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MessaggioInviato: mer apr 19, 2006 10:25 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Magia:<BR><BR>>Mi pare di ricavare da questa pur breve conversazione che problemi di sicurezza, in un modo o in altro, permangono.<BR>---<BR>I problemi di sicurezza permangono (per definizione, vista l'inesitenza della sicurezza assoluta) per ogni attività umana, prima di tutto proprio per la prodizione di energia. <BR><BR>Se prendiamo la catena del petrolio ed esaminiamo tutta la catena, dalla estrazione, al trasporto, al consumo (combustione) vedrai che esso concretamente è molto piu' pericoloso  del nucleare. Infatti dobbiamo contare gli incidenti navali ed i danni al sistema respiratorio per centinaia di milioni di persone, tumori compresi (colleati alla respirazione di benzene e derivati del petrolio, che sono notoriamente cancerogeni e mutageni). <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco


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MessaggioInviato: mer apr 19, 2006 15:25 pm 
Ma c'è o no il problema delle scorie???<BR><BR>Poi sui disastri del petrolio possiamo anche parlare specificamente e insistere perchè si perseguano vie alternative di risorse energetiche alternative o integrative di questi.<BR>Per esempio nell'autotrazione etanolo e olio di colza. Poi magari idrogeno e cos'altro non so, mi puareto.<BR><BR>Il raffreddore era riferito alle medicine dannose, ovviamente.


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MessaggioInviato: mer apr 19, 2006 16:52 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Il problema del trattamento delle scorie in misura minore o maggiore ovviamente esiste.<BR>Tuttavia ritengo sia gestibile sufficientemente bene e comunque molto meglio della gestione dei gas serra prodotti da combustibili fossili.<BR>D'altra parte in Italia ci sono ancora scorie radioattive liquide (ancora piu pericolose) non trattate in quanto non abbiamo centri adatti, e lasciate li, vicino a fiumi che possono esondare.<BR>Eppure centrali nucleari funzionanti non ne abbiamo.<BR><BR>Altra puntualizzazione dovuta, è che l'idrogeno , se usato come combustibile, non risolve proprio nulla (e questo non viene mai detto): sposta solo il problema.<BR>L'idrogeno, salvo nella fusione nucleare, è solamente un vettore di energia e non una fonte, un po come i cavi della corrente elettrica.<BR>Da qualche parte bisogna estrarlo o dagli idrocarburi (petrolio) o dall'acqua (in tal caso serve energia teoricamente pari a quella che puo dare nella combustione (praticamente invece superiore) ecc..


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MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 15:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Senza contare le scorie radioattive di origine medica. Sono molte di più di quelle che la gente pensa. Molte sono prodotte dagli apparati radiografici.


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MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 15:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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> http://www.fusione.enea.it/LABS/fusfredda/<BR><BR>Interessante, ma non dice nulla sui risultati. A mio avviso esso rappresenta solo il (giusto) tentativo che ogni buon scienziato fa di non scartare a priori alcuna ipotesi ma di cercarne o una conferma chiara o un'altrettanto chiara confutazione.<BR><BR>Ovviamente in queste condizioni scarterei la fusione fredda come possibile sorgente futura di energia fintanto che non ci saranno a disposizione più dati. Certo non è una voce su cui, se fossi la Governo, lavorerei.


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MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 15:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 168
sicuramente resta ancora una cosa da laboratorio, a quanto ne so, però non la scarterei come futura fonte di energia se si riuscirà a capire il fenomeno. <BR>Anche la fusione nucleare "tradizionale" è comunque ancora in fase di test anche se in verità avevo letto qualche anno fa un articolo se non sbaglio sulla rivista specializzata "la termotecnica" di un reattore a fusione stabile e funzionante in Francia sebbene ancora in fase di test di laboratorio e di piccolissima potenza.


