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MessaggioInviato: gio apr 27, 2006 16:20 pm 

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Ti rispondo semplicemente con... se facciamo in modo che i nipoti debbano ripartire dall'età della pietra forse preferiscono occuparsi delle scorie.<BR><BR>Ragazzi la nave sta affondando, non so se mi spiego. Attualmente stanno rivedendo i termini dei contratti per le case perchè gli attuali 3kWh non bastano più!!!<BR>E' stimato che la crescita di consumo energetico nei prossimi anni sarà a dir poco esponenziale.<BR><BR>Io francamente prima di ritrovarsi in crisi energetica totale e vedere blackout di mesi perchè andrà a finire che arriveremo anche a questo, preferisco attuare il nucleare.<BR><BR>Chi ha seguito qualche tempo fa le ragioni del blackout di circa 12 ore qualche tempo fa si sarà reso conto che se Francia Svizzera e Austria decidessero di sfruttare l'energia che producono e di non darla all'Italia anche se mandiamo al massimo tutti gli attuali impianti non alimentiamo la nazione!<BR><BR>Ora è un'ipotesi forzata ok ma possiamo correre rischi anche minimi di lasciare il paese al buio? E se succede un incidente per cui queste nazioni han bisogno della propria energia noi che facciamo?<BR><BR>Non scherziamo... non scarico sui nipoti... cerco di farli sopravvivere i nipoti sperando che nel frattempo si trova altre soluzioni migliori.


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MessaggioInviato: gio apr 27, 2006 17:58 pm 

