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MessaggioInviato: dom nov 12, 2006 20:46 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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L' Ulivone e la Questione Socialista in Italia , il programma .<BR>Parte 1 La governament <BR>  <BR>Dove è finito l' Ulivone ?<BR>Dove è finito lo spirito delle primarie ?<BR>Dove è finito la cultura popolare e naif dei socialisti ?<BR><BR>E' evidente che un governo fatto di vecchi oligarchici partitici come dice qualcuno vedovi dai partiti della prima repubblica  o di partiti ad personam ,  oligarca con annesse clientele ?<BR><BR>Ma è questa la democrazia partecipativa, La democrazia diretta ?<BR><BR>Per riprendere lo spirito   dell'Ulivone ci vuole una vera rivoluzione organizzativa la ormai famosa fase 2 potrebbe partire  da qui.<BR>Può il professor Prodi fare a meno del territorio, delle comunità locali ?<BR>Per esempio leggendo le dichiarazione di alcuni amministratori meglio gestori di comunità, si capisce che è meglio coinvolgere le comunità locali nel governo del paese.<BR>La gestione delle comunità territoriali nella gestione del governo rientra nella soggettività economica del territorio che è ormai territorio-impresa ed impresa-territorio, l'economia diffusa del nord est , le piattaforme logistiche del nord ovest, i distretti dell'Emilia , il polmone economico hard - software  lombardo,<BR>ma anche per contrasto  la debolezza dell'economia territoriale del Mezzogiorno aumentata per la mancanza di politica economica e di programmazione economica.<BR>Tutta questa economia del territorio fondamentale per l'Italia manca nel governament attuale.<BR>I grandi gruppi industriali pubblici che sono aziende ad alta reddività e produttività ( sono aziende 'dimenticate' dalla vulgata neoliberista ) non sono presenti nel governament e manca un progetto di trasferimenti di ingenti risorse finanziare prodotte   da questi  grandi ' player pubblici' allo Stato per la riduzione 'secca' del debito pubblico.<BR>Senza questi trasferimenti pubblici non vi sono possibilità realistiche di abbattimento del debito pubblico nel breve periodo.<BR>Manca nella governament totalmente quello sviluppo basato sulla Economia delle Conoscenze sia inteso negli  gli aspetti 'progettualità' sia negli aspetti 'applicativi' .<BR>Manca un progetto della governament sotto il profilo di nuovi assetti di gestione della aziende con un diverso ruolo istituzionale  del sindacato e una nuova gestione delle risorse umane che sia indipendente dal governo e dai partiti.<BR>Ma che cosa potrebbe essere il 'governament ' ?<BR><BR>Il governament potrebbe essere  la gestione nazionale delle 'culture governative delle gestionalità ' ?<BR><BR>Per arrivare a questa culture governative delle gestionalità è necessario che l'attuale governi esca dalla situazione di minoranza rispetto alla società civile ed economica italiana in cui si trova .<BR><BR>Prima che sia troppo tardi è necessario che gli agenti delle governament nazionali e territoriali  possano aprire i loro motori e cambiare la situazione attuale che è bloccata ed è necessario un Comitato della Governance che sia formato da gestori delle comunità locali e serve da subito che nell' ambito delle Economie delle Conoscenza venga coinvolto il mondo universitario rielaborando una nuova mission senza la quale vince l'ignoranza della destra americana ( non mettiamo le mani nelle tasche), affamiamo il pubblico in Italia ( scuole pubbliche abbandonate ) quello che qualcuno ha definito il privato ricco ed il pubblico povero .<BR><BR>Dalla Governament alla Governance .<BR><BR>Dopo avere messo in moto i processi di governance nazionali e territoriali dopo avere ricostruiti tramite i gestori della economia delle conoscenze progettuali dopo aver ricostruito le mission rimane le problematiche relative al governo delle istituzioni economiche e sociali.<BR>E un governo di basso profilo in mano ai piccoli oligarchici risolve il problema ovviamente con il clientelismo , si badi che il clientelismo oggi è ancor piu presente nel settore privato ( aziende private, università private, corporazioni ) ma la differenza non è solo quantitativa ma anche qualitativa , in esempio di clientelismo privatistico è stato a Cuba la nomina del fratello di Fidel Castro reggente, nel pubblico questo non sarebbe possibile.<BR>Ciò nonostante i processi di governace nel settore pubblico in Italia non sono trasparenti ed ancora basati sul clientelismo .<BR>Un altro aspetto della strutture organizzative di governance sono la presenza dei produttori nella governance dei aziende in particolare dei lavoratori ristabilendo la centralità del processo produttivo e dello sviluppo della ricchezza .<BR>Altro processo di governance riguarda la presenza dei consumatori nei processi decisionali delle aziende orientate ai servizi sociali. Uno degli aspetti è il controllo dei processi complessivi del modello di produzione e non solo i processi distributivi . <BR>  <BR><BR> <BR><BR> 


