Oggi è lun lug 23, 2018 19:30 pm


Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Forum bloccato Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 10 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab gen 28, 2006 23:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
Messaggi: 2
fonti rinnovabili<br>Vorrei sapere se il fotovoltaico e l'eolico sono convenienti. Perchè essendo del profondo SUD il sole ed il vento sono una costanza per buona parte dell'anno.Io credo che con buoni incentivi e poca burocrazia si possa incominciare a produrre energia pulita.


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: dom gen 29, 2006 10:27 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
Messaggi: 5
Re: fonti rinnovabili<br>Vai sul sito www.energoclub.it e troverai una buona documentazione per rispondere alle tue domande


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mer feb 01, 2006 16:23 pm 
diamoci all'alcool<br>NEW YORK (FORTUNE) - President Bush -- former oil man, son of an oil man, coached by the former chief executive of Halliburton -- held forth Tuesday night on why America needs to be doing a better job of promoting renewable fuels. <br> <br>"America is addicted to oil, which is often imported from unstable parts of the world. The best way to break this addiction is through technology," Bush said in the State of the Union address. <br>This is the Nixon going to China of renewable fuels. Of course, if the price of a barrel of oil was closer to $40 instead of $68, it's unlikely President Bush would even be talking about alternative energy. But oil isn't at $40, and Bush is talking about ways to cut down our use of petroleum, 60 percent of which we import. <br>As part of an "advanced energy initiative," Bush said the United States should reduce its reliance on foreign oil by using technology to develop alternative energy sources, such as ethanol-blended gasoline and hydrogen fuel cells to run pollution-free vehicles. The president set a goal to replace more than 75 percent of U.S. oil imports from the Middle East by 2025. <br>Last year's energy bill -- among other things -- mandated the use of 7.5 billion gallons of ethanol by 2012. Last year, Americans consumed about 4 billion gallons of ethanol, nearly all of it added to gasoline in a 90 percent gas/10 percent ethanol blend. In recent interviews, the president has been talking up the virtues of flexible fuel vehicles that can burn a blend of 85 percent ethanol called E85. <br>These are ordinary cars whose engines include a sensor that allow them to burn the higher ethanol blend. The president could propose tax credits for driving flexible-fuel vehicles or give automakers tax breaks for building them. <br>Already, there are more than 5 million flex-fuel vehicles on the road in the U.S. The car companies built them primarily to satisfy corporate fuel-efficiency requirements. The problem with promoting flex-fuel cars as well as E85 as the alternative fuel to run them is what former CIA Director James Woolsey calls the classic "Alphonse-Gaston" problem. <br>Not only do most people who own one not know they already have a car that can burn gasoline or ethanol, there's almost nowhere for them to fill up with ethanol. Fewer than 600 of the 170,000 gasoline stations in the U.S. sell E85. It isn't clear who's going first here, Alphonse or Gaston. (Woolsey is involved with a group called the Set America Free Coalition. Their thoughts on energy security are worth reading.) <br>To be a success, ethanol will have to be made from agricultural products other than corn. Such cellulosic ethanol could come from prairie grass and wood chips, for example. The Department of Energy has estimated that ethanol derived from such sources could make up 30 percent of overall gasoline consumption in 25 years. (Click here for more about how ethanol could help break the country's dependence on foreign oil. ) <br>Private industry already is working on ways to ramp up ethanol production. But if President Bush is serious about helping that process along, he'll need to suggest ways to make flex-fuel vehicles more than an empty promise. Of course, just by talking about alterative fuels the president sends a signal, especially to the gas-guzzling, anti-conservation crowd he knows well. Look where China is 35 years after President Nixon made it possible for the West to business there. <br> <br>ciao <br>babar


Top
  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven feb 10, 2006 17:59 pm 
energia elettrica<br>- A gennaio scorso l'Italia - si legge in una nota di Terna - ha chiesto 29,3 miliardi di kWh, il 4% in più dello stesso mese dell'anno scorso. Un incremento che si ridimensiona al 3,2% tenendo conto della differenza di calendario (una giornata lavorativa in più a gennaio 2006 rispetto a quello 2005). A livello territoriale l'andamento della domanda a gennaio registra un incremento in tutte le aree del paese: +4,2% al Nord, +3,9% al Centro, +3,7% al Sud. Nel mese di gennaio 2006 - conclude la nota - il fabbisogno italiano di energia elettrica è stato coperto per il 92,8% con la produzione nazionale e per il restante 7,2% dal saldo tra le importazioni e le esportazioni. In particolare, la produzione nazionale netta (28,0 miliardi di kilowattora) è aumentata del 14,3% rispetto al corrispondente mese del 2005 con un aumento della produzione termoelettrica (+18%) e di quella geotermoelettrica (+3,7%), mentre sono diminuite le produzioni idroelettrica (-8,6%) ed eolica (-2,2%). <br> <br>Fonte: ANSA 10 febbraio 2006


