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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: maternità
MessaggioInviato: ven feb 08, 2008 11:36 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 1
leggo nel manifesto del pd che la maternità non deve diventare un episodio deprecabile nella vita del lavoratore. come molte madri ho fatto i salti mortali per stare il più possibile a casa ad accudire mio figlio soprattutto nei primi mesi di vita. Sono fortunata perché ho potuto contare sull'aiuto dei nonni e mi sono resa conto che il traguardo della scuola materna non ti mette al riparo dalle assenze sul posto di lavoro. I bambini si ammalano spessissimo e ci troviamo spesso in posizioni difficili riguardo ai nostri impegni di lavoro. Non posso fare a meno di pensare alle donne che non posso avere l'aiuto dei genitori, che lavorano nel privato o che fanno lunghi turni di lavoro. Fare un figlio diventa uno sforzo economico, logistico enorme che si ripercuote sul reddito familiare ma anche sui bambini strapazzati di quà e di là affinché la ruota giri. Mi domando se non sia ledere il diritto dei bambini ad avere un'infanzia serena anche in termini di qualità della giornata. Mi domando se, invece di promettere assegni per i figli nati, non sarebbe più auspicabile estendere il periodo di astensione retribuita dagli attuali 4 mesi DOPO il parto ad 8 mesi. Potremmo vedere i nostri figli fare i primi passi in casa nostra, accurdirli almeno quasi al primo anno di vita, avere uno ambiente di vita più sereno i cui beneficiari sarebbero proprio i nostri piccoli. Penso al Regno Unito e ad altri paesi europei che anziché elargire una tantum consentono alle madri di stare coi propri figli, di creare un legame. Chi ci governerà dovrebbe riflettere su come migliorare questa situazione piuttosto che costruire asili nido (sebbene ancora drammaticamente necessari) o elargire mancette. Quando diciamo che la scuola non si può sostituire alla famiglia in occasione di gravi episodi questo vale fin dai primi anni di vita.
grazie per l'attenzione
S.M.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven feb 08, 2008 18:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 67
Quando avevo i figli piccoli è stato un disastro. Ero la classica mamma senza aiuto da parte nè di nonni, nè di nessun parente; senza mezzo di trasporto (quindi usavo il treno per andare al lavoro); e stavo fuori dalle 7.30 del mattino alle 19.00 per lavorare. Tutto il peso era su di me e su mio marito. Li portavo all'asilo con lo stesso ritmo col quale io dovevo andare a lavorare. L'ingresso a scuola coincide, per il bambino, automaticamente all'esperienza di tutte le malattie possibili e immaginabili: raffreddori, tonsilliti e non ricordo più cos'altro. Il primo anno di scuola materna del primogenito, l'ho passato più a casa a curarlo che al lavoro. Col secondo figlio mi sono messa il cuore in pace, sapendo che sarebbe successo di nuovo.
Ho cambiato otto baby-sitter in due anni, perchè non avevo abbastanza soldi per pagarle adeguatamente; mi servivano solo per tre ore al pomeriggio e gli davo, all'epoca, seimila lire all'ora... quando trovavano qualcosa di meglio se ne andavano. E poi, già che le fortune, di solito, si accavallano una sull'altra, ebbi anche l'esperienza di trovare una baby-sitter (che ho licenziato io dopo un mese - l'unica volta che ho licenziato qualcuno) che mi telefonava mezz'ora prima che i bambini uscissero di scuola, un giorno si e uno no, per dirmi che non poteva andarli a prendere! Vi e mi risparmio di ricordare quei momenti!
Le spese per i bambini piccoli: pannolini, biscottini, latte in polvere, omogeneizzati... tutta roba da ricchi, ovviamente!, per cui ho optato per un'educazione veloce e spartana: a due anni e mezzo ho drasticamente tolto il pannolino ai figli per insegnare loro a usare il vasino. Non ho mai acquistato un omogeneizzato in vita mia, piuttosto frullavo e passavo io la roba... i nostri vecchi gli omogeneizzati non li hanno mai usati e sono cresciuti lo stesso.
E hai ragione tu, è tristissimo perdere i primi passi di tuo figlio, le sue grandi conquiste nella vita... perchè? per che cosa?... perchè devi andare a lavorare se no il mutuo e le bollette chi le paga?
Non c'è nessuna politica di assistenza alle famiglie, figuriamoci per le famiglie con bambini malati!
Ora i miei figli sono grandi, 23 e 19 anni. Quando sarò nonna giuro che li aiuterò a costo di tornare a prendere permessi dal posto di lavoro pur di aiutarli ad essere dei genitori sereni. Tanto io oramai la vitaccia l'ho fatta e non posso tornare indietro; spero di poter dare maggiore conforto ai miei figli quando saranno genitori loro.


