salvaguardia dei lavoratori, quelli che rubano l'acqua di falda per diluire gli scarichi inquinanti, che se ne infischiano dei controlli "tanto si fa chiudere gli occhi" ecc. ecc. ecc. sia un danno per la nostra economia? <BR><BR>Io penso di no!<BR><BR>E' tempo di finirla che con la scusa dello sviluppo e dei posti di lavoro (extracomunitari) si derubi la salute dei cittadini e la bellezza del nostro ambiente!<BR><BR>Solo le industrie in regola vanno salvaguardate.<BR><BR>ciaoooooo 


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 12:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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>Carofrancescopf.NO non sono daccordo:l'ente pubblico deve funzionare.Come detto molte volte<BR>anche nel settore bubblico.<BR>----<BR><BR>Ovvio che sono d'accordo che il settore pubblico DEVE funzionare ma<BR>oggi non funziona e farlo funzionare non è cosa di breve durata.<BR>E l'acqua è una emergenza. Chi ha sete non puo' aspettare (che<BR>siano umani, animali, campi o aziende). <BR><BR>Io ritengo che sia antidiluviano riproporre una guerra di religione <BR>tra pubblico e privato. Entrambi possono cooperare per dare un<BR>servizio fondamentale come questo. <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 12:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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>Io penso di no!<BR><BR>----<BR><BR>anche io.<BR><BR>Ma realisticamente parlando è chiaro che:<BR>a) quando manca la corrente elettrica, manca per tutti. <BR>b) chi ha fatto il furbo prima, facendo chiudere vari occhi, lo farà <BR>     anche dopo, e sarà "salvaguardato" piu' facilmente degli altri. <BR>c) L'Enel oggi distinge solo tra utenze interrompibili e non interrompibili <BR>   (non tra utenze ecologicamente salvaguardabili e non ). <BR>d) se viene a mancare la corrente in una azienda impegnata in una <BR>    complessa lavorazione chimica e industriale, potrebbe essere a rischio<BR>    la salute della popolazione. Non è escluso che queste aziende siano <BR>    anche quelle a cui ti riferisci. <BR><BR>In sintesi penso che accadrà l'opposto di quello che auspichiamo. <BR><BR>>E' tempo di finirla che con la scusa dello sviluppo e dei posti di lavoro (extracomunitari) si derubi la salute dei cittadini e la bellezza del nostro ambiente!<BR>---<BR><BR>E, aggiungerei, che male che vada si arrivi a derubare la salute<BR>dei cittadini e le bellezze di altri paesi "emergenti". <BR><BR>Ma a tutti evidentemete fa comodo che certi prodotti (frutto di <BR>certe produzioni) siano a basso costo, senza realizzare che i<BR>risparmi ottenuti (individuali) si pagano suddivisi tra tutti o <BR>peggio ipotecando il futuro. <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 14:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Entrambi possono cooperare per dare un<BR>servizio fondamentale come questo. <BR>..............................<WBR>...............<BR>Carofrancescopf.Si lo possono fare.<BR>Vorrei capire solo:Le ditte che inbottigliano l'acqua,quanta ne esportano all'estero!vi sono dei dati in merito, delle regole, o cosa.<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 15:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
Per la parte che ci compete allora chiediamoci: che ci sta a fare il nostro governo se diamo per scontato che accadrà l'opposto di ciò che speriamo?<BR><BR>Per quanto concerne il delocalizzare le lavorazioni meno tecnologiche in paesi terzi mi auguro che, nel farlo, non si ripeta lo scempio praticato in Italia.<BR><BR>Non per buonismo ma perchè anche nei paesi in via di sviluppo gli inquinatori, ormai, avrebbero vita breve! <BR><BR>ciaooooooo


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 16:32 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Caro francescopf.Grazie per il sito<BR>che hai riportato.l'ho guardato in fretta. Non vedo le quantità di bottiglie che esportiamo all'estero,<BR>tanto per capire la proporzione.<BR>Altra cosa coliche renali le ho avute<BR>piu di una volta con ricovero,pure mio fratello minore.Fatto analizzare<BR>il calcolo dopo averlo raccolto ,mi hanno detto di eliminare il formaggio e latte troppo calcio.E bere molta acqua.<BR>Scusa se ho divagato<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 18:59 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 8940
Caro Francescof:Ho trovato 1migliardo di litri di acqua viene esportata all'estero con un incremento del 25% dal 2001, per un valore pari 1.750 milioni di euro,e vi lavorano 180 aziende, di cui molte di proprietà, hanno solo il nome.<BR>Poi ho letto pure che L'Italia è la prima in classifica nel consumo europeo, con 10.650 Milioni di litri,<BR>poi vi è la Germania co 8 miglioni di litri.<BR>Insomma siamo sempre i migliori<BR>in negativo.<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: gio apr 26, 2007 20:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
>Per la parte che ci compete allora chiediamoci: che ci sta a fare il nostro governo se diamo per scontato che accadrà l'opposto di ciò che speriamo?<BR>---<BR><BR>Guarda che è un'ottima domanda. .... <BR>Seriamente, le cose del mondo non vanno come <BR>vorremmo da migliaia di anni (eppure il mondo <BR>cambia, ma non come vorremmo) ma irmane <BR>lo stesso la necessità di un governo che gestisca<BR>il cambiamento necessario. <BR><BR>Molto, sul successo, dipende dal come lo si fa.<BR>Altri paesi hanno meno problemi idrici di noi. <BR>Pragraticamente, vediamo come fanno, invece<BR>di continuare a crogioarci nella incredibile <BR>certezza che noi siamo i migliori del mondo o <BR>che, quando non lo siamo, non possiamo imitare<BR>o seguire nessuno perché "noi siamo troppo <BR>diversi". <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco


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