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Lunghetto ma istruttivo ed interessante. <BR>Ciao,<BR>Francesco <BR>******************************<WBR>******<BR><BR>Un fondatore di Greenpeace propone il nucleare<BR><BR>Dopo trent'anni Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace, ha capito che l'energia nucleare è una strada obbligata per affrontare la crisi energetica di oggi, e allo stesso tempo per mantenere pulito l'ambiente.<BR>Nonostante i tentativi dei mass-media di terrorizzare ancora la popolazione parlando di "centinaia di migliaia" di morti a Chernobyl, è in atto in tutto il mondo una svolta, un ritorno al nucleare. Pur accettando gli assunti anti-scientifici del Protocollo di Kyoto, in questo articolo apparso sulla stampa americana Moore spiega molto chiaramente che il nucleare è l'unica fonte energetica sicura ed economica per il futuro.<BR><BR>CONVERTIRE AL NUCLEARE<BR><BR>L'appello di un Verde<BR><BR>di Patrick Moore (co-fondatore di Greenpeace)<BR><BR>16 aprile 2006<BR><BR>Nei primi anni '70, quando collaborai alle fondazione di Greenpeace, credevo che l'energia nucleare fosse un sinonimo di olocausto nucleare, come molti miei compatrioti. Questa fu la convinzione che ispirò il primo viaggio di Greenpeace, lungo la meravigliosa costa rocciosa del nordovest, per protestare contro i test delle bombe all'idrogeno sulle Isole Aleutine in Alaska. Dopo trent'anni, la mia visione è cambiata, e penso che anche il resto del movimento ambientalista debba aggiornare la sua prospettiva, poiché proprio l'energia nucleare potrebbe essere la fonte energetica capace di salvare il nostro pianeta da un altro possibile disastro: i cambiamenti climatici catastrofici.<BR>Consideriamola in questa maniera: più di seicento impianti a carbone negli Stati Uniti producono il 36% delle emissioni statunitensi di biossido di carbonio, il primo gas-serra responsabile dei cambiamenti climatici; questa cifra rappresenta il 10% delle emissioni a livello globale. L'energia nucleare è l'unica fonte a larga scala e a basso costo che possa ridurre tali emissioni, pur continuando a soddisfare la crescente domanda di energia elettrica. Oggi, oltretutto, lo può fare in tutta sicurezza.<BR>Faccio queste affermazioni con cautela, come è ovvio dopo l'annuncio dato dal Presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad sull'arricchimento dell'uranio. "Le tecnologia nucleare è per scopi pacifici, e nient'altro", ha detto. Ma molti speculano sulla possibilità che tale processo, pur essendo dedicato alla produzione di elettricità, sia in verità una copertura per la costruzione di armi nucleari.<BR><BR>E benché io non voglia sottostimare il pericolo rappresentato dalla tecnologia nucleare nelle mani di stati canaglia, dico che noi non possiamo semplicemente mettere al bando qualunque tecnologia considerata pericolosa. Questa fu la mentalità del "tutto-o-niente" in vigore durante la Guerra Fredda, allorché qualunque espressione della tecnologia nucleare sembrava indicare una minaccia per l'umanità e l'ambiente. Nel 1979, Jane Fonda e Jack Lemmon provocarano un brivido di paura con le loro interpretazioni magistrali ne "La Sindrome Cinese", un film che evocava un disastro nucleare a seguito della fusione del nocciolo di un reattore, capace di minacciare la sopravvivenza di una città. Meno di due settimane dopo la proiezione di quel film, il nocciolo del reattore dello stabilimento atomico di Three Mile Island (Pennsylvania), si comportò come nella finzione cinematografica, causando una angoscia molto reale nella nazione.<BR>Ciò che all'epoca nessuno notò, tuttavia, fu che la vicenda di Three Mile Island terminò con un successo: la struttura di contenimento in cemento si comportò come da progetto, impedendo alle radiazioni di uscire e diffondersi nell'ambiente. Oltre ai danni subiti dal reattore, nessun lavoratore rimase né ferito né ucciso, né tantomeno gli abitanti delle zone limitrofe. Pur essendo stato l'unico incidente nella storia della produzione di energia atomica negli Stati Uniti, esso fu sufficiente a farci respingere terrorizzati qualunque altro sviluppo della tecnologia nucleare, tanto che da allora in tutto il Paese nessuna nuova centrale è stata commissionata.