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MessaggioInviato: ven apr 20, 2007 23:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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... l'aria e l'acqua con cromo e idrogeno solforato ma per loro chiedono a Prodi "ossigeno".<BR><BR>ciaoooooooooo<BR><BR>-------------------<BR><BR>Venerdì, 20 Aprile 2007 <BR> <BR> <BR>OVEST VICENTINO <BR><BR>Il consigliere provinciale Andrea Pellizzari firmatario di una richiesta a Prodi «Americani, via i dazi sulla concia»  <BR><BR>«Togliere i costi sulle esportazioni sarebbe una boccata d'ossigeno per le nostre imprese»  <BR> <BR><BR>Passerà agli annali come l'ultimo ordine del giorno del consiglio provinciale targato Manuela Dal Lago: 24 voti a favore, la maggioranza; contrarie, astenute o uscite dall'aula le minoranze. <BR><BR>I primi sottoscrittori sono Andrea Pellizzari, consigliere provinciale di Arzignano, presidente della prima commissione, Forza Italia, e Fulgenzio Bontorin di Romano, Udc. Il primo, in favore delle industire conciarie, ottocento sessanta in provincia, che impiegano più di 11200 lavoratori, molti stranieri; il secondo per il settore orafo, 1000 aziende che occupano oltre 10.600 addetti. Il documento, datato 10 aprile, invita e sollecita il governo a farsi promotore di concrete proposte affinchè siano aboliti i dazi doganali imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni di prodotti caratterizzanti l'economia vicentina, come quelli del settore orafo e conciario. "Un vantaggio per l'economia vicentina - spiega Pellizzari - in particolare per l'Ovest Vicentino, dove maggiormente si concentra l'attività conciaria". <BR><BR>In pratica, un concreto beneficio verso settori storicamente fondamentali per la nostra economia, costretta ora ad affrontare una situazione difficile per la debolezza del dollaro e per la concorrrenza impari di Paesi per i quali l'assenza di dazi verso gli Usa è un oggettivo aiuto. Sull'ordine del giorno, non vi è riferimento all'ampliamento della base, ma è chiaro che si tratterebbe di una "ricompensa"per il territorio. " <BR><BR>Inoltre - conclude Pellizzari - l'eliminazione dei dazi da parte degli Usa sulle esportazioni dei nostri prodotti e manufatti in pelle darebbe una spallata alla concorrenza sleale di certi mercati asiatici, rilanciando il settore la cui crisi è ben nota, rappresentando al contempo anche una possibile via d'uscita alla quesioni Dal Molin".<BR><BR>Paola Frighetto<BR> <BR> da gazzettino.quinordest.it


