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MessaggioInviato: ven feb 04, 2005 12:21 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Quali Radicali? Quale Ulivo?<br>salve a tutti, <br>copio e incollo qui una bellissima lettera del Comitato politico dei Radicali di sinistra. Buona lettura <br> <br> <br> <br>Quali Radicali? Quale Ulivo? <br> <br>Lettera aperta dei Radicali di sinistra. <br> <br> <br>Questa lettera è rivolta a tutti i dirigenti del Centrosinistra che in questi giorni stanno propugnando, non si sa bene con quali motivazioni, un'alleanza fra l'Ulivo ed i "Radicali" Italiani. <br> <br>Questa è una lettera aperta ai cittadini e agli intellettuali liberali e progressisti per la dignità della Politica. <br> <br>Questa lettera è un appello ai leader della GAD, che dovranno pronunciarsi sull’alleanza Pannella - Centrosinistra, perché boccino l’entrata di un partito che, proponendosi in modo spudorato -e squallido- sia al Centrodestra che al Centrosinistra, dimostra una scarsa serietà e affidabilità, oltre che offrire una visione mercantile della politica che, ci auguriamo tutti, non trovi asilo nell’Ulivo. <br> <br> <br> <br>Chiunque abbia memoria storica, non può dimenticare l'alleanza politica, la connivenza ideologica di Pannella con Berlusconi, la responsabilità del gruppo pannelliano nell'ascesa al potere di questa destra fuori da ogni legalità costituzionale e di garanzia democratica. <br> <br>Per anni abbiamo assistito alla deriva di un partito per il quale l'adesione alle idee neoliberiste e neoconservatrici ha ormai superato -almeno sul piano temporale- le battaglie per i diritti civili e la dignità umana, combattute e vinte trent'anni fa, sempre e soltanto grazie all'appoggio della sinistra italiana. <br> <br>Di quello che era il Partito Radicale della Prima Repubblica, movimento di donne e uomini che si dichiaravano "laici e socialisti" dopo continue lotte intestine, scissioni, addii, è rimasto un gruppuscolo di burocrati, che usano la storia radicale per speculazioni individuali e spudorate, ben lontani dalla levatura morale e politica di grandi radicali come Nitti, Nathan, Pannunzio, Ernesto Rossi, Galante Garrone, Leo Valiani. <br> <br>Dei contenuti è rimasto ancora meno: difficile distinguerli dal Nuovo PSI o dal PRI, se non fosse che questi ultimi conservano ancora un po' di dignità nel chiarire il proprio ruolo e la propria posizione. Oltre che un peso elettorale maggiore. <br> <br>In piena contraddizione con i contenuti della relazione presentata oggi al congresso dei DS dall'On. Fassino, il quale - con intelligente lungimiranza - si preoccupa che l'Ulivo non diventi "un florilegio di partiti rissosi" e lo spirito dell'Ulivo che vuol essere terreno di incontro per la costruzione di un'Italia più gusta, libera e democratica, ci si illude di poter costruire un'alleanza con un partito che sulla politica estera, quella economica e sociale, sulle riforme istituzionali, sulla giustizia, ovvero i punti fondamentali dell'agenda politica italiana, i punti sui quali si fondano le coalizioni serie, hanno posizioni diametralmente opposte ed alternative all'Ulivo, certamente più vicine a Berlusconi che a Prodi. <br> <br>Tutti i sondaggi dimostrano che i pannelliani sarebbero irrilevanti per la vittoria alle regionali, soprattutto, tutti i sondaggi dimostrano che l’assoluta maggioranza degli elettori pannelliani accorda la sua preferenza per un'alleanza con il Centrodestra: allora perché continuare una trattativa con un soggetto per molti versi più a destra di Berlusconi, pericoloso per la stabilità della coalizione, già così faticosamente costruita dal Presidente Prodi? <br> <br>Articolo 18, guerra permanente e preventiva, welfare, giustizia giusta e questione morale, scuola, economia e diritti: l'Ulivo, i sindacati, tutta l'Italia progressista è sul fronte opposto dei pannelliani, i quali da anni propongono la stessa ricetta economica e sociale di Berlusconi, quella che sta conducendo l'Italia al declino, ha creato una comunità divisa e insicura, sta condannando i giovani alla precarietà e rispetto alla quale l'Ulivo è chiamato a voltare pagina. <br> <br>Non raccogliamo gli avanzi di Berlusconi, se vogliamo costruire una nuova Italia: l'Ulivo i radicali già li ha. <br> <br>Esiste in Italia un gruppo di cittadini che, dallo scorso 25 aprile, in una data centrale per la Repubblica, hanno iniziato un percorso difficile, onesto e coraggioso, impegnandosi nella costruzione di una sinistra possibile, laica, libertaria e liberalsocialista, scegliendo come punto di riferimento i Radicali di sinistra, giacché nel partito pannelliano non era più possibile essere radicali. <br> <br>I Radicali di sinistra, nella totale trasparenza e disponibilità, hanno da sempre accordato il massimo sostegno al progetto dell'Ulivo e del Centrosinistra, e ad ogni battaglia per i diritti sociali, umani e civili, per l'ambiente e gli animali, per la laicità e la nonviolenza. <br> <br>I Radicali di sinistra credono nella sinistra perché fa parte della loro storia e dei loro ideali, non perché il Presidente Prodi potrebbe offrire loro più poltrone del concorrente nell'asta al rialzo (al ribasso?) che si sta delineando. <br> <br>In "cambio" chiedono solo due cose: di difendere la storia e la dignità delle idee radicali, restituendo al mittente questa triste svendita di cimeli, e di difendere l'Ulivo. <br> <br>Difenderlo da alleanze improbabili con persone che hanno largamente dimostrato di non credere nel progetto del Centrosinistra, da calcoli opportunistici, dal trasformismo che solo in una direzione può condurre il nostro Ulivo: l'ennesimo suicidio elettorale. <br> <br>In attesa di Vostra gradita risposta, auguriamo buon lavoro e soprattutto scelte ponderate e lungimiranti. <br> <br> <br> <br>Il Comitato politico dei Radicali di sinistra <br> <br>Fabrizio Cianci <br> <br>Fabio Galluccio <br> <br>Giuliano Boffardi <br> <br>Luigi Fasce <br> <br>Federico Gandolfi <br> <br>Massimo Giordano <br> <br>Giancarlo Iacchini <br> <br>Gianluca Missero


