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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Cattolici e diritti omosessuali, DICO ed affini...
MessaggioInviato: dom feb 03, 2008 22:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 31
Per prima cosa...un saluto affettuoso a tutti!
Affronto un tema molto delicato: la posizione dei cattolici nei confronti delle coppie omosessuali.
Premessa: vi parlo da cattolico, credentee praticante.
La madre Chiesa è di Dio, ma pur sempre fatta di uomini...che possono errare! E io sono convinto che le Gerarchie si sbaglino nel voler vietare il riconoscimento dei diritti dei gay!
Le scelte sessuali individuali non devono e non possono essere giudicate migliori o peggiori (naturali o contro natura) per legge, ma la valutazione spetta esclusivamente alla coscienza di ciascuno! La legge non può stabilire se una coppia omosessuale è "giusta o sbagliata". La legge deve garantire i diritti di tutti!!!! Ricordo una frase di qualche politologo che diceva che u sistema è tanto migliore quanto più garantisce i diriti delle minoranze. Ecco, io concordo! Io, nel mio piccolo mondo, farò le mie scelte, ma non posso imporle ad altri! Negare che esistano queste coppie è negare la realtà, negare il loro riconoscimento in quanto "non naturali" può limitare la libertà delle minoranze.
Spero che in materia di "temi etici" e di coscienza, il PD lasci libertà assoluta ai suoi deputati, anche a costo di qualche frattuira e sonore batoste in parlamento.


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 Oggetto del messaggio: L'Ulivo può ancora sperare...
MessaggioInviato: lun feb 04, 2008 12:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
Alb_pd

ho da sempre e non solo in questo forum, sostenuto che dobbiamo stare vicini e capire l'onere spirituale che comporta l'essere cattolici in questi tempi.

Ed esserlo nell'Ulivo.

Chi, come me, si sente cristiano ma non "pratica" nessuna chiesa deve sapere aspettare.

ciaooooooooooo


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MessaggioInviato: ven feb 08, 2008 18:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 67
Lo Stato ha il dovere di tutelare qualsiasi cittadino.
I DICO non servono, diciamolo chiaramente, a tutelare solo i diritti delle coppie omosessuali, ma di chiunque decida di convivere con qualsiasi altra persona.
Se mio figlio vuole andare a vivere con un suo amico perchè decide di uscire fuori di casa e l'amicizia, ripeto amicizia - non intesa affettiva/sessuale, porta lui e il suo amico a scegliere di stipulare un patto di convivenza come può essere il DICO, tanto meglio.
Così per tutte quelle questioni come l'eredità, la pensione o decisioni di tipo medico non vengono lasciate a una qualsiasi autorità che non sa chi sei, ma a qualcuno che ti vuole bene e che si prende cura di te.

Per quel che riguarda nello specifico le coppie omosessuali, sono profondamente convinta che siamo tutti figli di Dio e che Dio si esprime in tutte le Sue forme e nella Sua piena libertà come gli pare e piace. Dio esprime sè stesso nelle molteplici forme della creazione (persone sane e non), negli svariati colori del mondo (i capelli, gli occhi, il corpo), usa tante lingue per comunicare (anche il linguaggio dello spirito)... e tutto questo è libertà, libertà d'espressione.
Dio ama in tanti modi: ama con l'amore di due fidanzati, ama con l'amore dei genitori, ama con l'amore dei figli, ama con l'amore dei nonni, ama con l'amore dell'amicizia, ama col rispetto tra colleghi di lavoro, ama nello stesso modo col quale le persone sanno amarsi.
Come diceva Sant'Agostino: "Ama e fai quello che vuoi".
Quando la tua vita e le tue scelte partono dal principio dell'amore, stai seguendo la via del Signore.

Ci tengo, però, a fare una precisazione. Credo, in tutta onestà, che manifestazioni come il gay pride siano un grave danno per gli omosessuali. La parata folkloristica trasmette più l'idea dell'omosessualità come qualcosa di burlesco, di volgare nei fatti e nelle parole, di gente "storta", "deviata" e anche poco rispettosa. Forse le organizzazioni omosessuali dovrebbero trovare altre forme di comunicazione delle loro esigenze. Se io desidero qualcosa, non perdo tempo a denigrare chi non me lo dà, cerco tutte le forme possibili per ottenere il rispetto che mi è dovuto.


