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MessaggioInviato: sab mag 13, 2006 22:48 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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>Per farti un altro esempio ai giardini pubblici quest'inverno un cane prese <BR>>l'elettroshock a un tombino... (niente di grave eh è sopravvissuto) solo <BR>>che chiamaro i controlli... venuti i controlli esordiscono con... ah finalmente <BR>>l'abbiamo trovato... erano mesi che si disperdeva quantità enormi di energia <BR>e non capivamo che fine facesse... in pratica han scaricato a terra energia per mesi...<BR><BR>Darkon 10/05/2006 13:33<BR><BR>Il guasto verso terra viene rilevato da interruttori differenziali (bi-tri-quadripolari) che disattivano la fonte di energia elettrica in tempi ordinariamente compresi tra gli 8 e 120 millisecondi.<BR><BR>Che una parte metallica (tombino) assuma un certo potenziale dovuto ad un contatto diretto con una parte in tensione (conduttore) è più che possibile.<BR><BR>Ciò che non è possibile è la dispersione di energia in quanto le protezioni poste all'origine dell'impianto elettrico intervengono nei tempi sopra riportati.<BR><BR>In realtà poi, sotto forme diverse si verificano abbondanti sprechi di energia.<BR><BR>Se l'interruttore crepuscolare accende le luci di una piazza alle ore 17,00 nel mese di maggio e la manutenzione comunale provvede alla sostituzione sul finire del mese di settembre siamo nel caso di energia sprecata inutilmente.<BR><BR>>Scusa eh ma piuttosto che darlo in appalto alla Cina che non sai nemmeno se <BR>>per farli sfrutterà persone penso sia meglio pagarli qualcosa di +! A tutto c'è un limite<BR><BR>====================<BR><BR>Seguo da oltre trent'anni (in occasione della prima crisi petrolifera del 1974) la possibilità d'impiego del fotovoltaico.<BR><BR>Non riesce ad essere preso in considerazione per l'alto costo delle celle.<BR><BR>Il fotovoltaico ovviamente non risolve il problema energetico nazionale, ma serve da supporto.<BR><BR>In questo momento dobbiamo mettere in campo tutte le fonti di energia possibili.<BR><BR>>Vedi con questo voglio dirti che il tuo progetto sarebbe bellissimo ma come <BR>>lo realizzi nella realtà? Dove non si riesce a mantenere una linea elettrica<BR>> all'efficienza normale te vorresti che fosse ottimizzata!?!?<BR><BR>========================<BR>Il problema dello smaltimento dei rifiuti è primario in questo Paese.<BR><BR>La Campania manda treni di rifiuti in Germania per lo smaltimento.<BR><BR>Proviamo a risparmiare su questi costi e trarre profitto dalla conversione in energia elettrica dovuta ad una buona parte dei rifiuti.<BR><BR>******************<BR><BR>In materia di sprechi l'italian people non è secondo a nessuno.<BR><BR>Non un problema di adesso, è conseguente alla fine della ricostruzione e al primo boom economico degli anni '60.<BR><BR>Da oltre trent'anni le vie d'accesso a Milano sono intasate nelle ore di punta. <BR><BR>Le tangenziali sono percorribili a passo di lumaca.<BR><BR>Gli sprechi di carburante sono consistenti.<BR><BR>Eppure nessuno prende provvedimenti.<BR><BR>In primo luogo i governi, compresi quelli di cs.<BR><BR>Motivazione.<BR><BR>La tassa diretta sul carburante è pari al 66% del costo totale.<BR><BR>Nessun governo andrà mai a risolvere questi problemi con un gettito continuo di denaro di questo tipo.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: mar lug 25, 2006 12:06 pm 
Interessante questa intervista a franco Bernabe'.<BR>Nell'intervento del 3/5/06 sostenevo la stessa tesi, cioè il ruolo preponderante dell'attività finanziaria dietro l'aumento dei prezzi petroliferi. Se lo dice anche lui che  un vero esperto del settore, mi conforta. :-)<BR><BR>ciao<BR>Babar<BR>=======================<BR><BR>La crisi in Medio Oriente incendia il prezzo del petrolio? Franco Bernabè è tranchant nella risposta: <BR><BR>«In realtà c'entra poco o nulla». L'attuale vicepresidente di Rothschild Europa, che dal 1992 al 1998 ha ricoperto la carica di amministratore delegato dell'Eni, non ama i luoghi comuni. Ricercare un reale ed immediato nesso di causa-effetto tra la crisi in Libano e il recente record del Brent a 77 dollari al barile è sbagliato. <BR><BR>«Certo - sottolinea Bernabè - le quotazioni, negli ultimi tempi, sono salite molto ma questo è conseguenza dell'enorme mole di strumenti finanziari legati all'oro nero. Ormai, l'80% degli scambi sul mercato oil sono di natura finanziaria e questo, giocoforza, ha un effetto moltiplicatore degli eventi reali». <BR><BR>Insomma, è la speculazione a giocare un ruolo determinante e il recente boom della quotazione del barile è indipendente da un reale gap tra offerta e domanda. «Io non credo - afferma Bernabè - che i paesi arabi produttori realizzeranno un embargo come, per esempio, quello del '73. <BR><BR>L'Opec, dal canto suo, non ha capacità di riserva e quindi più che incidere sull'andamento si adegua agli umori del mercato. Alla fine, la recente fiammata ha più il sapore della finanza e che quello di un'ulteriore stretta sul lato dell'offerta». <BR><BR>Ma per quanto tempo riusciremo a convivere con questi livello di prezzo? I livelli attuali saranno sostenibili fino a quando l'economia mondiale resterà in forte crescita, come è successo negli ultimi tre/quattro anni. Molti esperti sostengono che i giacimenti di petrolio vanno esaurendosi.. Io penso che, allo stato attuale, le risorse fisiche non scarseggino. A ben vedere, la questione è strettamente legata al prezzo del barile. A fronte, infatti, di giacimenti sempre più difficili da sfruttare, se io posso vendere il petrolio a prezzi così alti, ho un ampio margine di manovra per sviluppare quelle tecnologie che mi permettono l'estrazione. Anche la più complessa. <BR><BR>Ma è solo speculazione? Spesso le società petrolifere sono accusate di aver dimenticato proprio l'innovazione: scarsi investimenti in tecnologia che, a fronte di giacimenti sempre più difficilmente accessibili, fanno aumentare i prezzi d'estrazione. Il ritardo esiste. Però non è affatto semplice convincere una società ad impegnarsi quando, per esempio, i giacimenti delle sabbie bituminose canadesi sono profittevoli già con un prezzo al barile di 25 dollari. <BR><BR>In questa situazione Lei crede che le aziende di un paese come l'Italia, storicamente carente di materie prime, possano pagare un duro scotto? Non sono tropo pessimista. Il tessuto industriale italiano è formato da molte società di servizi che svolgono un'attività dove la voce petrolio non incide eccessivamente. È chiaro: la bolletta energetica creerà qualche problema. Ma non lo considero un problema insuperabile per il sistema Italia. Anche perché c'è da rilevare un altro aspetto. <BR><BR>Vale a dire? Il prezzo del petrolio negli ultimi due anni si è duplicato ma questo non ha dato vita a fenomeni inflattivi preoccupanti. L'indice dei prezzi al consumo, nell'area dell'euro, si è mantenuto attorno al 3-4%. E questo grazie alla forte crescita dei paesi emergenti, o della stessa Cina, che hanno permesso di assorbire il fenomeno. A ben vedere, esiste ben altra spada di Damocle, a livello di sistema. Quest'ultima sì, veramente rischiosa. E nessuno, però, ne parla. <BR><BR>A cosa si riferisce? Dopo l'11 settembre abbiamo assistito ad un'enorme iniezione di liquidità da parte delle banche centrali. Le quali, attraverso una politica monetaria espansiva (cioè tassi d'interesse bassi, ndr), hanno di fatto favorito l'esplosione di strumenti finanziari che sfruttano il debito. Basta pensare, per esempio, ai buy out funds. Il costo del denaro così basso, però, ha annullato il premio di rischio dando vita ad una sorta di peccato originale. <BR><BR>Cosa vuol dire? La maggioranza di queste operazioni è stata certamente realizzata in maniera corretta. Ma l'eccessivo ricorso a simili prodotti finanziari avrà sicuramente permesso, da qualche parte, la creazione di un baco nel sistema. Che, prima o poi, esploderà in maniera certamente non indolore. <BR><BR>Una crisi finanziaria che sarà incontrollabile? No, non penso questo. Sarà una crisi dura, paragonabile a quella del 1987. Ma la natura stessa dei mercati finanziari permetterà di fare da barriera contro la valanga.<BR><BR> In quale modo? La sofisticazione finanziaria, sostenuta anche dal diffuso utilizzo di complessi sistemi tecnologici e modelli matematici, di fatto spalma su più soggetti il singolo rischio. E questo impedirà il crollo generale. <BR><BR>Bloomberg - Borsa & Finanza