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MessaggioInviato: sab apr 21, 2007 16:54 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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Sono decine le città e i paesi in cui la salute dei Veneti è minacciata da emissioni di sostanze cancerogene o in cui incidenti o incendi in aziende, collocate tra le case, mettono a rischio la salute di centinaia di famiglie.<BR><BR>E i Sindaci veneti concedono ancora di costruire capannoni, tra le case d'abitazione, con l'ipocrita scusa dello sviluppo e del mantenere posti di lavoro.<BR><BR>Non possiamo più accettare che i padri (spesso extracomunitari) lavorino inquinando e loro stessi e i loro figli si ammalino!<BR><BR>ciaooooooooooo     <BR><BR>-----------------------------<BR><BR>Sabato, 21 Aprile 2007 <BR> <BR>  <BR>Ipotesi di disastro ambientale  <BR><BR>Tetto del capannone in eternit: scatta anche l'allarme per l'amianto  <BR> <BR>Treviso<BR>NOSTRO INVIATO<BR><BR>L'incendio della De Longhi non è un banale incidente industriale, ma un evento che ha gettato nel panico più di centomila persone e creato un clima di allarme, tenendo la gente chiusa in casa e scatendando una ridda di supposizioni sui rischi per la salute. Quell'immane lingua di fumo che si è propagata verso nord nella campagna, lambendo le mura cinquecentesche, ha depositato polveri, diossine, sostanze nocive in un'area molto vasta. E potrebbe aver lasciato anche residui di amianto visto che almeno un migliaio di metri quadrati del tetto erano in eternit. Se non siamo al disastro ambientale, poco ci manca. E comunque il tema sarà oggetto di un'inchiesta giudiziaria impegnativa e probabilmente anche onerosa - in termini di risarcimenti - nel momento in cui dovessero essere individuate responsabilità.<BR><BR>È per questo che ieri mattina è piombato a Treviso da Venezia il procuratore generale Ennio Fortuna. Ha presieduto un summit nell'ufficio del procuratore capo Antonio Fojadelli assieme al sostituto Giovanni Francesco Cicero che ha assunto la titolarità del fascicolo finora rubricato come «atti relativi». Nessun indagato e nessuna ipotesi di reato, al momento. Ma è evidente che è solo questione di ore. Una fabbrica non può bruciare in quel modo e con quella velocità, nel bel mezzo della produzione, con centinaia di persone presenti, senza una causa precisa.<BR><BR>A dare fuoco alle polveri giudiziarie ci ha pensato Gianpaolo Schiesaro dell'Avvocatura dello Stato che ha annunciato l'intenzione del Ministero dell'Ambiente di costituirsi parte lesa nel procedimento. «Al di là delle possibili responsbailità penali, di sicuro faremo una causa civile per i danni ambientali». E non sarà una richiesta di poco conto. «Abbiamo trovato 1.800 reperti pesanti sparsi in un'area di quattro chilometri. - ha spiegato Schiesaro - Il Ministero vuole contribuire ai controlli per capire quale è stata la compromissione ambientale». Che comporterà interventi di bonifica e di lavaggio dei terreni.<BR><BR>Difficile calcolare l'ordine di grandezza, ma sicuramente siamo nell'ordine di molti e molti milioni di euro. A lanciare l'allarme diossina è stato - dopo le prime affermazioni del Noe dei carabinieri - il chimico Stefano Racanelli che per conto dell'Arpav ha esaminato i quattro campioni d'aria prelevati all'esterno della De Longhi. «La concentrazione di idossina registrata nel punto più vicino all'incendio nella notte di mercoledì - spiega l'esperto - è stata da 1000 a 2000 volte superiore al limite normale che dev'essere presente nell'aria». Ammette che non non vi è rischio di patologie acute, come fu invece riscontrato in modo drammatico a Seveso parecchi anni fa. «Eppure il rischio più elevato si è manifestato per inalazione fra le persone presenti sul luogo dell'incendio». Un rischio che continua? «Nessuno può saperlo, si tratta di fare le analisi sul terreno circostante e nell'arco di qualche chilometro dove abbiamo trovato pezzi di materiale».<BR><BR>Consigli alla gente? «Pulire le zone dove si sono deposte le polveri con stracci umidi, utilizzando i guanti e stando attenti a non sollevare polveri. Per consumare i prodotti degli orti consiglierei di aspettare gli esiti delle analisi successive». Ma chi aveva ragione nella guerra di paure e smentite? «Credo che il colonnello del Noe che ha parlato di diossina nell'aria sopra Treviso abbia detto la cosa più sensata».<BR><BR>È su questo materiale incandescente - al di là dell'accertamento della dinamica dell'incendio - che si devono cimentare i magistrati. Il procuratore generale Fortuna: «Occorre prudenza. Aspettiamo i dati nei prossimi giorni, anche se attualmente non c'è ragione di allarme. Che si sia creata una situazione di rischio e pericolo è evidente. Ma valuteremo in base ai risultati - non solo sulla diossina - anche l'ipotesi di disastro ambientale. Dipende dalla concentrazione e dalla quantità di diossina che si è sviluppata». Il procuratore Fojadelli: «Nessuno ha sottovalutato la situazione, ma ci atteniamo ai fatti. Bisogna agire con serietà e ponderazione. E per dare un responso di tranquillità occorre attendere i prossimi giorni, ovvero le analisi di campionatura. Altrimenti rischieremmo di dire cose esagerate o non fondate su elementi certi». Insomma, dopo la scienza, tra poco farà la sua fragorosa irruzione sulla scena l'inchiesta giudiziaria.<BR><BR>G. P.<BR> <BR> <BR>da gazzettino.quinordest.it


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MessaggioInviato: sab apr 21, 2007 17:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
In provincia di Vicenza 1 controllo su 3 trova metodi di produzione fuori legge (denuncia della stampa locale in una indagine sulle concerie).<BR><BR>Che provvedimenti si prendono per ridurre il fenomeno?<BR><BR>L'ente che doveva controllare (Arpav?) come giustifica che una De Longhi avesse ancora il tetto in amianto (eternit).<BR><BR>De Longhi risparmiava a discapito della salute dei vicini?<BR><BR>Quanti altri casi in Veneto?<BR><BR>ciaoooooooooooo


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