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 15:55 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 54
Faccio una doverosa premessa: non sono cattolico, né particolarmente religioso in particolare, e mi scuso fin da ora se dovessi offendere la sensibilità di qualche credente.

Personalmente ritengo che una religione, ogni religione, debba essere ammessa e anzi apprezzata all'interno dello Stato, in ogni sua forma spirituale e sociale, fino a che non va a interferire con le leggi dello stato ospitante.

Gli omosessuali sono cittadini italiani come tutti gli altri, e devono avere a mio parere gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini. A meno che non siano essi stessi a discriminarsi volontariamente con manifestazioni come i gay-pride, che disapprovo dal profondo.
Tutelare le coppie omosessuali, oltre al riconoscimento etico della loro esistenza, deve avere lo scopo preciso di offrire quelle tutele che lo Stato offre a tutte le famiglie.
Qui tocco un tasto dolente, me ne rendo conto, usando il termine "famiglia". Non voglio discutere su cosa sia una famiglia, su chi ne debba far parte perché questa definizione sia utilizzabile. Mi limito a dire che trovo del tutto assurdo dire, come si sente da varie parti, che non si può parlare di famiglia se non ci sono figli. Le coppie etero senza figli, che non possono o non vogliono averne, sono tutelate tanto quanto le coppie con figli. La presenza di figli non è pertanto discriminante a decidere chi deve ricevere assistenza e dignità di riconoscimento dallo Stato e chi no.
Mi restano quindi solo due ipotesi:
- non è la presenza di figli, ma la semplice potenzialità di averne, che fa la differenza
- i figli sono solo un paravento per nascondere una discriminazione più profonda, puntata effettivamente verso l'omosessualità
In entrambi i casi, sono per un superamento serio e ben chiaro di questa situazione.
Se il fine dello Stato è la tutela e la "promozione" dei figli, che si abbia il coraggio di riconoscere come famiglie solo i nuclei con bambini.
Altrimenti, che si prenda atto che tra una coppia etero e una coppia gay, per lo Stato, non passa alcuna differenza.


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 15:55 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 54
Faccio una doverosa premessa: non sono cattolico, né particolarmente religioso in particolare, e mi scuso fin da ora se dovessi offendere la sensibilità di qualche credente.

Personalmente ritengo che una religione, ogni religione, debba essere ammessa e anzi apprezzata all'interno dello Stato, in ogni sua forma spirituale e sociale, fino a che non va a interferire con le leggi dello stato ospitante.

Gli omosessuali sono cittadini italiani come tutti gli altri, e devono avere a mio parere gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini. A meno che non siano essi stessi a discriminarsi volontariamente con manifestazioni come i gay-pride, che disapprovo dal profondo.
Tutelare le coppie omosessuali, oltre al riconoscimento etico della loro esistenza, deve avere lo scopo preciso di offrire quelle tutele che lo Stato offre a tutte le famiglie.
Qui tocco un tasto dolente, me ne rendo conto, usando il termine "famiglia". Non voglio discutere su cosa sia una famiglia, su chi ne debba far parte perché questa definizione sia utilizzabile. Mi limito a dire che trovo del tutto assurdo dire, come si sente da varie parti, che non si può parlare di famiglia se non ci sono figli. Le coppie etero senza figli, che non possono o non vogliono averne, sono tutelate tanto quanto le coppie con figli. La presenza di figli non è pertanto discriminante a decidere chi deve ricevere assistenza e dignità di riconoscimento dallo Stato e chi no.
Mi restano quindi solo due ipotesi:
- non è la presenza di figli, ma la semplice potenzialità di averne, che fa la differenza
- i figli sono solo un paravento per nascondere una discriminazione più profonda, puntata effettivamente verso l'omosessualità
In entrambi i casi, sono per un superamento serio e ben chiaro di questa situazione.
Se il fine dello Stato è la tutela e la "promozione" dei figli, che si abbia il coraggio di riconoscere come famiglie solo i nuclei con bambini.
Altrimenti, che si prenda atto che tra una coppia etero e una coppia gay, per lo Stato, non passa alcuna differenza.


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 15:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 54
Faccio una doverosa premessa: non sono cattolico, né particolarmente religioso in particolare, e mi scuso fin da ora se dovessi offendere la sensibilità di qualche credente.