<BR><BR>In America, oggi, i 103 reattori attivi forniscono soltanto il 20% dell'eletticità consumata. L'80% della popolazione che vive a meno di 10 km di distanza da uno di questi reattori, li approva (senza contare gli addetti). Nonostante io non viva, come loro, nelle vicinanze di una centrale atomica, ora sono nettamente schierato dalla loro parte.<BR>Devo aggiungere che non sono l'unico, tra i vecchi ecologisti, ad aver mutato d'opinione su questo tema. Lo scienziato britannico James Lovelock, fondatore della teoria di Gaia, ha finito per credere che l'energia nucleare sia l'unica via per evitare un cambiamento catastrofico del clima. Stewart Brand, fondatore del "Whole Earth Catalog", ora dice che il movimento ambientalista deve abbracciare l'energia nucleare perché tutti possiamo affrancarci dai carburanti fossili. Alcune volte, simili opinioni sono state oggetto di scomunica dal clero anti-nucleare: il defunto vescovo britannico Hugh Montefiore, fondatore e direttore di "Friends of the Earth", fu obbligato a dimettersi dal direttivo di quella associazione, per aver scritto un articolo a favore del nucleare su una newletter ecclesiastica.<BR><BR>Ora vi sono segni di una certa disponibilità, un'apertura all'ascolto, anche presso gli attivisti anti-nucleari "duri e puri". Nello scorso dicembre, quando partecipai al convegno sul protocollo di Kyoto a Montreal, rivolsi ad un gruppo ristretto di partecipanti alcune riflessioni su un futuro all'insegna dall'energia sostenibile. Dissi che l'unico modo di ridurre le emissioni dei gas di combustione, mentre si produce energia elettrica, è quello di rivolgersi in modo deciso alle fonti energetiche rinnovabili (idroelettrica, geotermica, eolica, ecc.) insieme al nucleare. Il portavoce di Greenpeace fu il primo a intervenire nella sessione dedicata alle domande, e io mi aspettavo un bella frustata. Egli, invece, cominciò a dire di essere d'accordo con la maggior parte delle cose da me dette: pur escludendo l'opzione nucleare, lasciò intendere una netta disponibilità ad esplorare tutte le possibili opzioni.<BR><BR>Ecco perché: l'energia eolica e quella solare hanno la loro voce in capitolo, ma poiché sono imprevedibili e mancano della necessaria continuità, esse non possono rimpiazzare gli impianti più grossi e più solidi a carbone, a uranio o idraulici. Il gas naturale, un combustibile fossile, è ora troppo costoso, e il suo prezzo è fin troppo volatile perché si possa investire serenamente in impianti di grande portata. Poiché gli impianti idroelettrici hanno quasi saturato i siti adatti, il nucleare, per semplice esclusione delle alternative, rimane l'unica fonte in grado di soppiantare il carbone. Semplice, in fondo.<BR><BR>Non voglio negare che all'energia nucleare siano associati vari problemi, ma vi sono anche molti miti da sfatare. Consideriamoli con attenzione:<BR><BR>L'ENERGIA NUCLEARE E' COSTOSA.<BR><BR>Essa è invece tra le meno costose. Nel 2004 il costo medio della produzione negli Stati Uniti fu pari a poco meno di 2 centesimi di dollaro per kWh, cioè comparabile a quello delle centrali a carbone o idroelettriche. Ma i futuri sviluppi tecnologici porteranno i costi a livelli ancora inferiori.<BR><BR>GLI IMPIANTI NUCLEARI NON SONO SICURI.<BR><BR>Se a Three Mile Island la vicenda terminò con un successo, vent'anni fa l'incidente di Chernobyl fu differente. Ma si trattò di un incidente cercato. I primi modelli sovietici di centrale nucleare non avevano il guscio di contenimento del reattore. L'intero progetto era pessimo, e gli addetti fecero saltare la centrale in aria. Lo scorso anno, il forum sull'incidente di Chernobyl che ha raccolto tantissime agenzie dell'ONU ha confermato che si possono attribuire all'incidente stesso soltanto 56 decessi, perlopiù dovuti alle radiazioni o alle bruciature durante le operazioni di estinzione dell'incendio. Pur nella tragicità, quelle morti non sono che un pallido riflesso dei 5.000 decessi annui che avvengono nelle miniere di carbone di tutto il mondo. Tra l'altro, nessuna persona è mai morta a causa delle radiazioni, in tutto il programma nucleare civile degli Stati Uniti. (Il problema dei decessi da radiazione nel sottosuolo, tra i minatori di uranio dei primi anni di questa industria, è stato da lungo risolto.)