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MessaggioInviato: gio gen 25, 2007 21:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Lettera Aperta all' onorevole  compagno Valdo Spini .<BR><BR>La ' 'Questione socialista in Italia '<BR><BR>Questa lettera nasce da alcune considerazioni alquanto pratiche.<BR><BR>E evidente che c è una crisi sistemica del sistema Italia.<BR>Questa crisi sistemica avvicina l' Italia ai paesi balcanici per una moltitudine di persone e avvicina l'Italia per poche persone ai modelli di vita anglosassone.<BR><BR>La crisi italiana è dovuta alle difficoltà che politicamente in Italia vive il modello sociale europeo, che è anche collegata alle crisi politica dell' area socialista in Italia  e alla divaricazione tra personaggi supericchi i famosi vip  e popolazione che ormai vive a livello di sussistenza.<BR><BR>Onorevole  compagno Valdo Spini conviene in vista di un importante congresso fare qualche ragionamento .<BR><BR>Autostrade : la concessione delle autostrade risulta ILLECITA, se è anche illegale questo non lo sappiamo . sull'illecito non ci sono dubbi.<BR><BR>Rimandiamo ad un intervento sul quotidiano IL SOLE 24 ORE .<BR>Si tratta come è noto di una questione in ambito civilistico sulla natura della concessione e dell'assenza di rischio economico.<BR>Non ci piacciono le polemiche ad personam ma l'illecito a nostro avviso ha dei responsabili ed uno di questi si chiama Nicola Rossi .<BR><BR>Centrale Del Latte di Roma : premesso che il latte oggi non si può considerare un 'bene pubblico '  chi è il responsabile del disastro economico aziendale, c è qualcuno nella Margherita che può spiegarci cosa è successo ? qualcuno che non abbia per cosi dire un conflitto di interessi.<BR><BR>Telecom : Perché nessuno calcolo i danni patrimoniali fatti dalla privatizzazione dell'aziende  pubbliche .  Si sono proposte linee di trasmissione dati sempre in ritardo con Tecnologie superate. In molti comuni non c è neppure la ADSL perché non c è convenienza economica .<BR><BR>Addirittura ci vogliono 6 mesi per avere un collegamento di un normale telefono senza linea ADSL, siamo nel medioevo assoluto .<BR>            In molte aziende i tecnici informatici non si sentono sicuri nello trasferire i software su internet e non lo fanno . Bloccando lo sviluppo delle aziende che sono costrette ad utilizzare software obsoleti.<BR>La società  TRE vende   degli apparecchi pensando che siano telefono cellulari , ma nessuno spiega loro che non sono telefoni ma sono apparecchi per il lavoro.<BR>Necessitano di assistenza qualificata di periti ed ingegneri informatici . E invece non c è nessuno di quella azienda che abbia la benché minima competenza.<BR><BR>La TIM vende tecnologia , si certo superveloce ma la linea non c è , ma non basta le schede hardware ( la p c card ) sono assolutamente obsolete , ma nemmeno con un martello possono essere utilizzate !!<BR>Le signorine sono con le minigonne carine simpatiche e dolci ma cosa possono sapere , per altro senza neanche una minima formazione !!!<BR>questo è il  mercato efficiente  !!!<BR>Si pensa solo agli extra profitti di breve periodo e poi ......ciao ciao .......si scappa -<BR>Noi auguriamo al presidente Prodi un governo di legislatura ma forse un qualche cambiamento di ' struttura ' e di memoria lombardiana  potrebbe essere utile .<BR><BR>Taxi : perché questa INDEGNA cagnara nei confronti di piccoli imprenditori-lavoratori ?<BR>Se mancano licenze nelle grandi citta , si facciano e soprattutto non si faccia confusione tra la politica e la progettualità e questioni di natura amministrativa.<BR>I taxi non sono utilizzati dalla popolazione che utilizza i mezzi pubblici ma da coloro che stanno lavorando.<BR>Quindi è falso che i consumatori in grande quantità utilizzano i taxi ma li utilizzano i lavoratori  e non i cosumatori quando sono in missione di lavoro  pagati dalle aziende.<BR>Li utilizzano tali Giavazzi e Alesina ed è giusto che paghino tanto .<BR>perche nelle grandi citta europee Parigi Barcellona Madrid Londra non vi sono problemi , perche la politica è orrientata allo sviluppo di mezzi pubblici  quali metropolitane mezzi ad energia elettrica non inquinanti.<BR>Mentre solo nei paesi balcanici quali Russia Polonia e Ucraina esistono  questi problemi di auto private che dovrebbero fare servizi pubblici . <BR><BR>Farmaci : il solito neoclientilismo neoliberarista ci dice che le medicine sono diminuite del 30 % , questo può essere vero nelle farmacie ma nei supermercati se calcoliamo anche i prodotti di erboristeria i prezzi sono aumentati del 40%.<BR>Sono stati sostituiti prodotti a basso prezzo ( erboristeria ) con altri che costano il quadruplo ( prodotti da banco ).<BR><BR>6) adesso abbiamo i benzinai si certo la benzina nella grande distribuzione ( l'esperimento dieci impianti ) è finito e adesso si proceda.<BR>Ma non si raccontano stupidaggini , il costo della benzina in Italia  ha un costo medio rispetto ai paesi europei ,<BR>ci sono troppi impianti !!<BR>ma come i neoliberisti ci insegnano che piu impianti ci sono piu il prezzo è basso ...<BR>ma si lo si si insegna alla bocconi...<BR><BR> il problema sono le imposte che per il momento non possono essere diminuite e  il problema vero sono i ricavi enormi delle multinazionali e dei petrolieri italiani.