Top
  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun mar 27, 2006 16:25 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 3
Sono uno studente di Ingegneria Ambientale e proprio tra un paio di settimane mi laureerò con una tesi sui piccoli impianti eolici per uso domestico.<BR><BR>Il costo di costruzione e manutenzione di un impianto eolico o solare è, in media, "simile" a quello di un impianto tradizionale, ma con una profonda diffferenza: infatti nel caso di un impianto eolico o solare quasi tutti i costi sono concentrati all'INIZIO, ossia per comprare ed installare tutti i componenti. Da quel momento in poi, i costi di manutenzione sono praticamente irrisori. Pertanto "spalmando" la spesa iniziale nei vari anni in cui si prevede che il tuo impianto possa funzionare ottieni il costo medio. Il fatto che quasi tutta la spesa debba essere fatta all'inizio è un grosso handicap per i privati che hanno solitamente poche risorse economiche, per questo lo Stato presenta dei sistemi di incentivazione.<BR><BR>Per valutare "quanto" sia conveniente un impianto solare o eolico devi considerare quanta energia produce il tuo impianto durante tutto il suo ciclo vitale (mediamente pari a circa 30 anni). Dopodichè, conoscendo qual'è il costo dell'impianto stesso, sei in grado di stabilire il costo "medio" dell'energia. Poichè, come me, sei del Profondo Sud, i costi di costruzione di un impianto solare fotovoltaico si recuperano in meno tempo rispetto ad un impianto installato nel Nord. Per l'eolico dipende esattamente da "quanto" vento c'è nel sito che hai scelto.<BR><BR>Inoltre i sistemi di incentivazione statale per le due tipologie di impianto sono abbastanza diversi.<BR>Per il solare, esiste, da poco, il cosiddetto "conto energia". Per ogni chilowattora (d'ora in avanti kWh) che produci, ti viene riconosciuto un importo, se non sbaglio pari a 45 centesimi di euro per kWh, e questo per circa 20 anni. In questo modo un impianto costruito nel Sud Italia si ripaga in 6-7 anni, uno nel Nord Italia anche in 8 o 10. Dopo che ti sei "ripagato" l'impianto inizi concretamente a guadagnare. Il costo di un impianto solare è però abbastanza elevato.<BR>Nel caso di un mini-impianto eolico, il finanziamento è noto come "net metering" o "scambio sul posto": in questo caso il gestore elettrico ti riconosce l'energia che produci tu, decurtandola dalla bolletta. Pertanto il "guadagno" in questo caso è rappresentato dai soldi in meno che paghi in bolletta. Se per caso ti viene compensato di più di quello che hai effettivamente consumato, non ti arrivano soldi, ma ti viene riconosciuto un credito per l'anno successivo. Questo sistema, meno remunerativo, è dovuto al fatto che il costo di un impianto eolico è, a parità di energia generata, circa un ottavo del costo di un impianto fotovoltaico. Il tempo in cui ti ripaghi l'impianto dipende dalla ventosità del sito, e comunque in media si aggira sempre in qualche anno.<BR><BR>Purtroppo adesso non so dirti con precisione i costi. Siti di riferimento: cerca "fonti rinnovabili" su un qualsiasi motore di ricerca e trovi un sacco di roba (forse troppa).


