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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: MINORI e GAY
MessaggioInviato: lun feb 18, 2008 14:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 30
Il primo punto di cui voglio parlare sono proprio le adozioni gay. Non possiamo non partire da questo tema ed interrogarci su questo perché comunque anche se si parla di legge contro l'omofobia si finisce tristemente per parlare solo del rapporto genitoriale degli omosessuali. Come membro napoletano di gaydem mi aspetto molto dal PD perché credo che possa portare avanti progetti culturali e quindi riforme legislative che guardino al futuro di questo paese e come Psichiatra non posso che parlare prima dei bambini, tema posto al centro della campagna elettorale dal nostro Walter.

Sono dati di fatto che omo ed eterosessuali non sono popolazioni distinte e che la bisessualità sia una realtà diffusa sul territorio nazionale in tutte le fasce sociali e in tutte le epoche. Nel modo più naturale possibile allora è evidente come una precedente gravidanza di una ragazza bisessuale sia la prinicipale forma di costruzione di una realtà familiare con due Mamme e un Bebè. Sono più rari i casi diversi al maschile ad esempio, di cui ho tuttavia due esperienze personali dirette, o quelle che prevedono l'accesso costoso a metodiche consentite in altri paesi della UE.

Questi bambini, oggi gestiti al 100% da genitori omosessuali in modo assolutamente normale, come già valutato ampiamente in tutti gli studi psicologici e sociologici rintracciabili anche online, sono però in Italia senza diritti, o meglio senza parità di diritti, risultando per l'assenza di leggi idonee figli di genitore single. Certo se il genitore naturale è ricco il problema è di scarsa importanza, ma quando si parla di coppie borghesi, operaie o con una differenza di reddito nella coppia parentale come si fa senza una legge sulle adozioni a garantire la parità di diritti del minore?

Lo stesso discorso non vale per la coppia eterosessuale che ha nelle seconde nozze e nel riconoscimento di paternità ogni strumento legale a disposizione per risolvere questo problema ed è specifico dei circa 15mila minori con genitori omosessuali italiani.

Una seconda questione è se siano gli omosessuali capaci di gestire il rapporto genitoriale in modo corretto. In realtà questa discussione nasce solo dal grave pregiudizio che confonde pedofilia ed omosessualità o in ogni caso pretende di vedere un malato nell'omosessuale (dimenticando sempre il bisessuale). I dati scientifici e l'opinione degli psicologi e degli psichiatri nel mondo, ribaditi anche dal Presidente dell'Ordine degli Psicologi Italiano, è che non esiste nessuna patologia ascrivibile al diverso orientamento sessuale e che ogni azione o negligenza che metta in dubbio questo dato è da considerare un reato (ma la legge contro l'omofobia nemmeno esiste).

Ogni discorso sui diritti delle persone, delle coppie e dei gruppi sociali omosessuali e transessuali devono partire da qua, per evitare ogni strumentalizzazione subito, ma non deve nemmeno dimenticare un terzo e fondamentale punto scientifico. Gli omosessuali, gli eterosessuali, i bisessuali e i transessuali non scelgono di essere tali ma acquisiscono questi comportamenti sociali e gusti sessuali proprio durante l'infanzia per un mix ancora non approfondito abbastanza tra genetica e sviluppo psicologico, in nessun caso patologico o traumatico, se non per quei traumi necessari allo sviluppo medesimo.

Dell'infanzia di omosessuali e transessuali nessuno parla mai, considerando i bebè maschi o femmine eterosessuali solo grazie al colore dei vestitini ch indossano. Oggi sappiamo, grazie agli studi concordi di diverse scuole di pensiero di psicologia e sociologia, che al terzo anno d'età il comportamento ed i gusti sessuali sono in qualche modo definiti in modo chiaro. Solo pochi psicologi insistono nel pensare che traumi successivi possano modificare in qualche modo questo quadro, ma essi ignorano come al solito la frequenza della bisessualità. I bambini omosessuali, bisessuali e transessuali sono però proprio a causa di questo fenomeno comune anche agli eterosessuali dello sviluppo dei gusti e dei comportamenti proprio al terzo anno di vita particolarmente soggetti a comportamenti ostili da parte degli adulti che li circondano tra cui non posso non citare ancora una volta la pedofilia ma soprattutto l'omofobia, che porta spesso a danni irreversibili i cui effetti vanno dall'aumento delle nevrosi fino a comportamenti suicidari durante l'adolescenza.

Come Psichiatra omosessuale è ovvio che ritengo le coppie omosessuali capaci di gestire i minori, e che anche per la mia storia personale chiedo delle riforme che difendano l'infanzia e l'adolescenza di omosessuali e transessuali ma la mia opinione in merito è supportata da dati tutti rintracciabili altrove anche online. Spero vogliate approfondirli perché la conoscenza e l'informazione sono già strumenti potenti di riforma in un partito ed in un Paese che guardano al futuro!