<BR>Se in Italia ci fosse una classe di manager pubblici AUTONOMI dai politici come in Francia il vero progetto sarebbe avere delle aziende del settore pubbliche. <BR><BR>In generale la questione centrale è la RIQUALIFICAZIONE del Pubblico .<BR><BR>Il bene pubblico deve essere al centro dell'azione politica.<BR><BR>Si tratta di una nuova rivoluzione copernicana dello spazio politico . <BR><BR>La sanità deve essere prevalentemente pubblica e l'ambiente sanitario deve essere un ambiente decente e solidale e ad alta professionalità e specializzazione.<BR><BR>Le ferrovie delle Stato deve essere pulite riscaldate in inverno e con aria condizionata in estate, e devono essere puntuali .<BR>Sull' alta velocità è necessario aprire un vero dibattito senza preclusioni, la questione non è se rivestire le carrozze di alta velocità con poltrone Frau !!!<BR>Ma se le grandi compagnie europee ( che sono prevalentemente pubbliche ) possono gestire in concorrenza la grande velocità.<BR>Per i socialisti il problema che vengano tutelati i diritti dei pendolari con aziende pubbliche ed anche i treni a lunga percorrenza NON di alta velocità , devono essere decenti pubblici ed avere un prezzo politico.<BR><BR>La pubblica amministrazione. <BR><BR>Ma dove sono i socialisti quando sul corriere della sera si attaccano con insulti gli impiegati<BR> pubblici , dove sono quando si mettono sullo stesso piano i notai che guadagnano netti 15,000 euro in un mese con chi operaio li guadagna in un anno .<BR> Chi scrive queste cose sono avvocati falliti in cerca di clientele o pseudoaccademici respinti dal mondo universitario  .<BR><BR>Per i socialisti il problema pubblica amministrazione e un problema  ' genetico ' ci arriva da Otto von Bismarck ,<BR>conosciamo a grandi linee le riforme della Pubblica Amministrazione in Germania e in Francia , si tratta di vere riforme , la Germania non ha piu impiegati statali ma solo impiegati ' regionali ' per avere un maggiore controllo e ha introdotto la retribuzione variabile legata alla efficienza.<BR>La Francia ha riorganizzato la Pubblica Amministrazione per obiettivi e commessa secondo una impostazione di contabilità industriale.<BR>Ci sono spunti interessanti ma per l' Italia sarebbe interessante sperimentare soluzioni ancora piu creative e innovative.<BR>Il filone storico del socialismo autogestito ci aiuta a tentare nuovi terreni di sperimentazione.<BR>Il socialismo non è liberismo ( meglio neoliberismo ) come sostengono i trasformisti italiani eche faranno la fine di Tonino Blair, l' uomo compassionevole ( speriamo che il giornale Repubblica abbia sbagliato la traduzione !!! ) .<BR>In questo contesto forme di nuova organizzazione nella pubblica amministrazione possono essere possibili.<BR>Quali ad esempio outsourcing sociale , quale organizzare il lavoro della pubblica amministrazione tramite cooperative gestite dal sindacato e dai lavoratori ,<BR>Il posto di lavoro è legato alle commesse statali ed è soggetto alla garanzia della stabilità reale che è diversa da quella della stabilità unica e totale della pubblica amministrazione .<BR>Insomma il lavoro è ugualmente stabile anche se con modalità diverse.<BR>Il rapporto di lavoro cambia nei suoi aspetti giuridici ed organizzativi ma potrebbe essere molto piu appagante e piu remurativo .<BR>Una analisi complessiva dei progetti outsourcing sociale   richiederebbe una Analisi tecnica costi benefici  non possibile in questo contesto .<BR>Il sindacato invece di essere sempre in difesa  e di subire un atto mediatico senza precedenti , lasciando molto spesso i suoi delegati sindacali abbandonati a se stessi, il fenomeno ormai rilevante sono le offerte di enormi quantita di denaro che i delegati sindacali ricevono in cambio di dimissioni volontarie dalle aziende, fenomeno che puo anche avere rilevanza penale, in questo contesto quindi il sindacato deve cambiare completamente e farsi carico di una mutazione genetica ..<BR><BR>Queste idee anche se parziali possono essere utilizzate  anche nei servizi pubblici locali .<BR><BR>Ci sono pochissimi esempi di privatizzazione di servizi pubblici nel settore  trasporto urbano ,<BR>Un prontuario per i controlli da fare in questi casi : <BR><BR>olio dei motori, i privati svuotano i serbatoi degli autobus pubblici e lo sostituiscono con olio degli autobus loro . <BR>Cambiano le gomme, mettono le  gomme degli autobus pubblici sugli autobus di loro proprietà e viceversa <BR>Cancellano le corse improduttive lasciando i cittadini senza autobus ,<BR>Non puliscono gli autobus .<BR>Questo avviene non perchè gli imprenditori sono dei malavitosi  ma perché il problema è il prezzo dei biglietti, che deve o dovrebbe essere ' politico ' ed impone un abbattimento dei costi esasperato .<BR>Noi chiediamo al presidente  Rutelli di diventare un grande esperto sotto la direzione dei meccanici Ferrari e di farsi carico in prima persona di un accurato Auditing <BR>nel settore autobus privatizzati .<BR>Solo cosi tutti noi possiamo sentirci piu sicuri .<BR><BR>Questa del resto è l'esperienza concreta di molti autisti in Italia .<BR><BR>Va detto che ormai sono molte le cooperative che gestiscono servizi locali pubblici SENZA profitti e sotto il controllo diretto degli enti locali..


