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MessaggioInviato: sab mag 19, 2007 00:27 am 

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La pensione ci piace a 60<BR>di Emiliano Fittipaldi<BR><BR>Favorevoli a innalzare l'età minima. <BR><BR>E trattare uomini e donne allo stesso modo. <BR><BR>Il sondaggio Swg-L'espresso rivela posizioni nuove. <BR><BR>Con un asse tra gli elettori dei Ds e quelli di Forza Italia  <BR><BR>Tutti in pensione a 60 anni. <BR>È questo il verdetto del sondaggio che l'istituto Swg ha elaborato in esclusiva per 'L'espresso', per tentare di capire l'orientamento degli italiani davanti alla riforma delle pensioni messa in cantiere dal governo Prodi. Mentre le trattative con i sindacati sono in stallo, con i ministri Cesare Damiano e Tommaso Padoa-Schioppa che tentano di mettere su carta un difficile equilibrio tra riduzione dello scalone e diminuzione dei coefficienti, l'aumento delle pensioni più basse e le risorse dei nuovi ammortizzatori sociali, la maggioranza dell'elettorato - senza distinzioni di rilievo tra i partiti - sembra disponibile a un innalzamento dell'età pensionabile. Sempre, però, che non si superi la soglia delle sei decadi. Un giudizio che premia una proposta di mediazione: perché davanti alla domanda secca ("Lei è favorevole o meno all'innalzamento dell'età pensionabile?") i favorevoli sono il 43 per cento, mentre la maggioranza garantista preferirebbe lasciare invariati i limiti anagrafici infischiandosene delle sirene d'allarme che arrivano dagli organismi economici interni e internazionali, Fmi e Commissione europea in primis. Nello specifico, se sei su dieci accetterebbero che gli uomini tornino a casa compiuti i 60, pochissimi tollererebbero che la riforma si spingesse oltre: la percentuale di chi è favorevole ad andare in pensione a 63 anni scende al 34 per cento, mentre il tetto dei 65 è considerato inaccettabile da ben sette italiani su dieci. Tra le pieghe del sondaggio vengono fuori altri umori e qualche certezza: se su alcune domande i diessini e forzisti appaiono più vicini di quanto si possa pensare (dati alla mano sembrano loro gli elettori più riformisti), rispetto alle donne gli italiani sono spaccati a metà tra chi vuole pari trattamento con i maschi e chi invece crede che il sesso debole debba mantenere un'anzianità più bassa. Spaccature anche sull'atteggiamento che dovrebbe avere il sindacato e sulla modifica - o meno - dello scalone Maroni. Tutti d'accordo, invece, davanti alla scelta tra soldi e tempo libero: la stragrande maggioranza preferirebbe restare in ufficio qualche anno in più piuttosto che andarsene ai giardinetti con una pensione più bassa.<BR><BR>Divisi sulla riforma Il dibattito sull'innalzamento dell'età pensionabile taglia trasversalmente l'elettorato, che ha posizioni molto eterogenee, anche all'interno dei due poli di riferimento. I più garantisti rispetto all'attuale sistema sono infatti Rifondazione, An e soprattutto l'Udc, i cui sostenitori (il 71 per cento) si dicono contrarissimi alla modifica dell'attuale soglia anagrafica. Tra i più favorevoli alla riforma, invece, gli elettori dei Ds (55) e quelli di Forza Italia, mentre la maggioranza di chi vota Margherita preferirebbe che le cose rimanessero così come sono. Snocciolando i dati specifici delle tre possibili finestre (60, 63 e 65 anni), la proposta che raccoglie consensi bipartisan è quella dei 60 anni, mentre per le altre due la bocciatura è altrettanto trasversale. Le risposte al sondaggio disegnano