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 Oggetto del messaggio: Intervento di moderazione
MessaggioInviato: lun feb 18, 2008 15:30 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 1401
Le regole del forum vietano di mandare lo stesso testo piu' volte in diversi threads e forum.
Un intervento basta.
I doppioni sono stati cancellati.

Francesco
(moderatore)

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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 21:33 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 67
Questa discettazione tecnica sull'omosessualità non mi convince. La trovo forzata in molti punti.
Tu metti sullo stesso piano omosessualità, bisessualità e transessualità quando, notoriamente, sono comportamenti diversi l'uno dall'altro.
Discuti sui diritti dei minori in base alla sessualuità dei genitori? Perchè, un bambino non ha diritto ad avere una mamma e un papà? Mi sembra che la psicologia e la psichiatria attuali abbiano già chiarito della necessità di un bambino di rapportarsi, in età infantile e adolescenziale, con genitori di entrambi i sessi per imparare a conoscere la propria identità e quella altrui (il bambino con la mamma, la bambina col papà).
I bebè maschi e femmine non vengono considerati tali in base al vestitino che indossano, ma in base a precise caratteristiche fisiche che distinguono il maschio dalla femmina.
Quelli che tu chiami "comportamenti ostili da parte degli adulti" (comunque da te non ben identificati), credo che rientrino nelle normali abitudini (usi e consuetudini, norme e regole, ecc...) di educazione che ci tramandiamo più o meno da cinquemila anni a questa parte. O siamo tutti deficienti, o forse avresti dovuto spiegarti meglio.
Definire un bambino o un adolescente, cioè esseri ancora in via di sviluppo e formazione, omosessuali mi sembra davvero presuntuoso soprattutto quando tu stesso affermi che i comportamenti omosessuali "si acquisiscono a causa di un mix ancora non abbastanza appronfondito tra genetica e sviluppo psicologico".
Come ho già scritto in un altro post, sono sicura che nostro Signore ama esprimersi in mille modi diversi per cui i rapporti tra persone omosessuali non mi preoccupano.
E' diverso, invece, il mio pensiero sulla genitorialità omosessuale.
Innanzitutto ti dico subito che non mi sento proprio d'accordo sul dare bambini in adozione a persone bisessuali o transessuali perchè considero questi comportamenti devianti da ciò che è la vera identità umana. Nel senso che un bisessuale o un transessuale è una persona che non sa accettare la propria identità per cui la cambia (nel caso del transessuale) o la scambia con chicchessia (nel caso del bisessuale), figuriamoci come può essere in grado di educare un bambino a trovare la propria!
Nel caso di una normale coppia omosessuale sono contraria all'adozione di bambini perchè un bambino ha diritto di conoscere la maternità e la paternità per quello che sono nella loro interezza, e non per sentito dire. La funzione di una madre è diversa dalla funzione di un padre, e due genitori omosessuali non possono trasmettere questa realtà educativa necessaria alla crescita di un bambino.


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 Oggetto del messaggio: SONO UNO PSICHIATRA
MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 23:29 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 30
Mi dispiace ma sono proprio uno psichiatra e quanto riferisco è il pensiero scientifico di tutta la comunità di psicologi e psichiatri occidentali a partire da quelli americani fino al presidente dell'ordine degli psicoligi italiano, anche se il discorso che affronto è difficile e complesso e mi rendo conto delle tue perplessità.

La fantasia che sia l'adolescenza a "creare" la sessualità adulta è un'esemplificazione estemporanea che non corrisponde a nessun dato empirico o psicanalitico. Il mix genetica.psicologia è relativo ai primi 3 anni di vita, oltre il quale si osserva lo sviluppo naturale dei comportamenti o dei gusti, se preferisci, eterosessuale, omosessuale, bisessuale e transessuale.

Per il pubblico a casa: Omo Bis Eterosessuale indica l'orientamento sessuale verso una persona adulta dello stesso, entrambi o diversa identità di genere; Trans gender e Trans sessuale e termini affini indicano il passaggio, la transizione tra diverse identità di genere, di solito, ma non esclusivamente accompagnato da comportamenti omo o bisessuali.

Ti ringraziano nell'ordine per il tuo pensiero :

1) Il sig. Klinefelter pro.life FERRARA, perché esistono molte varianti genetiche come quella da lui impropriamente adottata, che producono ermafroditismo (cioè contemporanea presenza di genitali esterni maschili e femminili) di cui non avevo parlato per brevità e che soffrono dei pregiudizi da te esposti chiaramente!

2) Tutti i bambini e adolescenti che subiscono atti di bullismo, violenza domestica e atti di pedofilia perché omosessuali, bisessuali, transessuali o semplicemente sensibili o effemminati!

3)Gli Orfani e i Figli di Ragazze Madri o Padri Single, sicuramente eterosessuali che hanno solo 1 genitore!