Personalmente ritengo che una religione, ogni religione, debba essere ammessa e anzi apprezzata all'interno dello Stato, in ogni sua forma spirituale e sociale, fino a che non va a interferire con le leggi dello stato ospitante.

Gli omosessuali sono cittadini italiani come tutti gli altri, e devono avere a mio parere gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini. A meno che non siano essi stessi a discriminarsi volontariamente con manifestazioni come i gay-pride, che disapprovo dal profondo.
Tutelare le coppie omosessuali, oltre al riconoscimento etico della loro esistenza, deve avere lo scopo preciso di offrire quelle tutele che lo Stato offre a tutte le famiglie.
Qui tocco un tasto dolente, me ne rendo conto, usando il termine "famiglia". Non voglio discutere su cosa sia una famiglia, su chi ne debba far parte perché questa definizione sia utilizzabile. Mi limito a dire che trovo del tutto assurdo dire, come si sente da varie parti, che non si può parlare di famiglia se non ci sono figli. Le coppie etero senza figli, che non possono o non vogliono averne, sono tutelate tanto quanto le coppie con figli. La presenza di figli non è pertanto discriminante a decidere chi deve ricevere assistenza e dignità di riconoscimento dallo Stato e chi no.
Mi restano quindi solo due ipotesi:
- non è la presenza di figli, ma la semplice potenzialità di averne, che fa la differenza
- i figli sono solo un paravento per nascondere una discriminazione più profonda, puntata effettivamente verso l'omosessualità
In entrambi i casi, sono per un superamento serio e ben chiaro di questa situazione.
Se il fine dello Stato è la tutela e la "promozione" dei figli, che si abbia il coraggio di riconoscere come famiglie solo i nuclei con bambini.
Altrimenti, che si prenda atto che tra una coppia etero e una coppia gay, per lo Stato, non passa alcuna differenza.


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 15:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 54
Scusatemi, ho visto ora che il messaggio precedente mi è stato inviato in tripla copia, a causa di problemi di caricamento pagina ho premuto più volte il pulsante... Spero che i moderatori possano cancellare quelle di troppo. Chiedo ancora scusa.


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 23:39 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 145
lord concordo con quello che dici in più aggiungo che non sempre chi può avere dei figli poi è automaticamente un buon genitore,ci sono buone e cattive famiglie.genitori amorevoli e genitori che abusano dei propri figli(le maggior parte delle violenze avvengono proprio all'interno dei nuclei familiari).oggi la parola "famiglia" è utilizzata come clava elettorale.in se può essere tutto ed il contrario di tutto.

p.s. dai che il gay pride è fichissimo :)


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 22:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
Buongiorno a tutti! Ecco un testo che girava su internet qualche anno fa. A mio parere dice tutto quello che c'é da dire. E' un testo di deliziosa fantascienza. Buona lettura:



Siamo completamente
favorevoli al matrimonio tra cattolici. Ci pare un errore e
un'ingiustizia cercare di impedirlo. Il cattolicesimo non è una malattia. I cattolici, nonostante a molti non piacciano o possano sembrare strani, sono persone normali e devono godere degli stessi diritti della maggioranza, come fossero - per esempio - informatici od omosessuali.

Siamo coscienti che molti comportamenti e aspetti del carattere delle persone cattoliche - come la loro abitudine a
demonizzare il sesso - possono sembrarci strani. Sappiamo che a volte potrebbero emergere questioni di sanità pubblica, a causa del loro pericoloso e deliberato rifiuto all'uso dei profilattici. Sappiamo anche che molti dei loro costumi, come l'esibizione pubblica di immagini di torturati, possono dare fastidio a tanti. Però tutto ciò risponde più a un'immagine mediatica che alla realtà e non è un buon motivo per impedire loro il diritto al matrimonio.

Alcuni potrebbero argomentare che un matrimonio tra cattolici non è un vero matrimonio, perché per loro si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti al loro Dio, anziché di una unione tra due
persone. Inoltre, dato che i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa, qualcuno potrebbe ritenere che permettere ai cattolici di sposarsi incrementerà il numero di matrimoni per via "di ciò che la gente mormora" o per la semplice ricerca di sesso (proibito dalla loro religione fuori dal matrimonio), andando così ad aumentare i casi di violenza familiare e le famiglie problematiche. D'altra parte bisogna ricordare che questo non riguarda
solo le famiglie cattoliche e che - siccome non possiamo metterci nella testa degli altri - non possiamo giudicare le loro motivazioni.