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MessaggioInviato: dom mar 11, 2007 23:55 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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La QUESTIONE SOCIALISTA ITALIANA e l ' EX  UNIONE SOVIETICA .<BR><BR>La questione socialista italiana è nata in Russia ed in Ucraina .<BR>Il confronto tra la povertà dei molti per altro vissuta con grande dignità e l'enorme ricchezza dei pochi ha portata ad una riflessione semplice, in Italia ci vuole il socialismo , si socialismo democratico, si socialdemocrazia  si socialismo alla francese  ma il comune denominatore è il socialismo .<BR><BR>La crisi del neoliberismo .<BR><BR>La crisi del neoliberismo è dimostrata in Russia e in Ucraina e nei paesi dell'ex Unione Sovietica asiatici .<BR>Studiosi  indipendenti si sono chiesti se la popolazione  in Russia e in Ucraina stava meglio durante il comunismo o durante le politiche neoliberiste  gestite dalla Banca Mondiale e dal Washington Consensus .<BR><BR>Vediamo :<BR><BR>E' diminuita l'aspettativa di vita. Durante il Comunismo la gente viveva piu a lungo adesso muore prima, nel comunismo la popolazione aveva la sanità e le medicine gratuite adesso sono a pagamento e la popolazione non se le puo permettere.<BR>In verita l'argomento è piu complesso legato alla spaventosa crisi fiscale dello stato dopo il ccrollo dell'Unione Sovietica.<BR>Nel periodo tra il 1990 e il 2000 l'aspettativa di vita è scesa in modo incredibile .<BR>Questo conferma una INDIGENZA sempre piu diffusa '.<BR>Vi è un forte aumento della criminalità , l'aspetto aumento criminalità in termini assoluti riguarda la Romania ( la criminalità ha avuto aumenti stratosferici ) mentre in Russia la crimanlitù è aumentata tantissimo  non in assoluto ma in relazione alla situazione durante il comunismo in cui la criminalità era quasi assente,<BR>dopo la caduta del muro di Berlino le popolazione speravano in forte miglioramento delle loro condizioni di vita.<BR>I consulenti della Banca Mondiale spinsero per le liberalizzazioni e le privatizzazioni .<BR>Le liberalizzazioni crearono una enorme iperinflazione ,in Ucraina il 3.300 all'anno, ( fonte Stiglitz La globalizzazione che funziona ) la risposta della Banca Mondiale fu maggiore tassi di interesse ( a fronte di un fisco che era inesistente ) il risultato fu distruttivo, l'economia depressa e in completa recessione .<BR><BR>Inoltre oltre al fatto che le persone muoiono prima le persone durante il comunismo vivevano male erano povere , ma adesso ?<BR>Gli insegnanti vivono in totale povertà i medici rinunciano al loro lavoro e fanno i venditori di qualsiasi  cosa, l'università è considerata un luogo di produzione della povertà , i ricchi vivono di commerci quasi sempre illegali . <BR><BR>" Venivano meno i  vecchi ammortizzatori sociali ( in verità non erano ammortizzatori ma redditi da lavoro anche se in molti casi a bassa efficienza economica ndr ) con conseguenze spaventose : dal 1987 al 2001 la povertà dei paesi del ex blocco sovietico è duplicata ' ( sempre Stilights ) . <BR>    <BR>Visti i risultati in Russia ma anche in America Latina della Banca Mondiale non è preferire un accordo tra Germania Francia e Italia per l'esportazione del modello sociale europeo ?<BR>No, non con la guerra l'articolo 11 della Costituzione italiana lo vieta ma se i risultati sono questi meglio la guerra ma alla Banca Mondiale. Si tratta in questo caso di legittima difesa.<BR><BR>E per concludere le privatizzazioni : Secondo Stigliz : ' le rapide privatizzazione mettevano in mano ai privati le risorse piu preziose dei singoli paesi , per un valore di miliardi di dollari, creando una nuova classe di oligarchici che furono piu rapidi a portare i soldi fuori dai paesi ....L'uomo della strada, in <BR>Russia non ha ovviamente capito come tutto questo a contribuito alla crescita della Russia .<BR>Ma Stiglitis sta parlando della Russia o di Italia Telecom e Autostrade ?<BR>E cosi nacque la questione socialista italiana .


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MessaggioInviato: gio mar 15, 2007 17:37 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Per leggere tutto mi ci è voluta una legislatura ! Non è che sia questo il problema ?<BR>Non è che sia l'eccessivo numero di cose a cui mettere rimedio ?<BR>Io non escluderei che il "caos" giochi a favore di qualcuno.<BR>Insomma, starei coi piedi per terra, sceglierei una scala di priorità e una dopo l'altra , lento ma inesorabile, procederei.<BR>Ma se mi chiedessero : la priorità n° 1 qual'è ?<BR>Sarei anch'io in difficoltà.<BR>Sicuramente vorrei che si mettesse mano al sistema di fiscalità per arrivare ad un prelievo equo e solidale (cioè : chi ha di più paga di più proporzionalmente a quanto ha) e perseguirei l'evasione.<BR>Con molta determinazione e senza andare per il sottile.<BR>Subito.<BR>Saluti.


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MessaggioInviato: lun mar 19, 2007 01:20 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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da il Riformista di giovedì 8 marzo <BR><BR>INADEGUATE LE LORO RISPOSTE AI BISOGNI DELLA SOCIETÀ  DI GIOVANNI PIERACCINI <BR>I democrats confondono il riformismo col mercato <BR><BR>Privatizzazioni, liberalizzazioni, competitività, concorrenza: parlano al cittadino, non alla collettività. Ecco perché serve una forza socialista liberale <BR><BR>È ormai evidente che il Partito democratico si farà, salvo imprevisti che dobbiamo sempre includere in ogni vicenda politica. Contemporaneamente crescono però le iniziative per ricostruire una forza socialista. <BR>Occorre sottolineare che al di là della affermazioni di fedeltà alla sinistra dei Ds, oggettivamente il Partito democratico sposta verso il centro il centrosinistra. Ciò è chiarito meglio in questi giorni dall'espressione di solidarietà e di accordo da parte di Rutelli e della Margherita nei confronti del candidato centrista alle elezioni presidenziali francesi, Bayrou. Egli ha dichiarato a Le Monde che è sua intenzione, se vincitore, di creare un governo di rassemblement con personalità di diversi partiti e di dare vita a un nuovo partito perché «per portare questa nuova speranza e questa grande