4) I Bisessuali, bistrattati da gay e etero perché ognuno vuole trascinarli nel suo gruppo per creare quella contrapposizione ideologica che NON ESISTE in nessun fenomeno naturale e che sanno benissimo e con certezza chi sono e cosa gli piace (sia la fragola che il cioccolato) !

5) I Figli di divorziati risposati o con famiglie di fatto che hanno invece 3 o 4 genitori ambosessi, a volte omosessuali e bisessuali (circa 15mila minori in Italia ha genitori gay o bisessuali ma nessun diritto per esempio all'eredità)

6) I Transessuali che hanno in alcuni casi figli naturali e che per la legge italiana possono in ogni caso sposarsi e adottarne qualora arrivassero all'operazione di cambiamento dei genitali esterni (e che sanno benissimo chi sono mentre molti eterosessuali, soprattutto maschi oggi sono veramente confusi, si dice per l'eccessivo potere delle donne eterosessuali...)

Ecc ecc ecc

Ritengo però utile e stimolante al di là del mio tentativo, spero riuscito, di alleggerire il tema, continuando a fornire dati in merito ai tuoi doverosi dubbi. Quindi anche io ti ringrazio e sul serio per l'intervento.

www.manliok.blogspot.com


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mer feb 20, 2008 15:00 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 67
Cita:
continuando a fornire dati in merito ai tuoi doverosi dubbi

Io non ho espresso dubbi.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 15:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
Buon giorno Luciana,
Ti lascio qui un testo che ho trovato qualche anno fa su internet. Certamente é (ora come ora) fantascienza, ma dice tutto! Buona lettura.
Prima chiedo scusa al moderatore: ho lasciato questo messaggio su un'altra discussione, ma non ricordo piu' quale...
A presto.
Rominion.


Siamo completamente favorevoli al matrimonio tra cattolici. Ci pare un errore e un'ingiustizia cercare di impedirlo. Il cattolicesimo non è una malattia. I cattolici, nonostante a molti non piacciano o possano sembrare strani, sono persone normali e devono godere degli stessi diritti della maggioranza, come fossero - per esempio - informatici od
omosessuali.

Siamo coscienti che molti comportamenti e aspetti
del carattere delle persone cattoliche - come la loro abitudine a demonizzare il sesso - possono sembrarci strani. Sappiamo che a volte potrebbero emergere questioni di sanità pubblica, a causa del loro pericoloso e deliberato rifiuto all'uso dei profilattici. Sappiamo anche che molti dei loro costumi, come l'esibizione pubblica di immagini di torturati, possono dare fastidio a tanti. Però tutto ciò risponde più a un'immagine mediatica che alla realtà e non è un buon motivo per impedire loro il diritto al matrimonio.

Alcuni potrebbero argomentare che un matrimonio tra cattolici non è un vero matrimonio, perché per loro si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti al loro Dio, anziché di una unione tra due persone. Inoltre, dato che i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa, qualcuno potrebbe ritenere che permettere ai cattolici di sposarsi incrementerà il numero di matrimoni
per via "di ciò che la gente mormora" o per la semplice ricerca di sesso (proibito dalla loro religione fuori dal matrimonio), andando così ad aumentare i casi di violenza familiare e le famiglie problematiche. D'altra parte bisogna ricordare che questo non riguarda solo le famiglie cattoliche e che - siccome non possiamo metterci nella testa degli altri - non possiamo giudicare le loro motivazioni.

Infine, dire che non si dovrebbe chiamarlo matrimonio, ma in un'altra maniera, non è che la forma, invero un po' meschina, di sviare il problema su questioni semantiche, del tutto fuori luogo. Anche se cattolici, un matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia!

E con questa allusione alla famiglia, passiamo
all'altro tema incandescente, che speriamo non sia troppo radicale: siamo anche favorevoli a che i cattolici adottino bambini. Qualcuno si potrà scandalizzare. È probabile che si risponda con un'affermazione
del tipo "cattolici che adottano bambini??! I bambini potrebbero diventare a loro volta cattolici!". A fronte di queste critiche, possiamo rispondere che è ben vero che i bambini figli di cattolici hanno molte chances di diventare a loro volta cattolici (a differenza dei figli degli omosessuali o degli informatici), ma abbiamo già detto che i cattolici sono gente come tutti gli altri. Nonostante le opinioni
di qualcuno e alcuni indizi, non ci sono tuttavia prove che dimostrino che i genitori cattolici siano meno preparati di altri a educare figli, né che l'ambiente religiosamente orientato di una casa cattolica abbia un'influenza negativa sul bambino.

Infine i tribunali per i minori esprimono pareri sulle singole situazioni, ed è precisamente loro compito determinare l'idoneità dei possibili genitori adottivi.

In definitiva, nonostante le opinioni di alcuni settori, crediamo che bisognerebbe permettere ai cattolici di sposarsi e adottare dei bambini. Esattamente come agli informatici e agli omosessuali.







