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MessaggioInviato: sab mag 19, 2007 17:33 pm 
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Sabato, 19 Maggio 2007 <BR> <BR><BR>LA LETTERA  <BR><BR>"Sfida" ai politici <BR><BR>Noi ragazzi vorremmo avere ancora sogni di futuro  <BR><BR>Le classi terze dell'Istituto agrario di Pove-Bassano <BR> <BR><BR>Vorremmo avere ancora sogni di futuro.<BR>Lettera di "sfida" ai politici (se la vogliono leggere),in attesa di qualcuno che ci dia una risposta.<BR><BR>Dicono che noi giovani non abbiamo valori: è proprio così? Non può essere che siamo invece disillusi? Non può essere che, per timore di ulteriori disillusioni, non cominciamo neppure a pensare e a sognare?<BR><BR>Avvertiamo un senso di incertezza quando pensiamo al futuro. Per questa ragione ci interessiamo più del momento fuggente che di programmi a lunga scadenza. Siamo piccoli singoli individui: cosa possiamo cambiare noi?<BR><BR>Il futuro ci preoccupa più che appassionarci. Ci accorgiamo che le cose, così come stanno, non vanno bene per niente.<BR><BR>Vogliamo protestare, cioè dare voce davanti a qualcuno - i politici - dei nostri sogni e delle nostre paure. Vediamo se ci rispondono qualcosa!<BR><BR>Ci sentiamo a disagio in questo nostro mondo. Ci passa la voglia di fare grandi progetti e parole come "valori" o "ideali" sono troppo astratte. La vita è poi complicata e i problemi talmente intricati da sembrarci non risolvibili con le nostre forze. È meglio accontentarci di quanto ci è più vicino e immediato, come l'amicizia e il divertimento. Siamo attirati più che altro da ciò che fa "immagine", perché l'esteriorità sembra voler riempire il vuoto che sentiamo dentro.<BR><BR>Vale la pena di impegnarci nello studio se non sappiamo ciò che ci aspetta?<BR><BR>Vale la pena di comportarci in maniera seria e responsabile se nel mondo degli adulti sono diffuse la corruzione, la poca serietà nel fare le cose, il disinteresse per tutto tranne che per il proprio tornaconto?<BR><BR>Vale la pena di credere nell'amore e nella fedeltà reciproca se intorno a noi la sessualità è ridotta al suo aspetto esteriore e fisico? Se una relazione dura quanto durano le proprie emozioni?<BR><BR>Vale la pena di sostenere ancora la solidarietà se c'è chi ne approfitta in continuazione per rimanere nella illegalità, per non pagare servizi e tasse?<BR><BR>Siamo poi stanchi di una classe politica che litiga in continuazione, che si demolisce a vicenda, usando ogni arma e offesa, che non conosce i problemi della gente, che è lontana dalla vita reale, che cumula tanti e tali privilegi che la gente comune neppure immagina, che chiede sacrifici solo agli altri ma non si mette in discussione, che legifera per gli altri ma pratica ciò che proibisce, che ragiona per partito preso e in base alle proprie ideologie, che non ha come criterio di decisione il bene della gente ma il mantenimento o il conseguimento del potere.<BR><BR> <BR> SFIDA AI POLITICI<BR><BR>Siamo intimoriti dalla presenza di quegli extracomunitari e delinquenti che sono motivo di insicurezza e di fronte ai quali lo Stato non sembra in grado o nelle intenzioni di intervenire con decisione.<BR><BR>Siamo amareggiati nel constatare come si vadano diffondendo l'abusivismo, l'illegalità, la corruzione, il disinteresse, la mafia, l'assistenzialismo senza prospettive di riscatto.<BR><BR>Ci sembra di respirare un'aria di violenza, di aggressività intorno a noi. È sufficiente andare per strada per accorgerci che siamo sempre tesi e disposti a litigare per banalità. Forse è un segnale del malessere al quale prima accennavamo.<BR><BR>Siamo preoccupati per le prospettive future riguardo all'ambiente.<BR><BR>Ci fanno paura l'aggressività dell'integralismo e del terrorismo.<BR><BR>E cosa possiamo dire della diffusione delle droghe? Molti di noi le usano, ma sappiamo che sono diffuse dappertutto, anche in Parlamento.<BR><BR>Non vogliamo giustificare i nostri comportamenti, dicendo che, siccome così fan tanti,Non vogliamo però far morire i sogni. Non fate in modo che non sogniamo più! Senza sogni e desideri non c'è gusto a vivere.<BR><BR>Vogliamo poter sognare cose reali, non virtuali o illusorie; per queste basta internet o uno sballo. Vogliamo cose vere, prospettive possibili che ci diano soddisfazione nella vita, nel lavoro, nelle amicizie, nella società.<BR><BR>Noi sogniamo:<BR><BR>- Di poter essere orgogliosi di essere italiani senza violenze dentro e fuori gli stadi di calcio, per una classe politica che sia stimata dalla gente e all'estero, per una giustizia più affidabile certa veloce, per la lotta alle sperequazioni a livello economico e fiscale, perché contro l'ipocrisia di chi non mantiene la parola data ma esige dagli altri ciò che non chiede a se stesso, per la serietà e l'onestà delle istituzioni in particolare della scuola, perché contro il potere mafioso e i privilegi di pochi<BR><BR>- Che gli sprechi siano eliminati, che le persone valide vengano valorizzate e gli incapaci non godano di privilegi immeritati e immotivati<BR><BR>- Che l'istruzione, la formazione, la ricerca siano una vera preoccupazione politica, alle quali riservare risorse adeguate e le migliori forze del Paese, invece di una scuola che non seleziona chi insegna male e non riesce a garantire livelli un minimo significativi di apprendimento<BR><BR>- Che gli aiuti non servano a mantenere condizioni ingiuste di non occupazione o di lavoro illegale che alimentano le fila della delinquenza<BR><BR>- Che la classe politica non sia preoccupata di mantenere i propri privilegi e il potere, ma si senta al servizio della nazione e si dia da fare in continuazione per favorire la maturazione politica dei giovani e un rapido ricambio di se stessa<BR><BR>- Che venga assicurato sostegno ai giovani perché si sentano in grado di formare una famiglia, senza timore che il potere di acquisto del proprio stipendio venga abbattuto da speculazioni e da un peso fiscale eccessivo. Senza un minimo di ragionevole certezza sul proprio futuro non è pensabile assumere importanti responsabilità a lungo termine e a mettere al mondo figli.<BR><BR>- Che l'Italia sia di nuovo un "giardino", ben curato, pulito, colorato, dove la gente possa andare per gustare cose belle e raffinate, dove il nostro patrimonio artistico, culturale e naturalistico sia veramente incentivato e valorizzato<BR><BR>- Infine sogniamo che le attese della gente, che le nostre attese non siano semplicemente liquidate con insulse e vuote promesse. Non vogliamo essere ascoltati da chi spera, così facendo, di avere il nostro voto. Non vogliamo essere strumentalizzati da uno schieramento politico contro l'altro. Sogniamo che qualcuno ci ascolti.<BR><BR>Le classi 3.A 3.C 3.D<BR><BR>dell'Istituto agrario Parolini<BR>di Pove del Grappa<BR><BR>da gazzettino.quinordest.it


