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MessaggioInviato: gio feb 03, 2005 15:46 pm 

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Romagna<br>Ho notato che manca una comunicazione sulla questione Romagna. <br>Ora più che mai, in vista delle votazioni regionali, che vedranno l'applicazione del nuovo statuto, viste le polemiche su quest'ultimo mi piacerebbe sapere conoscere l'opinione di tutti su questo movimento di pensiero che da anni viene bollato da bologna come puro folklore. <br>Ne discutiamo?


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MessaggioInviato: gio feb 03, 2005 17:52 pm 
Re: Romagna<br>Caro Pelloni ( Stefano ? ) puoi riassumerci la "questione". <br>Il fatto che tu abbia scelto come nick il nome del Passator Cortese mi fa sospettare che si tratti di aspirazione alla "secessione". <br>Non ti puoi accontentare del fedralismo ( che dopo tutto ha calmato anche Bossi ). <br> <br>Saluti <br> <br>allanfra


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MessaggioInviato: gio feb 03, 2005 19:15 pm 

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Romagna<br>Niente paroloni come secessione o altro, ma figurati! <br>Solo che da anni seppur tra mille fatiche c'è chi ha cercato di riconoscere una regione che oso definire storica e che ha nella sua storia il concetto d'unità d'Italia! <br>Siccome molti, anche romagnoli, non sanno nemmeno che esiste qs possibilità, mi domandavo se non fosse il caso di discuterne i pro e i contro, senza preconcetti o paroloni politici, ma nel concreto, nella quotidianità delle cose. <br>Diciamo che il nuovo statuto regionale ha fatto discutere al di qua del Sillaro


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MessaggioInviato: gio feb 24, 2005 11:40 am 

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Re: Romagna<br>Da bolognese sono contrario alla nascita di una regione romagna....non ci sono motivi storici e culturali che possano giustificare una tale scelta..inoltre sarebbe arduo tracciare i confini di questa regione per vari motivi: <br>a) molti non hanno ben idea di quali siano i territori della romagna (c'è chi si limita alle province di ra, fc, rn), chi la estende addirittura a bologna e a ferrara. Ufficialmente il limite è quello citato da pelloni e cioè il fiume sillaro. <br>b) I confini possono però essere tracciati anche su basi diverse da quello geografico come ad esempio la divisione amministrativa (limitando quindi la romagna alle sole province di ra, fc e rn) oppure linguistica, in questo caso dialettale (quindi il territorio è più vasto perchè comprenderebbe anche una gran parte della provincia di bologna e sconfinerebbe in quella di pesaro e in parte in quella di ferrara). Sono comunque diffrenze culturali abbastanza sottili e non tali da giustificare una divisione. La proposta, lanciata dalla lega, mi sembra l'ennesima idiozia propagandistica di questo partito che crede che il federalismo si applichi semplicemente segnando dei confini senza tener conto di null'altro.


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MessaggioInviato: gio feb 24, 2005 21:46 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 236
Re: Romagna<br>> Siccome molti, anche romagnoli, non sanno nemmeno che esiste qs possibilità, mi domandavo se non fosse il caso di discuterne i pro e i contro, senza preconcetti o paroloni politici, ma nel concreto, nella quotidianità delle cose. <br>> Diciamo che il nuovo statuto regionale ha fatto discutere al di qua del Sillaro <br> <br>Mi sembra che ti contraddici il nuovo statuto ha fatto discutere, ma molti non sanno che esiste questa possibilità. Il tema di Romagna regione autonoma è sentito veramente oppure no. <br>Noi emiliani abbiamo la sensazione (tutta da verificare per carità) che la Romagna abbia sempre ricevuto molto dalla Regione (in termini di assessorati, risorse e attenzioni) quindi verrebbe da dire andatevene pure. <br>Poi uno ragione e valuta i pro e i contro, come giustamente chiedi tu, e dice... ma come ci si lamenta del peso eccessivo della PA e si vogliono sdoppiare le strutture regionali? <br>Per di più la Romagna non raggiunge neanche da vicino il milione di abitanti, cifra che gli esperti giudicano il bacino minimo per creare una nuova regione.