una mappa a macchie di leopardo anche per quanto riguarda il destino pensionistico delle donne. La maggioranza di chi simpatizza per Margherita, Ds, Forza Italia e Lega Nord chiede che sui limiti per la pensione non si facciano differenze di genere, mentre chi vota Rifondazione forma un fronte compatto con i militanti di An e Udc, tutti propensi a un'uscita dal lavoro anticipata rispetto a quella dei colleghi maschi. Nei dati aggregati, comunque, la maggior parte degli intervistati (il 52 per cento) vede di buon occhio la soglia massima dei 58 anni. Solo gli elettori del futuro Partito democratico credono che le donne dovrebbero, come gli uomini, godersi i nipoti solo dopo i 60.<BR><BR>Soldi e scalone L'elettorato si ricompatta davanti all'entità della pensione che riuscirà a mettersi in tasca. Forse a causa dell'aumento del costo della vita e delle disastrose proiezioni sulle pensioni dei più giovani (se andrà bene tra qualche anno prenderanno circa il 35-40 per cento dell'ultimo stipendio, contro l'attuale 65-70), fatto sta che la maggioranza assoluta preferisce restare al lavoro qualche anno in più in cambio di un trattamento economico migliore: solo il 25 per cento del campione accetterebbe di timbrare prima il suo ultimo cartellino a costo di rimetterci un po' di soldi. I più stakanovisti sono gli elettori di Piero Fassino (78 per cento), che vanno paradossalmente a braccetto, percentuali alla mano, con chi vota per Silvio Berlusconi (70). Fette importanti, seppur minoritarie, di chi vota Rifondazione e Udc, invece, non ne vogliono sapere e si dicono indisponibili a barattare l'agognato tempo libero con pensioni più pesanti. L'elettorato si polarizza nuovamente davanti all'applicazione dello scalone Maroni, che prevede, a partire dal gennaio 2008, l'innalzamento dell'età dagli attuali 57 anni a 60 anni. Se la maggioranza chiede indirettamente che l'esecutivo ammorbidisca il gradone in più scalini (il piano del ministro Damiano prevede l'aumento dell'età di un anno con cinque finestre che si aprono ogni diciotto mesi, per arrivare nel 2014 alla soglia dei 62 anni), l'elettorato sembra comunque arroccarsi su posizioni politiche preconcette: il centrodestra - Udc escluso - a difesa della legge Maroni (nonostante la maggioranza degli intervistati si era detta contraria all'innalzamento dell'età pensionabile), il centrosinistra compatto a favore di una sua sostanziale modifica.<BR><BR>Imputato sindacato Sull'atteggiamento che dovrebbe tenere il sindacato, infine, gli elettori concordano, senza distinzioni, che Cgil, Cisl e Uil non possano fare concessioni sull'importo delle pensioni. Dunque, la battaglia sui coefficienti, che secondo la riforma Dini dovrebbero essere modificati ogni dieci anni in base al cambiamento di alcuni parametri, speranza di vita in primis, portata avanti da Epifani, Bonanni e Angeletti ha l'appoggio della maggioranza (il 53 per cento) degli italiani. La guerra sull'età da raggiungere per poter andare in pensione è considerata secondaria. Rispetto all'intransigenza del sindacato in tema di pensioni, il sondaggio mostra un'Italia spaccata in tre: per il 24 per cento i confederali sarebbero troppo rigidi nelle loro posizioni, il 29 considera la posizione "severa ma giusta", mentre il 22 giudica il sindacato troppo morbido e arrendevole: sono proprio gli elettori più garantisti di Rifondazione e Udc, politicamente agli antipodi, quelli che chiedono ai leader dei lavoratori di essere inflessibili.<BR><BR>da espressonline.it