<BR><BR>LE SCORIE NUCLEARI SARANNO PERICOLOSE PER MIGLIAIA DI ANNI.<BR><BR>Tra quarant'anni il carburante esausto avrà soltanto un millesimo della radioattività riscontrata al momento della rimozione dal reattore. Oltretutto, è scorretto parlare di scoria o di rifiuto, perché il 95% dell'energia potenziale è ancora contenuto in esso, dopo il primo ciclo di fissione. Ora che gli Stati Uniti hanno rimosso il bando sul riciclaggio del fissile usato, sarà nuovamente possibile usare quell'energia residua, e ridurre contemporaneamente la quota di rifiuto effettivamente bisognoso di trattamento e posa in discarica. Lo scorso mese il Giappone si è unito alla Francia, alla Gran Bretagna e alla Russia nel settore del riciclaggio del combustibile nucleare. Gli Stati Uniti non rimarranno indietro.<BR><BR>I REATTORI NUCLEARI SONO VULNERABILI AGLI ATTACCHI TERRORISTICI.<BR><BR>I contenitori del nocciolo sono fatti da uno spessore di cemento rinforzato di circa due metri. Anche se un jumbo-jet si abbattesse su un reattore, facendo crepare le pareti esterne, il reattore non esploderebbe. Vi sono molti tipi di impianti industriali diversi, che sono molto più vulnerabili (impianti a gas naturale, impianti chimici e vari altri obiettivi politici).<BR><BR>IL COMBUSTIBILE FISSILE PUO' ESSERE TRASFORMATO IN ARMI NUCLEARI.<BR><BR>Questo è il tema più scottante associato all'energia nucleare, e il più difficile da discutere, come mostra il caso dell'Iran. Ma il fatto che la tecnologia nucleare possa essere impiegata per scopi malvagi non è un valido motivo per abolirla. Negli ultimi vent'anni, uno dei più semplici utensili - il macete - è stato impiegato per uccidere più di un milione di persone, in Africa. Si tratta di un numero ben superiore al numero delle vittime uccise dalle bombe di Hiroshima e di Nagasaki.<BR>Di che cosa sono fatte le auto-bomba? Di cherosene, fertilizzanti e acciaio (quello della struttura dell'automobile). Se ponessimo un bando su tutto ciò che può uccidere, non potremmo nemmeno avere del fuoco.<BR><BR>L'unico modo per affrontare la proliferazione del nucleare è di dare a questo tema la priorità internazionale che le compete, di renderla oggetto della diplomazia e, quando necessario, di usare la forza per impedire a certe nazioni o ai terroristi di perseguire quei fini distruttivi. Si deve aggiungere che le nuove tecnologie, come il sistema di ritrattamento introdotto in Giappone di recente (nel quale il plutonio non è più separato dall'uranio), possono aiutare a rendere più oneroso e difficile l'uso di fissile da parte di terroristi o di stati canaglia.<BR><BR>Gli oltre seicento impianti a carbone producono circa 2 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio ogni anno - l'equivalente di quanto producono 300 milioni di automobili. Inoltre, il "Clean Air Council" riporta che gli impianti a carbone sono responsabili del 64% delle emissioni di anidride solforosa, del 26% degli ossidi di azoto e del 33% delle emissioni di mercurio. Questi inquinanti stanno erodendo la salute del nostro ambiente, producendo piogge acide, smog, malattie respiratorie e contaminazione da mercurio.<BR>Nel frattempo, i 103 impianti nucleari operanti negli Stati Uniti stanno efficacemente evitando l'emissione di altri 700 milioni di tonnellate di biossido di carbonio - l'equivalente di quanto prodotto da 100 milioni di automobili. Immaginate che il rapporto tra impianti a carbone e impianti a fissile fosse invertito, cosicché soltanto il 20% dell'elettricità fosse generata dal carbone, e il 60% dall'uranio: questo porterebbe lontano, in quanto a pulizia dell'aria e riduzione dei gas-serra. Ogni ambientalista responsabile dovrebbe sostenere un cambiamento in questa direzione.<BR><BR>http://www.movisol.org/znews090.htm