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven ago 25, 2006 12:28 pm 
LONDRA - Se in casa abbiamo bisogno di energia andiamo in cerca di una presa di corrente. La 220 dei nostri appartamenti è infatti l'unica fonte alla quale ci possiamo rivolgere, ma in realtà l'energia ci circonda e rimbalza per tutto l'ambiente in cui ci muoviamo. <BR><BR>Mentre stiamo seduti e leggiamo produciamo energia (circa 100 watt), ogni passo che muoviamo produciamo energia (tra i 5 e i 7 watt), persino i fastidiosi rumori che arrivano dalla strada e fanno vibrare i vetri sono carichi di energia. <BR><BR>Il problema, che per il momento ci obbliga a infilare la spina nella presa, è che tutta questa energia si disperde, non c'è modo di metterla insieme e sfruttarla. Non sappiamo "raccoglierla", per usare la traduzione letterale dell'espressione inglese "energy harvesting" che indica la tecnologia che si occupa di esplorare questo campo scientifico. <BR><BR>Presto però le cose potrebbero cambiare. Il primo prototipo di una piccola centrale elettrica alimentata grazie all'energy harvesting è atteso infatti entro la fine dell'anno. A realizzarlo sarà "The facility architects", un grande studio di progettazione inglese che pensa di riuscire a imbrigliare la corrente prodotta dal camminare dei passeggeri della metropolitana londinese. <BR><BR>Incaricato di sviluppare il progetto, che come molte altre innovazioni tecnologiche nasce inizialmente da una necessità militare, è un ingegnere, Jim Gilbert. "Un paio di anni fa - racconta Gilbert - mi è stato chiesto di mettere a punto un generatore di corrente alimentato dai colpi dei talloni all'interno degli anfibi dei soldati in marcia. L'energia prodotta avrebbe permesso di risparmiare la fatica di doversi portare dietro pesanti batterie. Riuscire a proteggere il congegno dallo sporcarsi o bagnarsi si è rivelato però molto complicato". Un inconveniente che nella nuova applicazione dovrebbe scomparire, anche se le difficoltà a tradurre questo sogno in realtà non mancano di certo. <BR><BR>L'idea è quella di dotare il pavimento di alcune stazioni della metropolitana particolarmente affollate di generatori a pressione idraulica in grado di "catturare" i watt prodotti da ogni passo. "Alla Victoria station ad esempio - aggiunge l'architetta della "Facility" Claire Price - nelle ore di punta transitano circa 34 mila passeggeri che camminando producono un'energia che correttamente catturata potrebbe alimentare 6500 lampade a led". <BR><BR>Sfruttare il frenetico viavai dei pendolari, i "commuters", sarebbe però solo il primo passo lungo una strada che potrebbe riservare grandi opportunità. Nei progetti futuri della "Facility architects", che dovrà comunque testare a lungo il prototipo (esistono però già delle intese con potenziali clienti asiatici), c'è anche la realizzazione di micorgeneratori in grado di usare le vibrazioni dei treni o delle automobili di passaggio per dare corrente all'illuminazione pubblica. <BR><BR>Per il momento non si tratterebbe di sostituire la normale alimentazione, ma di rendere possibile l'installazione di nuovi lampioni lì dove ora i costi per trasportare la rete tradizionale lo impediscono. <BR><BR>"Successivamente le applicazioni potrebbero essere infinite - spiega ancora Price - soprattutto per monitorare quanto accade negli edifici e renderli più efficienti dal punto di vista energetico, segnalando se le luci sono accese inutilmente o se qualcuno ha dimenticato una finestra aperta". Un ventaglio di possibilità che conducono tutte nella stessa direzione: "La speranza è che un giorno fare un passo lungo il corridoio di una metropolitana corrisponda a fare un passo verso la salvezza del Pianeta". <BR><BR>fonte: Repubblica.it


Top
  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven ago 25, 2006 20:10 pm 
ho visto la registrazione di quark <BR>della puntata di ieri sera <BR>vi sono giovani ragazzi che addirittura hanno realizzato una vettura anche se solo un prototipo <BR>non tecnologicamente realizzabile cosi com' è che faceva la bellezza di 2250 km con un litro di carburante alla faccia dell' inquinamento spero che questi prototipi non rimangano solo progetti ma che i grossi se ne interessino<BR>saluti,bandini


Top
  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mer ago 30, 2006 15:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 168
Concordo sostanzialmente con nomade.<BR>mi sono laureato ormai 4 anni fa in ing. meccanica, con una tesi sulla fattibilità di impianti eolici nella mia regione (Liguria).<BR>In realtà solitamente il tempo per ammortizzare il costo di un impianto è molto minore dei 30 anni, per essere conveniente, ma con i certificati verdi (che all'epoca c'erano ora non so) era possibile, in presenza di un sito adatto, ammortizzare l'impianto in circa 8 anni se non ricordo male.<BR>In ogni caso, dipende primariamente sia da quanto vento c'è, sia dal luogo di installazione (se le turbine le si vogliono installare per esempio off.-shore in mare aperto, probabilmente ci sarà più vento ma il costo di installazione diventa enorme e qui da noi proibitivo).<BR>Per il solare invece, sempre all'epoca, ricordo che il costo a kilowattora, considerando un ammortamento di 8 anni, era in generale superiore a quello dell'eolico, anche a causa di una produzione ridotta rispetto all'eolico e anche in presenza dell'incentivazione.<BR>In generale poi, per quanto riguarda l'eolico, il costo "ottimale" della turbina , o meglio il rapporto prezzo/potenza nominale, sta rendendo più convenienti, via via che passano gli anni, le turbine di dimensioni medio grandi, ricordo che all'epoca iniziavano appena a diventare convenienti turbine da 50 metri di torre, da 750-1Mw di pot. nominale (non vorrei dire castronerie, non mi occupo piu di queste cose da tempo e non ricordo bene).<BR>E' tuttavia ovvio, che dove il vento scarseggia, non conviene e non ha senso installare turbine gigantesche e può non aver senso installare turbine eoliche indipendetemente dalla dimensione....