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MessaggioInviato: sab ago 12, 2006 20:11 pm 
In Risposta a magamag0<BR><BR>credo che l' estitica prevalga <BR>su oblighi di cui hai scritto <BR>poi ti invio un articolo tratto da ecoage.com<BR>Perché installare i pannelli solari fotovoltaici? Prima di tutto rispondiamo a questa semplice domanda in modo pratico e diretto: <BR>installare sul proprio tetto 8 metri quadri di pannelli fotovoltaici consente di abbattere per almeno 25 anni la propria spesa per l'energia elettrica. <BR><BR>Il costo dell'installazione oscilla intorno ai 9-10.000 euro, in altre parole pari a una normale automobile utilitaria. Chiedendo diversi preventivi a più aziende installatrici il costo può anche essere anche inferiore rispetto a quanto indicato. Il rapporto prezzo/rendimento dei pannelli solari è in trend discendente da anni.<BR><BR>Esistono agevolazioni regionali per ottenere finanziamenti agevolati e contributi pubblici per affrontare la spesa iniziale. Molte Regioni hanno già attivato un bando per richiedere contributi o finanziamenti a fondo perduto. <BR>L'energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra. L'energia solare ci offre anche una possibilità di liberarci dal peso della bolletta dell'elettricità e migliorare la qualità di vita. <BR><BR>Detto questo, possiamo approfondire il tema e scoprire cosa sono i pannelli fotovoltaici e come producono energia elettrica tramite la luce solare. Alcuni materiali come il silicio possono produrre energia elettrica se irragiati dall'energia solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni '50 di realizzare la prima cella fotovoltaica della storia dell'uomo, una cella in grado di produrre direttamente energia elettrica se esposta ai raggi del sole. Lo stesso nome "fotovoltaico" esprime in sè tutto il significato della scoperta, "foto" deriva da "luce", "voltaico" deriva invece da Alessandro Volta, inventore della batteria. <BR><BR>Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un "modulo" (cd modulo fotovoltaico o modulo FV). I moduli sono collocati in serie nei pannelli da installare sui tetti delle abitazioni o in qualsiasi spazio esposto alla luce solare (terrazze, terreni, ecc.). <BR><BR>In Italia e nel mondo, i pannelli fotovoltaici stanno conquistando rapidamente il favore dei consumatori e delle famiglie. Il vantaggio è evidente, investendo in un impianto fotovoltaico casalingo si abbatte il costo dell'energia elettrica per almeno 25-30 anni e, nel momento in cui l'Italia approverà la normativa europea sul "conto energia", i proprietari di pannelli solari fotovoltaici potranno anche ottenere un reddito mensile netto (profitto) in funzione dell'energia elettrica prodotta dai pannelli.<BR>saluti,bandini