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 Oggetto del messaggio: Re: paternità
MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 23:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
Buongiorno signore (o signorine),
Sono abbastanza d'accordo con quello che scrivete, anche se metto qualche riserva sul "fare" il figlio quando si é soli e con un lavoro che prende molto tempo... Lo so, é difficile dirsi non avro' figli finché... Ma se a rimetterci dev'essere il figlio... Beh, senza offesa: meglio noi, persone adulte, che lui.

Se lascio un post qui é anche per segnalare che il problema trattato riguarda il genitore, a volte tutti e due, ma non necessariamente la mamma. Mi sembra un'evidenza, ma ho preferito esplicitarlo, non si sa mai...

A presto.
Rominion.


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 Oggetto del messaggio: Re: paternità
MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 21:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 60
Rominion ha scritto:
Buongiorno signore (o signorine),
Sono abbastanza d'accordo con quello che scrivete, anche se metto qualche riserva sul "fare" il figlio quando si é soli e con un lavoro che prende molto tempo... Lo so, é difficile dirsi non avro' figli finché... Ma se a rimetterci dev'essere il figlio... Beh, senza offesa: meglio noi, persone adulte, che lui.

Se lascio un post qui é anche per segnalare che il problema trattato riguarda il genitore, a volte tutti e due, ma non necessariamente la mamma.


generalmente da 10000 anni ad oggi è la madre che partorisce.
I figli sono stati fatti durante la guerra dei 100 anni durante le due guerre mondiali, quando in Europa c'era la peste, quando c'erano le carestie etc. con questo ragionamento nessuno se non pochi super benestanti dovrebbero procheare


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 Oggetto del messaggio: Re: paternità
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 15:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
...Ma da qualche decennio a questa parte dopo il parto, il papà si occupa del figlio quanto la mamma, e, mi pare, che la discussione riguardava il periodo post-parto. Se non ho capito, mi arrendo subito! Ritiro tutto!

Tra la guerra dei cento anni, la peste e lavorare 10 ore anziché otto o sei, c'é un po' di differenza. Non ultima quella della gestione della cosa. Il lavoro puoi interromperlo o cambiarlo, certo é difficile, ma é certo più facile che interrompere una guerra o peggio un epidemia. Inoltre suggerirei che in queste ultime situazioni "produrre" Uomini é importante perché ne stanno morendo altri.
Badate bene, non sono contro nessun aiuto da parte dello Stato per chi vuole figli e ha difficoltà, ma forse sarebbe meglio aspettare che quegli aiuti esistono... Forse... Oppure farli e fare con quello che c'é per il proprio piacere (dico "proprio" a scapito di quello eventuale del bambino)
Non dico che chi é "povero" (tutto é relativo, vedi guerra e peste) non deve fare figli, ma che assuma le sue azioni (non mi prendere per un aristocratico, sono anch'io con figli e pochi soldi). Se poi uno dice allo Stato: "cambia o proponi nuove leggi che con mio figlio non ce la faccio più"... Beh secondo me, per il futuro dell'umanità é buona cosa, per uscirsene dalla attuale situazione, ci poteva pensare prima...
A presto.
Rominion.



generalmente da 10000 anni ad oggi è la madre che partorisce.
I figli sono stati fatti durante la guerra dei 100 anni durante le due guerre mondiali, quando in Europa c'era la peste, quando c'erano le carestie etc. con questo ragionamento nessuno se non pochi super benestanti dovrebbero procheare[/quote]


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