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MessaggioInviato: lun apr 24, 2006 17:19 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Ragazzi o adulti.... via 2 miliardi di gradi oltre la temperatura del nucleo del sole... e devo venire a dirvi che è una bufala!?<BR><BR>Cioè questi hanno inventato il raggio della morte che dove tocca si sfaldano gli atomi perchè a 2 miliardi di gradi parliamoci chiaro si fa la fusione atomica di qualsiasi cosa eh!! Vaporizzi un esercito!!! Cerchiamo di essere seri e non perdersi in bufale.<BR><BR>Per il resto... l'unica cosa è l'atomico che sicuro o no ci tocca. Ora anche qua non facciamoci illusioni... la fissione atomica, i reattori veloci e QUALSIASI reazione fatta in centrale per produrre energia produce scorie e radiazioni che posso essere contenute in maniera + o - efficiente a seconda delle tecnologia ma cmq ci sono.<BR><BR>Non iniziamo a pensare a reattori puliti che si autoalimentano o che non producono scorie perchè sono DEL TUTTO IMPOSSIBILI!!!<BR><BR>Nessun motore produce energia autoalimentandosi e senza prodotto di scarto!!!


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MessaggioInviato: lun apr 24, 2006 21:29 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Io ho parlato della fusione fredda in quanto è effettivamente studiata dall'enea.<BR>L'enea è notoriamente un ente serio, questo non significa che la fusione fredda sia effettivamente un fenomeno reale o che sia sfruttabile ecc..ecc...<BR>La cosa certa è solo che se l'enea un giorno dovesse affermare qualcosa di ufficiale al riguardo, sarebbe sicuramente degno di nota.<BR>Per il resto è ovvio che le radiazioni nelle reazioni nucleari ci sono e le scorie altrettanto (nella fissione, anche se i rettori veloci permettono inoltre di sfruttare anche le scorie e comunque di ritrattarle.), nella fusione dovrebbero essere ancora ridotte, ma ovviamente il nucleo resterà contaminato.<BR>Nessuna attivita umana ha assenza di rischio.<BR>Anche questo era gia stato detto.<BR>E il fatto che non esista il moto perpetuo penso che sia chiaro, tuttavia la domanda ora è se ha senso, di fronte ai gravi problemi ambientali planetari, causati dalla combustione di idrocarburi, porre il veto a tecnologie alternative che potrebbero fornire quantita enormi di energia con rischio ridotto e controllabile/gestibile?


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MessaggioInviato: mar apr 25, 2006 23:49 pm 

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Premetto che non sono un esperto in materia, premetto anche che io nel famoso referendum per il nucleare votai a favore, ma prima di scaldare i reattori ci siamo chiesti se abbiamo la materia prima, cioè l'Uranio?<BR>Certamente non lo troveremo al mercato rionale ad un prezzo accessibile.


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MessaggioInviato: mer apr 26, 2006 11:28 am 

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L'Uranio si trova, come si trova il petrolio, il carbone e quasiasi altro combustibile. Il problema non è tanto se sia meglio comprare uranio o petrolio, ma quello di differenziare le fonti energetiche, ovvero di NON avere una dipendenza troppo forte su una singola fonte. Attualmente l'Italia, al contrario di Francia, Inghileterra e Germania, che sono state capaci di pianificare questa differenziazione grazie ANCHE al nucleare, ma NON SOLO, dipende all'86% dal solo petrolio. Con il petrolio a 72 dollari al barile e l'Iran che, minacciando di risurre la distribuzione, potrebbe farlo salire fino a 90, questo è un suicidio.