responsabilità l'Udf (il suo attuale partito, ndr) nella sua forma attuale non sarà sufficiente. Sarà necessario un grande partito democratico per la Francia». Bayrou, Prodi, la Margherita sono legati sul piano europeo già oggi nel Parlamento dell'Unione europea. È questo il nuovo approdo dei Ds in Europa, al di fuori del Partito socialista europeo, che Rutelli ancor oggi indica soltanto come «alleato» con cui lavorare? <BR>Intanto una vasta area di sinistra si è messa in movimento con molte personalità e molte iniziative, non più puramente individuali e marginali. È un fatto rilevante che lo Sdi abbia dichiarato di non aderire al Partito democratico, abbia indetto il suo congresso straordinario, con la volontà di lavorare per la ricostruzione dell'area socialista, fino a una possibile Costituente socialista e non si dimentichi che con la nascita del Partito democratico lo Sdi sarò l'unico membro italiano del Partito socialista europeo. È un fatto rilevante che il partito di Gianni De Michelis abbia abbandonato la vecchia alleanza con il centrodestra e stia facendo l'accordo per liste comuni con lo stesso Sdi di Boselli. È un fatto rilevante che raggruppamenti come quello di Rino Formica, e dello stesso Bobo Craxi, aderiscano a questa opera di ricostruzione, dimostrando che al posto della frantumazione si è imboccato il cammino inverso della riunificazione degli organismi che si richiamano al socialismo. È un fatto rilevante il successo dell'incontro di Bertinoro dove il dialogo è andato oltre i confini socialisti, con Macaluso e Caldarola e altri, con l'attenzione della minoranza dei Ds, presente con Spini. Spero che possa considerarsi un fatto rilevante, in senso morale ed emblematico, anche l'incontro di molti protagonisti della storia dei socialisti e dei socialdemocratici, insieme a me stesso, che si terrà il 16 marzo a Roma per riaffermare l'attualità del socialismo. <BR>La grande macchina del Partito democratico tende a svalutare questo movimento, come quello di gente rivolta al passato e a circondarlo di silenzio. <BR>Vorrei soffermarmi sul recente articolo apparso su questo giornale di Federico Fornaro, poiché è tipico di questo atteggiamento verso i socialisti. Per lui l'unica cosa saggia che possiamo fare è entrare nel Partito democratico, «cantiere aperto», da protagonisti: strani protagonisti in realtà in un partito che ha già il suo Manifesto, la sua struttura e che ha deciso di "andare oltre" il socialismo e di non fare parte del Partito socialista europeo. I socialisti comunque non avrebbero, secondo lui, né la capacità, né le idee, né l'organizzazione per fondare un nuovo partito e i partiti senza una forte organizzazione muoiono. L'elemento organizzativo assume così un ruolo decisivo nella politica, il che è un'evidente supervalutazione poiché i partiti muoiono per ragioni molto più complesse, soprattutto per ragioni politiche. <BR>Fornaro scrive: «Tentare un'improbabile Rifondazione socialista tra gruppi, associazioni, di partiti distanti fra loro su molti aspetti, correndo il rischio di ripercorrere l'esito elettoralmente fallimentare della Rosa nel pugno, è di costruire un rifugio di reduci più che un moderno partito socialista democratico (mi si perdoni la brutale franchezza)» invece di «essere protagonisti e non comprimari della sfida del Partito democratico che può diventare quel grande partito riformista plurale che l'Italia non ha mai avuto». Attento alla «brutale franchezza» perché è reversibile se si pensa che il Partito democratico è fatto dai «reduci» del Partito comunista e della Democrazia cristiana. Non è per caso egli stesso un reduce di diversa esperienza? <BR>Noi combattiamo la nascita del nuovo partito, ma non disprezziamo i suoi sostenitori: essi sono portatori di un progetto politico che va discusso, non liquidato con sentimento di superiorità. Comunque non abbiamo bisogno di nessun rifugio, vivendo pienamente liberi e, per la verità, non minacciati da nessuno, né alla caccia di posizioni di potere. <BR>Ma insiste Fornaro che «la costituzione di un partito di reduci del socialismo con la testa rivolta a un passato glorioso ma estraneo alle dinamiche sociali e alle nuove domande della società, pur essendo in possesso di un bagaglio ideale e culturale di prim'ordine». Qui trapela purtroppo quel sentimento di superiorità, con la quale si va in un vicolo cieco. Infatti il problema è proprio quello di vedere se il riformismo del Partito democratico sia idoneo ad affrontare le «dinamiche sociali» del nostro tempo. Se leggiamo i suoi documenti si deve dire di no ed è proprio per questo che si pone l'alternativa del riformismo socialista. <BR>Il mondo attuale è di fronte a drammatici problemi, primo fra tutti alla tragica prospettiva della catastrofe ambientale, e a quelli degli squilibri sociali, interni e internazionali, quelli della biotecnologia, della stessa globalizzazione, del terrorismo. <BR>Il riformismo del Partito democratico è basato sulla sostanziale accettazione dell'economia di mercato, corretta da ammortizzatori sociali, incentivi, compensazioni che vi immettano una componente sociale. Questo non basta. La dinamica del mercato e dell'aumento del Pil fondato sulla crescita della produzione, della produttività, del profitto e del consumo e sospinto dalla concorrenza non risolve i gravi problemi che abbiamo di fronte, ma li aggrava. Occorre uno sviluppo non automatico e indiscriminato, ma diretto alla soluzione di problemi come quello ambientale, il che significa il primato della politica sull'economia: un'economia di mercato diretta, guidata, anche con programmi pluriennali sulle priorità necessarie (come ambiente, scuola, ricerca, energie alternative) e con interventi pubblici anche diretti, se necessario. Ciò significa, in termini politici, un riformismo socialista, più penetrante e incisivo di un riformismo democratico. Questo per la sua storia, la sua natura, il suo pensiero politico. <BR>Se leggete i programmi del Partito democratico troverete un ampio spazio dato ai diritti individuali, ai diritti civili e insieme una politica che tende a potenziare il mercato con privatizzazioni, liberalizzazioni, aumento della competitività e della concorrenza. In sostanza l'accento è più sul «cittadino» che