LucianaM ha scritto:
Questa discettazione tecnica sull'omosessualità non mi convince. La trovo forzata in molti punti.
Tu metti sullo stesso piano omosessualità, bisessualità e transessualità quando, notoriamente, sono comportamenti diversi l'uno dall'altro.
Discuti sui diritti dei minori in base alla sessualuità dei genitori? Perchè, un bambino non ha diritto ad avere una mamma e un papà? Mi sembra che la psicologia e la psichiatria attuali abbiano già chiarito della necessità di un bambino di rapportarsi, in età infantile e adolescenziale, con genitori di entrambi i sessi per imparare a conoscere la propria identità e quella altrui (il bambino con la mamma, la bambina col papà).
I bebè maschi e femmine non vengono considerati tali in base al vestitino che indossano, ma in base a precise caratteristiche fisiche che distinguono il maschio dalla femmina.
Quelli che tu chiami "comportamenti ostili da parte degli adulti" (comunque da te non ben identificati), credo che rientrino nelle normali abitudini (usi e consuetudini, norme e regole, ecc...) di educazione che ci tramandiamo più o meno da cinquemila anni a questa parte. O siamo tutti deficienti, o forse avresti dovuto spiegarti meglio.
Definire un bambino o un adolescente, cioè esseri ancora in via di sviluppo e formazione, omosessuali mi sembra davvero presuntuoso soprattutto quando tu stesso affermi che i comportamenti omosessuali "si acquisiscono a causa di un mix ancora non abbastanza appronfondito tra genetica e sviluppo psicologico".
Come ho già scritto in un altro post, sono sicura che nostro Signore ama esprimersi in mille modi diversi per cui i rapporti tra persone omosessuali non mi preoccupano.
E' diverso, invece, il mio pensiero sulla genitorialità omosessuale.
Innanzitutto ti dico subito che non mi sento proprio d'accordo sul dare bambini in adozione a persone bisessuali o transessuali perchè considero questi comportamenti devianti da ciò che è la vera identità umana. Nel senso che un bisessuale o un transessuale è una persona che non sa accettare la propria identità per cui la cambia (nel caso del transessuale) o la scambia con chicchessia (nel caso del bisessuale), figuriamoci come può essere in grado di educare un bambino a trovare la propria!
Nel caso di una normale coppia omosessuale sono contraria all'adozione di bambini perchè un bambino ha diritto di conoscere la maternità e la paternità per quello che sono nella loro interezza, e non per sentito dire. La funzione di una madre è diversa dalla funzione di un padre, e due genitori omosessuali non possono trasmettere questa realtà educativa necessaria alla crescita di un bambino.


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 Oggetto del messaggio: Re: MINORI e GAY
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 10:22 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 77
koilnam ha scritto:
commenti a questo articolo


Anche io sono convinto che la storiella che la sessualità dei genitori incida sulla formazione dei figli sia poco credibile.
Tuttavia, come ho già affermato altrove, il problema non è questo.
Il problema è la (in)cultura omofoba che regna incontrastata in Italia, che potrebbe incidere sulla crescita di un bambino che vive nell'ambito di una famiglia omosessuale.
Secondo me va sconfitta _prima_ questa mentalità, attraverso il pieno riconoscimento delle coppie gay come elemento naturale della società, e poi si può pensare alle adozioni.
In pratica si tratta di fare un passo alla volta.
:wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: MINORI e GAY
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 10:23 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 77
koilnam ha scritto:
commenti a questo articolo


Anche io sono convinto che la storiella che la sessualità dei genitori incida sulla formazione dei figli sia poco credibile.
Tuttavia, come ho già affermato altrove, il problema non è questo.
Il problema è la (in)cultura omofoba che regna incontrastata in Italia, che potrebbe incidere sulla crescita di un bambino che vive nell'ambito di una famiglia omosessuale.
Secondo me va sconfitta _prima_ questa mentalità, attraverso il pieno riconoscimento delle coppie gay come elemento naturale della società, e poi si può pensare alle adozioni.
In pratica si tratta di fare un passo alla volta.
:wink:


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 Oggetto del messaggio: AU CONTRAIRE MON CHER
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 11:04 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 30
Al contrario credo invece che siccome la realtà delle famiglie gay con figli esiste e siccome l'alibi del NO alle adozioni gay è di comodo per ostacolare ogni legge per le coppie gay che si debba affrontare sempre in primis questo argomento e poi parlare di tutto il resto.

Tanto anche se parli di legge contro l'omofobia o del cambio di genere all'anagrafe per i trans ti pongono comunque sempre l'ostacolo del veto pregiudizievole alle adozioni gay...

Il veto alle adozioni gay nasce dalla teoria che l'omosessualità è una malattia... infettiva... o una perversione... trasmissibile o peggio alla confusione con la pedofilia...