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MessaggioInviato: sab mag 19, 2007 12:15 pm 

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CaroArlecchino.Grazie dell'articolo.<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: sab mag 19, 2007 13:35 pm 

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Tutti d'accordo, invece, davanti alla scelta tra soldi e tempo libero: la stragrande maggioranza preferirebbe restare in ufficio qualche anno in più piuttosto che andarsene ai giardinetti con una pensione più bassa.<BR>..............................<WBR>............<BR>CaroArlecchino.Io compio 60 anni mese prossimo.E sono 3 anni che sono andato in pensione.Non vi va per niente quella frase riportata<BR>giardinetti.Io non vedevo l'ora di andarci.Vi sono invece persone che vogliono rimanerci al lavoro per vari motivi.Siccome con la moglie<BR>ci amiamo come il primo giorno che ci siamo conusciuti.Ora possiamo stare piu assieme e muoversi insieme, avendo ognuno il proprio Obbi.Vado in palestra 4 volte la settimana, mi diletto con il compiuter, vado in giro con la moglie,che prima la vedevo solo la sera.Andiamo a trovare i nipoti,e cerco di aiutare il figlio ancora in casa, io in pensione stò bene.Mi chiedevano se percaso abbiamo bisogno fi consulenza possiamo contarci su di tè.Ho risposto no<BR>adesso comincio a vivere come voglio,e decidere come voglio.<BR>Pensioni io ho lavorato 37 anni, penso per le generazioni future<BR>siano sufficenti,anche per il motivo che cominciano il lavoro piu tarti e finiscono le scuole piu tardi. <BR>Che si viva di piu M........<BR>vedo che muoiono molti giovani di tumore ,anche conoscenti, cibo inquinamento ecc.....<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: dom mag 20, 2007 00:17 am 

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paolo11,<BR><BR>Io ho compiuto 65 anni e da 6 mesi sono costretto a "fare" il pensionato.<BR><BR>Rispetto chi la pensa come te e vi capisco... ma io non vedo l'ora di ricominciare ad essere utile ad aziende gestite con la presunzione e il pressapochismo dei "Titolari".<BR><BR>Mi auguro accada presto.<BR><BR>Noi di questa età, siamo in forte crescita nel Paese e chiudere in un cassetto la nostra conoscenza ed esperienza è uno spreco.<BR><BR>Ci sono adulti che hanno necessità di profittare delle nostre conoscenze... figuriamoci i giovani anche se laureati!<BR><BR>Affiancarli per sbagliare il meno possibile è cosa utile e gratificante.<BR><BR>Soprattutto se sappiamo farlo senza usare il colore nero ed evitando il rosso.<BR><BR>ciaooooooooo 


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MessaggioInviato: lun mag 21, 2007 15:35 pm 

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CaroArlecchino.Vi è liberta di scielta.Ti dico una cosa in Germania fanno la cosa opposta<BR>cioè tengono le persone che hanno<BR>maggiore esperienza ed età,invece da noi è il contrario.<BR>Io ho lavorato 37 anni sempre nella stessa Azienda di Milano<BR>in una filiale di Padova, come elettrotecnico per anni, poi responsabile officina,poi L'azienda<BR>ha rinunciato al momtaggio cablaggio dei quadri elettrici.<BR>E ho dovuto vambiare lavoro sempre interno azienda partendo da magazziniere, poi responsabile del Magazzino.In seguito hanno eleminati tutti i magazzini, fino ad tenere solo uffici per gestire gli ordini direttamente dalla Germania.<BR>Per cui tramite gestione SAP Ordinavo il materiale, e inviavo direttamente al clieste, in piu gli davo assistenza tecnica sul materiale,e facendo preventivi con grafica per momtaggio dei Quadri.Poco dopo andato in Pensione Anche la fabbrica in Germania è stata assorbita dalla General Elettric Americana.Hanno solo investito su ragazzi giovani dandogli L'auto,e fare molti chilometri per vendere ai Grossisti di materiale elettrico di tutta Italia.<BR>Vedi mel mio caso Vi è stata una  evoluzione della ditta,che alla fine<BR>si è ridotta a pochi occupati.<BR>Se volessi lavorare lo potrei fare con i  fratelli di cui lavorano nella ditta che era di mio padre.Preferisco che vi sia un giovane in piu che lavora,codermi con la moglie questi anni finchè  sono in salute<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: lun mag 21, 2007 15:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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Caro Paolo,<BR><BR>il mio non era un chiamare alle armi pensionati lieti di esserlo.<BR><BR>Mi dicevo d'accordo con l'analisi dell'articolo che nega la pretesa che tutti vogliano correre al far niente o al fare cose diverse a 57 anni.<BR><BR>Ci sono attività dove ci rendiamo conto di essere superati da nuove metodiche, mentre altre ci vedono ancora centrali nel sano sviluppo del produrre: quanto, come e perchè.<BR><BR>Per esempio nel marketing.<BR><BR>ciaooooooooooo