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mer ago 30, 2006 15:25 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 168
>Mentre stiamo seduti e leggiamo produciamo energia (circa 100 watt), ogni passo che muoviamo produciamo energia (tra i 5 e i 7 watt), <BR><BR>bah, e l'hanno pubblicato su repubblica?<BR>Speriamo non sia questa la nostra politica energetica :)


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio set 14, 2006 17:02 pm 
BASTA un investimento di 800 dollari per fare il pieno gratis e aiutare allo stesso tempo l'ambiente. <BR><BR>L'America costretta a fare i conti con un caro benzina senza precedenti nella sua storia sta scoprendo le virtù di un dispositivo in grado di far correre un'auto diesel con olio vegetale, anche se è già stato usato per friggere. Il merito è soprattutto della Greasecar, una piccola azienda del Massachusetts, che vende online a cifre abbordabili i kit con tutto l'occorrente per fare il grande salto.<BR><BR> Basta andare sul sito, selezionare il modello di macchina che si vuole convertire, ed è possibile ordinare via internet il necessario. <BR><BR>Non si tratta di passare al biodiesel (è qualcosa di completamente diverso) e tantomeno di aggiungere olio per uso alimentare al normale gasolio in percentuali variabili, come pure molti automobilisti giurano di fare con successo anche in Italia.<BR><BR> La novità decisiva del sistema Greasecar è che all'automobile viene aggiunto un secondo serbatoio per l'olio, così come avviene per il passaggio al gpl o al metano. Un accorgimento che pare sia in grado di scongiurare gli inconvenienti dai quali i produttori di automobili mettono in guardia chi opta per il "fai da te" con olio di colza o di semi di girasole. <BR><BR>La vettura, una volta installato il kit Greasecar, conserva la doppia alimentazione e dopo l'accensione a diesel, passa all'olio nel giro di qualche minuto quando quest'ultimo si è scaldato alla temperatura necessaria per essere bruciato dal motore. Prestazioni e consumi, garantisce anche l'esperto di automobili del New York Times che ha testato il dispositivo per i suoi lettori nel corso di un viaggio di 160 miglia a bordo di una Volkswagen Jetta Tdi, rimangono sostanzialmente invariati. <BR><BR>A parte il fatto che bisogna ricordarsi di tornare al diesel qualche minuto prima di fermarsi per permettere ai tubi del carburante di spurgarsi, l'inconveniente più grave, osserva ironicamente il giornalista Jim Norman, è con l'olio usato si lascia una scia vagamente puzzolente di patatine o di pesce, a seconda del ristorante o del McDonald's dove si è fatto il pieno. <BR><BR>Secondo la Engine Manufacturers Association, l'associazione dei costruttori di motori statunitensi, in realtà non è ancora chiaro quali possono essere le conseguenze di lungo termine su un'auto alimentata a olio fritto, ma il presidente e fondatore della Greasecar Justin Carven garantisce che ci sono ancora in circolazione vetture che hanno installato il kit 200mila miglia fa. Ora l'ambizione della sua azienda è quella di ottenere la certificazione dell'Epa, l'ente Usa per la tutela dell'ambiente che al momento vieta l'utilizzo dell'olio vegetale come carburante e punisce chi modifica la sua auto con un'ammenda di 2.750 dollari. <BR><BR>Oltre all'evidente risparmio per il portafoglio, usare quanto avanza da un fritto ha anche dei grossi vantaggi ambientali. Tra gli ecologisti il dibattito sui pro e i contro di un uso massiccio dei carburanti di origine agricola è in pieno svolgimento (riducono le emissioni e la dipendenza dal petrolio ma rischiano di massacrare biodiversità e risorse idriche), ma al momento ristoranti e rosticcerie sono felici di disfarsi gratuitamente dell'olio esausto che ha altrimenti un elevato costo di smaltimento, anche se il gioco della domanda e dell'offerta potrebbe cambiare presto le cose. <BR><BR>Inoltre, secondo quanto dichiarato dalla Greasecar, con l'olio vegetale non si producono solfuri, agenti fortemente cancerogeni e anche il bilancio con le emissioni di anidride carbonica sono in pareggio, visto che le piante usate crescono proprio grazie alla C02. <BR><BR>Il crescente interesse per il kit del resto non sembra essere motivato esclusivamente da ragioni economiche. L'azienda del Massachusetts dichiara attualmente una vendita mensile compresa tra i 100 e i 400 pezzi, grazie a un boom scattato nelle settimane successive al passaggio dell'uragano Katrina su New Orleans, quando un numero crescente di americani ha iniziato a interrogarsi sui pericoli del riscaldamento globale e sui modi per contrastarlo. <BR><BR>Repubblica.it 14/09/2006 


Top
  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Forum bloccato Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 10 messaggi ] 

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi

Vai a:  
cron
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Theme created StylerBB.net
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010