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MessaggioInviato: gio apr 27, 2006 18:52 pm 

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> Nonostante i tentativi dei mass-media di terrorizzare ancora la popolazione parlando di "centinaia di migliaia" di morti a Chernobyl, è in atto in tutto il mondo una svolta, un ritorno al nucleare.<BR><BR>Molto interessante. Grazie Francesco. C'è anche da dire una cosa sull'affermazione riportata sopra: solo 31 persone morirono nel disastro di Chernobyl. Tutti gli altri sono la conseguenza di una gestione disastrosa dello stesso. Tanto per dirne una, la popolazione civile non fu avvisata subito dei rischi che correva, la gente continuò ad andare nei parchi, i bambini a scuola e a giocare in strada, per diversi giorni dopo il disastro. La maggior parte dei liquidatori, ovvero di quelli che eroicamente bonificarono il reattore 4, non erano stati messi al corrente di tutti i rischi, lavorarono in condizioni vergognose, con pochissima protezione. C'è inoltre da dire una cosa che pochi sanno: dopo la costruzione del sarcofago i reattori dal 1 al 3 furono riaccesi e continuarono a produrre energia per diverso tempo.


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MessaggioInviato: gio apr 27, 2006 19:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 406
Se è per questo il reattore 4 non si fuse per malfunzionamento ma per gravi negligenze tecniche del personale. Il che la dice lunga.<BR><BR>Cmq incidenti son capitati anche in america e in giappone solo che dove c'è personale preparato e attrezzature adatte la cosa si è semplicemente risolta con pochi o zero danni se non ai macchinari che cmq non hanno riversato nell'ambiante.


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MessaggioInviato: sab apr 29, 2006 01:59 am 
Non semplifichiamo troppo il disastro di Chernobyl e quello che ha inciso sulla salute delle persone. Per favore.


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MessaggioInviato: sab apr 29, 2006 11:13 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Guarda non voglio semplificare niente semplicemente riporto i fatti. Credo che per la questione umana se ne possa discutere molto altrove anche per come è stata gestita la cosa e continua a essere gestita.


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MessaggioInviato: sab apr 29, 2006 17:02 pm 
Andiamo, minimizzare gli effetti disastrosi sulla salute NON SONO FATTI, SONO MENZOGNE.


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MessaggioInviato: sab apr 29, 2006 17:33 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Scusami ma quando mai ho minimizzato gli effetti sulla salute?<BR><BR>Se lo avessi fatto allora chiedo scusa e anzi ribadisco che a tutt'oggi dato che le autorità locali non fanno quasi niente si continuano a registrare tumori specialmente alla tiroide infantili e adolescenziali.<BR>A questo va aggiunto il dramma di strutture ospedaliere quasi inesistenti che lavorano al limite della decenza con quel poco che hanno ma soprattutto con quello che viene donato dall'estero.<BR><BR>Aggiungiamo che i morti erano in parte evitabili se le autorità locali avessero evaquato decentemente la zona. Ricordiamoci infatti che oltre alle persone immolate per bonificare il reattore all'interno senza peraltro avvertirli dei rischi, anche la popolazione civile è stata evaquata MOLTO tardivamente con conseguente aumento esponenziale di tumori, anomalie genetiche, addirittura bruciature da radiazione.<BR><BR>Quindi assolutamente anche se sono per la costruzione di centrali in Italia dato che cmq non abbiamo alternative ci tengo che tutti sappiano che i rischi sono questi anche se molto improbabili.<BR><BR>Infine per darvi un'idea... studi effettuati sulle precipitazioni a MILANO a varie scadenze dopo l'esplosione di Cernobyl dimostrarono che alcune polveri radioattive di erano diffuse nell'atmosfera e poi riprecipitate con la pioggia. Se non erro il dato fu all'inizio anche abbastanza allarmante, sempre ovviamente parlando di dati e quantità infinetesimali.


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MessaggioInviato: sab apr 29, 2006 19:23 pm 
Io prima di rivolgermi al nucleare preferisco provare le altre fonti ecocompatibili e investirvi moltissimo, da subito, anzi DA IERI.<BR>Non solo, ma anche eliminare gli sprechi e le dispersioni. <BR>Quindi obbligherei l'Enel a fare tariffe EFFETTIVAMENTE vantaggiose per i consumi serali, notturni e festivi. Ma tariffe COMPRENSIBILI e non come quelle che ci sono sul suo sito internet !!!


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MessaggioInviato: gio mag 18, 2006 14:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 803
> Quindi obbligherei l'Enel a fare tariffe EFFETTIVAMENTE vantaggiose per i consumi serali, notturni e festivi. Ma tariffe COMPRENSIBILI e non come quelle che ci sono sul suo sito internet !!! <BR><BR>C'è un solo modo: concorrenza. Altrimenti, con i calmieri si uccid eil mercato.