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MessaggioInviato: lun mag 21, 2007 16:32 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Per esempio nel marketing.<BR>..............................<WBR>.............<BR>Caro Arlecchino.La mia azienda spendeva molti soldi per lezioni di<BR>marketing, con i propri dipendenti<BR>pultroppo è finita male lo stesso.<BR>Facevamo riunioni  a Milano una volta al mese, e corsi di aggoirnamento dei nuovi prodotti.<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: mer mag 23, 2007 13:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Caro perrynic .Volevo una tua opinione:Reparto pubblico impiego.<BR>contratto che si stà concludendo.<BR>Il pubblico impiego come funziona il TFR.Vanno in pensione con lo stesso trattamento del settore<BR>privato(cioè con le stesse paghe,o vi sono dei privilegi)<BR>In poche parole come funziona il sistema pensionistico per loro.<BR>Siccome non ricordo piu.<BR>ne sai qualcosa?<BR>Ciao<BR>Paolo11


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MessaggioInviato: mer mag 23, 2007 14:17 pm 

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Dal blog Di Grillo.<BR>..............................<WBR>......<BR>La pensione degli italiani si allontana. Ogni anno l'asticella viene posta più in alto. Sempre più in alto. E chi alza l'asticella sono i nostri cari dipendenti. La ragione è che non ci sono più i soldi.<BR>L'esempio, si sa, fa miracoli. E i parlamentari non si sono tirati indietro. Tutti per uno e uno per tutti. Per loro i soldi ci sono sempre.<BR>Dopo due anni e mezzo dall'inizio della legislatura hanno il diritto alla pensione.<BR>DUEANNIEMEZZOOOOOOOOOOOOO!!!!!<BR>A noi lo scalone e a loro lo scivolo.<BR>Questo Parlamento non ha alcuna autorità per varare una legge sulle pensioni. Nessuna. Qualunque legge è nulla. Lo è per la par condicio. Due anni e mezzo per tutti o non se ne parla.<BR>Prodi e lo Sciupà potranno modificare le pensioni solo dopo essersi puliti la bocca dai privilegi dei parlamentari, anche di quelli già acquisiti.<BR>Da oggi è attivo sul blog il "Final Countdown", il conto alla rovescia. Un servizio per i cittadini e per i nostri dipendenti. Ogni giorno ci informerà su quanti giorni, ore, minuti, secondi mancano al raggiungimento della loro pensione. A partire dal 28 aprile 2006, inizio della legislatura. I parlamentari potranno così regolarsi per evitare crisi di governo anticipate e i cittadini inizieranno la giornata in letizia sapendo che qualcuno almeno la pensione la prende.<BR>Forse qualche parlamentare si vergogna. Lo spero. Chi vuole dissociarsi e rinunciare a questo schifoso privilegio può farlo inviando una mail a: parlamentare-dissociato@beppegrillo.it. Il suo nome sarà pubblicato sul blog.<BR><BR>Postato da Beppe Grillo il 22.05.07 <BR><BR>


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MessaggioInviato: mer mag 23, 2007 19:48 pm 

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Siamo in pieno medioevo : che tristezza !<BR>Caro pensioato, non mi pare che tu, nonostante l'età, non abbia riflettuto abbastanza su "lavoro", sulle pensioni e sul contesto sociale al cui interno si sviluppa l'argomento.<BR>Io però non ho nè voglia nè forza di spiegartelo : mi piace sperare che una nuova autonoma riflessione produca i risultati sperati.<BR>Per quanto ai colori credo che se non vogliamo tornare in bianco e nero si debba avere il coraggio delle scelte anche cromatiche.


