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 Oggetto del messaggio: FAMIGLIA: crisi del matrimonio, separazioni e divorzi
MessaggioInviato: dom ott 07, 2007 17:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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DAL "CORRIERE.IT" DEL 7/10/07
di Annachiara Sacchi

E il pm attacca i divorzi infiniti
«Più facile uccidere la moglie»
Greco cita il paradosso di Davigo.
I tempi per la sentenza superano quelli di una pena per omicidio


MILANO — Separarsi, che fatica.
E quanti anni (e denari) spesi in tribunale a trovare accordi, soluzioni, compromessi.
Perfino il sostituto procuratore di Milano, Francesco Greco, punta il dito contro la lentezza della giustizia civile.
Lo fa davanti ai giovani industriali riuniti a Capri, citando il collega Piercamillo Davigo: «È più facile uccidere la moglie che venire a capo di un divorzio difficile ».
Chiamato in causa, il giudice Davigo precisa: «Io parlavo di procedure: i tempi per una separazione spesso superano quelli di una pena infliggibile per omicidio».
E il conto si fa in un attimo: trent’anni per assassinio volontario con le attenuanti generiche e il rito abbreviato rischiano di diventare anche cinque.
Molti meno di una causa di separazione.
Divorzio all’italiana, questione di nervi.
Di chi, nella (ex) coppia è più forte o più tenace.
Di chi è più ricco e ha un avvocato migliore.
O, semplicemente, è più paziente.
Perché i tempi sono lunghi, anzi lunghissimi.
In media 582 giorni per mettersi d’accordo su alimenti, ma si arriva fino a 10-15 anni per risolvere una lite.
Abbastanza per cambiare vita, lavoro, moglie (un’altra), per vedere diventare maggiorenni i figli per cui tanto si è litigato.
Ma con la legge che ti riporta sempre indietro. Al momento della crisi.
Secondo le statistiche delle associazioni «separati e divorziati », nell’ultimo anno si sono contati circa 70 mila separazioni e 50 mila divorzi.
Ne sa qualcosa Anna Maria Bernardini De Pace, avvocato matrimonialista (tra i suoi assistiti Eros Ramazzotti ai tempi della crisi con Michelle Hunziker): «Finalmente viene alla luce il problema della conflittualità tra le coppie di oggi».
Che litigano allo stesso modo «per 200 euro o per 2 milioni», che scambiano le aule dei palazzi di giustizia per un ring. «Come nella politica, come nella tv», sottolinea la Bernardini De Pace.
In tribunale come in un reality.
L’avvocato Laura Hoesch (che invece difese Michelle) aggiunge: «La giustizia non riesce più a gestire il problema ».
Pochi giudici di famiglia, è questo il dramma.
E una marea di consulenti tecnici («alcuni incompetenti») che, inevitabilmente, gonfiano i tempi processuali.
Sentenze a rilento.
Anna Galizia Danovi, presidente del Centro per la riforma del diritto di famiglia, sbotta: «Noi avvocati dobbiamo evitare di fomentare coniugi uno contro l’altro.
Troppe volte mi sono sentita dire: "Voglio la testa di mia moglie", ma mi rifiuto di ragionare in questo modo.
Greco ha ragione: la giustizia non riesce a dare risposte adeguate ».
Altro paradosso: spesso le cause si prolungano oltre le sentenze di divorzio (con il marito/moglie che paga gli alimenti all’ex coniuge per decenni).
E allora il conflitto si ricrea all’infinito.
«Colpa della magistratura — dice Marino Maglietta, presidente dell’associazione Crescere Insieme — che insiste sul modello monogenitoriale.
Ma la nuova legge sull’affidamento condiviso parla chiaro». I figli alla madre, le spese al padre.
Una volta, forse. Ora non sempre è così.
«Negli ultimi 6 anni — continua l’avvocato Bernardini De Pace — i più deboli sono gli uomini.
Le donne sono meglio preparate ad affrontare i cambiamenti ».
Dimentichiamo allora, il conflitto Giorgio Falck- Rosanna Schiaffino, il duello Mario Chiesa-Laura Sala che diede via a Tangentopoli, la vicenda Silvana Mangano-Dino De Laurentiis.
Oggi le donne sanno difendersi. E vincere le battaglie legali.
«Anche se la materia — conclude l’avvocato Hoesch — è complessa e in continua evoluzione».


Al Bano: sono separato dal ’99
Pago ancora gli alimenti a Romina

MILANO—«Troppo lunghi i tempi della giustizia». Al Bano Carrisi, che ancora paga gli alimenti all’ex moglie Romina Power (da cui si è separato nel 1999), cerca di mantenere la calma: «Ci vuole tanto buon senso».
In che senso?
«Bisogna farlo per i figli, per se stessi, anche per il pubblico se si è un personaggio famoso. Ma davvero, servirebbe una riforma».