Ecco allora cosa c'è dietro quel veto alle adozioni gay e come vedi queste radici dell'odio e del razzismo impediscono qualsiasi legge a favore dei gay !!


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 Oggetto del messaggio: Re: AU CONTRAIRE MON CHER
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 11:54 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 77
koilnam ha scritto:
Il veto alle adozioni gay nasce dalla teoria che l'omosessualità è una malattia... infettiva... o una perversione... trasmissibile o peggio alla confusione con la pedofilia...


come vogliamo chiamarlo?
pregidizio? omofobia? ignoranza?
buffo, partiamo dalla stessa posizione per poi arrivare a conclusioni differenti.
:wink:
cmq, se non eliminiamo prima questo stupido preconcetto, difficilmente si potrà ottenere qualcosa.
e secondo me questo si può ottenere solo facendo maturare la società e sensibilizzando la gente.
sul serio, il muro contro muro su questi temi è controproducente: diamo tempo alle persone di rendersi conto dell'assurdità di tali teorie e prendere atto che in una società democratica, libera e moderna le coppie omosessuali sono perfettamente normali.
Il resto verrà da sè...
L'ottimo è il peggior nemico del bene.


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 Oggetto del messaggio: L'uovo e la gallina
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 13:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
Impedire agli omosessuali di avere figli, senno' i figli vengono maltrattati dagli omofobi...
Bisogna prima eliminare l'omofobia.
Secondo me il miglior modo per diminuire l'omofobia é quello di rendere l'omosessualità una cosa normale di fronte alla legge, prima di tutto.
Come é successo con il divorzio per esempio, che é diventato qualcosa di generalmente accettato.
Per rendere l'omosessualità una "banalità" di cui nessuno piu' é pro o contro (come, per esempio, uno che preferisce gli spinaci, ed un'altro i piselli...) bisogna abituare tutti a parlare di "gente", o "popolazione" anziché dividere tra etero e omo. Per fare questo é necessario che tutta la "gente" abbia tutti gli stessi diritti.
A presto.
Rominion.





percomelavedoio ha scritto:
koilnam ha scritto:
Il veto alle adozioni gay nasce dalla teoria che l'omosessualità è una malattia... infettiva... o una perversione... trasmissibile o peggio alla confusione con la pedofilia...


come vogliamo chiamarlo?
pregidizio? omofobia? ignoranza?
buffo, partiamo dalla stessa posizione per poi arrivare a conclusioni differenti.
:wink:
cmq, se non eliminiamo prima questo stupido preconcetto, difficilmente si potrà ottenere qualcosa.
e secondo me questo si può ottenere solo facendo maturare la società e sensibilizzando la gente.
sul serio, il muro contro muro su questi temi è controproducente: diamo tempo alle persone di rendersi conto dell'assurdità di tali teorie e prendere atto che in una società democratica, libera e moderna le coppie omosessuali sono perfettamente normali.
Il resto verrà da sè...
L'ottimo è il peggior nemico del bene.


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 Oggetto del messaggio: I diritti dei bambini gay, bisex e trasgender
MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 03:22 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:11 pm
Messaggi: 4
.
koilnam ha scritto:
Il primo punto di cui voglio parlare sono proprio le adozioni gay. [...]

Innanzitutto complimenti per la interessante introduzione e per la nuova prospettiva che introduci.

Credo che sia veramente utile e fondamentale trattare l'argomento sotto il punto di vista dei minori.

Sono rinfrancato dal sapere che sei uno psichiatra perchè è veramente difficile districarsi tra i molteplici studi e articoli che si trovano in rete sull'argomento, di cui diversi palesemente pseudo scentifici e atti solo a confondere i non addetti ai lavori e altri (i più) aldisopra delle mie personali ed elementari conoscenze della materia.

Quindi grazie sin d'ora per le delucidazioni che vorrai/potrai darmi/darci.

.

PS: se si potesse mutare il titolo del post in ADOZIONI AI GAY si otterrebbe un maggior numero di interventi in quanto la punta "dura e pura" dell'opposizione" reagisce quasi per istinto e all'unisono quando si tocca questo argomento, sviscerando uno ad uno tutti i preconcetti in voga al momento.
.


Ultima modifica di Ospite il gio lug 17, 2008 12:02 pm, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: CRESCERE GAY, CRESCERE TRANS
MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 08:06 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 30
Nessuno si è chiesto cosa significa essere genitore di un omosessuale o di un transessuale eppure è anche questo un pezzo importante su cui discutere. Faccio qualche considerazione, ma non sono un genitore...

E' colpa dei genitori se i figli sono gay o se sono trans? (fosse colpa loro se siete etero o omofobi?)

Il mix di genetica e psicologia non implica il senso di colpa... nemmeno per l'omofobia, che dovrebbe essere reato ed è invece norma...

e naturalmente non è valido nemmeno per l'inverso perché i gay e i trans hanno genitori etero ed i genitori gay sono e saranno in ogni modo solo quelli che si prendono cura del bambino dal punto vista psicologico e solo uno dei due al massimo responsabile dell'eredità genetica.