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MessaggioInviato: mer mag 23, 2007 21:40 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Per il normale impiegato statale, la pensione viene calcolata se non sbaglio come per il privato, con stessi limiti di età.<BR><BR>Poi però ci sono delle nicchie di privilegio, tipo se non sbaglio i dipendenti della Banca d'Itallia, e dei dipendenti regionali di alcune regioni (vedi Sicilia) che mi sembra facciano un po troppi regali.<BR><BR>Però nel particolare non ti so dire con esattezza.<BR><BR>Saluti Perrynic


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MessaggioInviato: dom giu 17, 2007 11:35 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Pensioni d'oro per i parlamentari <BR>..............................<WBR>....................<BR><BR>Mentre ai cittadini sono richiesti dei sacrifici, la casta dei politici gode di trattamenti previdenziali di favore. Da 3 a 10 mila euro al mese con soli cinque anni di contributi<BR>  <BR>Attualmente per andare in pensione sono richiesti 35 anni di contributi e 57 anni di età. E dal prossimo anno, se non ci saranno modifiche legislative, saranno necessari 60 anni di età.<BR><BR>Ma così non è possibile andare avanti. Serve una riforma. Perché con l'allungamento della vita e per il bene della finanza pubblica, occorre smettere di lavorare più tardi.<BR><BR>Riformisti, di destra e di sinistra, di mezzo. Associazioni imprenditoriali, organismi internazionali. Tutti, all'unisono, fermi nell'invocare profondi interventi sul sistema previdenziale.<BR>"Lavorare di più per prendere di meno". E' questa la soluzione proposta. <BR>Un sacrificio, ma che salvaguarda il Pil e garantisce la produttività del sistema Italia. Un vero peccato, però, che questo spirito si fermi alle porte del Parlamento.<BR><BR> <BR><BR>pagina 1 di 3  avanti <BR><BR>Il vitalizio dei deputati e dei senatori ha le caratteristiche di un vero e proprio privilegio. Regole e leggi lo dimostrano.<BR>Prendiamo i deputati, per i quali è in vigore un regolamento del 1997. Gli onorevoli, il cui mandato parlamentare è iniziato dopo la XIII legislatura del 1996, acquisiscono il diritto alla pensione a 65 anni di età e con 5 anni (una legislatura) di contributi.<BR>Ma questo trattamento, simil cittadino comune, nasconde il trucco. Il diritto alla pensione è fissato al sessantacinquesimo anno di età, peccato che tale limite si abbassa di un anno per ogni ulteriore anno di mandato oltre i cinque. Sino a raggiungere il traguardo dei 60 anni <BR>Se vi state incazzando, aspettate. Perché c'è dell'altro. Gran parte dei deputati è stata eletta prima del 1996, cioè prima della riforma. Ciò significa che si ha diritto alla pensione a 60 anni di età, riducibili a 50 utilizzando gli anni di mandato oltre i cinque minimi richiesti. E così con oltre tre legislature - e 20 anni di contributi - è possibile accedere alla pensione con meno di 50 anni! <BR>Non sono da meno i senatori. Anche qui c'è stata una riforma, in base alla quale a partire dalla XIV legislatura del 2001 questi servi Patriae hanno diritto alla pensione a 65 anni e a condizione di aver svolto un mandato di cinque anni.<BR>Ma dietro l'apparenza si cela l'inganno. Ed ecco, infatti, che fioccano le deroghe. Per chi è stato eletto prima del 2001, il cui diritto al vitalizio scatta a 60 anni con una sola legislatura (5 anni), a 55 con due (10 anni) e a 50 con tre mandati (15 anni). Per gli eletti dal 2001, che possono andare in pensione a 60 se hanno conquistato un secondo mandato.