Di che genere?
«Basterebbe un istituto che si occupasse solo della cause di separazione e di divorzio. In questo modo alleggerirebbe gli ingranaggi della giustizia e dello Stato».

Il suo divorzio?
«È arrivato da un pezzo, ma continuo a pagare».

Perché?
«Lo so, è assurdo. Ma il mio caso è ancora in definizione. E alla fine mi tocca mantenere tutti».

Risentito?
«Diciamo che io pago anche se ho subìto. Ma ringrazio il buon Dio che mi permette di far fronte a tutti questi impegni: lavoro più adesso di una volta».


La Giorgi: l’ho fatto due volte
Con Rizzoli ho imparato la lezione

MILANO— «Se tante cose ce le avessero dette prima...».
L’attrice Eleonora Giorgi fa un bilancio della sua vita: «Due mariti e due compagni importanti».
Con il primo, Angelo Rizzoli, il divorzio è stato lungo e faticoso.
Con il secondo, invece, Massimo Ciavarro, «avevo imparato la lezione e le cose sono andate meglio».
Ma confessa: «Nutro una grande ammirazione per le mie amiche che hanno portato avanti il progetto sacro della famiglia.
E anche una sottile invidia».

Pentita?
«Con l’età sono diventata conservatrice. Mi sarebbe piaciuto essere nata cinquant’anni prima».

Vuol dire che avrebbe preferito un matrimonio solo?
«Purtroppo l’epoca in cui sono vissuta— con i cambiamenti degli anni Settanta, la rivoluzione sessuale— non mi ha permesso di fare certe scelte».

Colpa dei tempi, dunque?
«Anche. Viviamo in un’epoca in cui siamo tutti troppo viziati e individualisti.
Per la famiglia, invece, vale sempre la pena sacrificarsi».


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven nov 16, 2007 18:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 424
IL DIVORZIO CHE FA MALE AI FIGLI
un saggio su Britney Spears

di CRISTINA NADOTTI

ROMA - La storia di Britney Spears e Kevin Federline, ovvero il perfetto esempio di un divorzio gestito male, in cui i figli soffrono e possono subire traumi psicologici seri. Dopo aver occupato le prime pagine dei giornali scandalistici, la fine del matrimonio della popstar e la conseguente battaglia per la custodia dei figli diventano ora oggetto di studio scientifico.

Larry Ganong, un ricercatore dell'Università del Missouri-Columbia, esperto di divorzi e tematiche delle famiglie allargate, usa il caso Spears-Federline come oggetto di ricerca ed esercitazioni didattiche nel suo corso di Sviluppo Umano e Studi sulla famiglia. Ora le sue osservazioni sul divorzio celebre sono diventate un saggio, che ha avuto l'onore della pubblicazione sulla rivista Envinromental Sciences. "Questo caso serve di esempio - ha commentato Ganong - per sottolineare i danni che vengono ai minori quando sono intrappolati in una battaglia legale per la loro custodia".

In nome dei figli. La storia tra la popstar e Federline è stata un fenomeno mediatico fin dall'inizio. Ogni passo della vita privata dei due è stato analizzato, commentato e amplificato da video, articoli e foto. La richiesta di divorzio fatta a Federline con un sms, i ricoveri della Spears nelle cliniche di riabilitazione, le immagini che mostravano una donna in precarie condizioni psicologiche che stringe tra le braccia i figli piccoli (Sean Preston ha 2 anni e Kevin 1) hanno fatto della storia tra i due un perfetto argomento da tabloid.
Del resto Britney e Federline, almeno all'inizio, hanno fatto di tutto per essere sotto i riflettori, fino ad essere i protagonisti, nel 2005, di un reality show sulla loro vita di coppia. Poi i due bambini: quando nel novembre 2006 Britney ha mandato a Federline il messaggio con cui chiedeva il divorzio, ha stabilito subito che i figli restassero a lei. Ma il rapper le ha dato battaglia e per mesi si sono susseguite discussioni tra legali e minacce per ottenere almeno una custodia congiunta.