sulla «collettività». Il processo di liberazione del cittadino è doveroso, ma deve essere affiancato dai valori sociali e dallo sviluppo dei valori collettivi: ancora una volta dalla sintesi di libertà e giustizia che sono la sostanza del socialismo liberale. <BR>Soffermiamoci, a titolo di esempio, sulla politica di privatizzazioni e liberalizzazioni che viene, con enfasi, posta fra le priorità del Partito democratico e del governo Prodi e sgombriamo subito il terreno da un equivoco: noi non siamo contro le privatizzazioni e liberalizzazioni. Molte di loro erano necessarie, altre utili data l'abnorme estensione che aveva raggiunto il settore della partecipazioni pubbliche e anche la sua pesantezza. Per quanto riguarda le liberalizzazioni è giusto eliminare il peso delle lobby e dei corporativismi, purché si colpiscano anche i più forti. Tutto questo però è una precondizione della riforma, come lo è la riforma della burocrazia e della struttura dello Stato, ma non è la riforma necessaria a dar corpo allo sviluppo sostenibile. Quello comunque che non è accettabile è l'ideologia della privatizzazione, ormai estesa in modo sempre più ampio ai pubblici servizi e la parallela condanna dell'intervento pubblico. <BR>Scrive Nerio Nesi: «Il processo di privatizzazioni appare in Italia (ma non negli altri grandi paesi europei) il frutto di una subalternità politica, economica e culturale con l'ondata liberista». E ancora: «La privatizzazione dei monopoli naturali, cioè di quelle imprese che gestiscono grandi servizi pubblici (petrolio, gas, energia, telefonia, sistema di trasporti) ha creato una serie di monopoli privati, nei quali i nuovi proprietari godono di enormi rendite di posizione senza alcun rischio di concorrenza e quindi di profitti assurdi». <BR>Non risulta che sia stato fatto o si faccia un serio esame delle privatizzazioni effettuate: di quanto abbiano aumentato la concorrenza e migliorati i servizi, né della crisi (ferrovie, trasporto aereo, telefonia) che hanno invece aggravato. Non risulta un ripensamento sul ruolo dell'intervento pubblico in economia, che fu, insieme all'iniziativa privata, fondamentale per il grande sviluppo della nostra economia: basti pensare all'Eni di Mattei, alla siderurgia di Senigallia, ma anche alle iniziative importanti in vari settori dell'Iri. Ciò che si propone è l'ulteriore vasto allargamento del processo di privatizzazione e liberalizzazione sempre più penetrante nel delicatissimo campo dei pubblici servizi, che dai tempi dei governi liberali erano sempre stati visti non come imprese di mercato. Siamo così alla riprova dell'accettazione dell'ideologia del mercato. In un suo scritto Giorgio Ruffolo ha citato un drastica affermazione di Luigi Einaudi: «Il meccanismo di mercato è un impassibile strumento economico il quale ignora la giustizia, la morale, la carità, tutti i valori umani. Sul mercato si soddisfano domande, non bisogni». Per soddisfare i bisogni occorre dunque un riformismo diverso da quello propostoci dai creatori del Partito democratico. Occorre l'esistenza di una sinistra socialista liberale e democratica.


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MessaggioInviato: gio apr 12, 2007 00:17 am 

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La ' Questione Socialista ' le primarie il pubblico ed il privato <BR>Non c è dubbio che la questione socialista può diventare la questione  del rinnovamento non  solo della politica ma anche  della società .<BR><BR>LA QUESTIONE SOCIALISTA e la DEMOCRAZIA DIRETTA LE PRIMARIE E IL RINNOVAMENTO DELLA SOCIETA'. <BR><BR>La questione socialista non nasce da congressi oligopolistici ne da reduci  della prima repubblica, la questione socialista nasce dai 4.300.000 attivisti  di democrazia diretta e di democrazia sostanziale e delle centinaia di primarie che si sono svolte a livello locale.<BR><BR>Le primarie nascano da una relazione univoca e dittatoriale tra primarie e soggettività SOCIALE dell'Unione, soggettività sociale meglio plurisociale che è molto piu ampio forte della soggettività organizzativistica, ma anche uno spazio ASSOLUTAMENTE diverso dalla soggettività politica e forse uno spazio diverso dal residual- partitico.<BR><BR>Diamo la parola alla matematica  4.300.000 militari della soggettività SOCIALE contro i 250.000 ( congresso DS ) militanti dello soggettività partitica.<BR>I numeri sono questi e parlano da soli è inutile fare commenti .<BR><BR>Per dei socialisti gramsciani è necessario individuare il campo di battaglia , il campo di battaglia è una casamatta identitaria partitica  o quella di una moderna rete di casematte dentro il popolo delle primarie ?<BR>Questa  potrebbe essere il confine tra vecchio e nuovo .<BR>In un paesello in montagna sono state fatte un centinaio di riunioni per costruire il piu grande partito riformista della storia italiana .<BR>Poi ci sono state le primarie è il più  grande partito riformista della storia ha perso le primarie .<BR>Il  partito ( quello vecchio ) ha sempre vinto le elezioni locali con percentuali vicino al 80 % adesso che abbiamo il grande partito riformista una svolta epocale nel paesello di montagna <BR>il partito piu formista di cosi che non si puo ha perso le primarie.<BR>Un tragedia questa si non politica ma sociale e psicologica .<BR>Il ruolo dei socialisti è quello unitario di  ricostruzione del perimetro SOCIALE del popolo delle primarie -<BR>E qui un po di polemica ' costruttiva ' ci vuole .<BR>Nel partito democratico  le oligarchie pensano a delle primarie per acclamazione , non si dimentichino però le primarie nel paesello di montagna .<BR>E certo che le primarie vinte dal professor Prodi sono state primarie  di acclamazione ma il problema è stato   la mancanza di un vero candidato socialista  ma non laburista o liberaldemocraticista.<BR>Un candidato socialista militare e al contempo libertario  .<BR>Come in questo fourum è stato scritto alcuni avevano individuato nel professor Sylos Labini un candidato del socialismo sociale militare e libertario ( non partitico ) .<BR>Il professor  Sylos Labini  non accetto forse per motivi di salute .  Del resto aveva 85 anni .<BR>Se il professor Sylos Labini avesse accettato di presentarsi alle primarie probabilmente non ci sarebbe stata questa  enorme crisi del sistema Italia .