Nei paesi dove single e gay possono adottare non si è visto, l'ho detto, nessuna differenza e se nessuno parte da questo fatto allora non si potrà mai discutere nell'Italia del pregiudizio nè di lotta all'omofobia nè di diritto al matrimonio, ai pacs o all'adozione gay.

Mi chiedo però cosa ne pensino i genitori di gay o di trans e naturalmente finisco con un... AUGURI E FIGLI GAY (ma con gli stessi diritti dei figli etero).


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 Oggetto del messaggio: I diritti dei bambini gay, bisex e trasgender
MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 12:11 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:11 pm
Messaggi: 4
.
LucianaM ha scritto:
Questa discettazione tecnica sull'omosessualità non mi convince. La trovo forzata in molti punti.

E' un tuo legittimo punto di vista e... un'ottima prefazione!

LucianaM ha scritto:
Tu metti sullo stesso piano omosessualità, bisessualità e transessualità quando, notoriamente, sono comportamenti diversi l'uno dall'altro.

Si, certamente diversi, ovvero più modernamente... diversamente eterosessuali.

LucianaM ha scritto:
Discuti sui diritti dei minori in base alla sessualuità dei genitori?

Si parla della sessualità dei minori (non dei genitori) e della loro appertenenza di genere (maschile o femminile). Possibile che non hai letto prima di rispondere!?:
koilnam nel post introduttivo ha scritto:
[...]
[b]Dell'infanzia di omosessuali e transessuali nessuno parla mai, considerando i bebè maschi o femmine eterosessuali solo grazie al colore dei vestitini che indossano. Oggi sappiamo, grazie agli studi concordi di diverse scuole di pensiero di psicologia e sociologia, che al terzo anno d'età il comportamento ed i gusti sessuali sono in qualche modo definiti in modo chiaro. Solo pochi psicologi insistono nel pensare che traumi successivi possano modificare in qualche modo questo quadro, ma essi ignorano come al solito la frequenza della bisessualità. I bambini omosessuali, bisessuali e transessuali sono però proprio a causa di questo fenomeno comune anche agli eterosessuali dello sviluppo dei gusti e dei comportamenti proprio al terzo anno di vita particolarmente soggetti a comportamenti ostili da parte degli adulti che li circondano tra cui non posso non citare ancora una volta la pedofilia ma soprattutto l'omofobia, che porta spesso a danni irreversibili i cui effetti vanno dall'aumento delle nevrosi fino a comportamenti suicidari durante l'adolescenza.[/b][...]


LucianaM ha scritto:
Perchè, un bambino non ha diritto ad avere una mamma e un papà?

Sarebbe un falso diritto perché di fatto non è un diritto garantibile!
Te la immagini tu una legge che impone, ad esempio, alle vedove e ai vedovi; alle ragazze madri e ai ragazzi padri (si, ragazzi padri. esistono anche loro) di doversi coattamente riaccoppiare per garantire al bambino il diritto ad avere entrambi i genitori? Permetteresti tu che a un bambino, che ha perso entrambi i genitori, venisse tolto alla nonna (o al nonno o altro parente) e dato liberamente in adozione a nuovi genitori? ...
Mi fermo qui ma sono innumerevoli le storture che si verrebbero a creare se fosse sancito un siffato diritto.

Applicato al problema adozioni, lo stesso falso diritto diventa addirittura una crudeltà.
Si preferirà che i bambini rimangano orfani piuttosto che vengano adottati da un genitore single
(che porta con se minimo due nonni, a volte anche fratelli o sorelle e comunque una struttura familiare).

LucianaM ha scritto:
Mi sembra che la psicologia e la psichiatria attuali abbiano già chiarito della necessità di un bambino di rapportarsi, in età infantile e adolescenziale, con genitori di entrambi i sessi per imparare a conoscere la propria identità e quella altrui (il bambino con la mamma, la bambina col papà).

Bene che introduci con "Mi sembra" perchè quello che scrivi dopo non è credibile.
Pur non essendo psicologo ne psichiatra ma rifacendomi al semplice vissuto di figlio prima e di genitore oggi, posso dedurre che la prorpia identità non si apprende ne si insegna ma è insita in ciascuno di noi.

Invece, pur essendo genitore, c'è una cosa che non capisco: cosa fanno (il bambino con la mamma e la bambina con il papà) per imparare a conoscere la propria identità e quella altrui?

LucianaM ha scritto:
I bebè maschi e femmine non vengono considerati tali in base al vestitino che indossano, ma in base a precise caratteristiche fisiche che distinguono il maschio dalla femmina.

