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MessaggioInviato: mer set 20, 2006 11:30 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Prodi: energia priorità assoluta<BR>Federico Rendina - Il Sole-24 Ore, 19-09-2006 <BR><BR>Per il premier i problemi vanno trattati come un'emergenza <BR>Dall'allarme alla mobilitazione. «Siamo arrivati al punto che i problemi energetici devono essere trattati come una vera emergenza» afferma Romano Prodi a conclusione della missione in Oriente. La Cina cresce, preme e chiede energia. Moltiplicherà gli squilibri mondiali. Ma ha anche robusti programmi di tutela ambientale. Ed è curioso che la questione energetica «sia sentita come emergenza più in Cina che in Italia». Dunque «nelle prossime settimane ne farò oggetto di un impulso speciale per far sì che il problema energetico sia percepito come una priorità assoluta». Perché «è evidente ­ incalza il premier ­ che siamo al limite tra domanda e offerta tanto che basta anche un piccolo problema, una tensione internazionale, perché si possa creare una reazione negativa».<BR><BR>Il piano ­lascia intendere Prodi da Pechino ­partirà dal volenteroso "pacchetto Bersani". Ma si andrà oltre. Gli fa eco da Roma il ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais. Nella prossima Finanziaria ci saranno «sia fondi per l'innovazione tecnologica sia per gli ecoincentivi» promette da un palco importante: la presentazione italiana, a cura dell'Enea, dell'ultimo rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia. <BR><BR>Il rapporto Aie è denso di consigli. Deluderà qualcuno: i teorici delle soluzioni drastiche ed efficaci. Il nucleare capace di annullare il Co2 e di garantire a tutti un futuro di sviluppo a basso costo. Oppure le fonti rinnovabili, in testa il solare, capace di trasformare i suoi indubbi progressi tecnologici in una fonte concorrenziale con i combustibili fossili sia in quantità sia in prezzo. Oppure l'idrogeno, sventolato dal guru tecno-catastrofista Geremy Rifkin. Guai a frenare su questi fronti. Dallo sviluppo irrinunciabile, essenziale, ma neanche lontanamente sufficiente in una praticabile terapia a medio termine. <BR><BR>La strada "oggettiva" è un'altra, forse meno accattivante ­ ammoniscono gli esperti dell'Aie ­ ma più realistica da percorribile. Nessuna tecnologia «può incidere in maniera sufficiente operando da sola». Serve un'azione combinata: nucleare dove socialmente digeribile, carbone ma nella sua applicazione pulita e accompagnata dal sequestro della Co2 (nella terra o sotto i mari), energia rinnovabili, ma soprattutto risparmio energetico. Che non vuol dire rinunce, ma piuttosto ­ chiarisce l'Aie ­ un uso più efficiente dell'energia.<BR>Lo scenario è drammatico: se il mondo va avanti così, affidandosi solo ai recuperi naturali di efficienza, nel 2050 libererà due volte e mezzo il Co2 di oggi, il petrolio verrà usato un po' meno per la generazione elettrica ma saranno i trasporti a mantenere in crescita la richiesta. Modello di sviluppo insostenibile, conferma l'Aie. Che suggerisce anche qualcosa che per noi italiani potrebbe essere molto interessante. <BR><BR>Non è vero ­ ammoniscono gli studiosi ­ che l'Occidente può fare poco per invertire il trend dell'insostenibilità. Rispetto ai Paesi emergenti le tecnologie, ma anche gli incentivi a svilupparle, possono aiutarci non poco. Nell'industria e nei trasporti, certo. Ma ecco un mare di risparmio in larga parte inesplorato: le abitazioni. «Potrebbero essere costruite in modo tale da consumare il 70% di energia in meno», azzardano. Finestre, pannelli solari integrati, coibentazione, caldaie superefficienti da sostituire alle vecchie. Che sia davvero questa la nuova fonte energetica del futuro? All'Aie ci credono.


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MessaggioInviato: lun nov 20, 2006 16:31 pm 
Ne parlammo sul forum molte volte e le conclusioni non erano dissimili dal rapporto in questione.<BR><BR>- non c'è ancora una fonte in grado di sostituire completamente i combustibili fossili;<BR><BR>- sul fronte del risparmio energetico si possono fare passi avanti enormi;<BR><BR>- sulle rinnovabili bisogna investire, sia per creare un'industria nazionale, sia per diversificare le fonti; <BR><BR>- lo stoccaggio della CO2 è importante, ma c'è bisogno ancora di investire in ricerca per valutare in modo adeguato i possibili rischi a lungo termine;<BR><BR>- nucleare dove è politicamente accettato e aggiungerei dove esiste ancora una filiera industriale e competenze per gestirlo.<BR><BR>ciao<BR>babar


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