<BR>Non ci sarebbe stata l'assurdità che in nome del mercato si è tolto alla collettività le reti materiali ed immateriali sostituendoli con monopoli privati.<BR>Avremmo una visione diversa dello stato , del mercato in sintesi avremmo un sistema Italia competitivo.<BR>Avere alle primarie un candidato socialista non è questione nominalistica o di ridicolo fondamentalismo dogmatico ma è importante per avere un riferimento organizzativo programmatico per lo sviluppo innovativo del modello sociale europeo .<BR>Che dovrebbe prevedere ad esempio  i beni economici primari in mano al pubblico ( prevalenza del valore d' uso ) ma quando gli stessi beni hanno valore prevalente di valore di scambio, questi stesssi beni potrebbero  essere gestiti da aziende private, o da organizzazioni formate da associazioni imprenditoriali e dacooperative .<BR>L'energia elettrica , l'acqua gas eccetera devono essere in mano al pubblico non per ideologia ma per analisi organizzativa e concettuale , devono essere aziende di solido equilibrio economico finanziario ma dotati  difondi di dotazione (  il riferimento non può che essere  l'economista d'azienda professor Pasquale Saraceno ) ma al tempo stesso il socialismo ha un filone aziendale autogestito e di autoriproduzione spesso dimenticato ( e questo è un limite della socialdemocrazia )-<BR>Per esempio  in ambito di grandi aziende manifatture, di comunità locali e territoriali  l'autoproduzione di energia elettrica anche collegata alla bioagricoltura dimostra che l'innovazione è endogena ai modelli sociali di ispirazione socialista.<BR><BR> <BR> <BR><BR> <BR><BR> <BR><BR>


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MessaggioInviato: mer apr 25, 2007 20:40 pm 

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La ' Questione Socialista ' e la militarizzazione libertaria del popolo delle primarie-<BR><BR>Ora abbiamo un partito democratico, essendo in democrazia siamo tutti democratici,<BR> proviamo a declinare meglio , un partito americano, un partito 'compromesso storico ' bonsai, il partito del lavoro, il partito dei consulenti della confindustria , un partito di centro , un partito di sinistra. .<BR>Tutte queste definizioni sono esatte , e sono tutte vere , quella più sconosciuta è il partito dei consulenti di confindustria  , la fonte è una l'affermazione di un giornalista indipendente in una trasmissione televisiva davanti a 3 milioni di persone, il giornalista non è stato mai smentito perché  aveva nomi e contratti.<BR><BR>La politica della mediazione senza politica .<BR><BR>Come affermato in altri interventi SENZA la nascita del partito democratico non ci poteva essere l'apertura di un processo di rifondazione politica e di un processo di trasparenza e di RISTRUTTURAZIONE DELLA SINISTRA nell ' Unione ove governa il trasformismo la mediocrità e la politica delle Bische clandestine, bische da osteria.<BR>Si alza Rutelli e spara un numero 579 , si alza Giordano è spara  43.<BR>E poi tutti gli altri sparano numeri alla fine si alza Prodi 579 piu 43 diviso 2  è spara 311.<BR>Cosi l'accordo è stato fatto .<BR>Poi si alza Giordano 1158 ( 579 per 2 ) e vai altro giro , se la matematica non è una opinione si alza Prodi 622 e l'accordo è fatto.<BR>Ma dove sono finite le 288 pagine del programma, sono rimasti solo i numeri delle pagine .<BR>In queste condizioni si prepara una sconfitta storica come quella della signora Thatcher o di Blair in Inghilterra.<BR>Dopo di che sarà molto difficile tornare a vincere qualche elezione-<BR>Del resto con il referendum sulla legge elettorale lo scontro tra società civile e comunità locali da un parte e Oligarchici di varie taglie ( grossi , ( non grandi ) , medi , piccoli e piccolissimi ) sarà inevitabile .<BR><BR>A questo punto per i socialisti europei è meglio la guerra oppure la mediocrità , il compromesso il politicismo , la politica delle poltrone ?<BR>Con la prima ipotesi il governo Prodi è salvo con la seconda ipotesi il governo Prodi cade .<BR><BR>Quindi è meglio la guerra.<BR>Si aprano quindi gli arsenali e si consegnino le armi al popolo meglio ai soldati delle primarie un popolo un po troppo preso in giro .<BR><BR>Le armi si possono reperire sui siti di internet sui forum , si sono armi virtuali ma se usate bene fanno male .<BR><BR>E' strano il comportamento del professor Prodi di mattina sembra il nuovo Mussolini ' qui comando io' , di pomeriggio è il maggiordomo di Palazzo Chigi chiunque arriva piccolo o piccolissimo lo ricatta e lui è costretto ad accettare tutto .<BR>Per i socialisti è importante aprire questo si, un vero cantiere per una governance dell'Unione ove la grande politica abbia la meglio sulla politica delle poltrone.<BR><BR>Si costituisca un luogo di confronto ALTO tra le componenti politiche partitiche comunità locali e la società civile le università un vero COMITATO DI GOVERNANCE DELL' UNIONE , un comitato per ragionare e per costruire un perimetro della razionalità creativa ma non una organizzazione ne tanto meno un partito .<BR>Per esempio si affronti una legge elettorale che sia maggioritaria per la società civile e proporzionale per i partiti .<BR><BR>Senza un grande partito socialista che al centro dell'unione sappia essere sintesi di grandi idee e progetti di trasformazione , il progetto di governo del centro sinistra e delle sinistre fallisce.<BR><BR>La politica pragmatica è fatta da uomini pragmatici .<BR><BR>Del resto i socialisti devono stare dalla parte dei deboli e in particolare del popolo delle aspirine che subiscono discriminazioni razziali nei confronti dei cugini cibalgini, loro deprezzate del 20 % per decreto mentre i cugini cibalgini sono li con il loro prezzo intero  .<BR>In alcuni  casi i politici di professione hanno  mal di testa acuto .<BR><BR>    <BR> 


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MessaggioInviato: dom mag 20, 2007 23:53 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
