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 Oggetto del messaggio: L'Italia sempre più povera. Istat: consumi al -7%
MessaggioInviato: gio set 11, 2008 19:10 pm 

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L'Italia sempre più povera. Istat: consumi al -7%


Le famiglie italiane tirano la cinghia.

L'Istat rileva che le famiglie italiane risparmiano soprattutto sui beni durevoli i cui consumi registrano una drastica riduzione pari, su base annua, al 7%. Ma il dato che fa più riflettere è quello sui beni non durevoli i cui consumi registrano un calo dell'1,6%. Questo vuol dire che non si risparmia solo su autovetture, articoli di arredamento, elettrodomestici ed altri beni durevoli ma anche su medicinali, detergenti per la pulizia della casa e prodotti per la cura della persona. È evidente dunque che la crisi economica sta invadendo sempre più la vita dei cittadini. Registrano un calo pari all'1% anche i consumi dei beni semidurevoli come i capi di abbigliamento, le calzature, i libri. In questo scenario abbastanza critico l'unico dato positivo arriva dal dato relativo ai servizi: in questo caso gli acquisti sono aumentati dell'1,3%. Per l'Istat nel secondo trimestre del 2008 si è registrata una flessione delle 0,3% dei consumi delle famiglie rispetto al primo trimestre di quest'anno. Su base annua invece il calo dei consumi è ancora più consistente: 0,5%.

L'Istat, contraddicendo i trionfalistici proclami berlusconiani e tremontiani, diffonde dati altrettanto negativi sul Pil del Belpaese. A livello congiunturale, vale a dire confrontando il secondo trimestre del 2008 con il primo, il Pil registra un calo dello 0,3%. Il dato tendenziale, cioè rispetto al corrispondente trimestre del 2007, attesta invece un calo dello 0,1%. Questo dato risulta ancora più allarmante se si considera che la flessione tendenziale registrata nel secondo trimestre rappresenta il dato peggiore dal terzo trimestre 2003.

È vero che anche nel resto dell'Europa, e del mondo, al momento non si naviga certo nell'oro. Ma la situazione italiana risulta più critica rispetto a quella degli altri paesi. Il Pil è cresciuto infatti in termini congiunturali dello 0,8% negli Usa, è rimasto fermo nel Regno Unito, è sceso dello 0,3% in Francia e dello 0,5% in Germania. Su base tendenziale invece nessun grande paese arretra visto che, il Pil è cresciuto del 2,2% negli Stati Uniti, dell'1,7% in Germania, dell'1,4% nel Regno Unito e dell'1,1% in Francia. Nel complesso, il Pil dei paesi dell'area Euro è diminuito dello 0,2% in termini congiunturali ed è cresciuto dell'1,4% in termini tendenziali. Una situazione di certo non rosea ovunque, ma piuttosto nera in Italia.

A dimostrazione della difficile situazione italiana la Commissione europea parla di «stagnazione» dell'economia italiana. La Commissione prevede per l'Italia nel 2008 una crescita dello 0,1% contro la già scarna crescita dello 0,5% prevista nello scorso aprile. E per l'Eurostat a fine anno ci sarà un'inflazione pari al 3,7%. «Questo magro risultato implica che non c'è alcun impulso di crescita per il 2009» conclude la Commissione Ue.


Pubblicato il: 10.09.08
Modificato il: 10.09.08 alle ore 19.31
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 Oggetto del messaggio: il popolo italiano non è poi così boccalone
MessaggioInviato: gio set 11, 2008 19:12 pm 

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La lezione di Pagnoncelli


Maria Novella Oppo


È tornato Ballarò. Quello che nei tg è monologo della maggioranza, è ridiventato dialogo, pur con tutti i suoi limiti di durata, di spezzettamento e di conduzione. Anche se Floris appariva in gran forma e D´Alema e Tremonti agguerriti.

Resta il fatto che, come sempre nei talk show, ognuno dice la sua e lo spettatore non viene messo in condizione di capire quali siano i dati inoppugnabili.

Qualcosa però si è capito, in particolare dai sondaggi di Pagnoncelli, che ha confermato il favore di cui ancora gode Berlusconi, ma ha evidenziato anche dei punti critici. E non di poca importanza, visto che si tratta di temi fondamentali, sui quali ha battuto la campagna elettorale della destra.

Dunque, il sondaggio ha rivelato che non viene affatto giudicato positivo l´operato del governo su almeno tre terreni: 1) ordine pubblico; 2) difficoltà economiche delle famiglie; 3) Alitalia. L´opposizione è servita: il popolo italiano non è poi così boccalone come lo dipinge chi lo disinforma da trent´anni.

Basta fargli le domande giuste.

Pubblicato il: 11.09.08
Modificato il: 11.09.08 alle ore 9.22
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