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MessaggioInviato: ven feb 04, 2005 13:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 109
Re: Quali Radicali? Quale Ulivo?<br>Concordo in pieno.Tranne che su singole battaglie accordi programmatici di governo a qualsiasi livello coi Radicali non sono possibili.Come si puo' fare a trovare un punto d'incontro sul lavoro ,parte fondamentale di un programma,tra Bertinotti (estensione dell'art.18 a tutti) e Pannella-Capezzone (toglierlo anche a chi ce l'ha).E ci sarebbero altri punti incompatibili


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MessaggioInviato: ven feb 04, 2005 21:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
Messaggi: 2
Re: Quali Radicali? Quale Ulivo?<br>I "Radicali di Sinistra"? <br>Sono solo un sito internet. <br> <br>Qualcuno li ha visti raccogliere le fime per il referendum insieme ai DS? <br>La battaglia "anni '70" c'è, si chiama Procreazione Assistita, e i Radicali(veri) stavano dietro i tavoli con i compagni DS. <br>In ogni caso è squallido questo movimento che specula sull'ignoranza della gente, dovrebbero essere proprio loro a chiedere l'ingresso dei Radicali a sinistra, invece sono proprio loro a prendersi SUBITO la briga di chiedere il veto(non contando neanche un cazzo essendo estranei alla politica). <br> <br>RADICALI ITALIANI E BASTA <br>fuori i cialtroni e gli speculatori dalla politica, <br>a prescindere da come la pensiamo tutti.


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MessaggioInviato: sab feb 05, 2005 21:04 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 236
Re: Quali Radicali? Quale Ulivo?<br>A proposito di cialtroni, quand'è che i Radicali presenteranno le loro scuse a Prodi Fassino Dini (e Ciampi) per Telekom Serbia ?


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MessaggioInviato: dom feb 06, 2005 21:44 pm 
Re: Quali Radicali? Quale Ulivo?<br>lo studio dell'istituto Piepoli «Radicali decisivi in quattro regioni, soprattutto nel Lazio» <br>da : LA Provincia di Como <br> <br>ROMA - Sarà il Lazio la regione-chiave nella competizione elettorale che vede 14 regioni al voto il prossimo 3 e 4 aprile. Ieri l'Istituto Piepoli ha presentato i risultati di un sondaggio secondo il quale 4 regioni rimarranno saldamente in mano al centrodestra, 6 al centrosinistra, mentre la partita è ancora tutta aperta in 4 regioni: il Lazio, appunto, l'Abruzzo, la Liguria e la Calabria che potrebbero andare due alla Cdl e due al centrosinistra. Infine, il voto dei radicali: se questi stringono un patto con la destra, la competizione potrebbe finire 8 a 6 per la sinistra. Altrimenti, se si alleano con la sinistra, il risultato sarebbe 10 a 4, alla Cdl resterebbero in pratica solo le più grosse regioni del Nord. Nel Lazio a scompaginare una sicura vittoria del presidente uscente, Francesco Storace, sarebbe stata, secondo il presidente dell'Istituto, Nicola Piepoli, Alessandra Mussolini, scesa recentemente in pista. La vittoria è sicura invece per Roberto Formigoni, in Lombardia, il quale supera il 56% delle preferenze e il cui differenziale non è colmabile dal centrosinistra; per Enzo Ghigo, attuale governatore del Piemonte; per Giancarlo Galan nel Veneto ed anche per Raffaele Fitto, in Puglia, che avrebbe la meglio su Niki Vendola. Sul fronte opposto, la vittoria per il centrosinistra è molto probabile in Toscana, in Basilicata, in Campania, nelle Marche, in Umbria e nell'Emilia Romagna. <br> <br>Saluti <br> <br>allanfra


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MessaggioInviato: dom feb 13, 2005 13:17 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
Messaggi: 4
Re: Quali Radicali? Quale Ulivo?<br>in molti non riusciamo a capire perché ci si ostini a cercare di imbarcare ad ogni costo partitucoli inaffidabili (per non usare altre aggettivazioni piùpertinenti) che rappresentano incerte e minime percentuali di elettorato, anziché tentare, e sarebbe abbastanza facile, di recuperare elettori tra i moltissimi che non votano più stanchi e disgustati dalle continue manovre tipicamente partitiche e correntizie. :ent:


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