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La ' Questione Socialista '  e  il programma di BAD GODESBERG .<BR><BR>In germania nei momenti difficili hanno inventato il programma di Bad Godesberg.<BR>In Italia ?  non si sa. <BR><BR>La Questione Socialista non può essere un contenitore vuoto <BR>È necessario dare alcuni contenuti.<BR>Per questo è necessario chiamare il popolo delle primarie ad un confronto tematico complesso ed approfondito e a delle scelte tramite un voto diretto per una reale democrazia diretta.<BR>Il processo delle primarie socialiste deve essere europeo se vuole essere una risposta POSITIVA al processi di globalizzazione e di impoverimento della popolazione.<BR>Le primarie socialiste devono quindi riguardare anche il partito francese socialista e il partito socialdemocratico tedesco quindi primarie europee.<BR><BR>La 'questione socialista ' è la forma-stato come modello sociale nella globalizzazione, superamento della forma-stato come confini di ' proprietà di terre '.<BR><BR>La globalizzazione impone un nuova forma di stato, lo stato come delimitazione del territorio sembra ormai in crisi, una crisi senza ritorno . Lo stato basato sul possesso della terra, richiama lo stato basato sulla storia dei contadini e dei braccianti, oggi vanno analizzate altri fondamenti dello stato.<BR>Nella globalizzazione il ruolo dello stato piu che della nazione è FONDAMENTALE , in quanto lo stato deve avere un ruolo sociale di PROTEZIONE nei confronti dei cittadini ma meglio dei partecipanti alle comunità .<BR>Comunità nel senso di comunità verticali ed orizzontali , comunità di idee .<BR><BR>La forma stato è il modello sociale europeo .<BR><BR>E' evidente che la piccola Italia non può uscire dalla crisi della globalizzazione se a livello europeo  non viene definita in ambito ideologico e quindi organizzativo una nuova forma di stato .<BR>In questo contesto la forma stato riguarda il modello sociale europeo e riguarda a nostro avviso un patto organizzativo e ideale tra Italia Francia e Germania , che vede l' unita delle politiche quali Esteri ,militare-esercito , politico di sviluppo economico .<BR>La politica finanziaria ed monetaria in Europa deve essere gestita in modo DIRETTO solo ed esclusivamente dai ministri del tesoro Italiano Francese e Tedesco.<BR>Questo implica un cambiamento totale della fallimentare politica europea e implica una totale chiusura con le squallide burocrazie europee.<BR>Inoltre ormai i tempi sono maturi per la creazione di un ufficio interparlamenate italo-francese-tedesco per il coordinamento dei lavori dei parlamenti italiano francese e tedesco.<BR>In modo che le stesse discussioni sulle stesse norme avvengono nello stesso tempo.<BR><BR>Del resto questo processo è ormai in atto , la principale casa automobilistica tedesca di parziale proprietà dello stato doveva licenziare dei dipendenti tedeschi , in nome del modello sociale europeo e nella solidarietà come modello sociale tra la proprietà dell'azienda e il sindacato ,  ha deciso di mantenere totalmente la forza lavoro in essere in Germania e di chiudere totalmente lo stabilimento in Belgio.<BR>Dopo circa un anno lo stesso problema si era posto per il principale gruppo auto francese di proprietà dello stato francese , anche loro chiusero lo stabilimento in Belgio e quindi sanarono la situazione in Francia senza licenziamenti.<BR>Questo deve aprire una discussione in Italia sulle politiche di convergenza con Francia e Germania .<BR>Al partito socialista europeo si pone il problema della solidarietà con i lavoratori ESTERNI al perimetro politico  e sociale della forma organizzativa del modello sociale europeo.<BR><BR>La razio di questi interventi delle aziende governative di Francia e Germania coordinate con i rispettivi governi è quello di una politica delle protezioni dei cittadini delle comunità e delle famiglie e per che no ? dei... Dico .<BR><BR>Nel programma di BAD GODESBERG per i socialisti in Italia<BR>Deve esserci una discussione anche nel conflitto di interessi .<BR><BR>Proviamo una ipotesi di analisi su cui parlano molto i politici di professione ma gli accademici  veri di diritto commerciale tacciano .<BR><BR>Il libro di riferimento come è noto è Berle Means Società per Azioni e Proprietà privata , la stesura originale è del 1932.<BR><BR>L'argomento è alquanto complesso è non può essere trattato qui ma è importante che in parlamento improvvisamente tutti siano diventati super esperti di diritto commerciale.<BR><BR>Il contratto che la proprietà stipula con il manager ESTERNO prevede la determinazione degli indicatori materiali ed immateriali della produzione , determina i costi fissi e variabili <BR>E pianifica l'andamento aziendale .<BR><BR>Il manager ESTERNO vive processi  che potremmo definire di impiegatizzazione del lavoro .<BR><BR>In questo contesto inserito nella materia di pianificazione aziendale vi è una visione deterministica dell'azienda .<BR><BR>A questo punto la nomina di manager ESTERNI può avvenire  anche da realtà oganizzative esogene o diversificate .<BR><BR>Del resto negli Stati uniti  la super eccentrica signora erede del fondatore di IBM si occupa di tante cose ma non sa nemmeno chi è il presidente di IBM pur essendo ancora proprietaria  di un notevole pacchetto azionario .<BR><BR>Il contratto che potremmo definire di outsource organizzativo può essere determinato quando siamo di fronte ad aziende che producono in serie , su basi fordiste o post fordiste o post tayloriste.<BR>Quando vi è rapporto tra quantità prodotte fisiche e organizzazione manageriale .<BR>Quando l'attività è di natura culturale in senso lato ma molto lato la natura del contratto diventa indeterminata quindi il contratto può essere nullo o annulabile.<BR><BR>Se la mission di una azienda è quella di riposare la mente dei lavoratori molto stanchi e arrabbiati e si ritiene che lo strumento possa essere i seni delle ballerine ma non la produzione di lamiere e di ferro a questo punto per un manager diventa molto difficile trovare quel EQUILIBRIO tra la produzione delle idee e la produzione dei manufatti e i risultati numerari .<BR>Si può obiettare che ' i seni delle ballerine ' non sono produzione di idee , qualcuno rispose che la cultura è processo egemone.<BR>In questo contesto se qualcuno vuol governare con ' i seni delle ballerini ' è meglio contrapporre qualche idea egemonica che non qualche strumento ' antitette '.<BR><BR> <BR><BR> <BR><BR> <BR><BR> <BR>


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