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MessaggioInviato: sab mag 27, 2006 23:19 pm 
In data 25/10/2000 il Prof. Carlo Rubbia - Presidente dell'ENEA - interveniva al convegno "L'energia fredda e le fonti rinnovabili - In ricordo di Giuliano Preparata", dichiarando:  "...la fusione fredda è partita col piede sbagliato" creando eccessive aspettative.  Ma la ricerca deve continuare "i tempi potrebbero essere più brevi con maggiori finanziamenti." e inoltre:  "abbiamo una buona teoria, adesso cominciamo a fare un lavoro scientifico, le applicazioni verranno dopo."<BR>Era ora.  In tre anni i nostri ricercatori (giovanissimi, entusiasti, poco o nulla pagati e precarissimi) hanno fatto tutto il possibile nonostante gli scarsissimi mezzi, e i risultati sono arrivati...  ...in barba ai detrattori più o meno interessati all'occultamento! <BR><BR>Che direbbero gli scettici se, dopo anni di disinformazione, fossero costretti a rispondere pubblicamente sul fatto che all'ENEA di Frascati è stata definitivamente confermata la natura nucleare delle reazioni che avvengono nella fusione fredda?<BR>Ecco la lapidaria conclusione dello studio:<BR>"La presenza, verificata sperimentalmente, di 4He rappresenta la prova definitiva della natura nucleare del processo."<BR>E speriamo che con ciò - per chi vuole davvero capire - sia definitivamente risolta la diatriba principale, sul fatto se le reazioni sono di natura chimica o fisica.  Il che dovrebbe logicamente dare il via a ricerche successive...<<BR>          ----------------------<BR><BR>Eppure non è mica necessario essere dei valenti dietrologi per immaginare come le scelte vengano SEMPRE fatte secondo gli interessi dei grandi gruppi economici e MAI dei cittadini-consumatori-utenti o cosa accidenti sono.<BR>Guardarsi appena appena in giro, magari un'occhiata alla lavatrice o alle proprie scarpe, e lo si vede subito.<BR><BR> By<BR>                         Giorgio


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MessaggioInviato: dom gen 21, 2007 13:43 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 440
Tolti gli altri argomenti contro il nucleare, c'è da dire che però si consuma un sacco d'acqua per far funzionare gli impianti.


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MessaggioInviato: dom gen 21, 2007 16:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
In Risposta a cielo 70<BR>>Tolti gli altri argomenti contro il nucleare, c'è da dire che però si consuma un sacco d'acqua per far funzionare gli impianti.<BR>----<BR><BR>Consuma? <BR>Nulla si crea, nulla si distrugge. <BR>L'acqua viene usata per raffreddare (sono circuiti diversi quelli interno del nocciolo e quello esterno) e quindi evapora, va nell'atmsfera e prima o poi ricade sotto forma di precipitazione (acqua o neve). Nessun consumo, nessuno spreco. <BR><BR>[Aggiunta in edit] <BR>Poi c'è il problema degli apporti calorici. Si sottrae dal fiume acqua a temperatura normale e la si rende a valle con una temperature superiore di qualche grado e decimo di grado, modificando gli equilibri termici. <BR>Cosa pero' che accade anche con le attuali centrali termoelettriche. <BR>[Fine EDIT] <BR><BR>Parlerei, quello si', del prelievo idrico sui grandi fiumi, che già oggi sono magri .... ma questo vale anche per le dighe, che sono uno dei sistemi piu' ecologici di fare energia, se rispettano i volumi (apporti) idrici minimi dei fiumi e non sono opere faraoniche come Assuan e quella cinese, che cambiano il clima di interi continenti. <BR><BR>Come diceva Machiavelli, tutto netto sansa difetto, non si puote. <BR>Vuol dire che se cerchi il pelo nell'uovo, lo trovi ovunque. <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco


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