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MessaggioInviato: mer apr 26, 2006 11:40 am 
Interessante articolo su Repubblica a proposito del nucleare. Leggano bene i suoi sostenitori.<BR><BR>Governi e industrie studiano nuovi impianti. Più sicurezza<BR>ma tempi lunghissimi, rischi imprevedibili e scorie da smaltire<BR>Torna la tentazione del nucleare ma le incognite restano alte<BR><BR>Blair pensa a un piano di rilancio, la Francia avvierà presto un nuovo reattore<BR>Motivi ecologici ed economici dietro il rinnovato interesse per la fonte di energia<BR>di MAURIZIO RICCI<BR><BR>Il nucleare? C'è, anche dopo Cernobyl. Nel mondo sono in funzione 439 centrali atomiche, che forniscono il 17% dell'elettricità globale, con il picco di oltre tre quarti del totale nazionale per la Francia. La differenza, dopo Cernobyl, è che si è praticamente smesso di costruirne di nuove, soprattutto in Occidente. In questo momento, nel mondo si stanno allestendo in tutto 24 nuovi impianti - per lo più in India, Cina, Giappone e Taiwan - ma, per sei di essi (uno su quattro), il lavoro sta andando avanti da vent'anni e non se ne vede la fine. Sulle due sponde dell'Atlantico, fra Europa e America, ce n'è in costruzione solo uno, ed è il primo da dieci anni. Il risultato è che, nel prossimo decennio, mano a mano che le centrali più vecchie vengono smantellate, la quota del nucleare sulla produzione mondiale di elettricità andrà diminuendo drasticamente.<BR>Ma la corsa del prezzo del petrolio e del gas ha cambiato lo scenario. In nome dell'ecologia (una centrale atomica non produce effetto serra) e della necessità di diversificare le fonti di energia, l'opzione nucleare è di nuovo sul tavolo di governi ed industrie.<BR><BR>La Francia potrebbe presto avviare la costruzione di un nuovo reattore. In Gran Bretagna - dove un quarto dell'elettricità, oggi, è fornito da centrali atomiche che, nel giro di dieci anni, dovranno essere chiuse - Tony Blair si preparerebbe a varare, entro giugno, un piano di rilancio del nucleare. In Germania e Stati Uniti, le industrie stanno rimettendo mano a vecchi progetti.<BR><BR>Anche in Italia, dove un referendum popolare ha bandito l'energia atomica, il ministro uscente Claudio Scajola ha più volte sottolineato la necessità di rivitalizzare quel che resta dell'industria nucleare nazionale (a partire, ad esempio, da Ansaldo Nucleare) per salvaguardarne, almeno, la competitività tecnologica. Una preoccupazione realistica: quando è stata chiamata a costruire il reattore finlandese, la francese Framatone ha dovuto consultare freneticamente vecchi elenchi del personale, per rintracciare tecnici che, nel frattempo, erano stati licenziati.<BR><BR>Finora, tranne la Finlandia, nessuno ha preso decisioni operative e il dibattito sul nucleare è rimasto nel vago. In particolare, non hanno ancora trovato risposta i principali dubbi che circondano l'esperienza nucleare.<BR>Eccoli.<BR><BR>Incidenti. Gli standard di sicurezza per nuove centrali atomiche sono assai più stringenti di quelli delle vecchie centrali e certamente di Cernobyl. La nuova centrale finlandese è progettata per superare sia il caso Cernobyl (fusione del nucleo) sia quello 11 settembre (un attacco con i jet). A paragone, la possibilità di incidenti in una centrale a gas è molto più alta. Ma il confronto è mal posto. La differenza di impatto fra un incidente in una centrale a gas e in una atomica è enorme. Una esplosione in una centrale a gas può creare una palla di fuoco che incenerisce il territorio circostante per 1-2 chilometri. Poi basta. In un incidente atomico è difficile individuare i danni, contenerli geograficamente (una nube radioattiva può spostarsi di continente in continente) e impedire che si protraggano per anni.<BR><BR>Scorie. Il volume di scorie prodotte, ogni anno, da un singolo reattore è modesto. Il problema è che si accumulano e occorrono migliaia di anni per smaltirle.<BR><BR>La Finlandia le ha seppellite in un letto di granito a 500 metri di profondità. Ma la Finlandia non è zona sismica. Il Mit di Boston ha calcolato che, in caso di rilancio del nucleare, il mondo avrebbe bisogno, ogni 3-4 anni, di un deposito grande come quello gigantesco delle Yucca Mountains che, peraltro, il governo Usa non è ancora riuscito a varare.<BR><BR>Tempi. La Finlandia ha cominciato a parlare di un nuovo impianto nucleare nel 1997. La costruzione è cominciata nel giugno 2005. La scorsa settimana, il direttore Martin Landtman ha comunicato che era già stato accumulato un ritardo di nove mesi nell'esecuzione. Nell'ipotesi migliore, la centrale comincerà a funzionare nel 2010. Totale 13 anni. Ammesso di tenere un ritmo finlandese, un Paese che decidesse oggi un rilancio del nucleare, avrebbe la centrale operativa all'alba del 2020, in uno scenario energetico oggi imprevedibile.<BR><BR>Costi. E' dibattito aperto fra gli esperti se, ai costi attuali del gas, il nucleare sia più economico. Ma non è il dibattito giusto. Il vantaggio di una centrale atomica è che il carburante costa poco, più o meno il 5% del totale. Ma è anche il suo maggiore svantaggio. L'altro 95% dei costi sono fissi, in larga misura per ripagare il costo della sua costruzione. Per farlo, nota Steve Thomas dell'Università di Greenwich, la centrale deve funzionare all'85% della sua capacità, per i 60 anni di vita dell'impianto, ad un prezzo stabile del chilowattora venduto. E se il prezzo di mercato scende? In regime di monopolio, i consumatori saranno chiamati a pagare di più la bolletta, per colmare la differenza. Ma in regimi liberalizzati, come quelli di tutta Europa, Italia compresa, si aprirà la scelta: o far pagare i consumatori più di quanto il mercato giustifichi o adeguarsi al mercato, facendo fallire la centrale atomica.<BR><BR>Nel 2002, il governo inglese è dovuto intervenire a soccorso di British Energy (che gestisce le centrali atomiche) che, per l'aumento dei costi, stava per fare bancarotta.<BR><BR>(26 aprile 2006)


