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MessaggioInviato: lun feb 19, 2007 23:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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«Vigileremo sull'impatto ambientale della base»<BR><BR>Eduardo Di Blasi<BR><BR>«Sulla base di Vicenza, la mia posizione politica è già sufficientemente chiara. <BR><BR>Quella da ministro dell'Ambiente, sarà di verificare che la Regione Veneto avvii la valutazione di impatto ambientale sull'area. E su questo, sia certo, saremo assai vigili». Alfonso Pecoraro Scanio non si sottrae al dibattito politico in corso: dopo la grande e pacifica manifestazione contro l'allargamento della base americana di Vicenza e a tre giorni dall'intervento sulla politica estera che il ministro Massimo D'Alema terrà a Palazzo Madama, è quello l'orizzonte nel quale si muovono le forze politiche che sostengono il governo. <BR><BR>Nel suo orizzonte, però, il ministro dell'Ambiente vede il rispetto del Protocollo di Kyoto. E le due cose, spiega, non sono slegate l'una dall'altra.<BR><BR>«Spero che il ministro degli Esteri Massimo D'Alema inizi il suo discorso al Senato di mercoledì prossimo annunciando un'iniziativa mondiale per la riduzione delle spese militari da riconvertire in spese per l'ambiente, per il rispetto del protocollo di Kyoto che, fino ad oggi, non stiamo onorando». <BR><BR>È un semplice auspicio? <BR>«Tony Blair e Jacques Chirac hanno pubblicamente affermato che ci troviamo davanti a un problema globale del pianeta. Un problema che deve essere risolto prima di arrivare alla catastrofe». <BR><BR>Noi a che punto siamo con il rispetto del protocollo di Kyoto? <BR><BR>«Diciamo che il governo che ci ha preceduto non aveva in agenda questa priorità. Noi, al contrario, dobbiamo rilanciare un patto per lo sviluppo sostenibile. Un patto per Kyoto. Occorre una politica per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. È quello che scrive anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Incentivare queste politiche è possibile».<BR><BR>Alcuni affermano che non sarebbe una buona idea far applicare il protocollo sapendo che due grandi potenze industriali come Cina e India non lo hanno sottoscritto... <BR>«Questo è un falso problema. L'attuale inquinamento non lo hanno fatto Cina e India, ma lo abbiamo fatto noi Occidentali. Se non riusciamo nemmeno ad onorare il protocollo che abbiamo sottoscritto noi, come possiamo chiedere a loro di farne parte?». <BR><BR>Come si fa a dare il buon esempio? <BR>«Per quello che riguarda il nostro governo domani (oggi, ndr) presentiamo il nuovo piano per l'efficienza energetica, in parte già contenuto nella finanziaria 2007».<BR><BR>Quali misure conta? <BR>«Aumenteremo al 55% la detraibilità delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici. Le faccio un esempio: per riscaldare un appartamento in Italia occorrono di media 20 litri di gasolio al giorno per metro quadro. Nel sud Tirolo scendiamo a 7. In Germania siamo a 2. Se riuscissimo a rendere più efficienti dal punto di vista energetico le nostre case, la nostra bolletta energetica scenderebbe di due terzi».<BR><BR>Altre misure? <BR>«Il contributo per la rottamazione dei veicoli inquinanti, anche senza la sostituzione del veicolo. I 200 euro di bonus per chi acquista un frigo di classe energetica A+. Per i commercianti che acquistassero lampadine a basso consumo, abbiamo previsto una detrazione. Un simile trattamento sarà rivolto alle imprese che investiranno sul cambio dei motori. E riduciamo l'accisa sui bio-carburanti, certo in misura minore di quanto ci eravamo prefissati noi, ma è un contributo. Infine mettiamo un po' di ordine tra i "certificati verdi"».<BR><BR>Proprio a «L'Unità», il neo consigliere per le Energie alternative del suo dicastero, il professor Carlo Rubbia, ha spiegato che il «solare termodinamico», da lui diffuso con successo in Spagna, pur essendo un'energia pulita, in Italia non può fregiarsi di questa certificazione... <BR>«Su questa tematica c'è una questione aperta con l'Europa che deve mettere ordine su questa "definizione". Per conto nostro abbiamo provato a scavallare il problema finanziando direttamente la costruzione di centrali solari termodinamiche per 100 megawatt di potenza complessivi. Ora vedremo di che taglia: se saranno cento da un megawatt o 50 da 2».<BR><BR>Proprio sulla produzione elettrica lei ha dichiarato nei giorni scorsi che in Italia abbiamo 55mila megawatt di potenza installata e che è assurdo autorizzarne altri 25mila... <BR>«È che lo si fa senza una logica. In assenza di un piano nazionale può capitare che, nello stesso momento, si dia autorizzazione per costruire un rigassificatore a Rovigo e poi si decida di convertire a carbone la vicina centrale di Porto Tolle. Ma così finiamo nel caos energetico».<BR><BR>In un «patto per Kyoto» la produzione energetica dovrebbe essere una priorità... <BR>«Abbiamo fatto un primo passo con la cancellazione del Cip6 per i termovalorizzatori, ma tutti dobbiamo procedere insieme, dandoci degli obiettivi chiari anno e per anno. La prossima finanziaria non deve essere puntata sul taglio delle tasse, ma sull'ambiente, e tutti, dovranno fare il proprio dovere, dalle Regioni alla Confindustria».<BR><BR>L'industria italiana è convinta che Kyoto sia una priorità? <BR>«In parte sì e in parte no. I produttori di elettrodomestici, di macchine e di motori sono più avanti: hanno capito che è un'opportunità di crescita. Quelli che prendono i soldi perché bruciano i rifiuti non sono della stessa idea».<BR><BR>Pubblicato il: 19.02.07<BR>Modificato il: 19.02.07 alle ore 10.12<BR> <BR>© l'Unità.


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