Possibile che ti sfugga il gioco di parole di questa tua affermazione?
Comunque: per vestitino - in questo contesto - si intendono proprio quelle caratteristiche fisiche che abbiamo sin dalla nascita. Oggi, sappiamo che alcuni bambini si sentono di genere diverso da quello fisico con cui sono nati. Inoltre, e anche se solo in rari casi, alcuni nascono con entrambe le caratteristiche fisiche (ermafroditi) mentre altri - e indipendentemente dal proprio e altrui genere - si sentono neutrali (asessuali).

LucianaM ha scritto:
Quelli che tu chiami "comportamenti ostili da parte degli adulti" (comunque da te non ben identificati), credo che rientrino nelle normali abitudini (usi e consuetudini, norme e regole, ecc...) di educazione che ci tramandiamo più o meno da cinquemila anni a questa parte. O siamo tutti deficienti, o forse avresti dovuto spiegarti meglio.

Scusa se appaio insolente ma, per la seconda volta, sembra proprio che tu non abbia letto prima di iniziare a scrivere. Lamenti infatti che non sono ben identificati i comportamente ostili, quando a chiare lettere sono state citate la pedofilia e l'omofobia:
koilnam nel post introduttivo ha scritto:
[...]
Dell'infanzia di omosessuali e transessuali nessuno parla mai, considerando i bebè maschi o femmine eterosessuali solo grazie al colore dei vestitini che indossano. Oggi sappiamo, grazie agli studi concordi di diverse scuole di pensiero di psicologia e sociologia, che al terzo anno d'età il comportamento ed i gusti sessuali sono in qualche modo definiti in modo chiaro. Solo pochi psicologi insistono nel pensare che traumi successivi possano modificare in qualche modo questo quadro, ma essi ignorano come al solito la frequenza della bisessualità. I bambini omosessuali, bisessuali e transessuali sono però proprio a causa di questo fenomeno comune anche agli eterosessuali dello sviluppo dei gusti e dei comportamenti proprio al terzo anno di vita [b]particolarmente soggetti a comportamenti ostili da parte degli adulti che li circondano tra cui non posso non citare ancora una volta la [/b][b]pedofilia ma soprattutto l'omofobia[/b], che porta spesso a danni irreversibili i cui effetti vanno dall'aumento delle nevrosi fino a comportamenti suicidari durante l'adolescenza. [...]


LucianaM ha scritto:
Definire un bambino o un adolescente, cioè esseri ancora in via di sviluppo e formazione, omosessuali mi sembra davvero presuntuoso soprattutto quando tu stesso affermi che i comportamenti omosessuali "si acquisiscono a causa di un mix ancora non abbastanza appronfondito tra genetica e sviluppo psicologico".

Qui mi devo ricredere perchè si vede che qualcosina hai letto (non riuscendo però ad afferrarne il senso):
koilnam nel post introduttivo ha scritto:
Ogni discorso sui diritti delle persone, delle coppie e dei gruppi sociali omosessuali e transessuali devono partire da qua, per evitare ogni strumentalizzazione subito, ma non deve nemmeno dimenticare un terzo e fondamentale punto scientifico. Gli omosessuali, gli eterosessuali, i bisessuali e i transessuali non scelgono di essere tali ma acquisiscono questi comportamenti sociali e gusti sessuali proprio durante l'infanzia per un mix ancora non approfondito abbastanza tra genetica e sviluppo psicologico, in nessun caso patologico o traumatico, se non per quei traumi necessari allo sviluppo medesimo.

Detto con parole mie: koilnam ci invita ad affrontare il problema, delle diversità sessuali e di genere, dal punto di vista del minore. Ovvero del diritto di ogni bambino (e questo si che sarebbe un vero diritto se solo fossimo un paese civile) all'accettazione e al libero sviluppo della sua naturale e personale identità sessuale e di appartenenza di genere.

LucianaM ha scritto:
Come ho già scritto in un altro post, sono sicura che nostro Signore ama esprimersi in mille modi diversi per cui i rapporti tra persone omosessuali non mi preoccupano.

Prendo atto, con piacere, che sei più emancipata di quanto appaia.

LucianaM ha scritto:
E' diverso, invece, il mio pensiero sulla genitorialità omosessuale.
Mi sarebbe interessato conoscerlo... peccato che invece cambi argomento andando a parare sulle adozioni:
LucianaM ha scritto:
Innanzitutto ti dico subito che non mi sento proprio d'accordo sul dare bambini in adozione a persone bisessuali o transessuali perchè considero questi comportamenti devianti da ciò che è la vera identità umana.

Il tuo definire i comportamenti dei "diversamente eterossuali" come devianti non onora l'immagine di credente (ovvero di persona dedita all'amore per il prossimo), con la quale ti sei sopra qualificata.
Nella ormai secolare disquisizione su quale sia la vera identità umana preferisco non addentrarmi, onde evitare di andare fuori tema.