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MessaggioInviato: ven feb 25, 2005 18:42 pm 

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Re: Romagna<br>Premesso, come scritto sopra, che sono contrario alla nascita di una regione romagna, vorrei precisare alcune cose: non credo che la romagna sia un peso per noi emiliani, non la vedo una zona povera della regione che viene eccessivamente rappresentata..la romagna è fondamentale per l'insieme della regione e per la sua economia....la nascita di una regione non si deve basare comunque sul fatto che ci siano zone più o meno privilegiate nè tantomeno sul numero di abitanti (le province di forlì, ravenna e rimini hanno circa 955.000 abitanti....con l'aggiunta dell'imolese il milione si supera) ma devono essere questioni sociali e culturali (la valle d'aosta seppur con soli 110.000 abitanti ha ragione di esistere in quanto entità culturale ben definita).


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MessaggioInviato: ven feb 25, 2005 22:37 pm 
Re: Romagna<br>> ma devono essere questioni sociali e culturali <br>---- <br> <br>Sociali, culturali, storiche, politiche .... <br>Definita o non definita, è tutto soggettivo. <br>In fondo quello che conta è l'autodeterminazione. <br>Mi pare un principio anche tutelato dall'ONU. <br>Se lo vogliono, lo facciano. <br> <br>Si fa un referendum e si vede. <br>Qualcuno ha paura? <br>Spero di no. <br> <br>Ciao, <br>Francesco


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MessaggioInviato: sab feb 26, 2005 16:22 pm 

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Re: Romagna<br>Direi che di soggettivo c'è poco: la catalogna ad esempio ha una sua lingua, le sue usanze, una sua letteratura....hanno un senso la sua esistenza e la sua autonomia....in italia tra le varie regioni le differenze sono in alcuni casi abbastanza profonde....ha quindi senso che esistano queste regioni. Tra l'emilia e la romagna queste differenze non ci sono: non ha senso creare una regione romagna. Non sono dati soggettivi ma dati di fatto. <br>Che poi si faccia un referendum è un altro discorso...tutto si può fare ma se prevalesse un sì, si baserebbe su una ragione inesistente.


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MessaggioInviato: sab feb 26, 2005 18:01 pm 
Re: Romagna<br>>Direi che di soggettivo c'è poco: <br>--- <br>Vero, ed i confini regionali sono molto artificiali, con scarse aderenze storiche (basta guardare un po' di mappe dell'Italia storica, pre-unitaria). <br> <br>L'unca cosa concreta sono le città, le 100 città italiane, che poi sono i capoluoghi di provincia, ed i loro dintrorni. <br> <br>Senti un po' cosa scriveva Carlo Cattaneo: <br> <br>"Le nostre città sono il centro antico di tutte le comunicazioni di una larga e popolosa provincia; vi fanno capo tutte le strade, vi fanno capo i mercati del contado, sono come il cuore del sistema delle vene; sono termini a cui si dirigono i consumi, e da cui si diramano le industrie ed i capitali; sono un punto d'intersezione o piuttosto un centro di gravità, che non si può far cadere su di un altro punto preso ad arbitrio. Gli uomini vi si congregano per diversi interessi, perché vi trovano i tribunali, le intendenze, le commissioni di leva, gli archivi, i libri delle ipoteche, le amministrazioni; il punto medio dei loro poderi, la sede dei loro palazzi, il luogo delle loro consuetudini, e della loro influenza e considerazione, il convegno delle parentele, la situazione più opportuna al collocamento delle figlie, ed agli studi ed impieghi della gioventù. Insomma sono un centro d'azione di una intera popolazione di duecento o trecentomila abitanti. [...] Questa condizione delle nostre città è l'opera di secoli e di remotissimi avvenimenti, e le sue cause più antiche d'ogni memoria. Il dialetto segna l'opera indelebile di quei primitivi consorzi, e col dialetto varia, di provincia in provincia, non solo l'indole e l'umore, ma la cultura, la capacità, l'industria, e l'ordine intero delle ricchezze. Questo fa si' che gli uomini non si possono facilmente disgregare da quei loro centri naturali. <br> <br>Chi in Italia prescinde da questo amore delle patrie singolari, seminerà sempre nell'arena" <br> <br>Non aveva ragione? <br>Le Città e le provincie hanno una base storica che viene da mille e mille anni. Le regioni sono una invenzione a tavolino, decisamente recente ed artificliale. <br> <br>Ciao, <br>Francesco <br> <br>PS: per qualcuno, la frase finale sarebbe "seminerà sempre nella rena" ma non è questo il punto, spero. :-)