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MessaggioInviato: mer gen 03, 2007 14:38 pm 

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D'accordissimo.<BR><BR>Ma non solo.<BR><BR>Anche l'isolamento termico degli alloggi dovrebbe per legge avere lo standard tedesco, già applicato a Bolzano.<BR><BR>E' uno scandalo che a Palermo si spenda per riscaldare le case più (e magari molto di più) di quello che si spende a Bolzano.


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MessaggioInviato: mer gen 03, 2007 14:40 pm 

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<<Poi per quanto riguarda i pannelli solari non è cosa fattivile. L'energia che producono è costosissima. Partiamo da un dato effettivo... l'efficienza del pannello solare ad oggi è la più bassa. Qualsiasi altro metodo di produzione energetica è meno costoso del pannello solare. Quindi con tutto questo voglio dire che nessun privato piastrellerà il tetto di pannelli e una legge che lo obbliga creerebbe grossi problemi a meno che le spese di installazione non siano a carico dello stato.>><BR><BR>E allora i Tedeschi, che immagino abbiano meno sole di noi, ed hano diffuso a tappeto i pannelli fotovoiltaici?<BR><BR>Tutti scemi?


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MessaggioInviato: mer gen 03, 2007 14:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
Messaggi: 74
<<Attenzione: la stragrande maggioranza del fabbisogno energetico NON è per uso domestico, ma industriale. >><BR><BR>Il fabbisogno domestico ed industriale in Italia sono praticamente equivalenti.


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MessaggioInviato: mer gen 03, 2007 14:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
Messaggi: 74
<<Ora mi permetto di fare un po di conti.<BR>15000 euro per tre appartamenti perchio' 5000 euro per ognuno.<BR>Abbondiamo 10000 euro per appartamento nuovo costruito 9Obbligatorio per legge da emanarsi) considerato che un appartamentino di periferia chiedono 100.000 /150.000 euro ed anche piu' l'incidenza della spesa di 10.000 euro e' sopportabile enon stravolge il mercato immobiliare. Durano 20/25 anni e percio'10.000 diviso 20 fa 500 euro all'anno di ammortamento emettiamoci pure 150 euro per manutenzioni e riparazioni fa 650 euro all'anno.>><BR><BR>Nel conteggio metti anche che se i nostri governi avessero un po' di buona volontà, potrebbero dedicare un po' di quattrini ad incentivare tali iniziative, invece che puntare su mega opere come degassificatori o stoccaggio sotterraneo di gas, che tra l'altro sono anche devastanti per l'ambiente (per l'impatto visivo, ma non solo).


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MessaggioInviato: sab gen 20, 2007 21:48 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 440
Riguardo all'energia solare ci sono delle tecniche innovative come quella degli specchi solari di Archimede, scoperta da Rubbia, che purtroppo è stato fatto scappare all'estero. C'è poi, nel fotovoltaico, la scoperta in Canada della vernice a raggi infrarossi che consente di quadruplicare la possibilità di trasformare l'energia solare in elettrica e di non disperdere l'energia del sole durante le giornate nuvolose. Il problema è che, visto che in Italia domina l'affarismo e su queste tecnologie non si può speculare, si mettono i bastoni fra le ruote a chi vuole migliorare le condizioni di vita dell'umanità.


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