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MessaggioInviato: mer giu 20, 2007 15:56 pm 

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CRONACA

Ferrara, sono i poliziotti coinvolti nell'arresto e nella morte del diciottenne

La madre del ragazzo ha combattuto per due anni per arrivare alla verità

Caso Aldrovandi, svolta nel processo

Quattro agenti rinviati a giudizio


FERRARA - Sono stati rinviati a giudizio i quattro poliziotti indagati per la morte di Federico Aldrovandi, il 17enne deceduto due anni fa durante un controllo di polizia troppo violento. Sono i quattro agenti, scrive La Nuova Ferrara, (tre uomini e una donna) che la notte del 25 settembre 2005 effettuarono l'intervento nei pressi dell'Ippodromo a Ferrara.

L'accusa per tutti è quella di 'eccesso colposo': di aver cioé ecceduto "i limiti dell'adempimento di un dovere". Un eccesso colposo che ha "cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi" e che ha portato la Procura a richiedere per gli agenti il processo. Un reato per cui, come recita il capo di imputazione, è prevista la stessa pena dell'omicidio colposo (da sei mesi a cinque anni).

La decisione di oggi segna una svolta in una vicenda che, da subito, presentò lati poco chiari. Federico Aldrovandi venne bloccato, il 25 settembre 2005, in mezzo alla strada da una pattuglia di polizia. Un intervento che ,si rese necessario per le ripetute chiamate al 113 che segnalavano la presenza di un giovane in preda ad una crisi di autolesionismo e in stato di agitazione, nei pressi dell'Ippodromo".

Un intervento che finì tragicamente con la morte del ragazzo. La consulenza della procura parlò di una asfissia dovuta ad una concausa legata all'assunzione di droghe e alcool, mentre per i tecnici della famiglia la morte sarebbe stata provocata da una "asfissia posturale", causata dalla compressione toracica cui fu sottoposto dai poliziotti che, praticamente, gli salirono sopra per bloccarlo mentre era steso a terra o contro un'auto. Fu così che la madre di Federico diede via ad una campagna per non far spegnere i riflettori sulla morte del figlio. Aprì un blog. Voleva capire, la donna, il perché delle contusioni rilevate sul corpo del figlio, il motivo della ferita alla testa, del sangue sui vestiti.

E adesso alcune risposte stanno arrivando. Secondo la Procura l'intervento di polizia per immobilizzare il diciottenne è da considerarsi "imprudente", per aver "ingaggiato una colluttazione" con Aldrovandi "eccedendo i limiti del legittimo intervento". E per aver colpevolmente ritardato la chiamata al 118.

La questione rimase a lungo ferma. Poi la svolta. Alla fine di maggio, da una cassaforte della questura saltò fuori il brogliaccio delle chiamate di quel giorno al 113. Ed è stata subito aperta un'inchiesta bis per capire come mai il documento redatto dagli operatori della sala operativa della Questura, la mattina del 25 settembre fu corretto proprio nello spazio in cui venivano riportati i dati dell'intervento eseguito dai quattro agenti delle due pattuglie, oggi accusati dell'eccesso colposo che ha cagionato la morte del ragazzo.

(20 giugno 2007)

da repubblica.it


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MessaggioInviato: mar dic 18, 2007 14:21 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 3
Condivido in pieno la "sfida ai politici", con la speranza che si faccia di più non solo a parole, ma con i fatti. Bravi ragazzi! In ogni modo vorrei aggiungere: continuate a studiare, nonostante i dubbi che provengono dal mondo esterno, non vi stancate mai di studiare ed imparare cose nuove perché lo studio, il sapere e la curiosità è la base per riuscire a far sentire la propria voce ed essere consapevoli.


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