LucianaM ha scritto:
Nel senso che un bisessuale o un transessuale è una persona che non sa accettare la propria identità per cui la cambia (nel caso del transessuale) o la scambia con chicchessia (nel caso del bisessuale), figuriamoci come può essere in grado di educare un bambino a trovare la propria!

Fai una confusione infernale! Innanzitutto, e per amor di verità, dobbiamo riconoscere che non sono i "diversamente eterosessali" a non accettare la propria identità ma di fatto sono alcuni (ma ancor oggi troppi) dei "normalmente eterosessuali" a non accettare la altrui diversità (fanno eccezzione solo le persone affette da omofobia interiorizzata). Inoltre, superando ogni paradosso che abbia udito sinora, parli di cambio e scambio di identità. Precisiamo: i transessuali non cambiano identità bensì sesso; i bisessuali non scambiano le identità tra loro ma semplicemente non hanno preferenze tra uomo e donna nella scelta dei loro possibili partner. Infine - ma non ultimo - i bambini non trovano la loro identità nell'educazione ricevuta dai loro genitori perchè (come già detto sopra) insita nella natura di ciascuno. L'educazione può al massimo rafforzare (se rispettosa) o reprimere (se omofobica) la naturale identità percepita dal bambino.

A chiusura del tuo intervento, ribadisci un concetto già espresso in apertura, rinunciando però questa volta apertamente (e onestamente, aggiungerei io) a dargli una parvenza scientifica:
LucianaM ha scritto:
Nel caso di una normale coppia omosessuale sono contraria all'adozione di bambini perchè un bambino ha diritto di conoscere la maternità e la paternità per quello che sono nella loro interezza, e non per sentito dire. La funzione di una madre è diversa dalla funzione di un padre, e due genitori omosessuali non possono trasmettere questa realtà educativa necessaria alla crescita di un bambino.

Da queste tue due ultime e semplici frasi si evince, in primis, che: stai facendo dei grandi progressi nell'accettazione delle diversità sessuali e di genere perché già consideri normale una coppia omosessuale (naturalmente mi dispiace non poco per i bisessuali e per i trasgender che dovranno pazientare ancora un pò di tempo per guadagnare la tua comprensione). E, dulcis in fundo, che:
una famigliola composta da padre gay e madre lesbica...
soddisfarrebbe i pre-requisiti da te posti come condizione per il libero accesso all'adozione!

[color=darkblue]Con il dialogo (e un pizico di onestà intellettuale) si può trovare un minimo comun denominatore.[/b]

.


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 Oggetto del messaggio: I diritti dei bambini "diversamente eterosessuali"
MessaggioInviato: dom lug 20, 2008 06:09 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:11 pm
Messaggi: 4
percomelavedoio ha scritto:
Anche io sono convinto che la storiella che la sessualità dei genitori incida sulla formazione dei figli sia poco credibile.
Tuttavia, come ho già affermato altrove, il problema non è questo.
Il problema è la (in)cultura omofoba che regna incontrastata in Italia, che potrebbe incidere sulla crescita di un bambino che vive nell'ambito di una famiglia omosessuale.
Secondo me va sconfitta _prima_ questa mentalità, attraverso il pieno riconoscimento delle coppie gay come elemento naturale della società, e poi si può pensare alle adozioni.
In pratica si tratta di fare un passo alla volta.
:wink:


Personalmente non ho mai posto priorità.
Si faccia pure un passo alla volta...
purchè si faccia qualcosa!

Bisogna però prendere atto che ogni volta che si introducono tematiche GLBTA,
si arriva, prima o poi, puntualmente allo spinoso nodo sulle adozioni
calato come un veto al riconoscimento del anche più piccolo diritto.

Credo che [b]kolilnam[/b] abbia voluto dirci proprio questo:
bisogna prendere il toro per le corna, altrimenti non si và avanti di un passo!

E inizio a credere che abbia ragione!

percomelavedoio ha scritto:
[...]
cmq, se non eliminiamo prima questo stupido preconcetto, difficilmente si potrà ottenere qualcosa.
e secondo me questo si può ottenere solo facendo maturare la società e sensibilizzando la gente.
sul serio, il muro contro muro su questi temi è controproducente: diamo tempo alle persone di rendersi conto dell'assurdità di tali teorie e prendere atto che in una società democratica, libera e moderna le coppie omosessuali sono perfettamente normali.
Il resto verrà da sè...
L'ottimo è il peggior nemico del bene.

Non vedo dove stà il muro contro muro da parte nostra
che ci limitiamo al massimo ad argomentare le nostre ragioni.
L'unico muro che vedo è quello che leggo nelle cronache di tutti i giorni,
ovvero delle violenze e dei sopprusi che ancora oggi subiscono le persone GLBTA.
Mentre non ho mai letto notizie, per esempio, di violenze gay ai danni di etero.

Concordo comunque sul tenere vivo il dibattito alfine di maturare la società e sensibilizzare la gente.

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