Infine, dire che non si dovrebbe chiamarlo matrimonio, ma in un'altra maniera, non è che la forma, invero un po' meschina, di sviare il problema su questioni semantiche, del tutto fuori luogo. Anche secattolici, un matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia!

E con questa allusione alla famiglia, passiamo
all'altro tema incandescente, che speriamo non sia troppo radicale: siamo anche favorevoli a che i cattolici adottino bambini. Qualcuno si potrà scandalizzare. È probabile che si risponda con un'affermazione del tipo "cattolici che adottano bambini??! I bambini potrebbero diventare a loro volta cattolici!". A fronte di queste critiche, possiamo rispondere che è ben vero che i bambini figli di cattolici hanno molte chances di diventare a loro volta cattolici (a differenza
dei figli degli omosessuali o degli informatici), ma abbiamo già detto che i cattolici sono gente come tutti gli altri. Nonostante le opinioni di qualcuno e alcuni indizi, non ci sono tuttavia prove che dimostrino che i genitori cattolici siano meno preparati di altri a educare figli, né che l'ambiente religiosamente orientato di una casa cattolica abbia un'influenza negativa sul bambino.

Infine i tribunali per i minori esprimono pareri sulle singole situazioni, ed è precisamente loro compito determinare l'idoneità dei possibili genitori adottivi.

In definitiva, nonostante le opinioni di alcuni settori, crediamo che bisognerebbe permettere ai cattolici di sposarsi e adottare dei bambini. Esattamente come agli informatici e agli omosessuali.






luigi schipani ha scritto:
lord concordo con quello che dici in più aggiungo che non sempre chi può avere dei figli poi è automaticamente un buon genitore,ci sono buone e cattive famiglie.genitori amorevoli e genitori che abusano dei propri figli(le maggior parte delle violenze avvengono proprio all'interno dei nuclei familiari).oggi la parola "famiglia" è utilizzata come clava elettorale.in se può essere tutto ed il contrario di tutto.

p.s. dai che il gay pride è fichissimo :)


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 Oggetto del messaggio: CARNEVALE
MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 02:41 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 30
E basta con questa storia che il GAY PRIDE è un CARNEVALE e che questo fatto è negativo per i diritti gay !

A parte che il CARNEVALE è bellissimo tanto che lo festeggiamo in ITALIA tre volte (carnevale pre quaresima, carnevale gaypride, carnevale halloween) ma soprattutto lo sapete o no che cosa vuol dire CARNEVALE?

LA CARNE VALE ! Ed era la festa pre digiuno o pre ramadan o pre quaresima della noiosa religione monoteista del medioevo europeo che permetteva di uscire dai parametri rigidi della morale e garantire "scambi di coppie" giochi amorosi "innamoramenti sensuali" grazie al gioco della maschera e del fingimento.

LA CARNE VALE pure per i gay ! E se siamo folk vuol dire che siamo popolo ! popolo vero con tutte le sue numerose e colorate facce che ai MORALISTI di tutte le religioni (incluso gli atei) evidentemente non possono piacere...

Io non mi lascio trasformare in un MUSONE dai MORALISTI, la festa dei GAY é il gaypride ed io al gay pride mi DIVERTO !

Per tutto l'anno i gay subiscono l'omofobia o si nascondono: il gaypride ci dovete vedere per quello che siamo, proprio se non vi piace e noi là a divertirci (diciamo a Napoli: Sciù alla faccia vostra ! ) VENITECI TUTTI L'anno che viene! e portatevi una faccia allegra e la voglia di ballare !

www.manliok.blogspot.com


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 Oggetto del messaggio: Re: CARNEVALE
MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 20:25 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
La Gay Pride continuerà ad avere un enorme valore finché gli omosessuali non ottengano tutti dico tutti, ma proprio tutti gli stessi diritti degli eterosessuali. Se poi riuscissero pure ad essere accettati non solo dalla repubblica, ma anche dai suoi cittadini (sbaciucchiamenti per strada, passeggiate mano nella mano) senza incappare in qualche bacchettone che li insulta, o che teme per la "moralità" del figlioletto che tiene per mano, allora finirei per trovare la gay pride inutile... In ogni caso, mai controproducente.

A presto.
Rominion.


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