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MessaggioInviato: mer apr 26, 2006 12:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 803
> La differenza, dopo Cernobyl, è che si è praticamente smesso di costruirne di nuove, soprattutto in Occidente. <BR><BR>Paesi come la Francia e la Germania non hanno costruito nuove centrali per due motivi: primo, che avevano già raggiunto la percentuale di nucleare pianificata, dato che la loro politica è comunque di NON dipendenza completa da una sola fonte energetica, come invece succede da noi con il petrolio o in Cina con il carbone; la seconda, è che hanno lavorato per portare l'efficienza delle centrali esistenti dal 70% al 90% e la vita utile da 30 a 50 anni, il che equivale a raddoppiare parco nucleare installato.


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MessaggioInviato: mer apr 26, 2006 22:05 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Tutto verissimo a parte una cosa...<BR><BR>1) La francia non costruisce centrali... eh bè produce così tanta energia che ha delle centrali atomiche che vendono energia pressochè per la totalità all'Italia e quando hai così tanta produzione da vendere all'estero non è che vendi in perdita quindi magari ci costa meno autoprodurla che comprarla in Francia.<BR><BR>2) Vero le scorie sono un problema però sono un problema futuro invece l'effetto serra e i problemi energetici sono un problema attuale... come ho scritto altrove iniziamo a sopravvivere oggi e poi sopravvivendo cerchiamo migliori soluzioni per domani!


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MessaggioInviato: gio apr 27, 2006 02:27 am 
>2) Vero le scorie sono un problema però sono un problema futuro invece l'effetto serra e i problemi energetici sono un problema attuale... come ho scritto altrove iniziamo a sopravvivere oggi e poi sopravvivendo cerchiamo migliori soluzioni per domani!<BR>Come dire: pensiamo a noi, che i nostri figli e nipoti si arrangino!<BR>Ma le scorie sono pericolose anche per noi.


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MessaggioInviato: gio apr 27, 2006 11:07 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 168
No, se vogliamo pensare ai nostri figli e nipoti l'obbligo primario è quello di ridurre drasticamente (kyoto mi risutla essere inutile anche fosse stato approvato senza emendamenti) i gas serra e il global warming.<BR>Qui il nucleare aiuterebbe pesantemente.<BR>Quando si mette in discussione la sopravvivenza a breve e medio termine, ha senso preoccuparsi della sopravvivenza a lungo?<BR>Drasticamente: senza nipoti chi si preoccuperà delle scorie?


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