"Tutto sbagliato". "Stanno sbagliando praticamente tutto - scrive Ganong nella sua ricerca - questo tipo di battaglie è davvero dannoso per i bambini. Invece che insegnare il valore della cooperazione e del dialogo dà esattamente il messaggio opposto. Qualunque sia la situazione e di fronte a qualunque tipo di richieste, chi divorzia dovrebbe sempre mettere al primo posto i bisogni dei bambini, mettere da parte la rabbia e imboccare la strada del confronto tenendo a mente che prima di tutto ci sono i figli".
Facile a dirsi, ma il caso Spears-Federline non è raro, tanto che circa la metà dei tribunali americani impone alle coppie che stanno divorziando di seguire un corso per imparare a mettere da parte le loro rivendicazioni e porre al centro dell'accordo la tranquillità e il benessere dei bambini. Ganong è l'ideatore di uno di questi "programmi di formazione", adottato da molti tribunali statunitensi.

Buoni e cattivi esempi. "Quando tengo il mio corso - spiega Ganong - utilizzo la storia delle due star come esempio. La conoscono più o meno tutti e inoltre capita che gli studenti, o gli adulti che devono seguire il programma imposto dal tribunale, simpatizzino per l'una o l'altro. In questo modo riesco a evidenziare meglio che, invece, l'attenzione deve essere rivolta in primo luogo ai bambini". "Quando cerchiamo di insegnare a chi divorzia a collaborare, non ci aspettiamo che provi simpatia per l'ex coniuge, ma vogliamo arrivare a mostrare l'importanza della correttezza, della cordialità dei rapporti. Trattiamo l'ex matrimonio come un'impresa d'affari in cui ci sia ancora del lavoro da fare insieme e questo lavoro è l'educazione dei figli. Solo se lo si fa bene si otterranno dei profitti".

Liti da star. Un altro aspetto della storia di Britney Spears che serve a Ganong è quello della pessima fama che la cantante si è conquistata. "Durante i miei corsi sottolineo che l'interazione con l'ex partner su basi di correttezza è difficile, perché ciascuno conosce bene i punti deboli dell'altro e li utilizza per ottenere quel che vuole e spesso per gettare discredito sul coniuge". "Prendiamo il caso famoso: Britney ha problemi di alcol, è instabile psicologicamente. Federline ha più volte ripetuto che esige la custodia dei bambini per "allontanarli dai pericoli". Un modo esemplare di usare un diritto dei bambini, quello alla sicurezza e alla tranquillità, per fini personali".

"Allontanare del tutto i figli da uno dei due genitori è completamente sbagliato, anche se uno dei due ha problemi - continua Ganong - padre e madre devono collaborare per essere una presenza costante nella vita dei loro figli, sempre. La sicurezza dei bambini è senz'altro prioritaria, soprattutto se ci sono stati episodi di violenza domestica o tossicodipendenze. Tuttavia non vedere mai uno dei genitori, che in genere è quello che ha più problemi, può essere pericoloso per il bambino. I figli tendono a idealizzare il genitore che non vedono mai o ad averne una opinione distorta perché tutto ciò che sentono su di lui o lei è negativo. Nessuna delle due situazioni è positiva, il bambino crescerà comunque senza conoscere la realtà".

Sembra quasi una difesa d'ufficio di Britney, fotografata ubriaca, rasata, barcollante, ma spesso stretta ai figli. Magari la ricerca e i corsi di Ganong non serviranno alla coppia da tabloid, che si combatte a suon di migliaia di dollari spalleggiata da avvocati famosi, ma potranno aiutare qualche coppia comune a uscire con maggiore dignità delle star da un matrimonio sbagliato.

(da repubblica.it del 16 novembre 2007)


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 Oggetto del messaggio: matrimonio e divorzio
MessaggioInviato: sab nov 17, 2007 22:50 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 1700
Parliamoci chiaro, anche nel passato non tutte le unioni erano felici. Non era prevista la separazione e tantomeno il divorzio, ma esisteva sempre pr chi poteva permettersela la "scappatoia" cavillifera dell'annullamento per "varie cause" sovente con sentenze attualmente considerabili un pò discutibili...
Ed in chi non poteva permetterselo vi erano litigi, rancori, esaurimenti nervosi, anche botte talvolta
Insomma, la separazione ed il divorzio hanno in pratica legalizzato una situazione de facto che no poteva essere trascurata. Questo per dire che le unioni sempiterne sono impossibili? non è una necessità logica ciò! ma diciamo che sono frequenti come le vittorie alle lotterie nazionali e locali
Il problema è che spesso il matrimonio parte male fin dall'inizio, e di questo ne so qualcosa empiricamente, forse non si è pronti per questo atto che poi è anche sacrificio, e non poco, è anche delusioni e facciate
Perchè molti si sposano "senza esserne preprati dentro"? Perchè i genitori insstono- soprattutto in regioni con cultura dominante conservatrice-, perchè "tanto si deve fare così", perchè "magari funziona". ma poi talvolta non funziona e sono dolori


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