<BR><BR>Due anni e sei mesi sono meglio di 35, ovvero via libera alle baby pensioni. Un cittadino per godere della pensione di anzianità deve avere 57 anni, 60 dal 2008, e aver versato contributi per 35. Troppi per deputati e senatori che hanno abbassato il limite contributivo a una legislatura: 5 anni. <BR>Inoltre i parlamentari, per evitare i rischi dell'instabilità politica, con il rischio di chiusura anticipata delle Camere, hanno deciso che sono sufficienti, per aver diritto al vitalizio, due anni e sei mesi. Basta, poi, pagare contributi volontari per i due anni e mezzo mancanti, ma con calma. Onorevoli e senatori possono saldare il debito a fine mandato e in 60 comode rate.<BR><BR>Il metodo contributivo riduce le pensioni. Meglio non utilizzarlo. A partire dal 1996, successivamente alla riforma Dini, il lavoratori hanno abbandonato il vantaggioso calcolo retributivo, che fissava la pensione in base a una media dello stipendio degli ultimi anni di lavoro.<BR>Al suo posto è subentrato il calcolo contributivo che funziona come una polizza. Il reddito pensionistico è pari ai contributi - rivalutati - effettivamente versati. Con il risultato di avere pensioni molto più basse delle attuali di circa il 40, 50%.<BR><BR>A tale rigore i furbetti del Parlamento non hanno voluto soggiacere. Il meccanismo escogitato è stato quello di legare una percentuale a ciascun anno. Per cinque anni di mandato si ha diritto al 25% dell'indennità lorda (12 mila 434 euro): 3.109 euro di vitalizio. Per 10 anni al 38%: 4.725 euro. Per 20 al 68%: 8.455 euro. Infine il gran finale: con 30 anni di mandato si ha diritto a un vitalizio pari all'80% dell'indennità, 9.947 euro al mese. <BR>E per contrastare i pericoli delle spinte inflative è stata introdotta la clausola d'oro, in base alla quale la pensione si rivaluta automaticamente, essendo legata all'importo dell'indennità del parlamentare ancora in servizio. <BR><BR>Il sistema delle pensioni parlamentari costa parecchio alle tasche dei contribuenti. Nel 2006 a Montecitorio sono costate 127 milioni di euro (ci sono 2005 pensionati sul foglio paga), contro 9 milioni 400 mila di contributi versati dai deputati in carica. Situazione simile al Senato dove ogni anno sono spesi per le pensioni quasi 60 milioni di euro a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate contributive. Con il risultato che le casse parlamentari hanno chiuso il 2006 con un buco di ben 174 milioni di euro.<BR><BR>Eppure sull'orizzonte riformista non si staglia alcun urlo di dissenso. Vige, anzi, un silenzio bipartisan. Un comune intento che salva il portafoglio e la vecchiaia di deputati e di senatori. Un po' meno la faccia...<BR><BR>Per il cittadino comune, preso a tenaglia dal dissesto dell'Inps/dalla vita media che si allunga/dal conflitto generazionale/dalla necessità di creare un sistema di ammortizzatori sociali/dalla necessità di adeguarsi all'Europa, ci sono poche scelte. Sono tre. La prima, il sacrificio della liquidazione. La seconda, lavorare fino alla soglia dei 70 anni. La terza, affidarsi alle rime di Gioacchino Belli:<BR><BR>E pper urtimo, Iddio sce bbenedica,<BR>viè la Morte, e ffinisce co l'inferno.<BR><BR>(tratto da La vita dell'Omo, Sonetti romaneschi)


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