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MessaggioInviato: dom feb 27, 2005 13:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
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Re: Romagna<br>Francesco il pensiero di cattaneo che hai scritto è molto bello ma soprattutto mi colpisce la frase finale: "chi in Italia prescinde da questo amore delle patrie singolari seminerà sempre nella rena": mi sembra che tutti fino ad ora non si siano curati molto di quelle che Cattaneo chiama patrie singolari, obbligando un paese che è stato unito con la forza a rimanere coeso anche quando realtà culturali, usi e costumi sono ben differenti. Ben venga quindi un federalismo serio, concreto e che abbia il minimo sindacale per essere definito tale: gli enti locali abbiano completo potere in materia fiscale, sanitaria e della pubblica istruzione. Per citare Bossi (è fuori ma in questo caso ha ragione) non vedo perchè io che sono emiliano devo pagare delle tasse a Roma e poi non rivedere più questi soldi o rivederli in minima parte reinvestiti sul mio territorio. Il meridione non si tira su con l'assistenzialismo, nè con gli aiuti straordinari o fesserie del genere....sono tutti strumenti che hanno rovesciato valanghe di soldi al sud senza poi che gli stessi abitanti ne vedessero alcun risultato...dove andavano e vanno a finire questi soldi è cosa ben nota. Per concludere un cenno sulla romagna che è l'argomento di questo forum: ci sono certo differenze con l'emilia ma non credo tali da poterla considerare entità autonoma o come avrebbe detto cattaneo, una "patria singolare".


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MessaggioInviato: mar mar 01, 2005 23:11 pm 
Re: Romagna<br>> Niente paroloni come secessione o altro, ma figurati! <br>> Solo che da anni seppur tra mille fatiche c'è chi ha cercato di riconoscere una regione che oso definire storica e che ha nella sua storia il concetto d'unità d'Italia! <br>> Siccome molti, anche romagnoli, non sanno nemmeno che esiste qs possibilità, mi domandavo se non fosse il caso di discuterne i pro e i contro, senza preconcetti o paroloni politici, ma nel concreto, nella quotidianità delle cose. <br>> Diciamo che il nuovo statuto regionale ha fatto discutere al di qua del Sillaro <br> <br> <br>Uso anch'io un Nick a denominazione di origine garantita, ma non sono assolutamente favorevole a certe uscite autonomiste. Intanto ci sarebbero da fare alcune precisazioni: vorrei sapere cosa intendi quando definisci "storica" la regione Romagna, dal momento che la Romagna non è mai esistita nelle intenzioni dei romagnoli poichè è stata fondata dall'imperatore di Roma Diocleziano e non per un'esigenza degli abitanti dellaRomagna. <br>Non solo, la storia dei confini: perchè lasciare fuori Ferrara e Bologna, dal momento che "storicamente" visto che TU vuoi usare questa parola , hanno SEMPRE fatto parte della Romagna? e cioè dalla fondazione fino all'unità d'Italia? <br>Ma queste sono ancora piccolezze, visto che poi di queste cose alla maggioranza dei romagnoli interessa poco dal momento che il MAR, ovvero il movimento autonomista non riesce nemmeno a mobilitare quattro gatti per raccogliere le firme per u referendum, e si debbono raccomandare alla CDL, non per i voti che raccoglie qui, in Romagna appunto, ma per quelli che raccoglie, magari, in Sicilia. <br>Un'ultima annotazione se vuoi fare del localismo con il nick, fai il piacere di un adoperare l'oramai abusato nome Pelloni, che viene da anni adoperato a sproposito per promuovere le iniziative più strampalate fino a vederlo ritratto con quelle ridicole sembianze del marchio dei vini DOC dove assomiglia più ad un pastore abruzzese, di quelli che vengono a Natale a suonare la zampogna, piuttosto che al famigerato bandito. <br>Stefano Pelloni non può rappresentare la Romagna, il Passatore era un delinquente, un assassino ed uno psicopatico, sarebbe come se i Siciliani beatificassero Totò Riina. <br> <br>Don Vituperi :clown:


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